Diabete, arrivano le nuove tecnologie per una gestione più sicura

Ce ne parla il Prof. Pitocco, Direttore Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Area di Diabetologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma

La sfida che quotidianamente si trovano ad affrontare i soggetti affetti da diabete è quella di tenere sotto controllo la glicemia, ossia la quantità di zucchero nel sangue. Trattiamo l’argomento con il Prof. Dario Pitocco, Direttore Responsabile dell’Unità Operativa Semplice di Area di Diabetologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli di Roma. Dopo la laurea si è specializzato in Endocrinologia e Malattie del Ricambio, indirizzo in Diabetologia e Malattie del Metabolismo all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma. Dal 2014 è uno dei Curatori del Journal Club per il Sito della Società Italiana Diabetologia. Socio della Società Italiana di Diabetologia (SID) e membro del Gruppo di Studio intersocietario SID/AMD/SIEDP Diabete e Tecnologia ), dal 2018 è professore associato in Endocrinologia. È autore di trattati di riconosciuto prestigio nazionale e internazionale.

Prof. Pitocco, quando parliamo di diabete insulinodipendente?

Parlare di diabete significa riferirsi ad una patologia caratterizzata da un aumento dei livelli di glucosio nel sangue, con alla base meccanismi sono diversi. Le due forme più comuni sono il diabete di tipo 1 e il diabete di tipo 2.  Il diabete di tipo 1 consegue a una mancata produzione di insulina, che è l’ormone prodotto dal pancreas preposto a stabilizzare i livelli glicemici.  Può comparire in qualsiasi età, viene detto insulinodipendente, perché in questi soggetti l’insulina è un trattamento sostitutivo. Abbiamo poi il diabete di tipo 2, in cui il livello di glucosio nel sangue è dato da un non perfetto funzionamento dell’insulina, legato fondamentalmente a un meccanismo definito insulino-resistenza.

Quali sono le complicanze e come si possono affrontare?

Le complicanze del diabete si dividono in complicanze croniche e complicanze acute. Le complicanze croniche, a seconda del distretto interessato, si dividono in microangiopatiche o macroangiopatiche. Le microangiopatiche interessano i piccoli vasi sanguigni, come quelli della retina, del rene (ricordo che il diabete è una delle cause principali della dialisi o della cecità in età lavorativa), e del sistema nervoso (neuropatia). Le complicanze macroangiopatiche che interessano invece i grossi vasi, come le coronarie, l’asse carotideo o quelli preposti alla circolazione negli arti inferiori. Le complicanze acute invece sono rappresentate dall’alterazione dei valori glicemici. Quando questi si innalzano molto possiamo avere la chetoacidosi nel diabete di tipo 1 o la sindrome iperglicemica iperosmolare nel diabete di tipo 2. Al contrario quando la glicemia tende a scendere troppo si parla di ipoglicemia, una situazione che può portare a una perdita di coscienza fino al coma (coma ipoglicemico). Le complicanze acute sono spesso conseguenza di una terapia non ben controllata.

Come si impongono le nuove tecnologie nella terapia?

Le tecnologie applicate al diabete si dividono in due grossi filoni, uno interessa l’autocontrollo della glicemia, cardine della terapia del diabete, e l’altro la somministrazione dell’insulina. Attualmente è possibile monitorare in continuo la glicemia (Continuous Glucose Monitoring), attraverso  dei sensori del glucosio, che possono essere inseriti manualmente e facilmente dai pazienti stessi in diverse zone del corpo oppur impiantati dal medico all’interno del sottocute del paziente stesso . L’altra tecnologia, sempre legata al monitoraggio della glicemia, è invece il cosiddetto “Flash Glucose Monitoring”, che è costituito sempre da sensori, che però non monitorano in continuo la glicemia, ma a richiesta, ossia quando il paziente fa una scansione del dispositivo inserito sul braccio. Per quanto riguarda la somministrazione dell’insulina, oggi esistono microinfusori di insulina, che la erogano costantemente in quantità variabile, in maniera molto simile a un pancreas sano. Sono disponibili dispositivi che integrano le due tecnologie di cui abbiamo parlato e sospendono in modo automatico l’erogazione di insulina quando si prevede una ipoglicemia. A brevissimo, inoltre, saranno disponibili anche in Italia dei sistemi integrati (CGM/microinfusore), con sensori sempre più accurati, che avranno oltre all’automatismo di sospensione della erogazione insulinica in previsione di ipoglicemia, un incremento, sempre automatico, della infusione di insulina se il sistema prevede che la glicemia stia per aumentare, andando cosi a denotare un qualcosa che si avvicina molto a un pancreas artificiale. In pratica questo nuovo sistema integrato grazie ad una tecnologia innovativa è in grado in grado di regolare automaticamente l’erogazione di insulina basale in funzione dei valori rilevati tramite il monitoraggio in continuo del glucosio. Si adatta alle esigenze specifiche di ciascun paziente per aiutarlo a massimizzare il tempo nel range stabilito : una vera innovazione per il medico ed il paziente che, meglio controllato, guadagna anche in qualità di vita.

Quali sono i benefici per i pazienti e la comunità offerti da questi dispositivi?

I benefici dati dai microinfusori sottocutanei di insulina e dai dispositivi per il monitoraggio in continuo del glucosio consistono in un miglioramento del controllo glicemico, una riduzione delle ipoglicemie, e un auspicabile decremento delle complicanze a breve e lungo termine. Una stabilizzazione dei valori glicemici comporta per il paziente una miglioramento della qualità di vita, mentre  la possibilità di ridurre la complicanze acute e croniche del diabete significherebbe un importante contenimento dei costi complessivi di assistenza.

Prof. Pitocco

Dott. Dario Pitocco

Unità Operativa di Area di Diabetologia Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli

Largo Agostino Gemelli, 8 – 00168 Roma
Tel: 06-30154071
dario.pitocco@policlinicogemelli.it

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