Bambini e cuore, come risolvere i difetti interatriali

Quali device utilizzare per risolvere le cardiopatie congenite in modo efficace

Anche il cuore dei bambini può aver bisogno di cure; è importante sottoporli a screening periodici che possano permettere di individuare in tempo cardiopatie congenite semplici ma spesso asintomatiche. Un discorso a parte meritano invece le cardiopatie congenite più complesse che sono sintomatiche e vengono diagnosticate nel primo anno di vita. Di alcuni difetti congeniti parliamo con il Dottor Mario Carminati, Responsabile dell’Unità Operativa di Cardiologia Pediatrica e Congeniti Adulti presso l’Ospedale I.R.C.C.S. Policlinico San Donato (Milano).

Professor Carminati, cosa s’intende con difetti interatriali?

Il difetto interatriale consiste in un buco nel setto che divide le due camere superiori del cuore, l’atrio destro e quello sinistro. Questo setto divide il sangue venoso che ritorna dal corpo all’atrio destro dal sangue arterioso che ritorna all’atrio sinistro passando dai polmoni. In presenza di un difetto interatriale il sangue carico di ossigeno si mescola con il sangue venoso causando un sovraccarico di volume delle sezioni destre del cuore. I bambini con un difetto interatriale raramente hanno sintomi. Sono normalmente attivi, con appetito e regolare curva di crescita. E’ però importante chiudere la comunicazione fra i due atri, perchè il sovraccarico di volume è destinato con elevata probabilità a causare sintomi in età adulta, quali scompenso cardiaco o ridotta tolleranza allo sforzo e aritmie. Chiudere il difetto prima dell’età adolescenziale permette di prevenire complicazioni tardive.

Che cos’è l’ostium secundum?

E’ il tipo più frequente di difetto interatriale. Si tratta di un foro nel setto interatriale che permette al sangue di passare dall’atrio sinistro a quello destro. Il forame ovale pervio invece consiste nel mancato accollamento della membrana della fossa ovale, la parte più sottile del setto interatriale, alla parte muscolare del setto interatriale stesso. Il sangue in questo caso può passare dall’atrio destro a quello sinistro; ciò non ha rilevanza emodinamica importante, ma in caso di presenza di un trombo in atrio destro può permetterne il passaggio in atrio sinistro e quindi nella circolare “sistemica” e arrivare ad esempio in un’arteria cerebrale, causandone l’occlusione e la conseguente ischemia. Questo meccanismo di “embolia paradossa” è la causa più probabile di un’ischemia cerebrale criprogenica, specie se avviene in una persona molto giovane, senza altri fattori di rischio cardiovascolare.

Quali sono i dispositivi medici per la chiusura di questi difetti e qual è il materiale più sicuro da utilizzare per questo tipo di trattamento?

Esistono diversi dispositivi che permettono di risolvere i difetti interatriali. Attualmente circa l’80% dei pazienti con questa condizione può essere trattato con il posizionamento di un “ombrellino” sul setto interatriale attraverso un tubicino inserito nella vena femorale. “L’ombrellino” è contenuto nel catetere e, una volta raggiunta la giusta posizione a livello del setto interatriale, viene aperto occludendo in modo definitivo il difetto, senza necessità di aprire il torace e il cuore e chiudere il difetto utilizzando la macchina cuore-polmoni come avviene con l’intervento chirurgico convenzionale. Fra i dispositivi più utilizzati c’è l’Amplatz, di cui la letteratura medica ha confermato la sicurezza e il GORE CARDIOFORM Septal Occluder. Quest’ultimo è composto da 5 fili metallici ricoperti da una membrana, il “gore-tex”, usato anche in tante altre applicazioni. Il gore-tex rende il dispositivo morbido e più adattabile ad ogni tipo di anatomia.

Di patologie cardiache congenite parleremo ancora Professore?

Certamente. Molte sono le informazioni da condividere con i lettori sulle novità in ambito di cardiologia pediatrica e non solo. Avremo modo di parlarne approfonditamente nello speciale sulla cardiologia in edicola la prossima primavera.

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Dott. Mario Carminati

Direttore del dipartimento di Cardiologia Pediatrica e Congeniti Adulti presso  I.R.C.C.S Policlinico San Donato

Tel: 02-52774531

Email: info.psd@grupposandonato.it

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