Sanità&benessere in questo numero ci regala due novità: la più importante è che l’Editoriale del nostro Magazine è a cura del Dott. Giulio Gallera, Assessore al Welfare della Regione Lombardia, la seconda è la nuova veste grafica!

Buona lettura…

Credo che chiunque di voi stia sfogliando “Sanità&Benessere efocus”, allegato a “Sette” de Il Corriere della Sera, in questo momento abbia condiviso come me, almeno una volta nella vita, questa sensazione. Quella di trovarsi all’interno di un ambulatorio medico o, meglio ancora, di una sala operatoria, e di riflettere sulla presenza quasi “imponente” della tecnologia. Una presenza rassicurante, perché è grazie all’evoluzione tecnologica e a quella scientifica se oggi la vita media della popolazione si allunga, se abbiamo strumenti e conoscenze per combattere disturbi e malattie che un tempo potevano decidere della nostra sorte. E poi, subito dopo, pensiamo a quanto sia cambiata la professione del medico che, tra le tante doti, deve anche saper utilizzare questi strumenti e che dovrà, sempre di più, comprenderne e governarne gli sviluppi. Sì ,perché da qualche decennio a questa parte, a un ritmo sempre più rapido, le scienze della vita hanno vissuto un grande cambiamento. Il settore della medicina di precisione e della sanità è stato fortemente condizionato dalle tecnologie emergenti: dalla disponibilità dei dati, dai nuovi device, dalla diagnostica indossabile, dai materiali innovativi, dai robot, dai sistemi di produzione, dal 3D printing, dagli algoritmi di data analytics e di machine learning… Una vera e propria rivoluzione.

Non è un caso che le grandi università tecniche internazionali, penso agli americani di Stanford o agli inglesi dell’Imperial College, abbiano individuato proprio nelle scienze della vita e nella medicina di precisione il futuro delle tecnologie avanzate e del data science. E non è un caso se anche il Politecnico di Milano e Humanitas University abbiano deciso di procedere nella stessa direzione, di unire le loro competenze, l’ingegneria da un lato e la medicina dall’altro, per formare una nuova figura di medico.

Ed è così che lo scorso giugno abbiamo lanciato ufficialmente MEDTEC SCHOOL e che a tre mesi di distanza i primi cinquanta ragazzi abbiano iniziato questo nuovo percorso di studi. Un corso di laurea, interamente in lingua inglese, che disegna una nuova figura professionale: non quella di un “medico-ingegnere”, ma di un “medico e ingegnere”, di un medico innovativo e di un ingegnere del futuro. Un percorso che al termine dei 6 anni permetterà di ottenere un doppio titolo: una Laurea Magistrale a ciclo unico in Medicina e Chirurgia e una Laurea Triennale in Ingegneria Biomedica.

Dopo la laurea potranno proseguire il percorso professionale secondo la loro vocazione: nella pratica medica nelle Scuole di Specializzazione, nella ricerca medica e ingegneristica oppure direttamente nell’industria. Si aggiunge così un nuovo tassello all’ecosistema lombardo, dove la rilevanza di ospedali e imprese del settore farmaceutico e in più in generale legate alle scienze della vita rendono Milano e il suo territorio ancora più competitivi.

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