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Sanità e Benessere Focus n°54

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Il futuro della salute in Lombardia: la longevità sana

Assessore al Welfare Regione Lombardia

L’Italia, come gran parte dell’Europa, sta vivendo un profondo cambiamento demografico:
la popolazione invecchia rapidamente e, con l’aumento dell’età media, cresce anche la
diffusione delle malattie croniche. Questo fenomeno, se non gestito con una visione di
lungo periodo, rischia di mettere in seria difficoltà la sostenibilità del sistema sanitario nei
prossimi anni. Oggi, infatti, la gran parte delle risorse pubbliche è assorbita alla cura di
patologie croniche e degenerative, spesso diagnosticate in fase avanzata e difficili da
invertire. È quindi indispensabile un cambio di paradigma: non limitarsi a curare, ma
prevenire; non intervenire solo quando la malattia si manifesta, ma agire in anticipo.
D’altra parte, se chi per tutta la vita ha gestito l’imprevisto non seguisse questa traccia,
vorrebbe dire che non ha capito nulla dall’esperienza.
Da questa consapevolezza nasce la strategia della longevità sana, che si fonda sulla
capacità di anticipare il rischio e intervenire tempestivamente. Si tratta, da un lato, di
promuovere la diagnosi predittiva e la prevenzione, evitando la ricorrenza di malattie dopo
una cura inizialmente efficace, identificando e neutralizzando i fattori di rischio che
precedono anche di molti anni la progressione verso una patologia o la sua ricomparsa.
Dall’altro, di favorire l’intervento precoce e la cura, per arrestare o invertire la progressione
della malattia nelle sue fasi iniziali e trattare chi ne è già affetto, utilizzando le più avanzate
strategie biofarmaceutiche e di medicina rigenerativa emergenti.
Proprio seguendo questo paradigma, la Lombardia intende riscrivere il concetto stesso di
salute: non più quindi solo curare chi si ammala, ma evitare che le persone diventino
pazienti: una transizione culturale e scientifica che pone al centro la longevità sana, intesa
come la capacità di vivere più a lungo in buona salute, riducendo il peso delle malattie
croniche e restituendo anni di vita attiva ai cittadini. Questa visione prende forma concreta
nella Rete Lombardia Longevità Sana, promossa dalla Direzione Generale Welfare in
collaborazione con università, IRCCS, imprese tecnologiche e partner internazionali.
L’obiettivo è costruire un ecosistema di diagnosi predittiva, prevenzione personalizzata e
medicina rigenerativa, che unisca la potenza dei dati genomici e digitali con la prossimità
dei servizi territoriali.
Il primo nodo operativo della rete è Pavia, dove la Regione intende avviare una serie di
sperimentazioni di medicina predittiva e rigenerativa, testando protocolli che uniscono
genomica, intelligenza artificiale e modelli di presa in carico territoriale. La
sperimentazione pavese è anche il punto di connessione tra la medicina di precisione e la
prevenzione attiva: è qui, infatti, che nasce il progetto PARI (Programma di Azione
Regionale per la Promozione della Salute) con la sua innovativa “Tessera Sanitaria a
Punti”.
PARI rappresenta la declinazione più concreta del principio “prevenire è meglio che
curare”. La Delibera regionale n. 2967/2024 ha istituito una Task Force PARI per
promuovere stili di vita sani attraverso incentivi comportamentali. Il progetto pilota sul
territorio pavese coinvolgerà 2.500 cittadini tra i 50 e i 74 anni, la fascia eleggibile per lo
screening del tumore del colon-retto, ai quali verrà proposta una tessera sanitaria a punti
integrata nel sistema digitale regionale. Ogni adesione a programmi di prevenzione o

screening genera punti “salutari”, convertibili in premi coerenti con il benessere: ingressi a
palestre, libri, prodotti alimentari salutari, corsi o attività culturali.
Il meccanismo, semplice e intuitivo, ha una duplice valenza: educativa, perché stimola
l’adozione di comportamenti virtuosi, e scientifica, perché consente di raccogliere dati in
tempo reale sull’efficacia delle politiche di prevenzione. Se la sperimentazione darà i
risultati attesi, il modello sarà esteso ad altri screening trasformando la tessera sanitaria in
una chiave di accesso personalizzata alla prevenzione lombarda. Dietro questa apparente
semplicità si cela un’idea profonda: spostare il baricentro del welfare. La prevenzione
premiata diventa non solo un incentivo individuale, ma un investimento collettivo. Ogni
adesione a uno screening, ogni comportamento virtuoso, riduce il rischio di malattia e
libera risorse per la comunità. È il principio economico e morale della “prevenzione
sostenibile”.
Promuovere la longevità sana significa superare l’idea che la salute sia solo un bene
individuale. È un patto di corresponsabilità tra cittadini e istituzioni, un nuovo welfare
fondato su conoscenza, prevenzione e partecipazione. La nostra Regione sceglie di
guidare questa trasformazione, unendo scienza e umanità, tecnologia e cura, economia e
solidarietà. Il risultato sarà una regione che non solo vive più a lungo, ma che impara a
vivere meglio: una Lombardia longeva, sì, ma soprattutto consapevole, equa e sana.

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