Istituto Nazionale Tumori Milano: realtà sanitaria italiana d’alto livello

#

Il Dott. Pastorino, Direttore dell’Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica, ci parla della più grande struttura d’Italia in ambito oncologico

La Chirurgia Toracica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, è specializzata nel trattamento dei tumori del polmone, del mediastino, della parete toracica e dell’esofago ed appartiene alle scuole chirurgiche di più lunga tradizione in Italia. A dirigerla il Dott. Ugo Pastorino, che nel 2015 ha anche ricoperto il ruolo di Direttore Scientifico.

Dott. Pastorino, ci parli della lunga storia dell’Istituto Nazionale Tumori di Milano

L’Istituto Tumori di Milano è stata la prima realtà oncologica in Italia con una chirurgia toracica. Già dagli anni ’80 era il più grande reparto di chirurgia oncologica toracica, e che ancora oggi riesce a coprire tutti i campi: dal polmone all’esofago, dal mediastino alla parete toracica. Ci occupiamo di ogni tumore che insorga in questo distretto, ma anche di quelle patologie rare che si trovano al confine tra collo e torace e fra torace ed addome.

Naturalmente, la nostra attività principale riguarda i tumori primitivi del polmone, che sono i più frequenti, ma lavoriamo anche sui tumori secondari del polmone, sulle metastasi polmonari generate da tumori che nascono in altri organi. Anche questa è da sempre una peculiarità della nostra struttura, e proprio in Istituto è nato il registro mondiale delle metastasi polmonari.

Quali sono le tecniche sviluppate nell’ambito della chirurgia del polmone?

Abbiamo da sempre sviluppato tecniche chirurgiche conservative, e già negli anni ’80 non operavamo utilizzando la toracotomia postero-laterale classica ma usavamo un piccolo accesso laterale, senza tagliare i muscoli del torace. Negli ultimi anni, con lo sviluppo delle tecniche endoscopiche, siamo passati alle lobectomie polmonari con accesso toracoscopico totale (VATS). Abbiamo investito sulle nuove tecnologie digitali di toracoscopia 3D, scegliendo di non impiegare il robot – cosa che ci distingue da altri centri. Infatti, riteniamo che oggi la tecnologia digitale tridimensionale a camera mobile, con gli strumenti nelle mani del chirurgo, ci permetta di avere tutti i vantaggi del robot (tridimensionalità, profondità, rotazione degli strumenti all’interno del torace) con un tempo operatorio molto più breve. Il chirurgo non è lontano dal malato ed i costi sono enormemente più bassi. Siamo in grado di offrire gli stessi vantaggi della tecnologia robotica, ma con una procedura più semplice, rapida, economica, e che non richiede 4 o 5 diverse aperture del torace.

I rapporti costi-benefici sono dunque adeguati alla medicina pubblica ed al Sistema Sanitario Nazionale. Come risultati, siamo al livello delle statistiche americane in questo settore.

Negli anni a venire la maggior parte dei pazienti potrà essere operata con queste tecniche, senza compromettere la radicalità oncologica.

Cosa vi differenzia rispetto alle altre strutture?

Molto spesso chi esegue una lobectomia in VATS non asporta i linfonodi. Noi, invece, rimuoviamo sistematicamente i linfonodi anche in toracoscopia, perché vogliamo dare al paziente la massima probabilità di guarigione. Già da alcuni anni abbiamo un gruppo multidisciplinare che programma tutte le indagini necessarie prima del ricovero, ma rivaluta il paziente anche durante il ricovero, e propone eventuali approfondimenti prima dell’intervento. Questo gruppo di esperti nelle varie discipline decide qual è la terapia più efficace per ogni singolo paziente.

La peculiarità tecnica della chirurgia toracica del nostro centro non è soltanto la chirurgia demolitiva, ma anche una grande esperienza in quella ricostruttiva. L’Istituto è stato negli ultimi trent’anni punto di riferimento per la patologia rara del torace, quei tumori che in Italia colpiscono meno di 1.500 persone all’anno. In questi tumori rari – sarcomi, tumori germinali mediastinici, neoplasie del testicolo o del timo – la chirurgia è il principale strumento terapeutico, in cui la radicalità gioca un ruolo fondamentale, e richiede la ricostruzione di organi vitali che sono spesso infiltrati dalla malattia. Il chirurgo deve saper fare ricostruzioni vascolari complesse, impiegando a volte protesi artificiali, a volte vasi prelevati dal paziente stesso.

I centri che fanno questo tipo di chirurgia in Europa sono pochissimi. La nostra struttura si caratterizza anche per le ricostruzioni complesse della parete toracica. La parete toracica non è una scatola rigida, ma una struttura dinamica che ci permette di respirare. Infatti, la nostra vita dipende dal fatto che la gabbia toracica è in grado di vuotare e riempire i polmoni migliaia di volte nell’arco della giornata, permettendo così al polmone di ossigenare il sangue.

Quando i tumori coinvolgono in maniera estesa la componente ossea e muscolare della parete toracica, ed in particolare il diaframma, il problema della ricostruzione diventa vitale: non si può fare un intervento radicale se non si è capaci di ricostruire tutto e permettere al paziente di respirare. Le tecniche messe a punto nel nostro Istituto ci consentono oggi di ricostruire il torace, dalla prima all’ultima costa, reimpiantando sulla protesi i muscoli sani del paziente.

Inoltre, quando si devono demolire dei nervi importanti per il movimento, possiamo prelevare un nervo non essenziale da un’altra area anatomica del paziente, e sostituire con quello un nervo essenziale per il movimento delle mani o delle braccia. Questa chirurgia così complessa richiede un team organizzato, con chirurghi di altri centri che lavorano insieme a noi.

Quanto è importante la diagnosi precoce dei tumori polmonari?

Abbiamo fatto un grande investimento sulla prevenzione secondaria e la diagnosi precoce dei tumori polmonari. In questo momento, ci sono oltre diecimila persone in controllo periodico nel nostro Istituto. Per questo abbiamo sviluppato nuove tecniche sperimentali, e messo a punto dei marcatori biologici che con un semplice prelievo di sangue consentono di migliorare l’efficacia della TC spirale.

Questo grande progetto va avanti da molti anni e stiamo accumulando sempre più evidenze che ci permetteranno non solo di curare prima, ma anche di prevenire i tumori polmonari. Vogliamo sapere quali soggetti svilupperanno un tumore polmonare entro 4-5 anni, per poterlo prevenire con terapie biologiche mirate, o curare con interventi chirurgici più precoci.

Dott. Ugo Pastorino

Unità Operativa Complessa di Chirurgia Toracica Fondazione IRCCS – Istituto Nazionale dei Tumori

Via G. Venezian, 1 – 20133 Milano
Segreteria: 02.23902384 – 338.3860718
Fax:: 02.23902907
ugo.pastorino@istitutotumori.mi.it

Post Correlati

Leave a comment