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L’importanza di sensibilizzare sulle donazioni di sangue

Il sangue scorre in ognuno di noi e svolge tantissime funzioni per il nostro corpo, ma pochi sanno che è un trattamento salvavita. La trasfusione di sangue è indispensabile nei servizi di emergenza/urgenza (in caso di eventi eccezionali quali terremoti, disastri o incidenti), ma anche nelle sale operatorie (trapianto di organi e tessuti) e nella cura di malattie gravi oncologiche ed ematologiche.

Il sangue però non si può creare artificialmente, per questo è essenziale il gesto della donazione. È un atto gratuito e volontario, un gesto semplice che costa poco tempo ma per chi ne ha bisogno vale la vita intera. Nel corso del tempo, c’è stato un continuo impegno nell’utilizzo sempre più appropriato di questa risorsa preziosa, in relazione proprio alle necessità e alle condizioni del paziente.

C’è un sistema ben organizzato fatto di associazioni, volontari, operatori sanitari che danno il loro tempo e professionalità per contribuire a far funzionare una macchina molto complessa, in modo da avere sempre disponibilità di sacche di sangue per le trasfusioni. L’obiettivo è un utilizzo ottimale del sangue, più “fresco” possibile e con le corrette caratteristiche e, in questo sistema, il donatore informato e che dona in modo abituale, ha un ruolo insostituibile per il paziente.

Il donatore può decidere liberamente se donare o no, ma è importante continuare ad informare e sensibilizzare per trovare nuovi donatori e per educare quelli attuali a donare regolarmente perché il paziente, purtroppo, non può decidere se fare o meno le trasfusioni.

Nel corso degli anni, diverse realtà locali e nazionali hanno organizzato e continuano a promuovere campagne di sensibilizzazione sulle donazioni di sangue, coinvolgendo le scuole e utilizzando i canali social. Lo scopo è quello di accrescere sempre di più la consapevolezza dell’utilità del sangue e della difficoltà di approvigionamento, stimolando quindi l’atto di solidarietà costituito dalla donazione.

Le campagne di sensibilizzazione propongono numerose sfide ai suoi promotori. Aumentare il numero di nuovi donatori significa infatti coinvolgere un pubblico giovane, che spesso è disinteressato oppure disinformato. Un altro ostacolo è l’errata percezione di non sentirsi coinvolti personalmente, per cui magari si inizia a donare ma poi non lo si fa regolarmente. È necessario, prima di tutto, comunicare e divulgare una corretta informazione su questo tema ed educare le persone a considerare la donazione di sangue come un gesto di benessere individuale e collettivo.

Questa sfida è stata raccolta anche da Chiesi Italia, la filiale italiana del Gruppo farmaceutico Chiesi, che condivide l’importanza di questo gesto e la necessità di sensibilizzare correttamente la comunità.

Per fare ciò, Chiesi Italia ha voluto prima di tutto coinvolgere i propri dipendenti sul territorio italiano con un semplice questionario, per comprendere quanti fossero donatori e quale fosse il livello di informazione riguardo alle donazioni di sangue. Il tema è molto sentito e la risposta è stata ampia. I risultati di questa iniziativa sono stati materiale di riflessione per organizzare un primo evento formativo, aperto a tutta l’azienda, per diffondere un’informazione corretta sui criteri di idoneità e procedure di sicurezza, sulle modalità di accesso alla donazione e sul destino del sangue donato.

All’interno del sistema complesso che continuamente promuove e raccoglie sacche di sangue, emerge quindi un nuovo attore, l’azienda farmaceutica, che può dare un contributo nel rispondere ad un bisogno della società.

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