CORONAVIRUS, PRESIDENTE TOTI: “DOMANI AL LAVORO CON SINDACO BUCCI SU PROVVEDIMENTI ULTERIORI PER AREE PIU’ COLPITE DA VIRUS A GENOVA. CURE E ROTAZIONE PAZIENTI CONSENTONO MIGLIORE GESTIONE OSPEDALI RISPETTO A PRIMAVERA SCORSA”

Domani entreranno in vigore le nuove disposizioni governative. Nel pomeriggio assieme al sindaco di Genova Marco Bucci ragioneremo su una serie di provvedimenti che riguarderanno, in aggiunta a quelli già presi dal Governo, le aree più colpite dal virus della città di Genova”. Il presidente di Regione Liguria Giovanni Toti fa il punto sulla situazione coronavirus in Liguria in diretta da Roma.

“Si tratta di alcuni quartieri – aggiunge Toti – in particolare parte del centro storico, di Sampierdarena, di Cornigliano e di Rivarolo, aree tracciate con grande rigore e attenzione dai nostri uffici di prevenzione attraverso il sistema Polis che individua i focolai di contagio e di sviluppo del virus. Contiamo che il combinato disposto di tracciamento molto preciso di tutti i tamponi, divieto di assembramento e uso delle mascherine possa, nel giro di qualche settimana, ricondurre l’epidemia di Covid a numeri più bassi, esattamente come è accaduto per il cluster della Spezia: i numeri odierni della Asl5 lo confermano”.

“Siamo in ogni caso – spiega Toti – di fronte a una crescita della pressione del Covid su tutta Italia. I numeri della Asl3 ci dicono che questa è l’area in cui il virus è penetrato e si sta espandendo con maggiore velocità. Per quanto riguarda il centro storico di Genova, i dati dei tamponi effettuati alla Commenda di Pre’, con circa il 10 % di positivi sul totale degli oltre 300 effettuati, confermano che questa area coincida con uno dei luoghi dove il virus circola di più nella nostra città”.

“Gli ospedalizzati crescono di 14 unità, e registriamo una moderatissima crescita delle terapie intensive –prosegue Toti – segno del fatto che la tipologia dei pazienti, la capacità di cura e la rotazione dei pazienti stessi negli ospedali (come sapete stiamo aprendo numerosi luoghi per consentire ai pazienti di effettuare convalescenza e isolamenti protetti fuori dagli ospedali) ci consente di avere una degenza media molto inferiore rispetto al picco della primavera e quindi una migliore gestione dei nostri ospedali”

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