Vitrectomia mininvasiva, recupero più rapido senza dolore

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Il Dott. Anselmetti, Primario della Divisione di Oculistica dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino, ci parla di questa tecnica chirurgica per l’asportazione del vitreo

Negli ultimi anni la chirurgia oculistica ha cercato di affinare le tecniche per renderle sempre meno traumatizzanti per il paziente, permettendo un migliore decorso post-operatorio ed un recupero più rapido. Una delle ultime novità riguarda la vitrectomia. A parlarcene il Dott. Giovanni Anselmetti, Primario della Divisione di Oculistica dell’Ospedale Maria Vittoria di Torino.

Dott. Anselmetti, che cos’è la vitrectomia?

La vitrectomia è un intervento chirurgico oftalmico che consiste nell’asportazione del corpo vitreo, liquido contenuto nella cavità principale del bulbo oculare, che viene sostituito con un mezzo analogo, il sostituto vitreale. Questa pratica chirurgica si effettua quando il corpo vitreo è divenuto opaco in seguito ad emorragie (emovitreo), ma anche per infiammazioni ed altro. L’operazione è fatta con tecniche di chirurgia mininvasiva attraverso un ago forato capace di sminuzzare l’umor vitreo ed aspirarlo via dall’occhio. A Torino siamo stati i primi in Italia a sperimentare questa tecnica sui bambini per poi estenderla anche agli adulti. Questo sistema permette una riabilitazione infinitamente più rapida rispetto agli altri, perché non ha bisogno di suture e di conseguenza, è particolarmente indicato per le patologie dell’interfaccia vitreo-retinica come i fori maculari ed i pucker maculari. Viene però utilizzato anche per altre patologie che colpiscono la retina, come gli amartomi o la retinopatia diabetica. Per questo intervento la migliore macchina in campo è senza dubbio la “Constellation”, che utilizza un ago forato in acciaio, con uno spessore di meno di 0,5 millimetri di diametro.

In cosa consiste questo intervento?

La vitrectomia consiste nell’asportare parte o tutto il corpo vitreo attraverso 3 piccole brecce sclerali (sclerotomie) eseguite a circa 4 mm dal margine della cornea. L’intervento viene eseguito mediante 3 microsonde: una per infondere liquidi a pressione costante predeterminata, una per illuminare il campo operatorio ed una per aspirare il vitreo. Questa ha un meccanismo di taglio a ghigliottina che permette di rimuovere il gel vitreale senza dare trazioni alla retina. Le sonde sono collegate ad un’apparecchiatura che fornisce la luce di illuminazione, la pressione di infusione dei fluidi, controlla il livello di vuoto dell’aspirazione e comanda la velocità di taglio del vitrectomo, producendo luce laser per la fotocoagulazione della retina.

L’intervento viene eseguito al microscopio operatorio ed attraverso una delle stomie si possono inserire strumenti di vario genere come micro forbici o micropinze. Questo approccio mininvasivo permette nel decorso post-operatorio una minore reattività algica e quindi un migliore comfort per il paziente. A ciò si associa la possibilità di utilizzare dei taglienti automatizzati per la rimozione del gel vitreale patologico permettendo un numero oltre i 3.000 tagli/minuto e garantendo così una maggiore precisione chirurgica con minori complicanze trazionali per la retina. Il paziente riprende la funzione visiva appena terminato l’effetto dell’anestesia.

La tecnica utilizzata per la Vitrectomia

Dott. Giovanni Anselmetti

Divisione di Oculistica Ospedale Maria Vittoria ASL 2 Torino

Via Cibrario, 2 – 10144 Torino
Segreteria: 011.4393234
Fax: 011.4393404
anselmetti@aslto2.piemonte.it

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