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Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali: quali sono e come si curano

Nuovi farmaci e terapie personalizzate sono gli obiettivi della ricerca per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da queste patologie. Fondamentale l’aderenza alle cure anche in fase di remissione.

A parlarcene il Prof. Franco Scaldaferri, Gastroenterologo referente nel trattamento delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali del CEMAD, il Centro per la diagnosi, la cura e la prevenzione delle Malattie dell’Apparato Digerente del Policlinico Gemelli di Roma, diretto dal Prof. Antonio Gasbarrini. Scaldaferri è, inoltre, Professore Aggregato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dove si occupa di sperimentazione di nuovi farmaci e di ricerca traslazionale.

Professore, cosa sono le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e con quali sintomi si presentano?

“Le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali – MICI o IBD in inglese – sono malattie che colpiscono l’intestino, determinate da una risposta abnorme del sistema immunitario al nostro corpo, che durano purtroppo tutta la vita. Le due forme più conosciute sono la Malattia di Crohn e la Colite Ulcerosa. La prima è una malattia immunologicamente più complessa perché presenta tante caratteristiche intermedie, può interessare solo la mucosa intestinale o tutta la parete dell’intestino, un tratto piccolo o le parti deputate all’assorbimento (il piccolo intestino, il digiuno e/o l’ileo), ed è subdola perché può non vedersi. Di solito nelle fasi iniziali è caratterizzata da sintomi meno rilevanti o estranei all’intestino, come una anemia, una carenza di vitamine o di ferro, una dermatite o un dolore articolare; ma è anche quella che può evolversi verso complicanze più estreme, come la malattia perianale, ascessi o vere e proprie condizioni di addome acuto. La colite ulcerosa è più semplice da diagnosticare perché si caratterizza da sintomi più prevedibili: diarrea, diarrea con sangue, dolore addominale”.

Si conoscono le cause di queste patologie?

“Assolutamente no. Per questo si parla di multifattorialità – ossia di tante cause che possono essere l’origine ma nessuna da sola determinante – o ancora di interattoma, ovvero di diverse cause che interagiscono tra di loro e di fattori di rischio che possono essere in un paziente promuoventi la diagnosi di Malattia di Crohn o di Colite Ulcerosa oppure invece protettivi. Questo perché il setting immunologico, genetico e microbiologico è diverso in ciascun individuo. A questo si aggiungono altri fattori ambientali, primo tra tutti lo stress, che può far peggiorare una malattia infiammatoria o esserne la causa scatenante”.

Cosa fare se si sospetta di essere affetti da una MICI?

“La diagnosi clinica spetta al gastroenterologo, che deve mettere insieme i risultati, spesso contrastanti tra loro, di diversi esami: dalla colonscopia agli esami del sangue all’istologico. È importante anche la raccolta dei sintomi, che alle volte, come abbiamo detto, possono essere anche manifestazioni extra intestinali”.

Come si trattano queste patologie?

“Se in passato non avevamo nulla per curarle, nel tempo fortunatamente sono state scoperte tante terapie, dal cortisone, che è ancora importante anche se non ne possiamo abusare, alla mesalazina, che non solo controlla i sintomi, soprattutto nelle forme lievi, ma aiuta anche la guarigione intestinale e, a lungo termine, ha un ruolo di protezione dal cancro, una delle peggiori complicanze. Ci sono poi tutti i farmaci biologici a target molecolare – anti-TNF ed anti-interleuchina 12/23 – che vanno a bloccare singole molecole dell’infiammazione, biologici e piccole molecole che bloccano la migrazione dei linfociti a livello dell’intestino infiammato, e small molecules che bloccano JAK e altri target molecolari intracellulari ad ampio spettro. Il futuro ci porterà anche altri biologici sempre più selettivi, altre small molecules alcune anche particolarmente innovative perchè possono attivare anziché inibire il sistema immunitario, come i modulatori dei Toll Like receptor”.

Quali potrebbero essere i prossimi step in termini di trattamenti?

“Il futuro ci deve vedere impegnati su due grandi Progetti: da un lato sperimentare sempre nuove terapie – è il caso ad esempio delle cellule staminali nelle malattie perianali di cui abbiamo un importante trial al Gemelli – dall’altro cambiare rotta nell’utilizzo dei farmaci per arrivare a fare una terapia personalizzata che ci porti a selezionare i pazienti giusti per il farmaco giusto, ottimizzando le tante terapie a disposizione. Oggi l’obiettivo non è solo trovare farmaci nuovi ma fare in modo che quando diamo a un paziente un farmaco questo sia efficace al 90%, cosa che oggi non avviene”.

Che differenza c’è tra MICI e Sindrome del Colon Irritabile?

“Anche il colon irritabile è una malattia multifattoriale che può presentare quasi gli stessi sintomi delle Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali e pregiudicare ugualmente la qualità di vita ma, a differenza di queste ultime, è difficile che vada incontro a una complicanza come un tumore o un intervento chirurgico. Anche in questo caso, il successo non è far sparire la malattia, ma riuscire a convivere e trovare i farmaci giusti per i pazienti giusti”.

Contatti

Prof. Franco Scaldaferri

Gastroenterologo presso il CEMAD – Fond. Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS Largo Agostino Gemelli 8, 00168 Roma

Tel. +39 06 3015 5924 / +39 06 3015 6265

Mail: franco.scaldaferri@policlinicogemelli.it

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