Fattori di crescita, un mondo complesso e affascinante.

Ce ne parla il Dottor Massimo Barreca, Dirigente Medico di Pediatria, Responsabile Ambulatorio Endocrinologia Pediatrica, Ospedale Cetraro, Cosenza

 

Molecole con funzioni diverse riproducibili anche in laboratorio, in grado di favorire o inibire la moltiplicazione cellulare. E’ l’affascinante mondo dei fattori di crescita, sostanze capaci di stimolare la prolife razione e la secrezione cellulare, e che possono esercitare la loro azione su tutto l’organismo attraverso il sangue. I fattori di crescita sono di solito delle proteine o degli steroidi. Esempi di fattori di crescita sono le citochine e gli ormoni.

Che cosa s’intende per fattore di crescita?

Crescita e sviluppo sono regolati da una serie innumerevole di fattori biologici e da condizioni ambientali che, partendo da una cellula, attraverso processi di proliferazione e differenzia- mento, portano alla formazione di un individuo. I fattori di crescita sono, in questo contesto, pro- teine in grado di attivare o bloccare il processo stesso. Molte di esse possono essere sintetizzate in laboratorio e trovano oggi utilizzo in diverse branche della medicina, diventando così preziosi strumenti di lotta alle malattie, come per esempio i disturbi ematopoietici e le neoplasie.

Esistono tipi diversi di fattori di crescita? Se sì, quali?

Il mondo dei fattori di crescita è complesso ed in parte ancora da scoprire. Il primo fattore di crescita ad essere stato individuato è stato il PDGF (prodotto dalle piastrine), ma oggi sappiamo che esistono numerose proteine che fungono da fattori di crescita, alcune con range molto ristretti altri più ampi, alcune che stimo- lano la proliferazione altre che aiutano anche il differenziamento. Altro fattore di crescita è l’EGF, che agisce solo sulle cellule epiteliali dell’e- pidermide, stimolando la loro sopravvivenza e il differenziamento. Esistono altri fattori di crescita, come quelli insulino-simili (IGF1 e IGF2) definiti così per via della loro struttura, una sequenza amminoacidica molto simile a quella dell’insulina che agisce stimolando la cre- scita delle cellule o ancora, quelli dei fibroblasti (FGF1 e FGF24) e il fattore di crescita dell’endo- telio vascolare (VEGF), che stimola soprattutto la proliferazione delle cellule dei vasi sanguigni.

Come agiscono i fattori di crescita?

La condizione di partenza è che il fattore di cresci- ta si lega ad una molecola specifica presente sulla cellula bersaglio; ad interazione avvenuta s’innesca la sintesi di un’altra molecola, il secondo messagge- ro (il primo è il fattore di crescita stesso). Si attiva- no così una serie di reazioni chimiche il cui scopo è la sintesi di una proteina regolatrice, in grado di rallentare o velocizzare i processi biologici.

Ci fa un esempio di proteine regolatrici che stimolano fattori di crescita?

Prendiamo l’insulina ad esempio, farmaco noto a tutti per il suo impiego nella cura del diabete, una volta avvenuto il processo d’interazione con il nucleo della cellula, è in grado di determinare nel fegato e nel muscolo la deposizione di glicogeno (un’importante fonte energetica dell’organismo), nel tessuto adiposo l’accumulo di trigliceridi, in vari tessuti dell’organismo la sintesi proteica e quindi la crescita. Altro esempio è l’ormone della crescita che determina la sintesi di un secondo ormone definito fattore di crescita insulino-simile. Quest’ultimo accelera lo sviluppo della cartilagine delle ossa che si allungano, permettendo all’individuo di crescere e sviluppare un’adeguata statura. Inoltre quest’ormone favorisce la crescita della muscolatura scheletrica e del tessuto connettivo. Infine i fattori di crescita modulano i processi riparativi conseguenti ad una lesione.

Quali impieghi terapeutici hanno i fattori di crescita?

I fattori di crescita possono essere usati come farmaci; in questo caso sono prodotti con metodi di ingegneria genetica. La maggior parte di essi non ha ancora superato la fase sperimentale, ma il loro sviluppo costituisce una delle priorità della ricerca. Sono disponibili sul mercato già alcuni fattori di crescita, utilizzati soprattutto in campo ematologico: il GM-CSF, il G-CSF e l’eritropoietina. I primi due stimolano la moltiplicazione dei globuli bianchi, il terzo favorisce la moltiplicazione dei globuli rossi. Il GM-CSF e il G-CSF sono utilizzati per ridurre la durata della leucopenia (abbassamento eccessivo del tasso di globuli bianchi) che si verifica a seguito di chemioterapia antineoplastica, trapianto di midollo osseo o AIDS, mentre l’eritropoietina si usa nel trattamento di alcuni tipi di anemia, con particolare riferimento a quelle osservabili nei pazienti dializzati con insufficienza renale cronica.

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Dott. Massimo Barreca

Dirigente Medico Responsabile dell’ambulatorio di Endocrinologia Pediatrica Ospedale di Cetraro (CS)

Località Testa, 87022 Cetraro CS

Tel: 0982977314

email: endoped.cetraro@gmail.com

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