Nuove tecnologie per la cura del diabete, anche in età pediatrica

A parlarcene, il Dott. Riccardo Schiaffini, Dirigente Medico dell’U.O. di Diabetologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma

Il diabete è una malattia cronica caratterizzata da iperglicemia, ovvero un aumento dello zucchero (glucosio) nel sangue, a sua volta causata da una carenza (assoluta o relativa) di insulina nell’organismo umano. Nei bambini, la forma più frequente è quella costituita dal diabete mellito di tipo 1, in cui vi è una carenza assoluta di insulina, un ormone prodotto da alcune cellule del pancreas che svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dei livelli glicemici. A parlarcene, il Dott. Riccardo Schiaffini, Dirigente Medico dell’U.O. di Diabetologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Dopo la laurea in Medicina all’Università La Sapienza di Roma, si è specializzato in Endocrinologia e Diabetologia, nella stessa università romana e dal 2001 è nel prestigioso ospedale pediatrico romano e si occupa di Diabetologia Pediatrica. Nel corso della sua carriera ha partecipato e condotto numerosi studi clinici ed è autore di diverse pubblicazioni scientifiche nazionali ed internazionali.

Dott. Schiaffini, ci parli del diabete infantile. Si può guarire?

Nei bambini, la forma prevalente quasi esclusiva, è il diabete di tipo 1, quindi insulino dipendente. È un tipo di diabete acquisito e non geneticamente trasmesso, pertanto i bambini non lo presentano alla nascita, ma viene diagnosticato prevalentemente durante l’età evolutiva; è una forma di diabete che esiste anche nell’adulto e di conseguenza può colpire tutte le età. Nell’infanzia, le altre forme di diabete, meno prevalenti, sono il diabete di tipo 2, il diabete neonatale ed il diabete monogenico. Quello di tipo 2, è legato allo stile di vita (sedentarietà, obesità) tanto che fino a pochi anni fa era presente quasi esclusivamente negli adulti, ma con l’incremento dell’obesità in età infantile, si è affacciato anche nella fascia pediatrico-adolescenziale. Il diabete neonatale e quello monogenico invece, sono geneticamente determinati, perché conseguenti a mutazioni specifiche che identificano diverse forme. I sintomi del diabete tipo 1 nell’infanzia sono molto acuti e drammatici. Si presentano in modo improvviso in bambini altrimenti sani, che spesso non hanno nemmeno una familiarità per diabete. I sintomi di esordio sono poliuria (aumento della quantità di urine) e polidipsia (sete eccessiva con aumento dell’assunzione di liquidi). Un esordio estremamente acuto che però, se ci si pensa, può essere diagnosticato facilmente con un semplice esame urine o con la misurazione della glicemia capillare. Ad oggi, soprattutto per il diabete di tipo 1, non esiste possibilità di guarire. Ci sono però numerosi filoni di ricerca che dobbiamo considerare molto promettenti, e quindi in futuro si spera di poter trovare la cura definitiva. Ora come ora è quindi possibile curare l’iperglicemia, che è la conseguenza del diabete, ma non il diabete in sé.

Sappiamo che oggi esistono delle tecnologie  in grado di cambiare la vita di questi pazienti  che soffrono di diabete. In che modo?

Le tecnologie applicate al diabete di tipo 1 in età pediatrica, così come in quella adulta, si dividono in tre grossi filoni, due dei quali interessano l’autocontrollo della glicemia, che è uno dei cardini della terapia del diabete, e l’altro la somministrazione dell’insulina. La prima delle due tecnologie che riguardano l’autocontrollo glicemico è il monitoraggio continuo del glucosio (CGM – Continuous Glucose Monitoring), attraverso un dispositivo che consente, a differenza di quanto si è abituati a fare, ossia il monitoraggio della glicemia capillare bucandosi il dito, di monitorare continuamente la glicemia con dei sensori del glucosio, che vengono inseriti manualmente e facilmente dai pazienti stessi sulla cute (nello spazio interstiziale sottocutaneo), in diverse zone del corpo. L’altra tecnologia che attiene sempre al monitoraggio della glicemia è invece il cosiddetto “Flash Glucose Monitoring”, che è costituito sempre da sensori inseriti nello spazio interstiziale del tessuto sottocutaneo, che però non monitorano in continuo la glicemia, ma a richiesta, ossia quando il paziente fa una scansione del dispositivo inserito in genere sul braccio. Per quanto riguarda la somministrazione della terapia insulinica, oggi esistono microinfusori di insulina molto piccoli, che erogano costantemente insulina in quantità variabile, in maniera molto simile a come farebbe un pancreas sano. Attraverso questo dispositivo è possibile infondere insulina in modo continuo e secondo una programmazione. Sono disponibili dispositivi che integrano le due tecnologie di cui abbiamo parlato e sospendono in modo automatico l’erogazione di insulina quando si prevede una ipoglicemia. A breve, inoltre, sarà disponibile un nuovo device integrato (CGM/microinfusore) che avrà anch’esso l’automatismo di sospensione della erogazione insulinica in previsione di ipoglicemia, la cui peculiarità sarà la estrema accuratezza del sensore del glucosio. Ovviamente si tratta di tecnologie che non è possibile applicare a tutti i pazienti, ma c’è la necessità di una certa selezione, trovando i pazienti più idonei all’uso delle stesse: bisogna considerare che questi dispositivi non danno soltanto informazioni sulla glicemia puntuale di quel momento ma, cosa più importante, su come la glicemia sta andando già nelle ore precedenti e su come si prevede che possa andare nelle ore successive. L’informazione infatti, è integrata dalle “frecce di tendenza” che ci dicono se la glicemia sta salendo o scendendo, e soprattutto con che velocità, pertanto il paziente, una volta divenuto esperto, può prevedere cosa succederà nelle ore successive e regolare così i suoi comportamenti, relativi sia alla terapia insulinica, sia all’alimentazione ed all’attività fisica, che sono gli altri fondamenti della terapia del diabete. Nei sistemi integrati – monitoraggio continuo del glucosio e microinfusore di insulina – il fattore più importante è l’accuratezza del dato del sensore, che oggi si è avvicinato moltissimo al dato misurato sul sangue, con un indice di precisione detto MARD, che è arrivato ad essere inferiore al 10%, consentendo quindi un’estrema affidabilità del dato. È per questo motivo che adesso i sistemi integrati hanno raggiunto un buon livello di automatismo nell’erogazione dell’insulina, tanto da essere sempre più utilizzati anche nell’età pediatrica.

Dott. Schiaffini sempre rimanendo in tema di nuove tecnologie quali le novità in Italia?

Proprio di recente è stato presentato al Congresso Nazionale SID un nuovo microinfusore per insulina prodotto negli Stati Uniti che sarà a breve disponibile in Italia. E’ un microinfusore tecnologicamente avanzato, integrato con un sistema di monitoraggio glicemico in continuo, che ha come caratteristiche principali il display totalmente touch e la possibilità di poter aggiornare il software in remoto proprio come accade oggi con i nostri smartphone. Il sistema CGM permette inoltre, attraverso un’APP, di inviare il dato glicemico in continuo allo smartphone dei genitori, permettendo loro di verificare a distanza il dato glicemico del loro bambino.

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Dott. Riccardo Schiaffini

Unità Operativa di Diabetologia Ospedale Pediatrico Bambino Gesù

Piazza Sant’Onofrio, 4 – 00165 Roma

Segreteria: 06 68592935
riccardo.schiaffini@opbg.net

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