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	<description>Sito di divulgazione scientifica</description>
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		<title>Chirurgia Vascolare: l’importanza della Formazione e dell’innovazione tecnologica</title>
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				<pubDate>Mon, 23 Nov 2020 13:42:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
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								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9ae8ec00b50"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9ae8ec0c21e"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
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			<h5><span style="color: #000000;">Il Chirurgo Vascolare oggi deve essere un clinico esperto sia nella Chirurgia Open che Endovascolare, grazie a un adeguato percorso di formazione e un continuo sviluppo tecnologico.</span></h5>

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<p><span style="color: #000000;">Il Professor <strong>Francesco Speziale</strong> è Ordinario di Chirurgia Vascolare presso l’Università La Sapienza di Roma dove ha sede la Scuola di Specializzazione in Chirurgia Vascolare dello stesso Ateneo (una delle prime in Italia, essendo stata fondata nel 1972 dal Prof. Paolo Fiornani), nonché Direttore della UOC di Chirurgia Vascolare del Policlinico Umberto I di Roma.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">“Fiore all’occhiello della nostra “Scuola” è il trattamento dell’insufficienza cerebro-vascolare acuta e cronica secondaria a stenosi della carotide; da tempo siamo il riferimento chirurgico della rete Stroke Unit nella Regione Lazio. Altro ambito di grande interesse è quello della Chirurgia Aortica: negli anni abbiamo sviluppato una grandissima esperienza per quanto riguarda, in particolare, il trattamento della patologia aortica complessa e delle infezioni protesiche”. e per le infezioni addominali protesiche”.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Professore, come sono state gestite le attività chirurgiche durante la fase di pandemia?</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">“Dal 9 marzo 2020 il Policlinico Umberto I è diventato Ospedale di Riferimento per il trattamento dei pazienti Covid, per cui anche nel nostro reparto abbiamo avuto una forte limitazione dei posti letto per i ricoveri ordinari. L’attività chirurgica è ripresa, nel mese di aprile, dopo l’iniziale riorganizzazione logistica del Policlinico, limitatamente al trattamento delle sole di patologie di classe A. In altri termini, abbiamo potuto garantire il trattamento a quei pazienti che presentavano condizioni cliniche di emergenza o urgenza: ischemie cerebrali acute, stenosi preocclusive delle carotidi, aneurismi aortici sintomatici o in fase di rottura, gravi ischemie d’arto”.</span></p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Qual è la situazione oggi?</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">“Come detto ricoveriamo e seguiamo in ambulatorio principalmente i pazienti con patologie acute o altamente instabili. Ovviamente nella nostra attività seguiamo tutti i protocolli e i percorsi di sicurezza prescritti. Credo sia importante sottolineare che, ad oggi, chi sia affetto da patologie vascolari non debba trascurare la propria situazione.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">Ci si può recare in Ospedale con tranquillità, sapendo che l’Ospedale è un luogo sicuro dove vengono applicati stretti protocolli di prevenzione e sorveglianza”. </span></p>
<p><strong><span style="color: #000080;">Formazione e innovazione tecnologica: due voci importanti nel vostro lavoro.</span></strong></p>
<p><span style="color: #000000;">“Sicuramente. Come Scuola di Specializzazione formiamo i neolaureati portandoli ad essere degli specialisti preparati e competenti. Una formazione di livello sia teorica che pratica, anche avvalendosi degli strumenti di simulazione avanzata oggi disponibili, è fondamentale per raggiungere questo obiettivo. Obiettivo ancora più stringente dato che, da quest’anno, in alcune Regioni si assumono addirittura Medici in Formazione Specialistica iscritti al 4° e 5° anno di corso, prima cioè che abbiano conseguito il Diploma.</span></p>
<p><span style="color: #000000;">L’innovazione tecnologica è altrettanto importante, l’ultima frontiera oggi è la possibilità di effettuare degli interventi abbastanza complessi nelle cosiddette sale ibride, dove si possono eseguire in contemporanea interventi con metodiche di Chirurgia Open e Endovascolare. Il futuro sarà quello di avere dei Chirurghi Vascolari in grado di eseguire con perizia sia le procedure Endovascolari, che quelle di Chirurgia Open. La nostra Specialità è, infatti, l’unica a poter garantire tutte le possibilità di trattamento e di gestione delle eventuali complicanze successive a un intervento mini-invasivo”.</span></p>

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			<p><strong>Contatti</strong></p>
<p>Prof. <strong>Francesco Speziale</strong></p>
<p>Ordinario di Chirurgia Vascolare Università</p>
<p>La Sapienza di Roma</p>
<p>Direttore della UOC di Chirurgia Vascolare</p>
<p>del Policlinico Umberto I</p>
<p>Viale del Policlinico, 155 – 00161 Roma</p>
<p>Tel. 064940532</p>
<p>Mail: <a href="mailto:francesco.speziale@uniroma1.it">francesco.speziale@uniroma1.it</a></p>
<p class="Corpo">

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		<title>Lotta ai tumori, la ricerca fa passi da gigante</title>
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				<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 12:03:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
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			<h3>A parlarcene, il Prof. Curigliano, Direttore della Divisione di Sviluppo Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dell’Istituto Europeo di Oncologia</h3>
<p>Sono tanti i passi in avanti fatti dalla ricerca in ambito oncologico, negli ultimi 20 anni. A parlarcene il Prof. <strong>Giuseppe Curigliano</strong>, Direttore della Divisione di Sviluppo Nuovi Farmaci per Terapie Innovative dell’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) e Professore Associato di Oncologia Medica all’Università degli Studi di Milano. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, si è specializzato in Oncologia Medica. Nel 1993, ha lavorato al Dipartimento di Immunologia Clinica della South Carolina Medical School, Hollings Cancer Center di Charleston, negli USA, occupandosi di immunofenotipizzazione dei tumori solidi ed applicazioni della citofluorimetria nella diagnosi precoce delle neoplasie. Dal 1994 al 1995 ha lavorato all’Herbert Irving Comprehensive Cancer Center della Columbia University di New York, occupandosi di epidemiologia molecolare. Ha completato nel 2006 il Dottorato di Ricerca in Fisiopatologia Medica e Farmacologia Clinica all’Università di Pisa, lavorando su un progetto di farmacogenomica nelle neoplasie vescicali. Dal 1999 al 2006 ha lavorato nell’ambito della ricerca clinica in Fase I e Fase II, all’Unità di Farmacologia Clinica e Nuovi Farmaci del Dipartimento di Medicina dello IEO. Dal 2010 al 2013 ha ricoperto il ruolo di Co-Direttore della Divisione di Oncologia Medica. Nel 2011 è stato visiting scientist ed ha tenuto seminari alla Harvard Medical School, Dana Farber Cancer Center. Il suo principale campo di interesse rimane la ricerca traslazionale e lo sviluppo clinico di nuovi approcci terapeutici nel trattamento dei tumori solidi ed in particolare nel tumore mammario. È editore di molteplici riviste in ambito scientifico oncologico: Journal of Clinical Oncology, Annals of Oncology, European Journal of Cancer, Cancer Treatment Review e The Breast. A marzo è stato insignito, nell’ambito della 15esima ST. Gallen International Breast Cancer Conference, da parte della European School of Oncology (ESO) del primo “Umberto Veronesi Memorial Award”.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em>Prof. Curigliano, quali sono i progressi fatti dalla ricerca in campo oncologico negli ultimi anni?</em></span></p>
<p>Quando sono arrivato a Milano nel 1999, dagli Stati Uniti, l’unica terapia per i pazienti con tumore era la chemioterapia. Pian piano ho assistito alla rivoluzione della genomica e della immunomica. Oggi abbiamo la possibilità di classificare ogni singolo tumore, infatti non si parla più di tumori in base all’organo di provenienza, ma di tumori in base alle alterazioni genetiche che sottengono a questi tumori. Di conseguenza, questo ci dà la possibilità di curare i pazienti sulla base di singole alterazioni molecolari, cioè ogni tumore ha dei bersagli terapeutici che lo caratterizzano e che cambiano nel corso della sua storia naturale, permettendo di personalizzare il trattamento durante la storia naturale stessa. L’unica terapia mirata che avevamo negli anni ’90 era la terapia ormonale. Un tumore mammario per esempio, esprimeva i ricettori per estrogeni e di conseguenza si sceglievano le terapie più mirate contro i ricettori per estrogeni, ma nel 2006 è arrivato il primo farmaco sintetizzato in laboratorio (Trastuzumab) contro il recettore HER2, che ha rivoluzionato il modo di approcciare i tumori. Se utilizzato nei tumori che esprimevano HER2, permetteva di bloccare la proliferazione ed arrestare la crescita del tumore. Nello stesso tempo, le altre linee di ricerca si muovevano sul sistema immunitario. Queste grandi rivoluzioni, ci hanno permesso di lasciare indietro la chemioterapia e consentire ai pazienti di vivere meglio e più a lungo.</p>
<p><em><span style="color: #3366ff;">In cosa consiste l’immunoterapia?</span></em></p>
<p>Nei sistemi immunitari ci sono 2 tipi di cellule: quelle cattive e quelle buone. Normalmente, quando un tumore cresce, aumentano le cellule cattive, che sopprimono la risposta immunitaria e consentono al tumore di mimetizzarsi e non essere riconosciuto dalle cellule buone. I farmaci immunitari riducono le cellule cattive ed aumentano il numero di quelle buone. In sostanza, non agiscono direttamente sul tumore, ma riattivano il sistema immunitario, portandolo a riconoscere il tumore come un nemico.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em>Per quali tipi di tumore si sono registrate le rivoluzioni più importanti e per quali altri prevede un cambiamento?</em></span></p>
<p>Negli ultimi 5 anni, i progressi più importanti si sono avuti nel melanoma e nel tumore polmonare. In queste due malattie è praticamente cambiata la storia naturale ed il modo di curarli. Quello che mi aspetto nei prossimi anni, è una rivoluzione anche nel trattamento dei tumori della vescica e del tratto gastroenterico, soprattutto in quello gastrico e del colon. Negli ultimi 3 anni invece, sta avanzando la ricerca sulla genomica e sono in corso studi con terapie target e farmaci immunologici. Per il tumore al colon, secondo per incidenza e terzo per mortalità, si stanno scoprendo meccanismi molecolari che sono prevalentemente legati a meccanismi di riparazione del DNA (instabilità dei micro satelliti). Il messaggio da dare al paziente è che partecipare ad uno studio clinico significa avere accesso a cure innovative e, di recente, molti farmaci innovativi si sono rivelati più efficaci delle cure convenzionali.</p>

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			<h4>Prof. Giuseppe Curigliano</h4>
<h5>Divisione di Sviluppo Nuovi Farmaci per Terapie Innovative &#8211; Istituto Europeo di Oncologia (IEO)</h5>
<p>Via G. Ripamonti, 435- 20141 Milano<br />
Segreteria:02 &#8211; 57489439 &#8211; Fax: 02- 94379224<br />
<a href="mailto:giuseppe.curigliano@ieo.it">giuseppe.curigliano@ieo.it</a></p>

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