Definizione e trattamento della psoriasi: cosa c’è di nuovo

Ce ne parla il Prof. Antonio Giovanni Richetta, Dermatologo del Policlinico Umberto I di Roma, sede di un Centro di riferimento in Italia per la cura di questa patologia

Professore, cos’è la psoriasi?

“La psoriasi è una malattia infiammatoria cronica sistemica, a prevalente interessamento cutaneo, con andamento cronico-recidivante; si manifesta con chiazze eritemato-squamose che possono presentarsi su tutto l’ambito cutaneo, ma che prediligono alcune sedi corporee quali gomiti,  ginocchia, cuoio capelluto. Tale patologia è il risultato di una interazione fra fattori genetici ed ambientali che concorrono ad alterare l’omeostasi immunitaria dell’individuo affetto, dando origine ad un quadro infiammatorio sistemico”.

Quale impatto ha la patologia sulla qualità di vita del paziente?

“Considerata un tempo “la malattia dei sani,”  oggi la psoriasi rappresenta in realtà  una patologia molto complessa in cui l’infiammazione che ne è alla base, coinvolge non solo l’organo cute, ma numerosi altri apparati ed organi (cardiovascolare, osteo-articolare, intestinale, rene, fegato, occhio),  che devono essere presi sempre in esame nella valutazione globale del paziente psoriasico. La psoriasi è una malattia con un alto impatto sullo stato psicologico di chi ne è affetto. La cute rappresenta il nostro biglietto da visita, l’organo con cui ci relazioniamo con il mondo esterno ed è quindi chiaro come tale malattia possa incidere significativamente nei rapporti sociali, sul piano affettivo, lavorativo ed economico. Spesso il paziente tende a nascondersi, non frequentando luoghi pubblici, a coprirsi specialmente quando è localizzata in sedi visibili, a limitare la vita di relazione”.

A chi bisogna fare riferimento per assicurarsi un trattamento adeguato?

“È fondamentale che la persona affetta da psoriasi si rivolga ad un centro specializzato dove sia presente, oltre ad un ambulatorio dermatologico dedicato a tale patologia, un team multidisciplinare in grado di inquadrare il paziente nella sua globalità ed affrontare le comorbidità spesso presenti. Nella Clinica Dermatologica del Policlinico Umberto I di Roma è presente un centro di riferimento, ormai da diversi anni, che si avvale di specialisti in grado di diagnosticare precocemente la psoriasi e le comorbidità correlate”.

Qual è l’approccio terapeutico oggi?

“La terapia della psoriasi si basa sulla gravità di estensione della malattia. Nelle forme lievi si utilizza una terapia topica fondamentalmente a base di derivati della vitamina D che possono essere associati a corticosteroidi. Nelle manifestazioni moderate/gravi si somministra una terapia sistemica di prima linea che prevede l’utilizzo di ciclosporina, metotrexate, etretinato e acido fumarico. Nel caso in cui tali farmaci non risultassero sicuri ed efficaci si può ricorrere ad una seconda linea terapeutica, una “target therapy”, rappresentata dai farmaci biologici e dagli inibitori delle fosfodiesterasi. Le terapie sono in continua evoluzione. La scoperta di specifiche molecole coinvolte nel processo infiammatorio della psoriasi ha dato origine alla possibilità di utilizzare farmaci di precisione. Ci si è avvicinati in tal modo a trattamenti con alti profili di efficacia e sicurezza tali da poter essere utilizzati anche per periodi di tempo relativamente lunghi. Il futuro sicuramente ci riserverà una terapia sempre più personalizzata sulla base dello stato di malattia cutanea e sistemica del paziente”.

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I diversi gradi di psoriasi

La severità della psoriasi è definita e calcolata in base all’estensione cutanea ed alla tipologia delle lesioni: si parla di psoriasi lieve, moderata e grave in base ad un parametro numerico, il PASI, che combina il tipo di lesione (eritema, indurimento, desquamazione) con la percentuale di superficie corporea affetta. Non esiste dunque un parametro che riesca a definire la malattia nella sua dimensione a 360 gradi. Tuttavia esistono altri criteri che ci permettono di avere consapevolezza di altri aspetti salienti che definiscono la patologia: l’ACR ci dà una visione del coinvolgimento articolare, il DLQI della ripercussione psicologica del paziente e dell’impatto che la psoriasi ha sulla qualità di vita del paziente, un aspetto preso sempre più in considerazione dal dermatologo, tanto da divenire, talvolta, discriminante nella scelta terapeutica.

GIOVANNI RICCHETTA

Dott. Antonio Giovanni Richetta

Policlinico Umberto I “Sapienza”

University of Rome

Viale del Policlinico, 155 Roma

Tel/Fax:+39 06 49976966

email: antoniorichetta@hotmail.com

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