Federdolore-SICD: è il cervello femminile quello che sopporta e “maschera” di più il dolore

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Si chiude oggi il VII Congresso Federdolore-SICD con un dato in rosa sul dolore cronico

Federdolore-SICD: è il cervello femminile quello che sopporta e “maschera” di più il dolore (oltre 10 milioni)

Si aggiunge un nuovo dato che aiuta a connotare meglio l’entità del dolore cronico non oncologico, che colpisce 15 milioni di italiani, di cui oltre 10 milioni sono donne

 

Roma, 17 maggio 2019 – Sono le più sensibili, marchiate come “sesso debole”, ma sono proprio le donne le uniche capaci di lottare per sopportare il dolore cronico. Spesso lo scacciano mentalmente, simulano di stare bene ma stringendo i denti perché troppo occupate a gestire casa e lavoro.
Si conclude oggi la 3° giornata del VII Congresso Federdolre-SICD riunitosi a Roma dal 15 al 17 maggio con una fotografia di genere del dolore cronico, che vede una prevalenza femminile di oltre 10 milioni di donne alle prese con il dolore cronico dovuto soprattutto a emicrania, fibromialgie, lombalgie, dolore pelvico e post operatorio.

1 italiano su 4 (circa 15 milioni di italiani) soffre di dolore cronico, di cui circa la metà ha meno di 50 anni e 1/5 soffre da oltre vent’anni. Il dolore viene sopportato o sottovalutato in quasi 1/3 dei casi (29%) oppure curato con antidolorifici non specifici (23%). E a pagarne di più sono è la popolazione femminile che supera 10 milione di casi

Questo dato conferma un aspetto culturale presente nell’immaginario comune, tale per cui si pensa che la donna sia predisposta a “sopportare” il dolore, come se avesse una maggiore resistenza – spiega Giuliano De Carolis, Presidente Federdolore-SICD – Purtroppo viene definito come un segnale di debolezza che invece si manifesta in una forza adattiva e protettiva. Questa maggiore suscettibilità al dolore trova ragione anche nelle proprie caratteristiche di genere, che si manifestano a livello sensitivo ed emotivo per differenze anatomiche, ormonali e fisiologiche. Spiego sempre che è “normale” sopportare il dolore, ma senza esagerare, perché rivolgersi agli specialisti giusti mette al riparo da ripercussioni sulla propria qualità di vita e chi ruota intorno”.

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