Ricerca ed innovazione all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

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Il Prof. de Braud, Direttore del Dipartimento di Oncologia, ci illustra le novità messe in campo nell’ambito della cura dei tumori solidi dell’adulto fin dal suo insediamento

Il Dipartimento di Medicina Oncologica della Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano, coordina l’assistenza e la ricerca clinica relative alla cura dei tumori solidi dell’adulto. A dirigerlo, dal 2011, il Prof.

Filippo de Braud, che ricopre anche il ruolo di Direttore della Struttura Complessa di Medicina Oncologica 1. Professore Ordinario di Oncologia Medica e Direttore della Scuola di Specializzazione in Oncologia Medica dell’Università degli Studi di Milano, dopo la laurea ha continuato la sua formazione negli Istituti di ricerca, tra i quali il Royal Free Hospital School of Medicine di Londra, l’Institute Gustave Roussy  di Parigi  e la Wayne State University di Detroit, negli Stati Uniti. Coordina e conduce studi di ricerca sui nuovi farmaci ed è consulente scientifico e membro di Comitati nazionali ed internazionali.

 

Prof. de Braud ci parli delle novità che ha introdotto una volta ricevuto l’incarico di Direttore del Dipartimento di Oncologia.

Quando sono arrivato 5 anni fa, ho trovato tre gruppi diversi, uno trattava i linfomi ed i trapianti di midollo, uno i tumori solidi ed uno i tumori della mammella. Ho quindi riunito i tre reparti nell’attuale Divisione di Oncologia Medica 1. Ho cercato di razionalizzare e focalizzare l’attenzione nell’ottica del rispetto per il malato e per le competenze dei colleghi, creando delle strutture super specialistiche. In sostanza ho raggruppato persone competenti, medici ed infermieri, specializzati e con esperienza professionale specifica, rafforzando la divisione in sottogruppi, in modo tale che ogni malato abbia la garanzia di essere curato dal medico competente per la sua malattia. La collaborazione nell’ambito di una struttura dipartimentale, a mio avviso, consente un processo di continuo confronto sull’innovazione nelle strategie terapeutiche. Tutte le decisioni sui percorsi diagnostici e terapeutici sono prese nell’ambito di riunioni multidisciplinari con gli altri specialisti e questo permette al paziente di avere la migliore qualità ed assistenza. Poi noi abbiamo come missione la ricerca, per cui ho portato più di 400 protocolli di studio ed oggi abbiamo quasi 30 fasi 1, cioè farmaci molto innovativi che sono provati per la prima volta sull’uomo.

Abbiamo quindi spostato l’attenzione dell’offerta non solo sull’assistenza ma soprattutto sui percorsi di ricerca con farmaci sperimentali, cercando di potenziare questo aspetto. Ad oggi la struttura vanta circa 40 persone che, oltre a fare assistenza, si occupano anche di ricerca. A a molti dei malati con patologie in cui la terapia standard non abbia risultati soddisfacenti, possono essere proposti trattamenti nell’ambito di studi clinici di fase I,  II e III condotti su scala nazionale ed internazionale, infatti poter accedere a sperimentazioni cliniche deve essere considerato un diritto dei malati. La struttura accoglie anche medici specializzandi e giovani specialisti con l’obiettivo di garantire il ricambio generazionale attraverso la formazione, approfittando dell’entusiasmo dei più giovani. Per essere produttivi bisogna avere una buona organizzazione interna, organizzazione che dà il “capo” nella misura in cui lascia i responsabili delle diverse strutture, liberi di essere funzionalmente adeguati nelle richieste dei pazienti. Un altro punto fondamentale è creare cultura nella popolazione rispetto alla malattia e migliorare la comunicazione con il paziente.

 

Tra le patologie trattate nella sua Struttura rientrano le Neoplasie Neuroendocrine, ce ne parli.

A queste patologie neoplastiche infrequenti riserviamo un’attenzione particolare. Le cellule neuroendocrine sono ubiquitarie ed hanno la funzione di secernere ormoni che diffondono nell’organismo. I tumori neuroendocrini che prendono origine da queste cellule possono colpire organi anche molto diversi tra di loro. Colpiscono più frequentemente il tratto gastroentericopancreatico ed i polmoni. L’eterogeneità di tali neoplasie comporta interventi mirati e diversificati allo scopo di eradicare tali tumori, laddove sia possibile. La chirurgia permette generalmente di rimuovere efficacemente la massa tumorale. A seconda della sede della lesione, della stadiazione e delle condizioni cliniche del paziente, si può utilizzare la chemioembolizzazione oppure la crioablazione o la termoablazione. Un’altra opzione è la radioterapia metabolica, ossia l’associazione di un marcatore radioattivo ad un farmaco specifico. La scelta del regime terapeutico si avvale spesso di combinazioni di più chemioterapici. Nell’ambito del trattamento sintomatico vengono abitualmente utilizzati gli analoghi della somatostatina.

Prof. Filippo de Braud

Direttore del Dipartimento di Oncologia della Fondazione IRCCS “Istituto Nazionale dei Tumori” di Milano

Via Venezian, 1 – 20133 Milano
Segreteria: 02.23903066
Fax: 02.23902149
segreteria.oncologiamedica@istitutotumori.mi.it
filippo.debraud@istitutotumori.mi.it

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