Skip links

MIOPIA, LA NUOVA EMERGENZA SILENZIOSA: PERCHÉ OGNI DIOTTRIA IN PIÙ AUMENTA IL RISCHIO DI DANNI VISIVI PERMANENTI

ENTRO IL 2050 POTREBBE DIVENTARE LA PRINCIPALE CAUSA DI DANNO VISIVO IRREVERSIBILE IN EUROPA, COMPLICE LA PREVALENZA CRESCENTE E LA MANCANZA DI TERAPIE RISOLUTIVE DEFINITIVE

La miopia non è più considerata soltanto un comune difetto visivo, ma è riconosciuta come un rilevante problema di salute pubblica a livello globale. Le proiezioni attuali indicano uno scenario che non fa ben sperare: entro il 2050, la miopia potrebbe diventare la principale causa di danno visivo irreversibile in Europa. Il numero dei casi è in costante aumento, con un conseguente aumento del numero di pazienti a rischio di sviluppare complicanze che possono compromettere la capacità visiva in modo irreversibile. La miopia è  destinata a interessare un numero crescente di persone nei prossimi decenni e l’assenza di terapie risolutive, rendono urgente prevenire lo sviluppo e la progressione di questa patologia nei bambini e negli adolescenti. Per comprendere la gravità di questa epidemia di miopia e quali strategie adottare per contrastarla, ne abbiamo parlato con  il Dottor Andrea Lembo, Medico Chirurgo specialista in Oftalmologia all’Ospedale San Giuseppe – Multimedica di Milano.

Dottore quali sono le diverse forme di miopia e perché la forma patologica rappresenta un serio problema socioeconomico?

 «La miopia viene classificata in base al suo valore refrattivo: lieve (sotto le 3 diottrie D), moderata (tra 3 e 6 D) ed elevata (maggiore di 6 D). Oltre queste soglie si parla di miopia patologica, classificata non solo per il valore diottrico, ma soprattutto per il danno strutturale che provoca al bulbo oculare. Questa forma è caratterizzata da un eccessivo allungamento dell’occhio che altera la retina, la coroide e la sclera, favorendo atrofie e trazioni che minacciano direttamente la funzione visiva. La miopia patologica può causare complicanze irreversibili come la maculopatia miopica, il distacco di retina ed il glaucoma. E’ un onere socio-economico significativo a causa dei costi diretti dei trattamenti, della riduzione della produttività e della perdita di autonomia dei pazienti.».

Perché anche un piccolo incremento di diottrie nel bambino merita attenzione da parte dei genitori?

  «L’insorgenza della miopia cosiddetta “scolare” avviene tipicamente tra i 6 e i 10 anni, un periodo in cui l’occhio è altamente plastico e sensibile ai fattori ambientali. Un aspetto fondamentale, spesso sconosciuto, è che non esiste una “miopia innocua”. Ogni diottria in più di miopia, anche se entro range considerati “lievi”, incrementa in modo non lineare il rischio di complicanze gravi nell’età adulta, tra cui maculopatia miopica, distacco di retina e glaucoma. Questo significa che anche passare da –1D a –2D aumenta statisticamente la probabilità di danni a lungo termine. Per questo motivo, ridurre la progressione, anche di piccole quantità, ha un impatto protettivo significativo sull’occhio adulto.».

Quali sono i segnali iniziali di miopia e perché la tempestività della diagnosi è cruciale?

  «Contrariamente a quanto si crede, il bambino che si avvicina al libro o alla televisione non è necessariamente miope; questi atteggiamenti possono essere motivati dalla curiosità o dal desiderio di concentrarsi. I segnali iniziali di miopia possono essere molto più sottili e insorgono spesso lentamente, dando al cervello il tempo di adattarsi ad una visione meno nitida. Spesso i primi indizi si rilevano in ambiente scolastico, quando il bambino già miope chiede di copiare dal quaderno del compagno. Per questo motivo, gli screening periodici con un oculista sono fondamentali. La miopia è una condizione progressiva, il che significa che quanto più precoce è l’esordio, tanto maggiore sarà il periodo di peggioramento e il rischio di raggiungere valori elevati. Intervenire entro pochi mesi dalla comparsa dei primi segni permette di applicare strategie efficaci di controllo della progressione, mentre ritardare la visita può significare “perdere terreno” nella traiettoria di crescita del bulbo oculare».

Quali strategie terapeutiche personalizzate sono oggi disponibili per rallentare la progressione miopica?

  «Una volta diagnosticata la miopia, l’oculista imposta un percorso personalizzato che combina diverse strategie mirate. Tra gli strumenti ottici ci sono le lenti a defocus periferico (occhiali speciali o lenti a contatto morbide) che modulano la crescita oculare creando uno stimolo ottico di freno. Un altro approccio con solide evidenze nel controllo della progressione è l’ortocheratologia notturna, che rimodella temporaneamente la cornea. A questi interventi si associa sempre la modifica dello stile di vita, con almeno 2 ore al giorno di attività all’aria aperta e una significativa riduzione del tempo prolungato su dispositivi elettronici a distanza ravvicinata. In alcuni casi specifici, un collirio a base di atropina a basso dosaggio (solitamente 0.01–0.05%) è supportato da solide evidenze scientifiche, agendo sulla modulazione dei meccanismi che regolano la crescita del bulbo oculare, con un profilo di sicurezza elevato. La chiave del trattamento non risiede in un singolo intervento, ma nella combinazione e nella continuità delle strategie, che devono essere adattate all’età, al ritmo di progressione e alle caratteristiche specifiche di ogni bambino».

Contatti:

Dott. Andrea Lembo 

Medico Chirurgo Oftalmologia Ospedale MultiMedica San Giuseppe

Via San Vittore, 12 - 20123 Milano

MAIL: andrealembo1984@hotmail.com

 

Leave a comment