<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Neurologia &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
	<atom:link href="https://www.sanitaebenessere.it/category/sanita/neurologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sanitaebenessere.it</link>
	<description>Sito di divulgazione scientifica</description>
	<lastBuildDate>Mon, 12 Jan 2026 09:56:46 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.2.26</generator>
	<item>
		<title>APPROCCIO MODERNO ALL’EPILESSIA FARMACORESISTENTE</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/approccio-moderno-allepilessia-farmacoresistente/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/approccio-moderno-allepilessia-farmacoresistente/#respond</comments>
				<pubDate>Mon, 12 Jan 2026 09:56:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=11471</guid>
				<description><![CDATA[<p>ULTERIORE PROSPETTIVA TERAPEUTICA DALLA NEUROMODULAZIONE Le epilessie farmacoresistenti sono quelle in cui le crisi non...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/approccio-moderno-allepilessia-farmacoresistente/">APPROCCIO MODERNO ALL’EPILESSIA FARMACORESISTENTE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;">ULTERIORE PROSPETTIVA TERAPEUTICA DALLA NEUROMODULAZIONE</h5>
<p><img class=" wp-image-11472 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2025-12-17-at-12.04.24-200x300.jpeg" alt="" width="192" height="288" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2025-12-17-at-12.04.24-200x300.jpeg 200w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2025-12-17-at-12.04.24-682x1024.jpeg 682w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/WhatsApp-Image-2025-12-17-at-12.04.24.jpeg 1066w" sizes="(max-width: 192px) 100vw, 192px" />Le epilessie farmacoresistenti sono quelle in cui le crisi non sono adeguatamente controllate nonostante una terapia farmacologica, e si stima che circa il 30/40 % dei pazienti con epilessia rientrino nella categoria. Fortunatamente la ricerca e la tecnologia neurologica stanno facendo passi da gigante fornendoci valide alternative.  A parlarcene è il <b>Professor </b><b>Angelo Labate</b>, Neuroscienziato Clinico, Professore Ordinario di Neurologia dell’Università di Palermo, nominato recentemente Direttore UOC di Neurologia dell’AOUP “P. Giaccone” di Palermo, con particolare interesse allo studio delle sindromi epilettiche e del dejàvu attraverso le neuroimmagini, docente presso istituzioni neurologiche prestigiose quali la McGill University di Montreal, Canada e, come membro della “Neuroimaging Task Force&#8221; della ILAE (International League of Epilepsy) nel 2019, è autore delle linee guida internazionali per l’acquisizione della risonanza magnetica nei soggetti affetti da epilessia oltre ad essere Consigliere Nazionale della SIN.</p>
<p><b>Professore, assume da pochissimo la guida dell’Unità Operativa Complessa di Neurologia del Policlinico </b><b>Universitario </b><b>di Palermo. Qual è il significato di questo nuovo incarico?</b></p>
<p>«Per me è un grande onore e una responsabilità importante. Palermo è la più popolosa città della Sicilia e la quinta metropoli italiana ed il Policlinico di Palermo è un punto di riferimento per il territorio pertanto l’obiettivo è avviare un percorso di rilancio profondo della Clinica Neurologica, rafforzando l’offerta assistenziale e rendendo il reparto ancora più aderente ai bisogni reali dei pazienti siciliani. Vogliamo costruire una neurologia moderna, aperta all’innovazione e capace di sviluppare competenze iperspecialistiche».</p>
<p><b> Quali saranno le prime linee di intervento?</b></p>
<p>«Il primo passo sarà potenziare gli ambiti clinici più richiesti dalla popolazione, quelli già presenti come la sclerosi multipla, le demenze ed i disordini del movimento. In particolare vogliamo creare e strutturare un ambulatorio dedicato alle epilessie, un Centro Regionale, un tema molto sentito in Sicilia, dove il numero di pazienti è significativo ma l’offerta specializzata è ancora insufficiente. Il centro sarà focalizzato sulla dia-gnosi, sul monitoraggio dei pazienti difficili e sulla gestione delle epilessie farmacoresistenti, in collaborazione con la neuroradiologia universitaria ed i centri territoriali. Un altro pilastro del progetto sarà il rilancio della Neurofisiopatologia, con un servizio più efficiente, modernizzato nelle apparecchiature e potenziato nelle attività di elettroencefalografia, poligrafia, elettromiografia e monitoraggi prolungati. Una diagnostica neurofisiologica robusta è essenziale per una neurologia che vuole crescere».</p>
<p><b>C</b><b>osa </b><b>vuol dire Epilessia Farmacoresistente?</b></p>
<p>«E’ caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti, che possono essere identificate da diversi segni o sintomi, variamente associati tra di loro. L&#8217;epilessia può essere considerata farmacoresistente dal punto di vista medico quando non è possibile ottenere un controllo soddisfacente con nessuno dei farmaci anticrisi potenzialmente efficaci disponibili, in monoterapia o in associazione, a dosaggi non associati a effetti collaterali. A questo si aggiunge il peso sociale in termini di stigma e una bassa qualità della vita in pazienti diversi per età, prognosi, comorbidità, risposta al trattamento».</p>
<p><b><img class="size-medium wp-image-11486 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/2s-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/2s-300x300.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/2s-150x150.jpg 150w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/2s.jpg 843w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b><b>Il </b><b>trattamento è solo farmacologico?</b></p>
<p>«Oggi disponiamo di numerosi farmaci che controllano le crisi, ed il compito difficile del neurologo esperto in epilessia è quello di cercare il farmaco anticrisi ideale per una personalizzazione della cura. Alcune forme di epilessia che iniziano nella infanzia, si esauriscono spontaneamente con l&#8217;accrescimento e vanno eventualmente curate per periodi limitati, in attesa della remissione spontanea. In alcuni casi selezionati invece la chirurgia dell’epilessia è una valida opzione mentre in altri non chirurgici, lo sono l’utilizzo di terapie alternative, come la neurostimolazione cerebrale o la dieta chetogenica».</p>
<p><b>Dove trova spazio la </b><b>neuromodulazione</b><b> nel suo </b><b>progetto </b><b>per il Policlinico?</b></p>
<p>«La neuromodulazione è ormai una frontiera imprescindibile della neurologia moderna. Abbiamo l’obiettivo di rilanciare un servizio dedicato sia ai disturbi del movimento sia all’epilessia, integrando tecniche avanzate e collaborando con le altre unità operative che si occupano del percorso chirurgico e riabilitativo. Ma soprattutto, grazie alla lungimiranza del Rettore di Palermo di concerto alla disponibilità dei vertici aziendali del AOUP Giaccone, disponibili ad accogliere tanto le innovazioni terapeutiche quanto le richieste dei pazienti, vogliamo portare a Palermo un progetto innovativo, unico in Sicilia e nel Sud Italia: la stimolazione epicraniale per le epilessie focali farmacoresistenti».</p>
<p><b>Ci può spiegare meglio questo progetto sulla </b><b>stimolazione </b><b>epicraniale</b><b>? Perché è così innovativo?</b></p>
<p><b><img class=" wp-image-11475 alignright" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/Immagine2-213x300.png" alt="" width="300" height="423" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/Immagine2-213x300.png 213w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/Immagine2-728x1024.png 728w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/01/Immagine2.png 1265w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></b></p>
<p>«La stimolazione epicraniale rappresenta una delle tecniche più promettenti nel campo della neuromodulazione non invasiva. Si tratta di un dispositivo di nuova generazione, applicato superficialmente sul capo, che stimola in modo mirato le aree corticali coinvolte nell’epilessia. È una metodica pensata soprattutto per i pazienti con epilessie focali farmacoresistenti, cioè quei malati che non rispondono ai farmaci tradizionali e spesso non sono candidabili alla chirurgia. Il suo profilo di sicurezza è estremamente elevato: è una procedura non invasiva, ben tollerata, e con un rischio minimo di effetti collaterali. Allo stesso tempo, i risultati clinici disponibili indicano una riduzione significativa della frequenza delle crisi in una parte importante dei pazienti trattati. Dalla letteratura emergono risultati incoraggianti. Analisi dei dati clinici mostrano riduzioni medie significative nella frequenza delle crisi: studi multicentrici e pubblicazioni peer-review riportano riduzioni medie della frequenza di crisi nell’ordine del ~50% già a 6 mesi e miglioramenti duraturi fino a 24 mesi in una quota consistente di pazienti. In termini di risposta (cioè pazienti con riduzione ≥50% delle crisi), i tassi osservati sono rilevanti: oltre la metà dei pazienti risponde entro i primi mesi e in alcuni follow-up prolungati la percentuale dei responder cresce ulteriormente. Portare questa tecnologia al Policlinico significa offrire una nuova opportunità terapeutica a persone che oggi hanno poche alternative e che non sono candidati alla chirurgia dell’epilessia. È un progetto che può davvero cambiare la qualità di vita di molti pazienti siciliani e che ci consentirà di posizionare la nostra Neurologia come centro di riferimento nel Sud Italia ed evitare la migrazione sanitaria».</p>
<p><b>Qual è la visione generale che guida questo rilancio della Clinica Neurologica Universitaria?</b></p>
<p>«La nostra visione è chiara: costruire un reparto che unisca clinica, tecnologia e ricerca, capace di attrarre professionisti, sviluppare competenze iperspecialistiche e offrire ai pazienti risposte concrete. Vogliamo lavorare in rete con i medici del territorio, con i centri di riferimento nazionali e con le istituzioni regionali, perché il miglioramento dell’assistenza neurologica è una sfida collettiva. Il rilancio della Neurologia del Policlinico passa dalla modernizzazione delle strutture, dalla crescita delle persone e dall’introduzione di strumenti innovativi come la stimolazione epicraniale. È un progetto ambizioso, ma necessario. E siamo pronti a portarlo avanti con determinazione. Vorrei dire a chi convive con l’epilessia: non siete soli e la ricerca non si è fermata. Stiamo costruendo percorsi concreti per offrire nuove opportunità terapeutiche qui, vicino a casa vostra. Ci vorrà lavoro e tempo, ma ogni passo lo faremo pensando al sollievo e alla qualità di vita delle persone. E questo impegno ci motiva ogni giorno».</p>
<ul>
<li><em>Per informazioni:</em></li>
</ul>
<p><a href="https://www.aion-biotech.com/easee">https://www.aion-biotech.com/easee</a></p>
<p><a href="https://easee.precisis.de/en/health-care-professionals/">https://easee.precisis.de/en/health-care-professionals/ </a></p>
<ul>
<li>
Contatti:<br />
<b>Prof</b><b>. Angelo Labate </b><br />
Direttore UOC di Neurologia<br />
Azienda Ospedaliero Universitaria Palermitana “P. Giaccone”<br />
Via del Vespro 129, 90127 PALERMO<br />
Telefono: 091 238 64222<br />
MAIL: <b><a href="mailto:angelo.labate@unipa.it">angelo.labate@unipa.it</a></b></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>#epilessia #neurologia #brainhealth #neurotech #neuroscienze @lice_epilessia @sin_neuro</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/approccio-moderno-allepilessia-farmacoresistente/">APPROCCIO MODERNO ALL’EPILESSIA FARMACORESISTENTE</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/approccio-moderno-allepilessia-farmacoresistente/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>In cosa consiste la visita neurologica?</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/in-cosa-consiste-la-visita-neurologica/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/in-cosa-consiste-la-visita-neurologica/#respond</comments>
				<pubDate>Thu, 19 Oct 2023 10:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=10681</guid>
				<description><![CDATA[<p>Mal di testa, vertigini, vuoti di memoria, disturbi dell’equilibrio o problemi di coordinazione: sono sintomi...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/in-cosa-consiste-la-visita-neurologica/">In cosa consiste la visita neurologica?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Mal di testa, vertigini, vuoti di memoria, disturbi dell’equilibrio o problemi di coordinazione: sono sintomi – talvolta comuni – che potrebbero essere riconducibili a un disturbo del <strong>sistema nervoso centrale </strong>o del <strong>sistema nervoso periferico</strong> (a carico per esempio di cervello, cervelletto, midollo spinale, tronco encefalico, tronco nervoso).</p>
<p>Il <strong><a href="https://www.humanitas.it/enciclopedia/specialisti/neurologo/">neurologo</a></strong> è specializzato nel trattamento di patologie e disturbi a carico del sistema nervoso centrale e periferico e svolge un ruolo fondamentale nella diagnosi, nella gestione e nella cura delle persone che ne soffrono.</p>
<p>Quando rivolgersi al <strong>neurologo </strong>e in cosa consiste la <strong><a href="https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/visita-neurologica/">visita neurologica</a></strong>? Ne parliamo con il professor <strong><a href="https://www.humanitas.it/medici/alberto-albanese/">Alberto Albanese</a></strong>, responsabile di Neurologia presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano.</p>
<h2 class="wp-block-heading">Quando andare dal neurologo?</h2>
<p>Tra le <strong>malattie</strong> più comunemente trattate dal neurologo troviamo:</p>
<ul>
<li><a href="https://www.humanitas.it/sintomi/mal-di-testa/">Cefalee</a> (mal di testa)</li>
<li>Disturbi della memoria e della concentrazione</li>
<li>Disturbi del sonno</li>
<li><a href="https://www.humanitas.it/sintomi/difficolta-del-linguaggio/">Disturbi del linguaggio</a></li>
<li><a href="https://www.humanitas.it/sintomi/perdita-di-equilibrio/">Disturbi dell’equilibrio</a></li>
<li>Disturbi del movimento e della deambulazione</li>
<li><a href="https://www.humanitas.it/malattie/epilessia/">Epilessia</a> ed episodi di perdita di coscienza</li>
<li>Malattie cerebrovascolari, come l’<a href="https://www.humanitas.it/malattie/ictus-cerebrale/">ictus</a></li>
<li>Malattie neurodegenerative, tra cui l’<a href="https://www.humanitas.it/malattie/alzheimer/">Alzheimer</a>, il <a href="https://www.humanitas.it/malattie/sintomi-psicotici-malattia-di-parkinson/">Parkinson</a> e la <a href="https://www.humanitas.it/malattie/sclerosi-laterale-amiotrofica-sla-o-malattia-dei-motoneuroni/">Sclerosi Laterale Amiotrofica</a></li>
<li>Patologie autoimmuni che colpiscono il sistema nervoso centrale, come la <a href="https://www.humanitas.it/malattie/sclerosi-multipla/">Sclerosi Multipla</a></li>
<li>Problemi del midollo spinale e dolore di origine nervosa, come le discopatie e le ernie del disco.</li>
</ul>
<h2 class="wp-block-heading">Quando fare una visita neurologica? I sintomi</h2>
<p>Tra i <strong>sintomi</strong> che potrebbero indicare la presenza di un problema di natura neurologica, possiamo indicare:</p>
<ul>
<li>Difficoltà di coordinazione</li>
<li>Debolezza muscolare</li>
<li>Alterazioni delle capacità sensoriali, comprese la sensibilità al tatto, la vista e l’olfatto</li>
<li>Sensazione di formicolio</li>
<li><a href="https://www.humanitas.it/sintomi/perdita-della-memoria/">Problemi di memoria</a>.</li>
</ul>
<p>Questi sintomi possono essere segni di disturbi o disfunzioni nel sistema nervoso e richiedono un’attenta valutazione e diagnosi da parte di un neurologo.</p>
<h2 class="wp-block-heading">In cosa consiste la visita neurologica?</h2>
<p>Durante la <strong>visita neurologica</strong>, il medico raccoglie dapprima informazioni sulla <strong>storia clinica</strong> e familiare del paziente, sullo stile di vita e sui sintomi avvertiti (anamnesi).</p>
<p>In seguito, procede con un esame neurologico e un colloquio per valutare lo <strong>stato mentale</strong> del paziente. Durante l’esame, vengono valutate le funzioni del linguaggio, i movimenti, la capacità di riconoscere suoni, oggetti e colori, nonché le funzioni del <strong>sistema nervoso autonomo</strong> responsabile delle funzioni automatiche del corpo come la respirazione, il battito cardiaco, la sudorazione e la pressione arteriosa. Vengono anche valutati il senso di <strong>equilibrio</strong>, l’orientamento, i <strong>riflessi</strong>, come gli occhi rispondono agli stimoli visivi e le sensibilità superficiali e profonde.</p>
<p>Per approfondire la diagnosi, il neurologo potrebbe ritenere necessaria l’esecuzione di alcuni <strong>esami</strong>, quali:</p>
<ul>
<li><strong><a href="https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/elettroencefalogramma-eeg/">Elettroencefalogramma (EEG)</a></strong>: per misurare l’attività elettrica del cervello, utile per identificare anomalie nelle onde cerebrali.</li>
<li><strong>Potenziali evocati</strong>: per valutare l’integrità delle funzioni sensoriali come la vista, l’udito e la percezione del proprio corpo.</li>
<li><strong>Elettromiografia (EMG)</strong>: per valutare la funzionalità dei muscoli e la conduzione nervosa.</li>
<li><strong><a href="https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/tomografia-ad-emissione-di-positroni-pet/">Tomografia a emissione di positroni (PET)</a></strong>: per differenziare l’Alzheimer da altre forme di demenza, fornendo informazioni sulla funzionalità del cervello.</li>
<li><strong>Test cognitivi</strong>: per misurare l’integrità delle funzioni cognitive superiori, come la memoria, la concentrazione e il linguaggio.</li>
<li><strong>Risonanza magnetica (RM)</strong>: una tecnica di diagnostica per immagini che consente di visualizzare in dettaglio lo scheletro, le articolazioni e gli organi interni.</li>
<li><strong>Tomografia computerizzata (TC)</strong>: un esame che utilizza raggi X per studiare gli organi, inclusi il cervello, e le strutture vascolari.</li>
<li><strong>Test al Tensilon</strong>: un test utilizzato per diagnosticare la miastenia gravis, una malattia che compromette la comunicazione tra i muscoli e i nervi.</li>
<li><strong>Angiografia</strong>: per esaminare i vasi sanguigni e valutare eventuali anomalie o ostruzioni.</li>
</ul>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/in-cosa-consiste-la-visita-neurologica/">In cosa consiste la visita neurologica?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/in-cosa-consiste-la-visita-neurologica/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>Mal di testa e alimentazione: quale legame?</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/mal-di-testa-e-alimentazione-quale-legame/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/mal-di-testa-e-alimentazione-quale-legame/#respond</comments>
				<pubDate>Mon, 16 Oct 2023 08:09:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Diabetologia e Dietetica]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Food & Drink]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=10657</guid>
				<description><![CDATA[<p>Il mal di testa è un disturbo estremamente comune a livello globale. Una revisione dei...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/mal-di-testa-e-alimentazione-quale-legame/">Mal di testa e alimentazione: quale legame?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p>Il mal di testa è un disturbo estremamente comune a livello globale. Una revisione dei dati della letteratura (Stovner) relativi agli studi sulla popolazione mondiale adulta tra il 1990 e il 2015 ha indagato la prevalenza della <strong>cefalea</strong> a livello mondiale. Dai risultati emersi, si è rilevata una prevalenza media globale di circa il 45%, con una percentuale leggermente superiore al 50% <strong>nelle donne</strong> e poco meno del 40% <strong>negli uomini</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cefalea è una <strong>malattia sociale</strong> caratterizzata da un impatto notevole sia dal punto di vista economico che sociale. Comporta <strong>costi economici diretti elevati</strong>, relativi alle visite mediche e agli esami effettuati, e <strong>costi economici indiretti</strong>, come i giorni di permesso lavorativo necessari per affrontare il malessere e sottoporsi a visite ed esami. Questa condizione rappresenta circa il 5% delle visite nei servizi di cure primarie e il 30% delle visite specialistiche neurologiche.</p>
<p>L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) l’ha inserita tra le <strong>20 patologie più invalidanti</strong> per le donne tra i 15 e i 45 anni.</p>
<p>Di mal di testa, e del suo legame con l’alimentazione, ne parliamo con la dottoressa <a href="https://www.humanitas-sanpiox.it/medici/anna-losurdo/"><b>Anna Losurdo</b></a>, neurologa presso gli ambulatori Humanitas Medical Care e <a href="https://www.humanitas-sanpiox.it/"><strong>Humanitas San Pio X</strong></a>.</p>
<h2>Cos’è il mal di testa?</h2>
<p>La <strong>patologia cefalalgica</strong> comprende una vasta gamma di forme differenti per quanto riguarda la presentazione clinica, la storia naturale, l’origine e la prognosi: la cefalea può essere sia un sintomo di altre patologie, sia una patologia autonoma.</p>
<p>Una suddivisione riguarda le <strong>cefalee primarie</strong>, in cui il dolore rappresenta il sintomo principale e non sono presenti cause organiche dimostrabili, e le <strong>cefalee secondarie</strong>, in cui il dolore è causato da una patologia sottostante che può manifestarsi con cefalea come sintomo iniziale o dominante, ma solitamente è associata ad altri segni e/o sintomi della malattia di base.</p>
<p>Le <b>cefalee primarie </b>includono:</p>
<ul>
<li aria-level="1">Emicrania</li>
<li aria-level="1">Cefalea di tipo tensivo</li>
<li aria-level="1">Cefalea a grappolo</li>
<li aria-level="1">Altre cefalalgie autonomico-trigeminali.</li>
</ul>
<p>Le <b>cefalee secondarie</b> sono associate a:</p>
<ul>
<li aria-level="1">Traumi cranici e cervicali</li>
<li aria-level="1">Disturbi vascolari cranici o cervicali</li>
<li aria-level="1">Disturbi intracranici non vascolari</li>
<li aria-level="1">Uso/abuso di sostanze o sospensione delle stesse</li>
<li aria-level="1">Infezioni</li>
<li aria-level="1">Disturbi dell’omeostasi</li>
<li aria-level="1">Disturbi del cranio, collo, occhi, orecchie, naso, seni paranasali, bocca e altre strutture facciali o craniche</li>
<li aria-level="1">Disturbi psichiatrici.</li>
</ul>
<h2>Mal di testa, quali sono le cause?</h2>
<p>Oltre alla predisposizione individuale e familiare, esistono molti “<strong>trigger</strong>” della cefalea, che possono essere di natura alimentare, ormonale, psicologica, ambientale, endogena, metabolica e farmacologica.</p>
<p>L’<b>alimentazione </b>non è considerata la causa primaria del mal di testa, ma alcune sostanze presenti negli alimenti possono contribuire ad esacerbare i sintomi e scatenare attacchi di mal di testa in individui predisposti.</p>
<p>L’elenco dei cibi spesso coinvolti è piuttosto lungo e comprende alimenti che contengono sostanze come le <strong>amine biogene</strong> (come l’istamina, la feniletilammina e la tiramina) che possono influire sulle vie cerebrali vascolari.</p>
<p>Ecco alcuni degli <strong>alimenti</strong> più frequentemente associati alla comparsa del <strong>mal di testa</strong>:</p>
<ul>
<li>Formaggi stagionati o fermentati.</li>
<li>Cioccolato, cacao e frutta a guscio.</li>
<li>Agrumi, pomodori, crauti e lamponi.</li>
<li>Banane, avocado, fichi e prugne.</li>
<li>Hot dog, carni stagionate, inscatolate, conservate o trattate (salsicce, salumi, pesce secco salato).</li>
<li>Glutammato monosodico (usato come esaltatore di sapidità in alcuni cibi, come dadi da brodo, salsa di soia, snack e preparati per zuppe).</li>
<li>Aspartame (un dolcificante), nitriti (conservanti utilizzati principalmente nei salumi e nelle carni in scatola) e solfiti (additivi presenti nei vini).</li>
<li>Cibi grassi e fritture.</li>
<li>Gelato e altri alimenti freddi.</li>
<li>Aringhe e frutti di mare.</li>
<li>Bevande contenenti caffeina.</li>
<li>Bevande alcoliche, in particolare vino rosso e birra.</li>
</ul>
<p>È importante tenere presente che, oltre agli alimenti stessi, alcune <strong>abitudini</strong> possono scatenare una crisi di mal di testa, come:</p>
<ul>
<li aria-level="1">Disidratazione</li>
<li aria-level="1">Riduzione del consumo di caffeina rispetto a quanto abitualmente si assume</li>
<li aria-level="1">Digiuno, come saltare i pasti o ritardarli (saltare la colazione, ad esempio, può causare mal di testa durante la mattina; oppure, un fastidioso mal di testa al risveglio potrebbe essere causato da una cena consumata con eccessivo anticipo rispetto al riposo notturno).</li>
</ul>
<p>Il consiglio è quello di prestare attenzione all’alimentazione, soprattutto se si soffre di mal di testa, e imparare a monitorare e annotare gli alimenti che possono causare fastidio e peggiorare la cefalea. Tenere un <strong>diario alimentare</strong> può aiutare a individuare eventuali correlazioni tra cibi e mal di testa.</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/mal-di-testa-e-alimentazione-quale-legame/">Mal di testa e alimentazione: quale legame?</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/mal-di-testa-e-alimentazione-quale-legame/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>Malattie neurodegenerative, scoperta la cellula del cervello che regola il processo decisionale</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/malattie-neurodegenerative-scoperta-la-cellula-del-cervello-che-regola-il-processo-decisionale/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/malattie-neurodegenerative-scoperta-la-cellula-del-cervello-che-regola-il-processo-decisionale/#respond</comments>
				<pubDate>Wed, 14 Dec 2022 10:01:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Neurologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=10043</guid>
				<description><![CDATA[<p>Un team di ricercatori dell&#8217;IRCCS Ospedale San Raffaele ha individuato cellule e molecole del cervello...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/malattie-neurodegenerative-scoperta-la-cellula-del-cervello-che-regola-il-processo-decisionale/">Malattie neurodegenerative, scoperta la cellula del cervello che regola il processo decisionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<h3>Un team di ricercatori dell&#8217;IRCCS Ospedale San Raffaele ha individuato cellule e molecole del cervello coinvolte nel processo decisionale, aprendo nuovi scenari per lo sviluppo di interventi volti a migliorare le performance cognitive deficitarie nelle persone con malattie neurodegenerative.</h3>
<p>Il team guidato dal professor Gianvito Martino, neurologo, neuroscienziato e direttore scientifico dell’IRCCS Ospedale San Raffaele firma un nuovo studio su <em>Nature Communications</em> che aggiunge un importante tassello alla definizione dei meccanismi cellulari e molecolari che regolano i circuiti cerebrali che sottendono la nostra capacità di pensare e, in particolare, di decidere. Tra i vari processi del pensare, quello della decisione rimane tra i più interessanti, ma anche tra i meno conosciuti. Negli ultimi anni, infatti, si è definito quali sono le aree cerebrali più coinvolte e capaci di garantire questo processo mentale, mentre è rimasto poco conosciuto il contesto bio molecolare in cui avviene, essendo ancora sconosciute le cellule e le molecole che ci permettono di prendere una decisione.</p>
<p>La ricerca condotta dal San Raffaele, basata su un modello sperimentale, ha identificato una popolazione di cellule del cervello (cellule staminali periventricolari) e una proteina da esse secreta (insulin-like growth factor binding protein-like 1 &#8211; IGFBPL1) la cui mancanza rende meno capaci di decidere, in altre parole rende più indecisi. Inoltre, lo studio mostra correlazione tra persone con sclerosi multipla, che manifestano disturbi cognitivi quali la difficoltà a processare le informazioni, e la presenza di lesioni cerebrali dovute alla malattia proprio nell’area ‘periventricolare’ dove sono presenti appunto le cellule staminali produttrici di IGFBPL1.</p>
<h4>Verso nuove terapie per le malattie neurodegenerative</h4>
<p>“Questa scoperta aggiunge un tassello alla nostra comprensione di come funziona a livello biologico il nostro pensare in generale e la nostra capacità di decidere in particolare, e ci suggerisce, una volta ancora, come alcuni processi, che a noi possono sembrare stranamente complessi, siano regolati da meccanismi molecolari comunque individuabili. Speriamo di poter utilizzare in un futuro prossimo tali conoscenze per sviluppare interventi terapeutici specifici per le persone con malattie neurodegenerative e disturbi cognitivi”, spiega Gianvito Martino.</p>
<p>“I disturbi cognitivi sono una reale priorità per le persone affette da malattie neurodegenerative quali la sclerosi multipla. Conoscere i meccanismi alla base di questi disturbi, rendendoli sempre più scientificamente misurabili (PROMS), così come ascoltare nel tempo la loro esperienza di malattia è necessario per poter tradurre questa importante scoperta in interventi terapeutici personalizzati”, aggiunge Paola Zaratin, direttore della ricerca scientifica AISM/FISM.</p>
<h4><strong>Lo studio nel dettaglio</strong></h4>
<p>I ricercatori, studiando le cellule staminali periventricolari (cellule situate all’intorno dei ventricoli cerebrali in cui scorre il liquido cerebrospinale che irrora e alimenta il cervello) hanno scoperto che secernono una proteina (IGFBPL1) il cui ruolo è quello di svolgere un’azione trofica su alcune cellule situate in una area cerebrale profonda denominata corpo striato.</p>
<p>In quest’area l’effetto trofico di IGFBPL1 viene esercitato a favore di alcune cellule, definite interneuroni a picco rapido (fast-spiking), che risultano fondamentali per i nostri processi cognitivi perché in grado di inibire impulsi elettrici provenienti da qualsiasi area cerebrale. Così facendo, queste cellule sono capaci di filtrare i messaggi ‘elettrici’ facendo transitare solo quelli destinati a diventare appunto una decisione, giusta o sbagliata che sia.</p>
<p>I ricercatori hanno dimostrato che eliminando geneticamente le cellule staminali periventricolari e/o la proteina IGFBPL1 i topi modificati sono risultati indecisi. Essi, privati delle cellule o della proteina hanno dimostrato durante i test comportamentali, di non essere in grado di regolare adeguatamente gli impulsi volti a facilitare o a inibire un certo comportamento, pur mantenendo intatta la capacità di apprendimento e di memorizzazione.</p>
<p>“Questo lavoro ci permette di conoscere un po’ di più la funzione delle cellule staminali in condizioni fisiologiche. Infatti, la mancanza di queste cellule nel cervello del nostro modello sperimentale causa alterazioni morfologiche e funzionali dei neuroni presenti nel corpo striato, che a loro volta fanno sì che si crei anche un deficit cognitivo. Le cellule staminali secernono molte proteine e attraverso degli esperimenti di sequenziamento dell’RNA abbiamo trovato la proteina, appunto, chiamata IGFBPL1. La mancanza di questa proteina non permette più alle cellule staminali di essere così efficienti nel controllo dei neuroni del corpo striato, causando appunto quei deficit cognitivi accennati sopra. La scoperta che queste cellule possono essere coinvolte anche nei processi cognitivi/decisionali è un contributo per cercare di capire meglio cosa succede nelle malattie neurodegenerative che determinato importanti deficit cognitivi”, osserva Erica Butti ricercatrice dell’Unità di Neuroimmunologia.</p>
<p>Il lavoro è stato possibile grazie al supporto della Progressive MS Alliance (BRAVEinMS) e della Fondazione Italiana Sclerosi Multipla (FISM).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/malattie-neurodegenerative-scoperta-la-cellula-del-cervello-che-regola-il-processo-decisionale/">Malattie neurodegenerative, scoperta la cellula del cervello che regola il processo decisionale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/malattie-neurodegenerative-scoperta-la-cellula-del-cervello-che-regola-il-processo-decisionale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>Stimolazione del nervo vago, una valida opzione per la cura dell’epilessia</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/stimolazione-del-nervo-vago-una-valida-opzione-per-la-cura-dellepilessia/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/stimolazione-del-nervo-vago-una-valida-opzione-per-la-cura-dellepilessia/#comments</comments>
				<pubDate>Wed, 14 Nov 2018 12:03:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[bambino gesù]]></category>
		<category><![CDATA[cura]]></category>
		<category><![CDATA[epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[nervo vago]]></category>
		<category><![CDATA[neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[ospedale]]></category>
		<category><![CDATA[pediatrico]]></category>
		<category><![CDATA[rare]]></category>
		<category><![CDATA[roma]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=1980</guid>
				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/stimolazione-del-nervo-vago-una-valida-opzione-per-la-cura-dellepilessia/">Stimolazione del nervo vago, una valida opzione per la cura dell’epilessia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6aa9ca33a92ca"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6aa9ca33b45d8"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>A parlarcene il Dott. Specchio, Responsabile dell’U.O. Epilessie Rare e Complesse del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma</h3>
<p>L’epilessia è una condizione caratterizzata dal ripetersi di crisi epilettiche di diverso tipo e durata. Le crisi sono causate da un’alterazione dell’attività elettrica del cervello talora con serie conseguenze a livello cognitivo e comportamentale. A parlarcene, il Dott. <strong>Nicola Specchio</strong>, Responsabile dell’Unità Operativa Epilessie Rare e Complesse del Dipartimento di Neuroscienze e Neuroriabilitazione dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli studi di Bari, si è specializzato in Neurologia, nella stessa Università pugliese. Sempre a Bari ha conseguito il dottorato di ricerca in Neuroscienze Applicate, mentre all’Università di Ferrara, ha conseguito il master in Epilettologia. È stato anche Clinical Fellow al King’s College Hospital University di Londra e Research Fellow all’Institute of Child Health and Great Ormond Street Hospital for Children della University College di Londra. È membro del board della International League Against Epilepsy (ILAE) Europa.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Dottor Specchio, che cos’è l’epilessia?</span></p>
<p>L’epilessia è una patologia neurologica caratterizzata da crisi epilettiche ricorrenti dovute all’iperattività dei neuroni, la loro attivazione può causare improvvisa perdita di coscienza. Ad essere maggiormente colpiti da questa patologia sono i bambini, nei due terzi dei casi infatti, la malattia si manifesta prima della pubertà. Il 30% di tutte le epilessie è resistente ai farmaci (epilessia farmacoresistente). Il punto chiave, quando si parla di epilessie farmacoresistenti, è che molto spesso è necessario un trattamento farmacologico a lungo termine o addirittura a vita. I pazienti con epilessia farmacoresistente, sono particolarmente a rischio per un numero diverso di condizioni in cui vi è una comorbilità, come disfunzioni cognitive o altri disturbi mentali e psichiatrici. Pertanto, quando ci troviamo di fronte a questi pazienti, è necessario domandarci se i farmaci antiepilettici a disposizione, sono in grado di modificare l’evoluzione della storia naturale della malattia. Un concetto questo molto complesso da definire. Con i farmaci antiepilettici, l’obiettivo ideale sarebbe quello di agire e modificare il processo biologico sottostante, che è poi quello che comporta l’epilessia stessa. Dal punto di vista concettuale il nostro operato dovrebbe essere indirizzato a prevenire lo sviluppo di un epilessia farmacoresistente. Quindi, non solo attraverso il controllo delle crisi epilettiche, ma anche attraverso la prevenzione di comorbilità, ovvero il controllo globale della malattia. Purtroppo però, nonostante negli ultimi anni si sia sviluppato un numero elevato di farmaci antiepilettici, la percentuale di pazienti con epilessia farmacoresistente non è variata (circa il 25-30%). Ci sono studi che hanno dimostrato che nei pazienti con malattia di nuova diagnosi, dopo la prima monoterapia, circa il 50% non risponde ai farmaci, dopo la seconda non risponde un 40%, e dopo la terza circa il 30%. Ciò significa che dopo un percorso terapeutico adeguato, solamente il 3% dei pazienti che hanno provato più farmaci, andrà incontro alla remissione delle crisi. Pertanto, la farmacoresistenza si può riconoscere molto rapidamente nel corso della malattia.</p>
<p>Il gold standard dell’approccio alla cura dell’epilessia quindi si potrebbe riassumere come segue: nei pazienti di nuova diagnosi, effettuare dei trial farmacologici con una prima e seconda monoterapia o utilizzando contemporaneamente più di un farmaco, con l’obiettivo di raggiungere la libertà dalle crisi, mentre i pazienti con epilessia farmacoresistente, dopo aver effettuato uno studio approfondito con elettroencefalogramma, Risonanza Magnetica cerebrale ed altre indagini, possono essere indirizzati ad un percorso che preveda la rimozione chirurgica della zona epilettogena (chirurgia resettiva). Ci sono però dei pazienti che non possono giovare della chirurgia resettiva per diversi motivi, ma possono comunque usufruire di una terapia basata sulla neuromodulazione, attraverso ad esempio, l’impianto di uno stimolatore del nervo vago. Gli obiettivi della chirurgia sono quelli di avere un controllo completo delle crisi, sospendere i farmaci antiepilettici e migliorare le abilità cognitive e motorie. Nei pazienti che non sono candidati alla chirurgia resettiva, il percorso migliore è quello della stimolazione del nervo vago.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">In cosa consiste la stimolazione del nervo vago?</span></p>
<p>Si tratta di una procedura di neuromodulazione, attraverso l’impianto di una specie di pace-maker sottocute nella zona dello sterno, collegato con un sottilissimo cavo al nervo vago all’altezza del collo. La stimolazione del nervo vago riduce l’ipereccitabilità dei neuroni con conseguente riduzione della tendenza ad avere crisi. La neuromodulazione ha una efficacia documentata nel trattamento delle epilessie farmacoresistenti. Più specificamente, la neuromodulazione è una procedura per la quale, attraverso l’utilizzo di impulsi elettrici direzionati sul nervo vago, si può ottenere una modifica dell’assetto biochimico intracerebrale. Questo viene realizzato con un sistema  in grado di inviare delle impulsi elettrici secondo due principali sistemi: quelli definiti “open loop”, che funzionano in modo pre-programmato, ossia la macchina viene programmata per inviare una determinata quantità di energia elettrica a tempi prefissati, e quelli definiti invece “closed loop”, che funzionano in modo misto. Da un lato sono in grado di preordinare la stimolazione, mentre dall’altro sono in grado di produrre una stimolazione a domanda, attraverso l’analisi della modifica di alcuni parametri del paziente (come la frequenza cardiaca) in prossimità dell’inizio della crisi e quindi con stimolazioni ad hoc che possono essere in grado di bloccare la crisi sul nascere. La stimolazione del nervo vago, funziona attraverso una rimodulazione biochimica indotta da una modulazione elettrica. Sostanzialmente funziona attraverso tre maggiori meccanismi: determina una modifica dell’espressione neurotrasmettitoriale, inducendo un incremento di norepinefrina, di Gaba e di serotonina a livello cerebrale, che sono amminoacidi di tipo inibitorio ed una riduzione di Aspartato; attraverso modificazioni del flusso vascolare, determinando un incremento dello stesso flusso, nel talamo e nella corteccia; determinando delle modifiche direttamente a livello dell’encefalogramma. Questi tre meccanismi di azione producono un effetto di tipo anticonvulsivo. Questo accade in un tempo che non è rapidissimo. Valutando i risultati delle casistiche pubblicate, è chiaro come la riduzione della frequenza delle crisi migliora durante il tempo. Ci sono degli studi che dimostrano che dopo circa tre anni, si può avere una riduzione delle crisi, dal 50 al 60%. Questo è specialmente importante in età pediatrica. In particolare, in questa età ci sono una serie di studi pubblicati, su circa 650 pazienti, che hanno documentato una riduzione della frequenza delle crisi del 50%, già dopo sei mesi dall’impianto dello stimolatore del nervo vago, in circa il 40% dei pazienti, con un incremento di efficacia a 12-24 mesi, e con una percentuale di circa il 10% dei pazienti che diventano completamente liberi da crisi. Quello che otteniamo in età pediatrica attraverso la stimolazione del nervo vago è una diminuzione della severità delle crisi, ciò significa che le crisi sono più brevi, hanno un’intensità inferiore e nella fase post crisi vi è una riduzione di quelli che sono i disturbi, ossia cefalea, sonnolenza, ipotonia.</p>
<p><span style="color: #0000ff;">Quali sono i pazienti che più si prestano alla stimolazione del nervo vago?</span></p>
<p>Sono sicuramente quelli con epilessia farmacoresistente che non sono candidati alla chirurgia resettiva, quelli con epilessia ad eziologia genetica, quelli che hanno lesioni cerebrali bilaterali, che coinvolgono entrambi gli emisferi e quelli con lesioni multiple. In questi pazienti uno degli esempi più classici è quello della sindrome di Lennox-Gastaut, che è una condizione nella quale c’è l’associazione di numerosi tipi di crisi. In questi pazienti, l’attivazione del nervo vago è in grado di ridurre la quantità e l’intensità delle crisi nel 50% dei casi, dove i farmaci classici agiscono in misura abbastanza ridotta.</p>
<p>Quindi è importante valutare i pazienti caso per caso, per stabilire qual è la migliore strategia e soprattutto la migliore programmazione della stimolazione del nervo vago, perché questa può essere costruita sulla base delle esigenze del paziente, anche attraverso le nuove tecnologie.</p>
<p>Nell’ambito della pratica internazionale degli interventi chirurgici per le epilessie pediatriche, la stimolazione del nervo vago si attesta tra le procedure più utilizzate, valide ed efficaci, dopo le resezioni delle regioni frontali e temporali e dopo le procedure di emisferotomia. Questo non solo perché la stimolazione del nervo vago è sicura, ma anche perché ha minimi effetti collaterali, che peraltro tendono a scomparire nel corso del tempo. L’obiettivo è quello di trattare e utilizzare la stimolazione del nervo vago in età precoce, senza aspettare anni, perché l’impatto e l’efficacia sembrano essere maggiori nei pazienti che hanno una storia di epilessia più breve.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section><section data-bg-image="url" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid medico vc_custom_1490177908413 row-contains-padding-top row-contains-padding-bottom liquid-row-shadowbox-6aa9ca33b4d1b vc_row-has-fill vc_row-has-bg"><div class="ld-container container-fluid"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3 liquid-column-6aa9ca33b4f09"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172226960"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left  vc_custom_1542196391694  img_medico liquid_vc_single_image-6aa9ca33b5e1d">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper vc_box_circle  vc_box_border_grey"><img class="vc_single_image-img " src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2018/11/Specchio-201x201.jpg" width="201" height="201" alt="Specchio" title="Specchio" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-9 liquid-column-6aa9ca33b5f56"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172189071"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1542196541135" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h4>Dott. Nicola Specchio</h4>
<h5>Unità Operativa Epilessia Rare e Complesse, Dipartimento di Neuroscienza e Neuroriabilitazione, Ospedale Pediatrico Bambino Gesù</h5>
<p>Piazza Sant&#8217;Onofrio, 4 &#8211; 00165 Roma<br />
Tel: 06-68592645  Fax: 06-68592463<br />
<a href="mailto:nicola.specchio@opbg.net">nicola.specchio@opbg.net</a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></section><div class="vc_row-full-width vc_clearfix"></div><section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6aa9ca33b6200"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6aa9ca33b63d5"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner"><div class="vc_empty_space"   style="height: 20px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/stimolazione-del-nervo-vago-una-valida-opzione-per-la-cura-dellepilessia/">Stimolazione del nervo vago, una valida opzione per la cura dell’epilessia</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/stimolazione-del-nervo-vago-una-valida-opzione-per-la-cura-dellepilessia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>Epilessia, guarire si può. Grazie alla stimolazione del nervo vago</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/epilessia-guarire-si-puo-grazie-alla-stimolazione-del-nervo-vago/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/epilessia-guarire-si-puo-grazie-alla-stimolazione-del-nervo-vago/#respond</comments>
				<pubDate>Thu, 27 Sep 2018 15:20:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[epilessia]]></category>
		<category><![CDATA[nervo vago]]></category>
		<category><![CDATA[neurologia]]></category>
		<category><![CDATA[veneto]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=1933</guid>
				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/epilessia-guarire-si-puo-grazie-alla-stimolazione-del-nervo-vago/">Epilessia, guarire si può. Grazie alla stimolazione del nervo vago</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6aa9ca33b6ffb"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6aa9ca33b717d"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>A parlarcene, il Prof. Bonanni, Responsabile della UO di Epilessia e Neurofisiologa Clinica dell’IRCCS “Eugenio Medea”, Polo di Conegliano e Pieve di Soligo</h3>
<p>L’epilessia è una malattia del sistema nervoso centrale in cui l’attività delle cellule nervose nel cervello si interrompe causando convulsioni, periodi di comportamento insolito e talvolta perdita di coscienza. A parlarci di questa patologia, il Prof. <strong>Paolo Bonanni</strong>, Responsabile della Unità Operativa di Epilessia e Neurofisiologa Clinica dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico “Eugenio Medea”, Polo di Conegliano e Pieve di Soligo, nonché Responsabile del Centro Nazionale per l’Epilessia e del Centro Regionale per l’Epilessia. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia, conseguita all’Università di Pisa, si è specializzato in Neuropsichiatria Infantile nella stessa Università. Docente universitario a contratto nelle Università di Padova e Udine, ha coordinato come responsabile e partecipato come collaboratore, ad oltre 50 progetti di ricerca del Ministero della Salute o conto terzi su temi inerenti all’epilessia.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">Prof. Bonanni, ci parli della Sua Unità</span></strong></p>
<p>L’Unità di Epilessia di cui sono Responsabile, essendo inserita in una struttura di III livello, si occupa prevalentemente delle forme di epilessia farmaco resistente, sia del bambino che dell’adulto. L’Unità è Centro Regionale per l’epilessia dal 2013 e centro di riferimento riconosciuto dalla Lega Nazionale contro l’Epilessia dal 2012.  Il nostro approccio è quello della presa in carico globale da parte di un’equipe multidisciplinare (costituita da medici specialisti, tecnici di neurofisiopatologia, neuropsicologi, fisioterapisti, logopedisti, neuropsicomotricisti e terapisti occupazionali) che ha come scopo il miglioramento della qualità di vita dei pazienti.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">In cosa consiste una crisi epilettica?</span></strong></p>
<p>Nell’occorrenza transitoria di segni e/o sintomi dovuti a un’attività neuronale anomala, eccessiva e sincronizzata a livello cerebrale. Il ripetersi delle crisi epilettiche definisce la condizione di epilessia. Su base prognostica possiamo dividere le epilessie in “forme benigne autolimitantesi” in cui la guarigione avviene spontaneamente nei primi anni ed il trattamento antiepilettico può essere spesso evitato; in “forme farmacosensibili”, quali ad esempio l’epilessia con crisi di assenza del bambino, nelle quali il controllo clinico può essere facilmente ottenuto e la guarigione spontanea si verifica dopo alcuni anni e in “forme farmacodipendenti”, nelle quali un adeguato trattamento e in grado di controllare le crisi ma non vi è guarigione spontanea. Queste epilessie comprendono circa il 60-70% dei pazienti. Vi è però un ultimo gruppo di epilessie, ossia le “forme farmacoresistenti” in cui le crisi persistono in presenza di una politerapia con farmaci appropriati. Queste costituiscono il 30-40 % di tutte le epilessie. La terapia medica anche con nuovi farmaci antiepilettici dà spesso risultati deludenti, si calcola che solo l’1% dei pazienti farmacoresistenti abbia un beneficio significativo dopo l’introduzione di un nuovo farmaco.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">C’è un modo per guarire dall’epilessia farmaco resistente?</span></strong></p>
<p>La chirurgia delle epilessie rappresenta un approccio terapeutico che dovrebbe essere considerato nei casi di epilessia non trattabile farmacologicamente con crisi frequenti o invalidanti. Per conseguire l’obiettivo di trattare chirurgicamente l’epilessia resistente ai farmaci è necessario identificare la zona epilettogena, ossia la zona da cui originano le crisi e la cui rimozione può determinarne la risoluzione. Lo scopo della chirurgia cosiddetta “curativa” o “resettiva” è quindi provvedere alla completa resezione della area cerebrale corrispondente alla zona epilettogena.  Nei casi di multifocalità o bilateralità delle crisi, oppure quando la zona epilettogena, pure unica, coinvolge zone eloquenti (aree del linguaggio o motorie), o quando non sia possibile definirne con precisione localizzazione e lateralizzazione, possono essere proposte procedure chirurgiche alternative, cosiddette palliative, che comprendono la callosotomia, cioè la sezione anteriore, posteriore o totale del corpo calloso, la stimolazione del nervo vago e la stimolazione cerebrale profonda. La stimolazione vagale costituisce una valida alternativa terapeutica per i pazienti affetti da epilessia farmacoresistente che non possono essere sottoposti ad intervento chirurgico curativo oppure che rifiutano di sottoporsi all’intervento di chirurgia resettiva.</p>
<p><strong><span style="color: #3366ff;">In cosa consiste questo intervento?</span></strong></p>
<p>Tecnicamente la stimolazione vagale consiste in una stimolazione intermittente del nervo vago di sinistra, a livello del collo, ottenuta mediante elettrodi connessi ad un generatore di impulsi impiantato in una tasca sottocutanea in regione sottoclaveare. Il generatore può funzionare in maniera automatica o a richiesta, quando il paziente avverte l’inizio della crisi. In ambedue i casi i parametri di stimolazione (intensità di corrente, durata delle fasi on e off in secondi-minuti, frequenza di stimolazione) possono essere programmati dall’operatore mediante un computer esterno. I dati di letteratura e anche l’esperienza personale indicano che la stimolazione del nervo vago riduce di almeno il 50% la frequenza delle crisi epilettiche fino al 75% dei soggetti. Il beneficio del trattamento può persistere a 10 anni di follow-up. Il vantaggio della stimolazione vagale consiste anche nel miglioramento della qualità di vita, dovuto alla riduzione della concomitante terapia farmacologica e all’effetto positivo che la stimolazione vagale ha sull’umore oltre che alla riduzione della frequenza o scomparsa delle crisi.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section><section data-bg-image="url" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid medico vc_custom_1490177908413 row-contains-padding-top row-contains-padding-bottom liquid-row-shadowbox-6aa9ca33b7514 vc_row-has-fill vc_row-has-bg"><div class="ld-container container-fluid"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3 liquid-column-6aa9ca33b76a3"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172226960"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left  vc_custom_1538060651362  img_medico liquid_vc_single_image-6aa9ca33b7ff7">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper vc_box_circle  vc_box_border_grey"><img class="vc_single_image-img " src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2018/09/FOTO-MIA-STUDIO1-225x225.jpg" width="225" height="225" alt="FOTO MIA STUDIO1" title="FOTO MIA STUDIO1" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-9 liquid-column-6aa9ca33b8126"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172189071"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1538060873120" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h4>Prof. Paolo Bonanni</h4>
<h5>U.O. di Epilessia e Neurofisiologa Clinica IRCCS &#8220;Eugenio Medea&#8221;</h5>
<p>Via Costa Alta, 37  &#8211; 31015 Conegliano (TV)<br />
Tel: 0438 4141<br />
Fax: 0438  410101</p>
<p>Distaccamento Pieve di Soligo</p>
<p>Via Monte Grappa 96  &#8211; 31053  Pieve di Soligo (TV)<br />
Tel: 0438 9062<br />
Fax: 0438  980444<br />
<a href="mailto:paolo.bonanni@cn.inf.it">paolo.bonanni@cn.inf.it</a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></section><div class="vc_row-full-width vc_clearfix"></div><section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6aa9ca33b8353"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6aa9ca33b84bf"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner"><div class="vc_empty_space"   style="height: 20px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/epilessia-guarire-si-puo-grazie-alla-stimolazione-del-nervo-vago/">Epilessia, guarire si può. Grazie alla stimolazione del nervo vago</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/epilessia-guarire-si-puo-grazie-alla-stimolazione-del-nervo-vago/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
	</channel>
</rss>
