Screening mammografico: l’intelligenza artificiale è accurata quanto il radiologo

Individuare un tumore al seno a partire dalle immagini. Lo fanno i medici, ma anche gli algoritmi. In alcuni casi con la stessa precisione. Lo afferma uno studio pubblicato su JAMA Oncology.

Fino a che punto si sono sviluppati gli algoritmi in oncologia? E ci sono differenze tra quelli già a disposizione dei radiologi per identificare un tumore del seno? Hanno provato a rispondere a queste domande alcuni ricercatori svedesi del Karolinska Institutet e del Karolinska University Hospital mettendo a confronto tre diversi algoritmi di intelligenza artificiale (IA) pensati per scovare carcinomi della mammella sulla base di immagini mammografiche. La loro conclusione è che gli algoritmi cosiddetti predittivi non sono tutti uguali, e che quelli migliori sono sì all’altezza del medico. “Possiamo dimostrare – ha dichiarato Fredrik Strand, ricercatore presso il Dipartimento di Oncologia e patologia del Karolinska Institutet, radiologo al Karolinska University Hospital e co-autore dello studio – che uno dei tre algoritmi è significativamente migliore degli altri e che eguaglia l’accuratezza del radiologo medio”.

Lo studio

Gli autori dell’indagine – che è pubblicata su JAMA Oncology e rappresenta il primo studio indipendente che valuta l’accuratezza di algoritmi differenti – hanno raccolto le mammografie di 8.805 donne di età compresa tra 40 e 74 anni, tutte sottoposte a screening per il cancro del seno tra il 2008 e il 2015. Di queste, 739 avevano ricevuto una diagnosi di cancro della mammella o al momento dell’esame o entro i 12 mesi successivi alla mammografia. Ebbene, l’intelligenza artificiale è riuscita a diagnosticare la stessa percentuale di donne con cancro di un professionista. “In linea di principio i risultati indicano – ha aggiunto Strand – che c’è una differenza significativa tra i vari algoritmi sul mercato e che il miglior algoritmo è pronto per essere utilizzato”.

Il medico e l’intelligenza artificiale

È chiaro – ma lo ribadiamo – che gli algoritmi diagnostici sono stati pensati non per sostituire il medico ma per ridurre il rischio di errore umano, che grazie alla tecnologia e al progresso scientifico, si andato diminuendo negli anni, ma che non è azzerabile. Si parla quindi di strumenti che affiancano il medico ottimizzando, per così dire, il suo lavoro: per esempio confermando una diagnosi, o segnalando immagini sospette da sottoporre a una necessaria e più attenta valutazione umana.

Niente sfugge all’algoritmo

In effetti un altro studio recente, realizzato dallo stesso team di ricercatori ma pubblicato su The Lancet Digital Health, ha dimostrato che un algoritmo di AI è in grado di ordinare le immagini mammografiche indicando ai radiologi quelle che richiederebbero più attenzione, senza farsi sfuggire nessun caso di cancro.

Migliorare lo screening

L’obiettivo è quello di capire come l’intelligenza artificiale può migliorare lo screening del carcinoma della mammella. Attualmente il protocollo degli screening prevede che due medici radiologi esaminino in modo indipendente ogni mammografia. Se uno dei due medici identifica un possibile tumore, il caso viene discusso da più clinci che decidono, insieme, se la paziente debba essere richiamata per ulteriori indagini. “Stiamo pianificando – conclude Strand – uno studio clinico per testare l’IA sia come terzo revisore indipendente delle mammografie nella pratica clinica, sia per migliorare la selezione delle donne che potrebbero trarre benefici dalla risonanza magnetica in aggiunta alla mammografia”.

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