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Grandi passi avanti nella Chirurgia Epatobiliare grazie alla Tecnologia

LA VISUALIZZAZIONE IN 3D DI ORGANI, LA PIANIFICAZIONE PRE-OPERATORIA, LA CHIRURGIA MINI INVASIVA E LA ROBOTICA HANNO AMPLIATO MOLTO LE POSSIBILITÀ DI INTERVENTO SUL FEGATO E RESO LE OPERAZIONI PIÙ SICURE

A parlarcene, il Prof. Alfredo Guglielmi, Direttore del Dipartimento di Chirurgia e Oncologia e dell’Operativa di Chirurgia Epatobiliare dell’Azienda Ospedaliera e Universitaria Integrata di Verona, e il Prof. Andrea Ruzzenente, Ordinario di Chirurgia Epatobiliare dell’Università di Verona, una lunga esperienza in Italia e all’estero, dagli Stati Uniti al Giappone.

Prof. Guglielmi, quali sono oggi le tecnologie più utilizzate per la Chirurgia Epatobiliare?

“Abbiamo sviluppato, in questi anni, diversi progetti innovativi per rendere più sicura e meno invasiva la Chirurgia Epatica, chirurgia molto complessa e delicata: la Chirurgia Laparoscopica rappresenta per noi il più importante progresso tecnologico di questi, tanto da essere oggi tra primi posti in Italia come volume di interventi di questo tipo. I vantaggi di questa modalità di intervento sono molteplici: è molto meno invasiva, permette un recupero più rapido del paziente nel periodo post operatorio e preserva meglio la funzione epatica, soprattutto nei pazienti cirrotici. Abbiamo applicato poi una tecnologia innovativa, Hyper Accuracy 3D®, che ci fornisce un’accurata ricostruzione tridimensionale dell’anatomia del fegato e dei rapporti tra le lesioni da asportare con i vasi sanguigni e le vie biliari. È possibile inoltre ottenere una simulazione del progetto chirurgico con una pianificazione ottimale dell’intervento da eseguire. Questa tecnologia ci consente, infatti, di valutare in modo estremamente preciso tutte le anomalie vascolari e biliari del fegato, di calcolare il volume di organo da resecare, evitando così le complicanze post operatorie”.

Per quali patologie viene utilizzata questa innovativa tecnologia 3D principalmente?

“Più dell’80% dei casi sono tumori, sia primitivi sia metastatici, cioè tumori secondari derivanti da tumori in altri organi soprattutto dal colon. Si sta rivelando molto utile, inoltre, per un tipo di tumore raro, il Colangiocarcinoma, un tumore delle vie biliari, molto difficile da diagnosticare e operare. Questa tecnologia ci dà, infatti, una valutazione spaziale della lesione, dei volumi e dei rapporti con i dotti biliari, consentendoci di disegnare una mappa molto precisa dell’albero biliare e di tutte le variazioni anatomiche, e di effettuare quindi interventi estremamente complicati e delicati. Molto importante è segnalare che tutte queste ricostruzioni si possono ottenere con la semplice esecuzione di una TAC con mezzo di contrasto. Si sta sviluppando inoltre un nuovo sistema di visualizzazione per la sala operatoria, che durante l’intervento consentirà al chirurgo di interagire con la visualizzazione virtuale del fegato in 3D in modalità touchless, grazie alla presenza di un sensore che rileva i movimenti della mano senza che questa debba toccare lo schermo”.

Prof. Ruzzenente, cos’è cambiato negli anni nella Chirurgia Epatobiliare?

“Il fegato non è un organo semplice su cui intervenire: presenta, infatti, una struttura vascolare interna molto complessa ma dall’esterno appare completamente omogeneo e questo significa non vedere i vasi sanguigni interni e le sue diramazioni. Per questo, fino agli anni ‘90, si eseguivano pochissime tipologie di intervento. Quello che ha cambiato radicalmente la strategia sono state prima di tutto l’ecografia intraoperatoria e, oggi, questa nuova tecnologia tridimensionale, che ci hanno permesso di pianificare in anticipo l’intervento, consentendoci di guardare dentro al fegato, controllarne la struttura anatomica e i rapporti tra i vasi. Purtroppo la nostra chirurgia non lascia spazio all’improvvisazione. Per questo è fondamentale una preparazione molto accurata dell’intervento, mediante l’utilizzo di metodiche di imaging come l’ecografia e la TC e di nuove tecnologie come le ricostruzioni tridimensionali e la stampa dei modelli 3D. Anche perché le scelte pre-operatorie condizionano enormemente l’outcome finale: una decisione iniziale errata può avere conseguenze molto gravi già durante l’intervento o complicanze post operatorie talvolta molto gravi. Anche l’applicazione delle tecniche laparoscopiche e robotiche, che oggi si è affermata come chirurgia di riferimento per il fegato – circa il 50% degli interventi viene eseguito in questa modalità – ci permette oggi di eseguire operazioni anche complesse diminuendo molto il rischio di complicanze post operatorie, soprattutto nei pazienti che hanno una malattia cronica del fegato o una cirrosi epatica”.

Prof. Guglielmi, per quanto riguarda, invece, la chirurgia robotica, qual è il suo utilizzo?

“Il nostro programma di chirurgia robotica ha un’applicazione simile a quella laparoscopica, ma sembra avere potenzialità ancora maggiori, anche se ad oggi per il fegato la procedura non è stata ancora standardizzata, come invece accade ad esempio per il colon retto. Sicuramente ci permette un’accuratezza della dissezione dei tumori nel fegato molto elevata: ad oggi stiamo facendo una valutazione dei vantaggi della laparoscopia versus la robotica soprattutto in termini di costi/ efficacia”.

Prof. Ruzzenente, cosa vede nel futuro della Chirurgia del fegato?

“Il futuro più prossimo e più promettente è sicuramente un’integrazione di informazioni e di strumenti tecnologici: l’affinamento delle tecniche chirurgiche mini-invasive, ad un utilizzo sempre più diffuso della chirurgia robotica o al supporto dell’intelligenza artificiale nel guidare le scelte del chirurgo, al fine di garantire una sicurezza sempre maggiore. Allo stesso tempo va favorito un approccio multidisciplinare, come abbiamo noi a Verona, dove i pazienti vengono seguiti da chirurgo, oncologo e epatologo insieme e dove, grazie alle sinergie con il laboratorio di biologia molecolare, portiamo avanti anche le ricerche sulle mutazioni genetiche che caratterizzano i diversi tumori”.

Contatti

Dipartimento di Chirurgia e Oncologia, Unità Operativa di Chirurgia Epatobiliare AOUI di Verona, Policlinico G.B. Rossi

Piazzale L.A. Scuro, 10 – 37134 Verona

Tel. 045 8124464

Mail: chirurgia.generale.eb@aovr.veneto.it

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