Incontinenza urinaria maschile: un ospite indesiderato

L’incontinenza urinaria non è un fenomeno esclusivamente femminile. Anche gli uomini, per quanto ne parlino poco e tendano a nasconderlo, sono soggetti alle perdite con una frequenza non più
sottovalutabile.
Ma quanto sappiamo sull’incontinenza urinaria? Cos’è e in cosa consiste? Quando e perché si manifesta? Esistono differenze di genere? Lo abbiamo chiesto a Andrea Militello, urologo responsabile del servizio di Urodinamica presso la Casa di Cura Villa Immacolata di Viterbo

 Che cos’è l’incontinenza urinaria?

L’incontinenza urinaria è l’incapacità di controllare e trattenere l’urina. Essa può manifestarsi con gravità e intensità variabili: da piccole gocce o perdite minime, sino alla perdita completa del
contenuto vescicale. L’incontinenza urinaria colpisce più frequentemente il sesso femminile, ma si calcola che una percentuale variabile tra il 2 e il 10% della popolazione maschile presenti delle perdite di urina*.

Tipologie più comuni di incontinenza maschile

Incontinenza da urgenza – Nota anche come “vescica iperattiva”, è il tipo di incontinenza più diffuso tra gli uomini. Si avverte improvvisamente il bisogno di urinare, ma non si riesce a trattenersi fino al bagno. Si potrebbe sentire il bisogno di urinare più frequentemente rispetto alle consuete 4-8 volte al giorno e spesso anche di notte. Il problema normalmente è dovuto a una prostata ingrossata che crea difficoltà di svuotamento o ai postumi irritativi di un intervento chirurgico alla prostata, oppure per la presenza di una vescica iperattiva (spesso su base neurologica).
Incontinenza da sforzo – Si verifica solitamente a seguito di un colpo di tosse, uno starnuto, una risata o quando si solleva un peso. È più comune in seguito a un intervento chirurgico alla prostata
per malattia neoplastica.
Gocciolamento – Consiste nella perdita di alcune gocce al termine della minzione, anche dopo aver “aspettato e scosso”. Si verifica perché la vescica non si svuota completamente durante la minzione e l’urina si accumula nel condotto proveniente dalla vescica, che possiamo riconoscere nel collo vescicale e uretra prostatica. Una causa frequente di questo problema è la prostata ingrossata o l’indebolimento dei muscoli del pavimento pelvico.
Incontinenza da rigurgito – Consiste nel flusso costante o intermittente di urina. Di solito è dovuta a qualcosa che ostacola il flusso urinario dalla vescica lasciandola sempre troppo piena (come se
riempissimo un bicchiere già pieno), determinando fuoriuscite dalla vescica e quindi perdite.

Le principali cause di perdite urinarie nell’uomo

L’incontinenza può essere dovuta ad un problema di malfunzionamento della vescica, dell’uretra o di entrambe. La vescica può contrarsi e spingere l’urina quando dovrebbe stare a riposo
oppure non lasciarsi dilatare dalla urina che dovrebbe raccogliere. L’uretra invece può non avere una chiusura sufficiente per garantire la tenuta della urina quando aumenta la pressione in vescica, oppure avere una chiusura troppo forte, a causa di una ostruzione, tanto da provocare il mancato svuotamento della vescica con conseguente sovradistensione e perdita di urina per rigurgito.
Ma perché la vescica e/o l’uretra possono andare incontro a questo malfunzionamento?

Alcune delle possibili cause

Operazioni chirurgiche: interventi sull’uretra o sul collo della vescica, possono modificarne la tenuta; oppure operazioni alla prostata, con maggior influenza nei casi di asportazione totale (prostatectomia radicale) a seguito di tumore.
Iperattività vescicale: consiste in un’improvvisa urgenza di urinare, solitamente ricollegata alla presenza di un’ostruzione (come nel caso di ipertrofia della prostata), o ad un disagio di tipo
neurologico.
Sovrappeso: anche nell’uomo, come nella donna, è presente il pavimento pelvico, i cui muscoli sostengono vescica e retto. L’aumento incontrollato del peso, con il tempo, rientra quindi fra le cause
del suo cedimento e dell’insorgere di perdite urinarie Sovradistensione (ritenzione urinaria): quando un’ostruzione cronica determina un residuo abbondante di urina nella vescica dopo aver urinato, si verifica la sovradistensione del serbatoio urinario, che provoca perdite urinarie, in quanto la vescica non riesce a riempirsi oltre.
Invecchiamento: con l’avanzare dell’età anche uretra e vescica possono ridurre la loro efficienza e indurre problemi di perdita urinarie. Cause neurologiche acquisite e congenite: molte malattie neurologiche, sia del sistema nervoso centrale che periferico, possono comportare una alterazione dei meccanismi di regolazione del funzionamento vescico-uretrale.

 

*Fondazione italiana continenza

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