Come affrontare una gravidanza se si soffre di reumatismi infiammatori

A spiegarcelo il Prof. Pier Luigi Meroni, Direttore del Dipartimento di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano

Le malattie reumatiche o reumatismi sono delle condizioni morbose che causano disturbi a carico dell’apparato locomotore ed in generale dei tessuti di sostegno (connettivi) dell’organismo. A grandi linee i reumatismi vengono divisi in infiammatori, degenerativi, metabolici ed extra articolari, ma quelli infiammatori sono sicuramente i più gravi. Anche se altamente invalidanti e gravi, non necessariamente sono vincolanti nella gravidanza. A parlarcene, il Prof. Pier Luigi Meroni, Direttore del Dipartimento di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano. Laureato in Medicina e Chirurgia, si specializza in Allergologia ed Immunologia Clinica, ed in Ematologia. È stato Dirigente Medico del Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti all’Ospedale Maggiore di Milano, Ricercatore e Professore Associato dell’Università degli Studi di Milano e Direttore dell’Unità di Allergologia, Immunologia Clinica e Reumatologia dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano del capoluogo lombardo. Nello stesso IRCCS, dal 2000 al 2006, è stato Professore Ordinario di Medicina Interna, mentre dal 2006 è Professore Ordinario di Reumatologia. È Presidente del Forum Interdisciplinare Ricerca Malattie Autoimmuni (FIRMA), Master dell’American College of Rheumatology e vincitore del premio EULAR per i suoi studi. Ha diretto le Scuole di Specializzazione di Immunologia Clinica e di Reumatologia dell’Università degli Studi di Milano.

Prof. Meroni, quali sono le principali malattie reumatiche infiammatorie e come si può affrontare una gravidanza se se ne soffre?

Le principali sono l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, le spondiliti e le artriti giovanili. Queste generalmente non danno complicazioni in gravidanza, in quanto non riducono la fertilità. Il problema in questi casi non è rappresentato dalla gravidanza in sé, ma dai farmaci che vengono assunti. Alcuni farmaci infatti, non possono essere presi durante la gravidanza, perché risultano tossici per il feto. Pertanto è necessario programmare la gravidanza con il proprio medico curante, in modo tale che i genitori sappiamo quando iniziare il tentativo di concepimento. Il Methotrexate per esempio, farmaco importante nella cura delle artriti infiammatorie, deve essere sospeso almeno 6 mesi prima della gravidanza. Altri farmaci, come la Leflunomide, che si usa sempre nell’artrite reumatoide, necessitano addirittura di periodi più lunghi di sospensione e di un trattamento con resine, per allontanare i residui del farmaco. Ci sono però altre categorie di farmaci che possono essere assunti in gravidanza, come il cortisone anche se a dosi ridotte, la ciclosporina o gli antimalarici. Questi hanno una buona azione di fondo sulla malattia e sono ben tollerati dal feto. Gli antinfiammatori non steroidei possono essere assunti, però con cautela, in quanto soprattutto negli ultimi mesi della gravidanza, possono far chiudere precocemente il dotto di Bottallo, creando dei problemi alla circolazione del bambino. Può essere assunta senza problemi l’Azatioprina, farmaco di cui si ha larga documentazione di sicurezza dalle donne trapiantate ed in gravidanza. Non tollerati sono gli immunosoppressori, quali il micofenolato ed il ciclofosfamide. In tempi recenti è stato accertato che non sono tossici per il feto anche gli anti TNF. Quindi questa classe di farmaci biologici viene consentita nel caso in cui la malattia della madre sia molto attiva e non risponda alle altre terapie. In particolare vi sono alcuni anti-TNF che mostrano un bassissimo passaggio placentare legato alle caratteristiche della loro molecola: certolizumab che non possiede il frammento Fc delle immunoglobuline ed è utilizzato dai recettori della placenta per il trasferimento al feto ed Etanercept che ha un parte limitata dello stesso frammento Fc. Nel caso dell’artrite reumatoide è bene sottolineare che la gravidanza rende solitamente la malattia meno aggressiva. La gravidanza delle donne con patologie artritiche, in particolare infiammatorie autoimmuni, può comunque essere complicata dalla presenza di altri fattori di rischio, quali la presenza di anticorpi che possono creare problemi od alla madre od al nascituro. Il 20% delle pazienti che soffre di artrite reumatoide infatti, sono positive agli anticorpi antifosfolipidi, che sono potenziale causa di abortività o di gestosi della madre. La gestante può essere positiva anche agli anticorpi anti-Ro che è un tipo di anticorpi antinucleo, che possono provocare miocarditi con blocco cardiaco congenito, in una percentuale molto bassa (2%), che si decuplica nel caso di una seconda gravidanza in una donna con precedente blocco cardiaco. I fattori a rischio possono essere individuati con semplici test di laboratorio. Nel caso degli anticorpi antifosfolipidi sappiamo che l’uso dell’aspirina o dell’eparina durante la gravidanza, protegge la madre quasi nella totalità dei casi, dalle problematiche di tipo abortivo. Le donne positive per anticorpi anti-Ro vengono seguite con protocolli molto stretti di ecocardiografia fetale, che mostra se ci sono problemi al cuore del bambino. In questi casi, l’utilizzo di steroidi, che passano la barriera ed arrivano al feto, può ridurre o controllare la miocardite.

 

Con il contributo non condizionante di UCB Pharma S.p.A.

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Prof. Pier Luigi Meroni

U.O.di Reumatologia  Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini – CTO

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