LA RIFORMA CHE HA RIVOLUZIONATO LA SANITÀ IN VENETO

AD ILLUSTRARCELA IL DOTT. DOMENICO MANTOAN, DIRETTORE GENERALE DELL’AREA SANITÀ E SOCIALE DELLA REGIONE VENETO

Il Sistema Sanitario Regionale del Veneto rappresenta storicamente un modello di eccellenza tra i sistemi sanitari regionali, essendo caratterizzato da una lunga serie di performance di elevato livello qualitativo e da un attento e costante controllo dei costi del sistema. La riforma, fortemente voluta dal Presidente del Veneto, Luca Zaia, ha di fatto introdotto molte novità. Ad illustrarcele, il Dott. Domenico Mantoan, Direttore Generale dell’Area Sanità e Sociale della Regione Veneto, nonché Commissario dello IOV (Istituto Oncologico Veneto). Laureatosi in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova, si è abilitato alla professione medica all’Università degli Studi di Verona, dove si è poi specializzato in Endocrinologia. All’Università degli Studi di Trieste ha invece conseguito la specializzazione in Igiene e Medicina preventiva. Ha sviluppato studi di organizzazione del lavoro ed economia sanitaria alla Scuola di direzione aziendale dell’Università Bocconi di Milano.

Dott. Mantoan, come cambia la Sanità del Veneto? Cosa prevede la riforma?

La riforma del Servizio Sanitario Regionale, prevede innanzitutto la creazione di un nuovo ente denominato “Azienda Zero”, che risponde alla finalità di unificare e centralizzare in capo ad un solo soggetto le funzioni, di attuazione della programmazione sanitaria e socio-sanitaria, nonché di coordinamento e governance delle aziende del SSR, riconducendo ad esso le principali attività di gestione tecnico-amministrativa su scala regionale. Questa nuova distribuzione di funzioni, oltre a rappresentare un’evidente garanzia di coordinamento e di efficienza, consente un’indubbia razionalizzazione delle risorse assegnate, determinando un significativo risparmio nelle spese collegate all’amministrazione del SSR. La riforma prevede poi la riduzione del numero delle Ulss, che passano da 21 a 9, mentre restano confermate le “eccellenze” della nostra Regione, ossia l’Azienda Ospedaliera Università di Padova, l’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona e l’Istituto Oncologico Veneto. È stato poi istituito in “Azienda Zero” il servizio ispettivo della Sanità, il cui compito è quello di garantire il necessario controllo sull’attività posta in essere in materia sanitaria. Una sorta di rivoluzione nella gestione dei servizi amministrativi, che non tocca in alcun modo i servizi e le cure sia ospedalieri che territoriali ma, al contrario, punta a potenziarli utilizzando le risorse risparmiate in burocrazia. Nell’Azienda Zero infatti, verranno concentrate importanti funzioni amministrative finora svolte da uffici diversi in ogni Ulss, il coordinamento dei direttori generali permetterà di indirizzare le attività di Azienda Zero. Liste d’attesa ridotte grazie all’adozione di un Programma Straordinario che permetterà di gestire meglio prenotazioni ed appuntamenti, potenziando la rete dell’offerta e della presa in carico del paziente. Il completamento dell’informatizzazione consentirà al cittadino, attraverso il Fascicolo Sanitario Elettronico, di avere sotto controllo giorno per giorno la sua situazione di salute. Il fascicolo permetterà anche ad un medico che vede il paziente per la prima volta di sapere tutto di lui.  L’assistenza territoriale, grande novità, punta a garantire 24 ore su 24, 7 giorni su 7 tutta l’assistenza sanitaria ai pazienti che non necessitano dell’ospedale per acuti. Gli elementi cardine del nuovo modello assistenziale sono le forme di aggregazione complesse delle cure primarie (garantite dai medici di medicina generale) e le strutture di ricovero intermedie (Ospedali di Comunità, Unità Riabilitative Territoriali e Hospice per malati terminali). Importante novità, sarà la C.O.T. (Centrale Operativa Territoriale) il superamento dell’isolamento dei medici di famiglia, diffondendo su tutto il territorio le “Medicine di Gruppo Integrate”, team multi professionali, che assicureranno un’assistenza continua. Il nuovo strumento operativo C.O.T. attivato in ogni Ulss, coordinerà la presa in carico protetta del paziente. Non cambia la rete ospedaliera che invece sarà sgravata dalle attività non sanitarie e si rafforza il modello Hub and Spoke. Sono previsti due centri “Hub” di alta specialità e di riferimento europeo, indicati nelle Aziende Ospedaliere Universitarie di Padova e Verona con compiti di ricerca, didattica e cura e nascono Hub di riferimento provinciale dove sono collocate tutte le specialità ospedaliere con garanzia di risposta per le medio-alte specialità e di supporto per la rete degli ospedali definiti Spoke e tarati ognuno per fornire assistenza ad un popolazione di circa 200 mila abitanti cadauno.

Uno dei cardini della nuova organizzazione sanitaria è poi la rete di urgenza-emergenza. Novità infine, anche per la nomina dei “primari” (apicali) i direttori generali dovranno rendere pubbliche le motivazioni di tali nomine ed a fine incarico il loro operato dovrà essere valutato in base alla qualità delle prestazioni erogate, alla valorizzazione dei collaboratori, alla soddisfazione degli utenti ed al rispetto dei vincoli di budget.

 

Dott. Domenico Mantoan

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