Al Cnr di Cosenza si costruisce la sanità digitale del futuro

Il team guidato dal professor Guarasci al lavoro sul Fascicolo sanitario elettronico

Un archivio elettronico sempre accessibile per i pazienti e a disposizione degli operatori sanitari, un punto d’accesso consultabile anche da telefonini e tablet contenente tutta la documentazione clinica personale, informazioni sulle strutture sanitarie e la possibilità di accedere a servizi come il cambio del medico di famiglia o la prenotazione di una visita. Questo è il Fascicolo sanitario elettronico che contiene una serie di informazioni riguardanti la vita sanitaria dei singoli cittadini: i referti medici, i verbali di pronto soccorso e le lettere di dimissioni, un dossier farmaceutico con cui si rilevano i medicinali consumati, le vaccinazioni effettuate, il consenso o il diniego alla donazione di organi e tessuti, più altri servizi che potranno essere aggiunti in un secondo momento. I risvolti positivi sia in termini di risparmio economico ma anche di un miglior servizio offerto al cittadino fanno di questo progetto un punto di svolta per quel che riguarda l’ambito sanitario.

Dal 2010 il Consiglio Nazionale delle Ricerche è partner tecnologico della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Agenzia per l’Italia Digitale, per il supporto alla realizzazione del Fascicolo Sanitario Elettronico. Di ricerca e sperimentazione del Fascicolo Sanitario Elettronico si occupa l’Istituto di Informatica e Telematica IIT CNR – di Cosenza, guidata dal professor Roberto Guarasci, che ha sede all’Università della Calabria. In particolare qui sono state realizzate le linee guida per l’interoperabilità delle soluzioni regionali di fascicolo ovvero le regole e i servizi software di riferimento che favoriscono il dialogo tra i sistemi informativi sanitari delle singole regioni in modo da permettere, da ogni località italiana, l’accesso ai dati clinici di un cittadino indipendentemente dalla sua residenza anagrafica e, quindi, dalla regione che eroga l’assistenza. Inoltre il Cnr sta realizzando anche il sistema di gestione delle codifiche dei dati clinici in modo da avere informazioni certe e non ambigue sulle analisi di laboratorio e sulle diagnosi.

L’ostacolo più grande alla diffusione di questo importante strumento è la mancanza di un approccio organico al problema.

“Non è un problema  – spiega il professor Guarasci – che si possa risolvere con un bando di gara o con un’esternalizzazione massima. In gran parte sono regole e procedure che le Regioni si devono dare ripensando i loro processi di assistenza e cura, in ottica digitale. Ad esempio, molte regioni del Sud hanno realizzato – a seguito di procedure di gara – l’infrastruttura tecnologica del fascicolo ma essa risulta del tutto vuota, perché nessuno la alimenta, perché manca l’accordo con i medici di medicina generale, perché le strutture ospedaliere hanno applicativi eterogenei.”

In seguito alla Finanziaria 2016, la competenza sul Fascicolo è passata al Ministero dell’Economia e delle Finanze che lo ha collegato alla tessera sanitaria, utile ad acquisire subito i primi dati anagrafici, altrimenti affidati al medico di medicina generale. Al momento, il Fse è attivo in 15 regioni. In altre si è in fase di test, mentre la Campania, Calabria, Basilicata e Sicilia sono ancora ferme e rischiano di dover sottostare ad una gestione centrale, gestita direttamente dal Mef.

Il laboratorio di documentazione
all'interno del CNR
Il Professor Roberto Guarasci

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