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	<title>asma &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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		<title>Asma allergico grave, i farmaci che aiutano a vivere meglio</title>
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				<pubDate>Fri, 24 Nov 2017 17:00:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Pneumologia]]></category>
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			<h3><strong>Ad elencarceli, il Prof. Andrea Vianello, Direttore dell’Unità Operativa di Fisiopatologia Respiratoria dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova</strong></h3>
<p>Il 70% circa dei casi di asma è di natura allergica. L’asma allergico grave è una forma di malattia in cui i sintomi persistono nonostante il tentativo di evitare l’esposizione ai fattori scatenanti e l’assunzione di una terapia massimizzata, ossia quella che si avvale di tutto l’armamentario farmacologico, sia inalatorio (broncodilatatori e corticosteroidi) che sistemico comunemente usato per trattare i pazienti più gravi. A parlarcene, il <strong>Prof. Andrea Vianello</strong>, Direttore dell’Unità Operativa di Fisiopatologia Respiratoria dell’Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Padova.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Prof. Vianello, che cos’è l’asma allergico grave?</em></span></p>
<p>L’asma allergico grave è una condizione complessa, la cui patogenesi è caratterizzata dall’iperproduzione di immunoglobuline E (IgE) in risposta a stimoli ambientali, quali acari della polvere, pollini e muffe. Si tratta di una malattia “non controllata”, fatto che comporta il persistere dei sintomi e l’insorgere di frequenti riacutizzazioni, che spesso causano l’ospedalizzazione ed addirittura mettono a rischio la vita del paziente. L’asma grave è un problema mondiale e rappresenta un consistente onere sociale ed economico per i sistemi sanitari.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Come si riconosce?</em></span></p>
<p>Dal fatto che, nonostante il tentativo di tenere la malattia sotto controllo,  persistono sintomi quali dispnea da sforzo o notturna, vi è frequente necessità di assumere farmaci broncodilatatori al bisogno, si deve far ricorso alle cure del Pronto Soccorso.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Da cosa deriva? Si può guarire?</span></em></p>
<p>L’asma deriva sostanzialmente dalla combinazione di due elementi: la predisposizione genetica e l’esposizione a fattori scatenanti. Nel caso dell’asma grave l’eziopatogenesi è la stessa, mentre sono diverse la frequenza e la severità delle manifestazioni cliniche. L’asma, anche quella grave, è una malattia cronica, che può avere periodi di quiescenza anche lunghi e riemergere dopo anni.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Che tipo di terapia viene utilizzata?</em></span></p>
<p>La ricerca e lo sviluppo di nuove strategie terapeutiche si sono indirizzati verso farmaci in grado di intervenire in modo sempre più specifico sui meccanismi scatenanti la patologia asmatica allergica, contrastandone gli effetti. La terapia biologica, basata sull’utilizzo dei cosiddetti anticorpi monoclonali, apre scenari completamente nuovi nel trattamento dell’asma grave, anche se richiede una selezione molto accurata dei pazienti per poter risultare pienamente efficace. Il primo farmaco biologico reso disponibile per il trattamento dell’asma grave, per il quale vi sono le maggiori evidenze di efficacia, è Omalizumab che si lega alle IgE e previene il legame delle stesse al recettore ad alta affinità per le IgE su basofili e mastociti, riducendo in tal modo la quantità di IgE libera che può innescare la cascata allergica; esso è in grado di inibire le fasi precoci e tardive delle reazioni asmatiche allergene-indotte. Omalizumab riduce la frequenza di riacutizzazioni e l’uso di farmaci steroidi e beta2-agonisti, consentendo un più efficace  controllo dei sintomi ed una più elevata qualità della vita dei pazienti, oltre ad apportare significativi miglioramenti nei parametri di funzionalità respiratoria, il tutto con un livello soddisfacente di tollerabilità e sicurezza. A questo farmaco si è aggiunto in tempi recenti, Mepulizumab (presto affiancato da Reslizumab), anticorpo anti-Interleuchina 5 che pure ha dimostrato negli studi clinici di ridurre significativamente la frequenza di riacutizzazioni. Gli studi a cui ha partecipato il nostro reparto hanno contribuito ad affermare l’efficacia e la sicurezza di questi nuovi farmaci nella cosiddetta “real life”.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Qual è il consiglio che si sente di dare ai pazienti asmatici?</span></em></p>
<p>Quello di cercare di tenere sempre ben controllata la loro malattia, in quanto i rischi di una malattia mal controllata sono gravi, alle volte anche fatali. In un recente studio abbiamo riportato ben 16 casi di pazienti asmatici deceduti per un attacco acuto tra il 2013 ed il 2015 nella nostra regione. Erano tutti giovani, con età compresa tra gli 11 ed i 50 anni.</p>

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			<h4>Prof. Andrea Vianello</h4>
<h5>U.O.C. di Fisiopatologia Respiratoria Azienda Ospedaliera Università degli Studi di Padova</h5>
<p>Via N. Giustiniani, 2 &#8211; 35128 Padova<br />
Segreteria: 049 8217792<br />
Fax: 049 8217772<br />
<a href="mailto:andrea.vianello@sanita.padova.it">andrea.vianello@sanita.padova.it</a></p>

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		<title>Ecco i rischi derivanti dalle patologie che interessano l’apparato respiratorio</title>
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				<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 10:50:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
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			<h2>Il Dott. Comel, Responsabile dell’Unità Funzionale di Pneumologia dell’Ospedale Dott. Pederzoli, ci parla di cause e trattamenti dell’asma e della polmonite</h2>
<p>L&#8217;asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, caratterizzata dall’ostruzione, generalmente reversibile, dei bronchi, mentre la polmonite è un processo infiammatorio, prevalentemente di origine infettiva, che interessa i polmoni. A parlarci di queste due malattie dell’apparato respiratorio il Dott. Andrea Claudio Comel, Responsabile dell’Unità Funzionale di Pneumologia dell’Ospedale Dott. Pederzoli. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università di Pavia, ha conseguito il diploma di specializzazione in Malattie dell’Apparato Respiratorio nell’ateneo di Parma. Nel corso della sua carriera ha lavorato per l’Ospedale “San Giuseppe Fatebenefratelli” di Milano, per la Casa di Cura “Ancelle della Carità” di Cremona e per l’Azienda Ospedaliera “Carlo Poma” di Mantova.</p>
<p><strong>Dott. Comel innanzitutto cos’è la Pneumologia?</strong></p>
<p>È una branca specialistica che si occupa delle patologie che interessano l’apparato respiratorio, quindi le vie aeree, i polmoni, la gabbia toracica. Ci possono essere patologie di varia natura: infiammatorie, acute o croniche, infettive, degenerative, tra le quali il gruppo più frequente è rappresentato dalle neoplasie polmonari. Altre malattie interessano in maniera secondaria l’apparato respiratorio: quelle neuromuscolari e le patologie infiammatorie sistemiche. La Pneumologia si occupa della diagnosi, della cura e della presa in carico dei pazienti affetti da queste malattie.</p>
<p><strong>Ci parli dell’asma. Come si sviluppa?</strong></p>
<p>L’asma è una malattia estremamente comune, una patologia cronica, un’infiammazione delle vie aeree che si manifesta con vari sintomi, tra cui il broncospasmo, la mancanza di respiro, la tosse. Interessa tutte le fasce d’età, anche se investe principalmente i più giovani, e può essere di origine allergica o non allergica. Un impatto importante sul mancato controllo dell’asma, è legato all’inquinamento atmosferico, problema in progressivo aumento, ed al fumo. È una patologia della quale si conosce molto, nella maggior parte dei casi diagnosticabile e trattabile in modo adeguato. La malattia si cura bene con una terapia inalatoria, antiinfiammatoria ed eventualmente broncodilatatrice, ottenendone un buon controllo, limitandone quindi l’elevato impatto sociale e sulla qualità della vita delle persone. Una piccola percentuale di pazienti può presentare asma grave, resistente alle terapie, che può richiedere ulteriori strumenti diagnostici e cure aggiuntive quali gli anticorpi monoclonali, nelle forme allergiche, o trattamenti non farmacologici come, ad esempio, la termoplastica bronchiale, trattamento innovativo nei casi di asma più severo, di più difficile controllo.</p>
<p><strong>Che cos’è la termoplastica bronchiale?</strong></p>
<p>È una terapia endoscopica che attraverso l’utilizzo di radiofrequenze determina una denaturazione del muscolo liscio presente nella parete bronchiale, riducendo l’effetto di broncocostrizione, potendo portare ad un miglior controllo della malattia, con riduzione significativa delle riacutizzazioni. Le riacutizzazioni sono eventi caratterizzati da peggioramento acuto dei sintomi respiratori, che richiedono terapia aggiuntiva rispetto alla terapia di base e che portano al ricovero ospedaliero, in alcuni casi particolarmente gravi anche in terapia intensiva. Come per altre patologie croniche è importante l’inquadramento diagnostico, ma altrettanto importante è che la terapia venga assunta regolarmente. Lo scarso controllo di questa malattia, come di altre malattie respiratorie, può condurre ad una invalidità significativa, con sintomi persistenti, progressiva riduzione dell’attività fisica, isolamento, depressione, fino a dei casi di vero e proprio ritiro sociale.</p>
<p><strong>Quali sono invece le cause della polmonite?</strong></p>
<p>Le infezioni acute delle vie respiratorie profonde hanno un impatto clinico significativo in tutta la popolazione. La “polmonite acquisita in comunità” è una delle malattie respiratorie più importanti, che si manifesta con prevalenza elevata nella popolazione generale, con differenti livelli di gravità clinica. La maggior parte dei pazienti con polmonite viene curata a casa, ma ogni anno circa un milione di persone vengono ricoverate nei centri di tutta Europa. Nella maggior parte dei casi le polmoniti sono di origine batterica, e l’agente causale più frequente è lo Pneumococco. Una terapia antibiotica adeguata e precoce è nella maggior parte dei casi in grado di determinare una risposta clinica favorevole, tuttavia la polmonite rimane la più frequente causa di morte per infezione in Europa e negli USA. Tra le misure preventive più efficaci un ruolo centrale è svolto dalle vaccinazioni, antinfluenzale ed antipneumococcica.</p>

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			<h4>Dott. Andrea Claudio Comel</h4>
<h5>Unità Funzionale di Pneumologia Ospedale Dott. Pederzoli</h5>
<p>Via Monte Baldo, 24 &#8211; 37019 Peschiera del Garda<br />
Centralino: 045.6449111</p>
<p><a href="mailto:acomel@ospedalepederzoli.it">acomel@ospedalepederzoli.it</a></p>

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