EVOLOCUMAB: CONFERMATE EFFICACIA E SICUREZZA A LUNGO TERMINE NELLO STUDIO PIÙ LUNGO CONDOTTO CON UN INIBITORE PCSK9

I risultati dello studio presentati da AMGEN al recente Congresso dell’American Heart Association (AHA)

Milano – 26 novembre 2018– Amgen ha presentato in occasione del recente Congresso dell’American Heart Association (AHA) i dati finali dello studio OSLER-1 (Open-Label Study of Long-TERm Evaluation Against LDL-C, “studio in aperto sulla valutazione a lungo termine contro il LDL-C”).

I risultati presentati dimostrano che un trattamento a lungo termine con evolocumab è stato associato a significative e consolidate riduzioni del colesterolo lipoproteico a bassa densità (LDL-C), senza alcun aumento dei tassi complessivi di eventi avversi nel tempo e senza anticorpi neutralizzanti.

OSLER-1 è uno studio della durata di 5 anni in aperto che ha valutato la sicurezza e l’efficacia di evolocumab in pazienti con ipercolesterolemia –inclusi quelli con ipercolesterolemia familiare eterozigote – in terapia di base con statine, e in pazienti con intolleranza alle statine, precedentemente arruolati in uno di 5 studi clinici in doppio cieco condotti con (n = 1324).1-6 I pazienti trattati con evolocumab hanno ottenuto una riduzione del 59% del LDL-C medio dal basale durante il primo anno di trattamento (n = 785). Con evolocumab, le riduzioni medie di LDL-C a 2, 3, 4 e 5 anni sono state rispettivamente: 56% (n = 1071), 57% (n = 1001), 56% (n = 943) e 56% (n = 803). La percentuale di pazienti con aventi avversi è rimasta stabile nei 5 anni, se non diminuita.

Lo studio OSLER-1 dimostra l’efficacia duratura nel tempo e la sicurezza a lungo termine di evolocumab nel ridurre i livelli di LDL-C”, ha dichiarato David M. Reese , MD, vice-presidente esecutivo della Ricerca e Sviluppo di Amgen.

Questi risultati sono coerenti con quelli osservati nello studio FOURIER e in altri studi di fase III, rafforzando il ruolo di questo farmaco nel trattamento dei pazienti ad alto rischio per i quali non si riesce ad ottenere una riduzione sufficiente di LDL-C con  trattamenti tradizionali.

Lo studio OSLER-1, ha messo chiaramente in luce come l’elevata efficacia ipocolesterolemizzante su LDL-C di evolocumab perduri immutata per un periodo di osservazione di 5 anni (-56% vs basale). Afferma Alberto Zambon, professore Associato di Medicina Interna, Università di PadovaQuesto è lo studio con inibitori di PCSK9 con il più lungo follow-up ad oggi presentato. Non solo evolocumab ha mantenuto inalterata l’efficacia su LDL-C, ma il profilo di sicurezza è risultato estremamente rassicurante anche in quest’osservazione a lungo termine, confermando quanto già emerso nello studio FOURIER in un follow-up mediano più breve di 26 mesi.

In conclusione si può affermare che Evolocumab risulta estremamente efficace nel ridurre i livelli di LDL-C anche a lungo termine, un dato foriero di benefici clinici CV via via più rilevanti all’aumentare del periodo di trattamento con questo inibitore di PCSK9 che risulta infine dotato di un profilo di sicurezza ad oggi veramente rassicurante anche dopo 5 anni di utilizzo.”  

OSLER-1 fa parte del programma di Amgen PROFICIO (Program to Reduce LDL-C and cardiovascular Outcomes Following Inhibition of PCSK9 In different pOpulations, “programma per ridurre il LDL-C e gli outcome cardiovascolari in seguito all’inibizione di PCSK9 in diverse popolazioni”). PROFICIO è un vasto e completo programma di ricerca scientifica che ha valutato evolocumab finora in 32 studi clinici, con un arruolamento complessivo di circa 38.700 pazienti.7

Il disegno dello studio OSLER-1

OSLER-1 (Open-Label Study of Long-TERm Evaluation Against LDL-C, “studio in aperto sulla valutazione a lungo termine contro il LDL-C”) è uno studio di estensione in aperto condotto con evolocumab, un inibitore della proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 (PCSK9, proprotein convertase subtilisin/kexin type 9). Lo studio è stato condotto in 192 centri in 18 Paesi.

I pazienti erano idonei alla partecipazione allo studio OSLER-1 a condizione che non avessero interrotto il trattamento a causa di un evento avverso grave correlato al trattamento (SAE, serious adverse event) durante lo studio originario di fase II, o che non avessero richiesto  misurazioni lipidiche e/o  un aggiustamento della terapia ipolipidemizzante di base o durante le prime 12 settimane dello studio OSLER-1 non in cieco. Durante il primo anno, i pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 2:1 a ricevere evolocumab 420 mg al mese in aggiunta alla terapia standard, oppure la sola terapia standard. Dopo il primo anno, tutti i pazienti che hanno continuato lo studio hanno ricevuto evolocumab 420 mg al mese in aggiunta alla terapia standard per gli altri 4 anni dello studio. I parametri lipidici, la sicurezza e la tollerabilità sono stati valutati ogni 12 settimane.

L’obiettivo principale dello studio era valutare la sicurezza e la tollerabilità a lungo termine di evolocumab. L’obiettivo secondario era valutare le riduzioni di LDL-C con evolocumab in un periodo di tempo esteso.

Repatha (evolocumab)

Evolocumab è un anticorpo monoclonale umano che inibisce la proproteina convertasi subtilisina/kexina di tipo 9 (PCSK9, proprotein convertase subtilisin/kexin type 9). Repatha si lega al PCSK9 e inibisce il legame tra il PCSK9 circolante e il recettore delle lipoproteine ​​a bassa densità (LDLR), prevenendo la degradazione del LDLR mediata da PCSK9 e permettendo al LDLR di riciclarsi nuovamente sulla superficie delle cellule epatiche. Inibendo il legame di PCSK9 con l’LDLR, evolocumab aumenta il numero di LDLR disponibili per eliminare l’LDL dal sangue, abbassando in tal modo i livelli di LDL-C.8

Repatha è approvato in oltre 60 Paesi, inclusi Stati Uniti, Giappone, Canada e tutti i 28 Stati Membri dell’Unione Europea. Le domande di registrazione in altri Paesi sono in via di sottomissione.

 Amgen nell’area terapeutica cardiovascolare

Forte di un retaggio più che trentennale nello sviluppo di farmaci biotecnologici per i pazienti con malattie gravi, Amgen è dedicata ad affrontare importanti problematiche scientifiche, al fine di promuovere l’assistenza e migliorare la vita dei pazienti affetti da malattie cardiovascolari, la principale causa di morbilità e mortalità in tutto il mondo.La ricerca di Amgen sulle malattie cardiovascolari e sulle potenziali opzioni terapeutiche fa parte di una crescente competenza che utilizza la genetica umana per identificare e convalidare alcuni specifici target farmacologici. Grazie al suo impegno in ricerca e sviluppo, così come alle partnership sviluppate, Amgen sta costruendo un robusto portfolio cardiovascolare composto da diverse molecole approvate e in fase di sperimentazione, nel tentativo di rispondere a diversi e importanti bisogni medici attualmente disattesi dei pazienti, come il colesterolo alto e l’insufficienza cardiaca.

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