Salute: in calo diagnosi celiachia, sfuggono pazienti con sintomi camaleonte

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Roma, 30 apr. (AdnKronos Salute) – Le diagnosi di celiachia segnano il passo. Nel 2017 il tasso di crescita dei nuovi casi riconosciuti si è dimezzato rispetto all’anno precedente, quando se ne erano registrate ben 15.500 in più rispetto al 2015. Nel 2017, invece, l’aumento è stato solo di 8 mila diagnosi in più del 2016: una battuta d’arresto che, secondo gli esperti, contribuisce a spiegare perché ancora oggi mancano all’appello ben 400.000 dei 600.000 celiaci stimati in Italia. Tanti celiaci sono, infatti, ‘pazienti camaleonte’, nascosti alla diagnosi perché hanno sintomi insoliti: dalle afte ricorrenti in bocca a un’orticaria fastidiosa, dall’anemia all’infertilità, sono tanti i disturbi meno noti associati alla celiachia, che pochi conoscono e dunque collegano a una possibile intolleranza al glutine.

Riconoscere anche questi casi sommersi è l’obiettivo dell’Associazione nazionale celiachia (Aic), che in occasione della settimana nazionale della celiachia, dall’11 al 19 maggio, accende i riflettori sulle manifestazioni meno consuete dell’intolleranza al glutine per favorire una diagnosi tempestiva. Con un appello a specialisti come ginecologi, ortopedici, dentisti ed ematologi, di rado coinvolti nella diagnosi di celiachia, perché diventino anche loro ‘medici-sentinella’. Numerose le iniziative che come ogni anno animeranno la settimana per diffondere la conoscenza della celiachia e ribadire l’importanza – sottolinea l’Aic – di garantire ai pazienti il diritto all’assistenza integrativa per la terapia senza glutine.

L’elenco completo delle attività è sul sito www.settimanadellaceliachia.it dove per l’occasione è anche a disposizione il filo diretto con gli esperti per domande di carattere medico, nutrizionale o sui diritti e le tutele dei celiaci. Durante la settimana ci saranno medici dietisti a disposizione dei pazienti in Lombardia, Piemonte, Sicilia e Umbria; menù senza glutine per tutti nelle scuole di Emilia Romagna, Liguria e Lombardia; stand Aic nelle manifestazioni sportive nelle Marche e in Val d’Aosta; corsi di cucina senza glutine in tutta Italia. “Le diagnosi stanno rallentando: lo sappiamo per certo grazie ai numeri molto precisi emersi dalla Relazione annuale sulla celiachia, il documento che ogni anno il ministero della Salute presenta in Parlamento e rende disponibile in rete – spiega Giuseppe Di Fabio, presidente Aic – Nel nostro Paese infatti conosciamo perfettamente i numeri della malattia grazie alla raccolta dei dati da parte di ciascuna Asl che eroga l’assistenza per i prodotti gluten free, un unicum in Europa e nel mondo. Da questi dati sappiamo che le diagnosi attuali sono poco più del 30% di quelle attese sulla base dell’epidemiologia della celiachia, che colpisce l’1% della popolazione e quindi riguarda circa 600.000 italiani”. “Paradossalmente, in tempi in cui si parla molto di celiachia e di dieta senza glutine, spesso adottata per scelta e, errore gravissimo, prima della diagnosi del medico – prosegue – siamo ancora poco efficaci nella diagnosi dei pazienti con sintomi non classici e insoliti, che possono trascorrere anni senza sapere di essere celiaci: sono soprattutto loro a mancare all’appello della diagnosi, restando esposti alle gravi complicanze della celiachia non curata”.

Per questo la Settimana della celiachia “richiama il camaleonte, simbolo spesso utilizzato dai medici per evidenziare la difficile identità della celiachia, per diffondere consapevolezza sui segni meno scontati della malattia, fra i pazienti e anche fra i medici che potranno diventare sentinelle”. Sono associati alla celiachia malattie dermatologiche come alopecia, psoriasi e orticaria e metaboliche ed endocrinologiche come diabete di tipo 1, osteoporosi e osteopenia, tiroiditi autoimmuni, pubertà ritardata; problemi come anemia, carenza di ferro, astenia, affaticabilità, carie, disturbi allo smalto e afte ricorrenti, fratture frequenti, ansia, cefalea e patologie ginecologiche come infertilità, prematurità, aborti ripetuti. “Tutti segni che dovrebbero far sospettare una celiachia e portare il paziente a sottoporsi ai test diagnostici”, sottolinea Marco Silano, coordinatore comitato scientifico Aic.

 

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