Scompenso cardiaco: facciamo il punto con il Professor Sinagra dell’A.O. di Trieste

La struttura giuliana è un centro d’eccellenza per la cura delle patologie cardiologiche, ma anche per le attività didattiche e di ricerca avanzata

La S.C. di Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera di Trieste fa parte del Dipartimento ad Attività Integrata Cardiotoracovascolare, insieme alle S.C. di Cardiochirurgia, Chirurgia toracica, Cardiovascolare e Medicina dello Sport, Pneumologia e Chirurgia Vascolare. Nel dipartimento – che può contare su 78 medici, 200 unità infermieristiche e 70 unità di supporto – si svolge inoltre un’importante attività didattica per Corsi di Laurea, Scuole di Specializzazione post laurea, Master e Dottorati e di Ricerca, in particolare nel campo dello Scompenso e Medicina Rigenerativa e di precisione in collaborazione con l’International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology. È il Prof. Gianfranco Sinagra, Direttore del Dipartimento, Professore Ordinario di Cardiologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Malattie Cardiovascolari dell’Università di Trieste, a presentarci la struttura e a fare il punto sul tema dello scompenso.

“Sicuramente nostri punti di forza sono la cura delle cardiopatie ischemiche, il trattamento dei difetti strutturali e congeniti e delle insufficienze mitraliche, ma anche il nostro programma avanzato di interventi mininvasivi, soprattutto nei confronti di una popolazione sempre più anziana con malattie associate. Ma il fiore all’occhiello della nostra cardiologia è senza dubbio il trattamento di un gruppo di malattie, le cardiomiopatie, che riguardano un difetto primitivo del muscolo cardiaco. Per questo tipo di patologia abbiamo sviluppato un Registro Internazionale ed un avanzato sistema di diagnostica (con la possibilità di eseguire biopsie endomiocardiche), di terapia e follow up con  la possibilità di eseguire la caratterizzazione genetica per identificare eventuali mutazioni associate alle cardiomiopatie ereditarie, così da comprendere  l’insorgenza e l’evoluzione della malattia.

Uno degli aspetti con cui si può manifestare la cardiomiopatia è lo scompenso cardiaco…

Esattamente. Lo scompenso è conseguente alla disfunzione miocardica ed è una manifestazione tipica delle cardiomiopatie, insieme alle aritmie e alla morte improvvisa. Tra i pazienti che soffrono di miocardiopatie, ad andare verso lo scompenso sono soprattutto i giovani, coloro che hanno dei casi nella sfera familiare e che talvolta si caratterizzano per  decorsi sfavorevoli. Ma lo scompenso è la via finale comune di molte altre malattie, diverse tra loro che si manifestano con sintomi e segni specifici che indicano un’incapacità del cuore di garantire il flusso di sangue coerente con i bisogni metabolici dei tessuti e la loro corretta ossigenazione. Quindi le cardiomiopatie sono una delle cause dello scompenso ma ne esistono molte altre e con esse molti approcci differenti di trattamento.

Quali sono i principali?

Possiamo evidenziarne tre: una prima fascia è il trattamento specifico della causa che ha generato lo scompenso; una seconda fascia è quella dei trattamenti trasversali perché tutte le cardiopatie con scompenso a cuore dilatato necessitano di essere trattate con alcuni farmaci che migliorano la sopravvivenza, quali ad esempio gli ACE inibitori, gli antialdosteronici, gli ARNI, i betabloccanti, i diuretici, quando necessari; e una terza fascia è quella delle terapie non farmacologiche, ossia delle protesi per gestire i problemi di tipo elettrico o meccanico (defibrillatore, pacemaker biventricolare, clip mitralica, protesi TAVI per la valvulopatia aortica…). Nel trattamento dello scompenso, infine, è fondamentale tenere presente tutte le comorbilità che possono influenzare l’espressione e l’evoluzione dello scompenso stesso. Gli scopi della terapia non sono gli stessi per tutti i pazienti a tutte le età: possono prolungare la vita del paziente e migliorarne la qualità. Alcuni trattamenti come ad esempio, quelli per la carenza di ferro, possono migliorare  funzioni cellulari critiche per la produzione di energia cellulare nei muscoli scheletrici e cardiaci con ripercussioni positive sulla sintomatologia e autonomia funzionale del paziente. Rimane fondamentale la ricerca clinica e lo sforzo di massima caratterizzazione e personalizzazione dei trattamenti.

Sinagra

Prof. Gianfranco Sinagra

Dipartimento ad Attività Integrata Cardiotoracovascolare – Azienda Universitaria di Trieste

Via Pietro Valdoni 7, Trieste
Tel: 040 3994477 Email: cardiologia@asuits.sanita.fvg.it

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