L’IMPIANTO COCLEARE, “L’ABITO SU MISURA” DELL’UDITO

Quando si parla di sordità, esistono quelle di tipo trasmissivo, dove ad essere difettoso è l’apparato meccanico dell’orecchio (timpano, membrana, ossicini…) e quelle di tipo neurosensoriale, dove il danno irreversibile riguarda la parte interna dell’orecchio, la cosiddetta coclea. Quest’ultimo tipo è dovuto a fattori genetici, traumi acustici acuti o cronici, agenti infettivi come virus, batteri e parassiti, sostanze tossiche o malattie autoimmunitarie.

Per le sordità di tipo trasmissivo, la soluzione può essere chirurgica (ad esempio nel caso di otosclerosi otiti croniche o malformazioni) o farmacologica (nel caso di otiti catarrali).

Per le sordità neurosensoriali, tutto dipende dalla loro gravità: nei casi di ipoacusia profonda, quando le normali protesi acustiche non riescono a dare un beneficio, l’impianto cocleare può rappresentare una soluzione ideale.

“Gli impianti cocleari permettono di posizionare una serie di micro elettrodi all’interno di una coclea non funzionante, in prossimità del nervo acustico, che può così essere stimolato e ripristinare una sensazione uditiva” spiega la Dott.ssa Manuela Mazzoli del Centro Medico di Foniatria, da 20 anni esperta del settore, “al giorno d’oggi le persone hanno esigenze di sentire sempre meglio con questi ausili e questo richiede accorgimenti personalizzati sempre più precisi nel mappaggio, nella scelta del tipo di elettrodo o nella posizione dell’elettrodo all’interno della coclea, che coinvolga ad esempio maggiormente le aree apicali della coclea, dove vengono percepite le frequenze gravi, che ci aiutano maggiormente ad ascoltare negli ambienti rumorosi ad esempio”.

Gli impianti cocleari sono meccanismi accuratamente calibrati e personalizzati sulle esigenze di ciascun paziente e sulla sua anatomia: inoltre, grazie a software innovativi come Otoplan di MED-EL, è ora possibile studiare attentamente il paziente prima dell’intervento attraverso una ricostruzione di immagini in 3D che fotografano i dettagli anatomici della coclea, così da selezionare i giusti elettrodi. Ogni paziente, infatti, ha una struttura cocleare che presenta caratteristiche diverse; avere la possibilità di inserire l’elettrodo più adeguato e che vi si adatta perfettamente, è il risultato di un’importante evoluzione dal punto di vista tecnologico che garantisce risultati migliori in termini di qualità di vita e di sicurezza nell’intervento.

I benefici nell’utilizzo di Otoplan sono evidenti inoltre non solo in fase di diagnosi e valutazione, ma anche in fase post-operatoria, durante il cosiddetto processo di fitting, cioè durante la fase di adeguamento dell’impianto all’esigenza specifica del paziente. Attraverso il software si ottiene infatti una perfetta corrispondenza tonotopica tra gli elettrodi dell’impianto e le frequenze uditive che si vogliono stimolare nel soggetto.

In definitiva, oggi l’udito è l’unico senso che può essere sostituito da organi artificiali. Come per un paio di occhiali da vista, pensati per rispondere alle esigenze di ogni singolo paziente, anche le soluzioni tecnologiche per l’udito possono essere ritagliate “su misura”.

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