Farmindustria e l’innovazione farmaceutica in Italia

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 Il Dott. Scaccabarozzi, Presidente dell’Associazione, ci guida alla scoperta delle imprese del farmaco

Farmindustria è l’Associazione delle imprese del farmaco, riunisce circa 200 aziende, che rappresentano oltre il 90% del settore. È tra le prime associazioni di Confindustria e fa parte anche dell’Associazione Europea delle imprese del farmaco (EFPIA). Inoltre aderisce alla IFPMA, la Federazione mondiale. La mission è quella di rappresentare le istanze delle imprese, promuovere la competitività e lo sviluppo scientifico e comunicarne il valore alle Istituzioni, all’opinione pubblica e agli stakeholder. Con l’Europa sempre più al centro delle decisioni economiche, Farmindustria è presente con un proprio ufficio anche a Bruxelles. L’industria farmaceutica in Italia si conferma al top nel settore manifatturiero, anche in confronto con gli altri comparti. A parlarcene Massimo Scaccabarozzi, Presidente di Farmindustria, rieletto all’unanimità dall’Assemblea dell’Associazione, per il terzo mandato consecutivo. Laureato in Farmacia, è anche Presidente ed Amministratore Delegato Janssen-Cilag componente del Consiglio Generale di Confindustria. Il 23 giugno dello scorso anno ha anche ottenuto il premio CEO 2016 per la Pharmaceutical Innovation.

Dott. Scaccabarozzi perché è importante comunicare il valore della farmaceutica?

Il nostro è un settore in continua espansione e come tale è fondamentale conoscere il valore che rappresenta. Proprio per questo motivo, dal 2012 Farmindustria ha avviato il roadshow “Innovazione e produzione di valore”, un tour che tocca molte regioni d’Italia. Siamo un’industria che dà valore perché “produce” prima di tutto vita, ma per poterlo fare ci avvaliamo delle fabbriche, che a loro volta producono valore perché attraggono investimenti e creano occupazione. Con questo tour portiamo avanti una comunicazione diversa da quella cui siamo abituati, ma vincente, perché se si comunica con passione e con dati alla mano, prima o poi il messaggio che si vuole dare, passa.

In sostanza il vostro obiettivo è comunicare l’innovazione farmaceutica dettata dalla ricerca?

Ricerca ed innovazione sono il core business delle imprese del farmaco. Oggi più del 90% della ricerca sui medicinali è finanziato dall’industria. Farmaci e vaccini rispondono sempre più ai bisogni di salute. Stiamo assistendo infatti ad un Rinascimento della ricerca che cambierà il modo di curare le persone. Nel futuro si affermerà la medicina di precisione, con terapie basate sulle caratteristiche genetiche degli individui, più appropriate, maggiormente efficaci e meno invasive. Attualmente sono disponibili numerose terapie farmacologiche in grado di guarire malattie prima incurabili. Altre consentono di bloccarne la progressione o di prevenirne le complicanze, permettendo ai pazienti di vivere di più e meglio. Dagli anni ’80 la mortalità in Italia è scesa del 35% e per le patologie croniche del 45%. La R&S cerca di dare risposte alle esigenze non soddisfatte; oggi si colgono i frutti di studi che, su scala globale sono iniziati anni fa ed hanno richiesto tempi lunghi ed investimenti ingenti. Il caso dell’epatite C è un importante esempio.

Come procede la ricerca in Italia?

Negli ultimi due anni le imprese del farmaco hanno rafforzato la loro leadership nel sistema italiano della ricerca con un forte incremento degli investimenti. La R&S in Italia si specializza sempre più nelle biotecnologie, nei vaccini, negli emoderivati, nelle terapie avanzate, nelle malattie rare e nella medicina di genere. La ricerca italiana potrebbe essere leader mondiale, come dimostrano due esempi concreti di assoluta eccellenza: il primo farmaco al mondo a base di cellule staminali è italiano, così come il primo farmaco di terapia genica “ex-vivo”. L’Italia è un hub mondiale per la produzione farmaceutica grazie ad investimenti, export e qualità delle risorse umane. Nel futuro la sfida è essere primi in Europa e diventare un riferimento a livello globale anche per la ricerca, con un contesto attrattivo per i nuovi farmaci, gli studi clinici, le partnership pubblico-privato, la digitalizzazione e l’innovazione di Industria 4.0. Seconda in Europa per produzione dopo la sola Germania, l’industria farmaceutica in Italia è il primo settore hi-tech per presenza.

Come risponde il Mezzogiorno agli investimenti della farmaceutica?

La farmaceutica negli ultimi anni è stato un traino per l’Italia, ma nel Sud ha avuto risultati straordinari per export, produttività pro-capite e capacità di innovazione. Attualmente l’industria farmaceutica al Sud sta trascinando l’economia più di quanto non faccia al Nord.

Dott. Massimo Scaccabarozzi

Farmindustria
Associazione delle imprese del framaco – aderente a Confindustria

Largo del Nazareno, 3/8
00187 Roma

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