Giornata Mondiale del Rene: 8 marzo 2018

I Reni & la Salute delle Donne”, il tema della Giornata Mondiale del rene di quest’anno, realizzata in collaborazione con la Società Italiana di Nefrologia e la Croce Rossa Italiana.

La Giornata mondiale del rene e la Giornata internazionale della donna 2018 vengono celebrate lo stesso giorno, offrendoci l’opportunità di riflettere sull’importanza della salute delle donne e in particolare della salute dei reni avvicinandoci anche alla medicina di genere.

La malattia renale cronica è un problema di salute pubblica mondiale. Il rischio di sviluppare la malattia renale è elevato sia negli uomini che nelle donne ma, secondo alcuni studi, la prevalenza è leggermente più elevata nelle donne. Tuttavia, il numero di donne in dialisi è inferiore al numero di uomini. Sono almeno tre le ragioni principali finora riconosciute: – la progressione della malattia renale è più lenta nelle donne rispetto agli uomini, – ci sono barriere psico-socio- economiche soprattutto in paesi diversi dall’Italia, come la bassa consapevolezza della patologia, – esiste un accesso irregolare alle cure per le donne nei paesi che non hanno accesso universale all’assistenza sanitaria. In questi paesi, anche il trapianto renale è distribuito in modo ineguale, a causa di aspetti sociali, culturali e psicologici. Anche in alcuni paesi che prevedono trapianti di rene e trattamento equo per uomini e donne, le donne tendono a donare reni e hanno meno probabilità di riceverli. Vi è dunque una chiara necessità di affrontare la questione dell’accesso equo alle cure mediche per le donne e aumentare la consapevolezza e l’istruzione per facilitare l’accesso delle donne al trattamento al fine di avere più salute.

Questo ci racconta di come l’Italia per certi versi, e soprattutto il veneto, siano avanti anni luce rispetto a paesi e regioni più o meno lontane del pianeta.

Sono trascorsi più di dieci anni da quando, su sollecitazione del Professor Claudio Ronco, allora Presidente, la Società internazionale di nefrologia e dialisi, creò una giornata dedicata alla conoscenza e alla divulgazione delle problematiche renali. La decisione coinvolse l’organizzazione mondiale della sanità e le varie società scientifiche internazionali. La nefrologia non è una specialità molto conosciuta e i reni sono organi silenti che talora possono disfunzionare anche in assenza di sintomi o segni. Non ci sono solo malattie renali primitive come le glomerulonefriti. La presenza di diabete e ipertensione come pure di altri fattori di rischio fra cui fumo e obesità, può determinare una patologia renale progressiva.

Lo scopo principale della manifestazione nel suo complesso è quello di promuovere e diffondere la conoscenza della malattia renale sensibilizzando l’opinione pubblica anche sulla possibilità di fare diagnosi precoce con esami semplici e poco costosi. Identificare una malattia renale in fase precoce può essere utile per prevenirne l’evoluzione e le complicanze. In questi casi le cure possono infatti essere molto efficaci e la guarigione frequente. Un’adeguata prevenzione delle malattie renali si realizza con il riconoscimento dei primi segni di potenziali problemi per i reni: l’ipertensione arteriosa, la comparsa di proteine nelle urine (proteinuria) ed il diabete, che compromettono la funzione dei reni senza dare disturbi soggettivi al paziente. Oggi i nefrologi sono in grado di controllare l’ipertensione arteriosa, ridurre la proteinuria e curare il diabete, contribuendo a prevenire il danno renale cronico irreversibile.

Vicenza e il suo reparto di nefrologia esteso dal San Bortolo anche agli ospedali di Arzignano e Valdagno, da anni è in prima fila nell’assistenza ai pazienti renali ma anche nella ricerca e nella didattica.

Il reparto è considerato una eccellenza a livello mondiale e risulta ai primi posti nella ricerca avanzata. D’altro canto i pazienti che afferiscono al reparto si considerano parte di una famiglia realizzando così di fatto quel piano di umanizzazione che da sempre sta a cuore alla nostra Regione Veneto.

In particolare, analizzando i numeri della nostra realtà possiamo dire che su 300 emodializzati e oltre 900 trapiantati, la questione di genere non si pone. L’accesso alle terapie, alla diagnostica e soprattutto ai trapianti non vede alcuna discriminazione di genere. Le donne sono generalmente più forti dei maschi nel tunnel della malattia e reagiscono con maggiore impegno e coraggio. La loro accettazione della sventura della malattia è più serena e anzi tendono a confortare gli altri con maggiore solidarietà.

Quest’anno la giornata mondiale del rene verrà celebrata nella ULSS8 Berica con la presenza di gazebo negli ospedali di Vicenza, Arzignano e Valdagno e con la creazione di documenti informativi grazie alla collaborazione con l’Associazione amici del Rene di Vicenza. In particolare vi sono due pubblicazioni recenti a cura del reparto vicentino sul tema: Cucina e salute, la dieta per non far sentire diversi i pazienti renali, e Donne e Medicina, un excursus di esperienze e racconti di medici donna nel pianeta sanità.

 

 

Prof. Claudio Ronco

Direttore

UOC Nefrologia Dialisi e Trapianto Renale

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