Asma allergico grave, i farmaci che aiutano a vivere meglio

Ad elencarceli, il Prof. Andrea Vianello, Direttore dell’Unità Operativa di Fisiopatologia Respiratoria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova

Il 70% circa dei casi di asma è di natura allergica. L’asma allergico grave è una forma di malattia in cui i sintomi persistono nonostante il tentativo di evitare l’esposizione ai fattori scatenanti e l’assunzione di una terapia massimizzata, ossia quella che si avvale di tutto l’armamentario farmacologico, sia inalatorio (broncodilatatori e corticosteroidi) che sistemico comunemente usato per trattare i pazienti più gravi. A parlarcene, il Prof. Andrea Vianello, Direttore dell’Unità Operativa di Fisiopatologia Respiratoria dell’Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Padova.

Prof. Vianello, che cos’è l’asma allergico grave?

L’asma allergico grave è una condizione complessa, la cui patogenesi è caratterizzata dall’iperproduzione di immunoglobuline E (IgE) in risposta a stimoli ambientali, quali acari della polvere, pollini e muffe. Si tratta di una malattia “non controllata”, fatto che comporta il persistere dei sintomi e l’insorgere di frequenti riacutizzazioni, che spesso causano l’ospedalizzazione ed addirittura mettono a rischio la vita del paziente. L’asma grave è un problema mondiale e rappresenta un consistente onere sociale ed economico per i sistemi sanitari.

Come si riconosce?

Dal fatto che, nonostante il tentativo di tenere la malattia sotto controllo,  persistono sintomi quali dispnea da sforzo o notturna, vi è frequente necessità di assumere farmaci broncodilatatori al bisogno, si deve far ricorso alle cure del Pronto Soccorso.

Da cosa deriva? Si può guarire?

L’asma deriva sostanzialmente dalla combinazione di due elementi: la predisposizione genetica e l’esposizione a fattori scatenanti. Nel caso dell’asma grave l’eziopatogenesi è la stessa, mentre sono diverse la frequenza e la severità delle manifestazioni cliniche. L’asma, anche quella grave, è una malattia cronica, che può avere periodi di quiescenza anche lunghi e riemergere dopo anni.

Che tipo di terapia viene utilizzata?

La ricerca e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche si sono indirizzati verso farmaci in grado di intervenire in modo sempre più specifico sui meccanismi scatenanti la patologia asmatica allergica, contrastandone gli effetti. La terapia biologica, basata sull’utilizzo dei cosiddetti anticorpi monoclonali, apre scenari completamente nuovi nel trattamento dell’asma grave, anche se richiede una selezione molto accurata dei pazienti per poter risultare pienamente efficace. Il primo farmaco biologico reso disponibile per il trattamento dell’asma grave, per il quale vi sono le maggiori evidenze di efficacia, è Omalizumab che si lega alle IgE e previene il legame delle stesse al recettore ad alta affinità per le IgE su basofili e mastociti, riducendo in tal modo la quantità di IgE libera che può innescare la cascata allergica; esso è in grado di inibire le fasi precoci e tardive delle reazioni asmatiche allergene-indotte. Omalizumab riduce la frequenza di riacutizzazioni e l’uso di farmaci steroidi e beta2-agonisti, consentendo un più efficace  controllo dei sintomi ed una più elevata qualità della vita dei pazienti, oltre ad apportare significativi miglioramenti nei parametri di funzionalità respiratoria, il tutto con un livello soddisfacente di tollerabilità e sicurezza. A questo farmaco si è aggiunto in tempi recenti, Mepulizumab (presto affiancato da Reslizumab), anticorpo anti-Interleuchina 5 che pure ha dimostrato negli studi clinici di ridurre significativamente la frequenza di riacutizzazioni. Gli studi a cui ha partecipato il nostro reparto hanno contribuito ad affermare l’efficacia e la sicurezza di questi nuovi farmaci nella cosiddetta “real life”.

Qual è il consiglio che si sente di dare ai pazienti asmatici?

Quello di cercare di tenere sempre ben controllata la loro malattia, in quanto i rischi di una malattia mal controllata sono gravi, alle volte anche fatali. In un recente studio abbiamo riportato ben 16 casi di pazienti asmatici deceduti per un attacco acuto tra il 2013 ed il 2015 nella nostra regione. Erano tutti giovani, con età compresa tra gli 11 ed i 50 anni.

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Prof. Andrea Vianello

U.O.C. di Fisiopatologia Respiratoria Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Padova

Via N. Giustiniani, 2 – 35128 Padova
Segreteria: 049 8217792
Fax: 049 8217772
andrea.vianello@sanita.padova.it

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Buongiorno mi chiamo Di Savino Rocco sono affetto da BCPO e efisema polmonare in entrambi i polmoni, in uno c’è un efisema di 10 cm e l’altro 2 da 3 cm e uno da 4cm e con la BCPO faccio molta fatica a respirare. In seguito sono salito di peso ora peso 86/87 kg ,sono alto 170 circa .Vorrei sapere se si può migliorare qualcosa. In primavera cercherò di perdere peso,e vorrei venire a fare una visita da voi. Voi cosa ne pensate?

Provi a contattare la segreteria ai numeri indicati. Le facciamo i nostri migliori auguri.

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