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	<title>apnee ostruttive del sonno &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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		<title>Eccessiva Sonnolenza Residua nelle Apnee Ostruttive del Sonno: oggi il rimedio c&#8217;è</title>
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				<pubDate>Thu, 21 Apr 2022 08:58:49 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[malattie respiratorie]]></category>
		<category><![CDATA[apnee ostruttive del sonno]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>UNA NUOVA TERAPIA FARMACOLOGICA CONSENTE DI TRATTARE QUESTA PROBLEMATICA, IN CASO NON SI RISOLVA IN...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UNA NUOVA TERAPIA FARMACOLOGICA CONSENTE DI TRATTARE QUESTA PROBLEMATICA, IN CASO NON SI RISOLVA IN MODO SODDISFACENTE CON LA TERAPIA PRIMARIA E INTERFERISCA ANCHE IN MODO GRAVE CON L’ATTIVITÀ QUOTIDIANA DEI PAZIENTI.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9123" title="eccessiva sonnolenza residua apnee ostruttive sonno" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png" alt="" width="438" height="219" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy.png 787w" sizes="(max-width: 438px) 100vw, 438px" />Il <strong>Prof. Giuseppe Insalaco</strong> è primo ricercatore presso il Consiglio Nazionale delle Ricerche di Palermo e Responsabile del Centro per i disturbi respiratori del sonno, di cui si occupa sia dal punto di vista delle malattie respiratorie che da quello delle Apnee Ostruttive e delle relative terapie.</p>
<figure style="width: 335px" class="wp-caption alignleft"><img title="eccessiva sonnolenza residua apnee ostruttive sonno" src="http://www.aiponet.it/images/Insalaco_tuttasalute2.jpg" alt="" width="335" height="229" /><figcaption class="wp-caption-text"><strong>Prof. Giuseppe Insalaco</strong> Primo ricercatore presso il Centro di Tecnologie Innovative per lo Studio dei disturbi respiratori del sonno dell’IRIB – CNR</figcaption></figure>
<h5><em><strong>Professore, cosa sono le Apnee Ostruttive del Sonno (OSA)?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Si tratta di disturbi che si manifestano durante il sonno con episodi di chiusura parziale o completa delle vie aeree superiori e che comportano un’interruzione respiratoria – apnea o ipopnea – di durata superiore a 10 secondi. Possono verificarsi in tutte le fasce d’età, compresa quella pediatrica, mentre la fascia più preservata sembra essere quella tra i 20 e i 30 anni.</p>
<p>Le cause possono essere varie: nel bambino la più frequente è legata all’ipertrofia di adenoidi e tonsille, mentre nell’adulto sono più legate a fattori anatomici come una mandibola piccola e un po’ retratta, a un’abbondanza di tessuti molli nelle vie aeree superiori o all’aumento di peso”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Qual è la prevalenza nella popolazione?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“I dati epidemiologici nel mondo parlano di una prevalenza nettamente superiore al 10%, ovviamente con vari gradi di severità. Si comincia a parlare di patologia quando abbiamo più di 5 apnee o ipoapnee per ora di sonno, ed è in funzione di queste che si determina la distinzione della severità: parliamo di forme lievi da 5 a 15, di forme moderate da 15 a 30 e di forme gravi quando il numero degli eventi supera i 30”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Come si diagnostica la malattia? </strong></em></h5>
<blockquote><p>“Il dato fondamentale è riuscire a identificarla, ricorrendo ai sintomi più diffusi, tra i quali il primo è sicuramente il russamento intenso, spesso intermittente. Altro sintomo estremamente frequente è la nicturia ma abbiamo anche una serie di disturbi legati alla cattiva qualità del sonno: disturbi neuro cognitivi, quindi difficoltà di concentrazione, disturbi della memoria recente, riduzione della destrezza abituale, fino all’eccessiva sonnolenza durante il giorno (ESD), un aspetto che riguarda circa il 40% dei soggetti affetti da questa patologia e può impattare in maniera più o meno forte sulla qualità di vita.</p>
<p>La diagnostica è di natura strumentale (polisonnografia) mediante registrazioni notturne di parametri che ci permettono di identificare oggettivamente i vari disturbi del sonno e avere una fotografia della funzione cardiaca e anche una registrazione encefalografica”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Quali sono i principali metodi di trattamento delle Apnee Notturne?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“L’approccio terapeutico dipende dai risultati ottenuti dalle registrazioni: le forme lievi possono essere trattate con riduzioni di peso o limitando il tempo in posizione supina durante il sonno; per le forme più gravi il trattamento più diffuso è la somministrazione della pressione positiva continua nelle vie aeree (CPAP)”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Quando si parla di ESD Residua (ESDr) e quali test si utilizzano per la diagnosi?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Può accadere che, anche una volta impostata la terapia, la risoluzione di queste apnee non si accompagni al ripristino della normale condizione di vigilanza durante il giorno: in questo caso si parla di Sonnolenza Residua, ossia una sonnolenza che permane, nonostante sia stato risolto il problema delle apnee, impattando in modo anche grave sulla vita quotidiana, sociale e professionale del paziente”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Come viene monitorato un soggetto in terapia primaria ai fini della valutazione della ESDr e con quale periodicità? </strong></em></h5>
<blockquote><p>“Il piano terapeutico previsto è di tipo annuale ma inizialmente prevede delle verifiche più ravvicinate. Quindi all’avvio della terapia il paziente viene monitorato a 14 giorni, periodo in cui si titola anche la posologia. Poi, una volta stabilito il corretto dosaggio, segue un primo controllo a tre mesi che poi diventa annuale, per rinnovare la prescrizione.</p>
<p>A fini diagnostici sono impiegati dei questionari di valutazione, tra cui il più noto è quello di Epworth, basato su alcune domande sul grado di attenzione e sulla propensione all’addormentamento del soggetto in diverse attività quotidiane e in momenti non appropriati”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Esistono oggi delle terapie farmacologiche per curare l’ESDr? </strong></em></h5>
<blockquote><p>“Fortunatamente oggi abbiamo a disposizione un farmaco mirato, della famiglia dei WPA (Wake Promoting Agent), da abbinare sempre alla correzione notturna e che ci permette di combattere questo disturbo, consentendo al paziente di ritornare a una vita quotidiana normale.</p>
<p>Gli studi clinici hanno mostrato, infatti, come il trattamento farmacologico è efficace nel favorire la veglia e ridurre la sonnolenza, migliorando così la qualità di vita dal punto di vista fisico e sociale e la produttività in ambito lavorativo”.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE: Salute&amp;Benessere efocus n°33</p>
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