Sanità&benessere in questo numero ci regala due novità: la più importante è che l’Editoriale del nostro Magazine è a cura del Dott. Giulio Gallera, Assessore al Welfare della Regione Lombardia, la seconda è la nuova veste grafica!

Buona lettura…

L’attuale contesto epidemiologico evidenzia un sostanziale miglioramento delle condizioni di vita che comportano, fortunatamente, un considerevole allungamento dell’aspettativa di sopravvivenza.

Diventa pertanto necessario investire sulla presa in carico e sulla gestione delle cronicità, incentivando la diffusione di azioni di prevenzione per contrastare patologie future e rispondendo ad una richiesta di salute sempre più attenta e consapevole da parte dell’utenza.

La medicina territoriale rappresenta un luogo fondamentale per le cure e il primo accesso per l’assistito; viene richiamata alla sua dimensione clinica e proattiva in quanto riveste un ruolo strategico nel percorso di presa in carico del paziente, in particolare cronico e fragile: il passaggio dalla “cura” al “prendersi cura” – che rappresenta il filo conduttore e ispiratore della riforma messa in atto da Regione Lombardia – nel definire percorsi personalizzati, è finalizzato a favorire la permanenza nel contesto familiare e assicurare una migliore integrazione sul territorio di tutti gli attori della rete d’offerta che costituiscono il sistema.

Nel nostro modello, i primi dati parlano chiaro: 310 mila pazienti presi in carico in pochi mesi, 250 mila Piani di Assistenza sottoscritti, più di 100 mila prestazioni prenotate direttamente dai Medici di base nella cornice di una stretta alleanza “ospedale-territorio”.

La sostenibilità di lungo periodo impone risposte diverse, misure che puntino ad utilizzare al meglio le risorse disponibili per ottenere il massimo risultato in termini di salute, senza pregiudicare l’equità dell’accesso ai servizi. In particolare, gli sforzi per promuovere e sostenere corretti stili di vita devono essere considerati non tanto come una fonte di costo bensì come un investimento economico e sociale.

Perché l’investimento in sanità determini un effettivo investimento di salute e un reale aumento del benessere sociale, esso deve riferirsi a beni e servizi i cui costi siano giustificati in termini di efficacia, siano cioè produttivi di salute in base alle evidenze scientifiche.

Tutto questo permetterà di migliorare le funzioni di orientamento della domanda attraverso il potenziamento della medicina territoriale, anche a livello normativo, ed a favorire una migliore comunicazione tra il paziente e il professionista sanitario, con “empowerment” dei cittadini-utenti ed il loro coinvolgimento attivo per migliorare l’alleanza terapeutica, l’utilizzo di standard specifici e criteri di appropriatezza.

                                  Dott. Giulio Gallera, Assessore al Welfare, Regione Lombardia

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