Radioterapia intraoperatoria con elettroni (ELIOT) nel trattamento del carcinoma mammario

Ci spiega l’argomento il Dott. Mattia Intra, Direttore dell’Unità Day Surgery Senologico, dell’Istituto Europeo di Oncologia

Nelle pazienti con carcinoma della mammella trattate con chirurgia conservativa (la famosa quadrantectomia per intenderci, inventata dal Prof. Umberto Veronesi ormai quasi 50 anni fa ed esportata con successo in tutto il mondo), esistono altre possibilità di irradiare il seno operato rispetto alla radioterapia esterna frazionata convenzionale. Ce ne parla il Dott. Mattia Intra, Direttore dell’Unità Day Surgery Senologico dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO).

Dott. Intra, come opera la Divisione di Senologia ed in particolare l’Unità Day Surgery?

La Divisione di Senologia, diretta dal Prof. Paolo Veronesi, è il più grande centro senologico in Europa ed uno tra i più grandi nel mondo, come volume di donne trattate all’anno. Stiamo operando attualmente più di 3.600 donne all’anno ed in particolare la mia unità si occupa di Day Surgery, cioè le pazienti possono ricevere tutti i trattamenti oncologici ed oncoplastici chirurgici necessari per il trattamento del carcinoma della mammella concentrati in una giornata, senza modificare l’intensità del trattamento. In Day Surgery le pazienti possono ricevere tutte le tecniche chirurgiche oggi conosciute nella cura del tumore della mammella e, dove è indicato, anche terapie differenti, come la radioterapia intraoperatoria per esempio.

Ci può spiegare in cosa consiste la radioterapia intraoperatoria?

La radioterapia intraoperatoria con elettroni (chiamata ELIOT) è una procedura cha abbiamo iniziato a studiare in IEO già dal 1999 da una idea del Prof. U. Veronesi e del famoso Radioterapista Prof. Roberto Orecchia. Oggi siamo i leader mondiali di questa tecnica. Abbiamo trattato ormai più di 8.000 donne con carcinoma della mammella. Consiste nella possibilità di eseguire tutta, o gran parte, della radioterapia durante l’intervento chirurgico, in un’unica sessione, anziché in più frazioni quotidiane, anche 30, che possono durare più di un mese a partire da 30-60 giorni dopo l’intervento chirurgico. In alcuni casi riusciamo a concentrare questo trattamento radiante in un’unica seduta di 5 minuti in sala operatoria. Il chirurgo rimuove il tumore (quadrantectomia), esegue la biopsia del linfonodo sentinella ascellare quando indicato, e nello stesso momento è in grado di erogare anche la radioterapia intraoperatoria, in modo che tutto il trattamento locale si riesca a concludere in quella seduta di intervento e la paziente non debba ricevere altri trattamenti postoperatori, e possa essere dunque avviata ad eventuali terapie mediche, quando necessarie.

Quali sono i vantaggi di questo tipo di radioterapia?

La radioterapia intraoperatoria ha un enorme vantaggio, non solo pratico per la paziente e per il centro di radioterapia che ha un risparmio di tempo e può liberare le strutture e dare spazio ad altri pazienti, ma anche clinico, dal momento che evita i classici effetti collaterali della radioterapia esterna (ustioni, fibrosi, etc.) e permette di concludere rapidamente il trattamento per lasciare libera la paziente alle eventuali terapie mediche successive, per esempio chemioterapie, che spesso non si possono associare alla radioterapia stessa.

In quali soggetti può venire erogata tale radioterapia?

In alcuni casi selezionati può essere erogata in una unica sessione (radioteraopia intraoperatoria con elettroni – ELIOT esclusiva) con uguali risultati della radioterapia esterna. Parliamo di donne con un tumore piccolo, in menopausa e con un carcinoma infiltrante della mammella con biologia prognosticamente più favorevole. Nelle altre situazioni, quindi donne più giovani, tumori più grandi e comunque con biologia meno favorevole, abbiamo due possibilità differenti: la classica radioterapia esterna frazionata suddivisa in 30 sedute, oppure una formula intermedia che oggi sembra essere un’eccellente soluzione, cioè quella di fare un po’ di radioterapia durante la quadrantectomia (in questo caso la chiamiamo ELIOT boost) ed una parte dopo l’intervento, ma riducendo drasticamente il numero di sedute (13 od anche meno), con i vantaggi della radioterapia intraoperatoria e quelli di quella esterna, ma minimizzando gli svantaggi di entrambe.

Esistono controindicazioni?

Naturalmente e come per tutte le procedure esistono sempre alcune controindicazioni tecniche e cliniche. Non esiste un trattamento valido e sicuro ed efficace per tutti ed al 100%. Tuttavia direi che i casi in cui la radioterapia intraoperatoria (esclusiva o come boost a seconda dei casi) sia controindicata sono davvero pochi. E’ fondamentale la selezione delle pazienti per offrire il trattamento più efficace ed adeguato. Ed ormai dal gennaio 2000 stiamo offrendo la ELIOT nella pratica clinica con grande soddisfazione. Esistono anche altre metodiche di radioterapia parziale della mammella, sia intraoperatoria sia postoperatoria, ma non c’è dubbio che la ELIOT sia la più simile alla radioterapia esterna e la più efficace. Ed è oggi disponibile in molti altri centri per la cura del tumore in Italia e nel mondo.

Il Dott. Mattia Intra in sala operatoria

Dott. Mattia Intra

Unità Day Surgery Senologico Divisione di Senologia – Istituto Oncologico Europeo (IEO)

Via G.Ripamonti, 435 – 20122 Milano
mattia.intra@ieo.it

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