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	<title>Angiologia &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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		<title>Prevenire e curare la malattia  venosa cronica</title>
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				<pubDate>Fri, 22 Jun 2018 14:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
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			<h3>Il Dott. Elia Diaco, Direttore dell’Ambulatorio di Angiologia e Medicina Vascolare del Sant’Anna Hospital di Catanzaro, ci spiega come</h3>
<p>La malattia venosa cronica è un disturbo che colpisce la circolazione venosa del nostro organismo. In genere sono le donne a soffrirne di più ma non sono rari i casi in cui anche gli uomini ne sono colpiti. A parlarci di questa patologia, il Dott. Elia Diaco, Direttore dell’Ambulatorio di Angiologia e Medicina Vascolare del Sant’Anna Hospital di Catanzaro. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Catanzaro “Magna Græcia”, ha conseguito il Master di II livello in Angiologia e Medicina Vascolare all’Università degli Studi di Bologna. È stato Accredited Specialist Operator dell’Italian Society for Vascular Investigation, past Presidente regionale della SIAPAV (Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare) Calabria e Referente regionale SIDV GIUV (Società Italiana di Diagnostica Vascolare). Dal 2004 svolge l’attività libero-professionale al Centro Radiologico di Diagnostica ed Ecografia Medica “Familiari” di Crotone ed al Centro Polispecialistico “Villa Elisa” di Soverato; dal 2009 anche al Centro Polispecialistico “Biocontrol” di Cosenza e dal 2014 al Centro Medico Parioli di Roma. Docente della School of Excellence in Phlebology, dell’Università San Raffaele di Roma e membro del Comitato Scientifico “Flebologia Oggi”, ha ricevuto proprio quest’anno il prestigioso “Premio Bellini”, dedicato alle grandi figure nel mondo medico e sanitario, “per il suo impegno nella prevenzione e nella cura della malattia venosa cronica”.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><strong><em>Dott. Diaco, cosa provoca la malattia venosa cronica?</em></strong></span></p>
<p>Lo stile di vita moderno è spesso caratterizzato da abitudini nocive come l’iperalimentazione ed una ridotta attività fisica, che possono determinare sovrappeso ed obesità. Questi sono fattori di rischio, che insieme ad altri, come il fumo, causano la formazione di placche aterosclerotiche a livello delle arterie. Altri comportamenti, come l’eccessiva esposizione delle gambe al sole, la permanenza vicino a fonti di calore, oppure l’uso dei tacchi sopra ai 5 cm, possono provocare una dilatazione delle vene. Ciò ha come conseguenza la formazione di teleangectasie, antiestetici capillari di colore rosso vivo o rosso-bluastro, od anche delle varici, sintomatiche di un’insufficienza venosa cronica.</p>
<p><strong><em><span style="color: #3366ff;">Cosa sono le varici?</span></em></strong></p>
<p>La varicosi, che colpisce per lo più gli arti inferiori, consiste nella dilatazione patologica permanente di una o più vene, che si presentano gonfie e con zone di nodosità. Simili vasi diventano “incontinenti”, ovvero non più in grado di pompare il sangue dal basso verso l’alto, in altre parole verso il cuore. È una malattia da non sottovalutare perché può essere molto invalidante, e provocare gravi danni come una trombosi venosa superficiale, con conseguente compromissione della circolazione, e dello stato delle gambe che possono presentare pesantezza, prurito, od eczemi. Quella delle vene varicose è una patologia molto comune, di cui oggi soffre il 40% della popolazione italiana e può colpire sia gli uomini che le donne, anche se è più frequente nella popolazione femminile. I fattori che la provocano sono molteplici. Una delle cause principali è la predisposizione ereditaria, tanto che spesso ne soffrono anche giovani tra i 18 ed i 30 anni. Si uniscono poi, come detto, lo stile di vita e il fattore lavorativo: la malattia varicosa insorge infatti con maggiore frequenza nei soggetti che svolgono un’attività che li costringe a stare per molte ore in posizione eretta. Per prevenirla il consiglio è sicuramente quello di mangiare molta verdura e frutta, agrumi e mirtilli in particolare, perché contengono sostanze flebotoniche.</p>
<p><strong><em><span style="color: #3366ff;">Come si possono curare le vene varicose?</span></em></strong></p>
<p>Oggi esiste una metodica innovativa che si chiama Scleromousse. È un tipo di trattamento realizzato ambulatorialmente, in maniera ecoguidata, che sostituisce effettivamente l’intervento chirurgico. Senza alcun tipo di incisione o di anestesia, si inietta all’interno della vena incontinente un liquido schiumoso per mezzo di un semplice ago butterfly, ossia quello che si usa per il prelievo. La mousse in pochi secondi “sclerotizza” in maniera indolore e definitiva la struttura varicosa, provocando in essa una flebite chimica con conseguente obliterazione e riassorbimento del vaso. Il paziente dovrà indossare la calza contenitiva e seguire una terapia eparinica, ma appena terminato il trattamento, che dura 15/20 minuti, potrà tornare a casa senza necessità di ricovero ospedaliero. Chiunque si può sottoporre a questa tecnica senza limiti di età, comprese le persone anziane.  La scleromousse è una metodica che si è sviluppata in Francia ed oggi è praticata in tutta Europa. Nel nostro Paese siamo solo una decina di medici ad avvalerci di tale procedura e nel Meridione io sono uno tra i pochi.</p>

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			<h4>Dott. Elia Diaco</h4>
<h5>Angiologia e Medicina Vascolare Sant&#8217;Anna Hospital</h5>
<p>Viale Papa Pio X, 111 &#8211; 88100 Catanzaro</p>
<p>Segreteria: 0961 5070111<br />
Riceve anche a:</p>
<p>Cosenza: 0984 35705<br />
Crotone: 0962 23971</p>
<p>Soverato: 0967 521370<br />
Catania: 338 1191158</p>
<p>Roma: 06 8080344</p>

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		<title>Vene varicose ed emorroidi oggi si curano con un’unica soluzione</title>
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				<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 09:44:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
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			<h3>Il Dott. Gianluigi Rosi, Angiologo,ci parla dell’innovativa tecnica Scleromousse</h3>
<p>Per curare le emorroidi e le vene varicose oggi esiste un’unica soluzione, ossia l’innovativa Scleromousse. A parlarci della duplice funzione di questa nuova tecnica, il Dott. <strong>Gianluigi Rosi</strong>, uno dei maggiori esperti, che la pratica da 17 anni. Angiologo, con Diploma Inter-Universitario di Angiologia e Diagnostica Vascolare, conseguito all’Università di Grenoble in Francia. Ha contribuito con le sue ricerche a sviluppare nuove terapie in ambito vascolare, come la cura dell’impotenza vascolare, la definizione della tecnica di Scleromousse Ecoguidata per le grandi vene varicose e la messa a punto di un nuovo approccio alla malattia emorroidaria. È l’ideatore del Centro Sos Flebite h 24 per le urgenze vascolari, per Trombosi Venosa Profonda (TVP) e Trombosi Venosa Superficiale (TVS).</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em>Dott. Rosi, come viene impiegata la Scleromousse per la cura delle vene varicose?</em></span></p>
<p>La Scleromousse Ecoguidata, così si definisce, è una delle tecniche più innovative per la cura delle vene varicose di qualunque dimensione. Si tratta di una patologia che colpisce il 40% delle donne ed il 30% degli uomini, la familiarità è molto importante e può insorgere con maggiore frequenza tra i soggetti che svolgono un’attività lavorativa che li costringe a stare per molte ore in piedi. Si tratta di una patologia invalidante e, quando non viene correttamente curata, può portare ad una TVS con conseguente compromissione della circolazione e dello stato locale delle gambe. Il soggetto con un’incontinenza venosa, presenta una sintomatologia caratterizzata da sensazione di pesantezza delle gambe, prurito che può portare alla formazione di eczema ed alla conseguente, progressiva, lesione della pelle con ulcerazione cutanea. Mentre prima si interveniva solo chirurgicamente, oggi con la nuova procedura Scleromousse Ecoguidata, messa a punto nel 2000 insieme ad un gruppo di colleghi francesi, si riesce a ridurre le problematiche dovute alle complicanze delle vene varicose (TVS, ulcere varicose, lesioni con rischio di emorragie superﬁciali, gambe pesanti dolenti nelle ore serali e notturne), senza effettuare alcun intervento chirurgico. Tale tecnica, che viene attuata ambulatorialmente, è praticata con successo da 15 anni in Europa e consente di ottenere ottimi risultati, senza alcun ricovero, senza anestesia e senza l’utilizzo del bisturi. La schiuma, più efﬁcace della forma liquida, con l’ausilio dell’eco-color-Doppler, viene iniettata con un ago ed introdotta a diverse concentrazioni all’interno di un vaso venoso, a seconda del suo calibro. Questa si diffonde in pochi secondi, stimolando così la cicatrizzazione dell’endotelio della vena in maniera indolore, e passando in tutte le strutture varicose incontinenti. Tutti possono sottoporsi al trattamento, senza limiti di età, anche coloro che seguono una terapia anticoagulante.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em>Su questa procedura si basa anche la tecnica per curare le emorroidi. Ce ne parli</em></span></p>
<p>Dieci anni fa, insieme al Dott. Raffaele Colucci, esperto gastroenterologo ed endoscopista, ho messo a punto una tecnica innovativa ed efficace che consente di risolvere tempestivamente ed in modo indolore questo fastidioso problema. Si tratta di un intervento assolutamente non invasivo, che si accompagna ad un’analisi molto accurata delle eventuali patologie dell’apparato gastrointestinale che, in molti casi, rappresentano l’origine delle emorroidi. Tale malattia provoca sanguinamento, prolasso, bruciore e dolore dei cuscinetti emorroidari. Questi “cuscinetti” sono normali rigonfiamenti delle vene che circondano la zona dell’ano e che partecipano al mantenimento degli stimoli naturali. Le emorroidi si congestionano e quindi si infiammano e, di conseguenza, la loro normale funzione viene compromessa. La malattia emorroidaria non va sottovalutata: talvolta la compressione esercitata dalle feci nell’ampolla rettale ostacola lo scorrere del sangue nelle vene, dando luogo a fenomeni di trombosi. L’endosclerosi del tratto emorroidario, che trae ispirazione proprio dal trattamento delle vene varicose, attraverso la tecnica scleromousse, consiste nell’iniezione nel plesso emorroidario di un piccolo volume (6-8 cc) di principio attivo sclerosante, detta polidocanolo. Questa sostanza, a contatto con la parete del plesso emorroidario, provoca un’immediata retrazione con successiva risalita del plesso, e quindi la sclerosi dello stesso. L’iniezione viene praticata alla base del plesso, in rettoscopia, tramite un endoscopio, in modo assolutamente indolore ed in regime ambulatoriale. L’intervento dura circa 15 minuti ed il paziente può tornare subito al proprio domicilio. Il trattamento può essere ripetuto in periodi successivi, di solito però eseguiamo sempre un ulteriore trattamento a 40 giorni dal primo.</p>

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			<p>Dopo</p>

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			<h4>Dott. Gianluigi Rosi</h4>
<h5>Bari, Catanzaro, Milano, Perugia, Reggio Calabria, Roma</h5>
<p>Infoline 337640061<br />
<a href="mailto:rosiflebite@libero.it">rosiflebite@libero.it</a><br />
<a href="https://www.gianluigirosi.it">www.gianluigirosi.it</a></p>

		</div>
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