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	<title>Psichiatria &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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	<description>Sito di divulgazione scientifica</description>
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		<title>Depressione Maggiore: quando rivolgersi allo Psichiatra</title>
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				<pubDate>Mon, 29 Nov 2021 12:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Psichiatria]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Per un approccio corretto, fondamentale individualizzare il quadro di malattia, individuare i profili sintomatologici, garantire...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em><strong>Per un approccio corretto, fondamentale individualizzare il quadro di malattia, individuare i profili sintomatologici, garantire continuità di cura nella transizione e sensibilizzare i giovani per combattere lo stigma.</strong></em></p>
<p>Il Prof. <strong>Giorgio Di Lorenzo</strong> è Psichiatra, Professore Associato di Psichiatria presso l’Università di Roma “Tor Vergata” e Presidente del corso di Tecniche della Riabilitazione Psichiatrica. La sua principale area di interesse è la psicofisiologia dei disturbi psichiatrici maggiori; nell’ambito dell’attività clinica si occupa dei trattamenti integrati psicofarmacologico-riabilitativi delle psicosi sia all’esordio sia del trattamento dei disturbi stress-trauma correlati e dei disturbi affettivi, in particolar modo della depressione maggiore farmaco-resistente.</p>
<p><strong>Professore, cos’è la Depressione Maggiore?</strong></p>
<p>“Si tratta di un disturbo complesso in cui a sintomi psichici (tristezza, mancanza di piacere, melanconia, sofferenza mentale) si affiancano, talvolta precedendoli, sintomi prettamente fisici (astenia, alterazioni del peso, difficoltà a concentrarsi, insonnia) che mimano malattie mediche. Alcune survey recenti ne descrivono la diffusione: una persona su due nella popolazione generale ha una sintomatologia depressiva clinicamente rilevante life time; una persona su 10 nel corso della vita è affetta da un episodio di depressione maggiore e tra il 5 e il 7% della popolazione generale ha una depressione che necessita di un trattamento; in fase pre-pandemica oltre 400 milioni di persone nel mondo erano affette da un quadro di depressione grave. Tra i 15 e i 44 anni la depressione è la prima causa di disabilità ma rimane la seconda anche dopo”.</p>
<p><strong>Quali sono ad oggi i trattamenti a disposizione del clinico per affrontarla?</strong></p>
<p>“Abbiamo a disposizione numerose strategie terapeutiche farmacologiche per curare le forme da moderata a grave di depressione maggiore. In questo ambito negli ultimi anni il nostro Centro ha avuto la possibilità di utilizzare alcuni trattamenti antidepressivi molto efficaci e sicuri, come la Stimolazione Magnetica Transcranica, e di somministrare, a partire dallo scorso anno, un trattamento farmacologico innovativo per la Depressione Maggiore Resistente: l’esketamina spray nasale, una strategia terapeutica aggiuntiva molto efficace e sicura per quei pazienti, selezionati, che non rispondevano ad altri trattamenti. Questa esperienza ci ha confermato come sia fondamentale individuare per ogni singolo paziente il farmaco migliore tra le varie strategie a disposizione, individuando dei profili sintomatologici e individualizzando il quadro della malattia. È fondamentale, infatti, riconoscere quali siano i fattori di rischio e precipitanti alla base della depressione, che non sono uguali per tutti i pazienti e determinano quindi quadri clinici diversi. Nella gestione del caso clinico e nella scelta di una strategia terapeutica individualizzata vanno considerati i sintomi specifici e il loro decorso, la storia individuale, il genere, le fasi di passaggio (sviluppo, ciclo mestruale e menopausa) e i fattori predisponenti personologici, caratteriali e temperamentali. Per questo è importante che sia un clinico esperto a vedere precocemente il paziente e che siano assolutamente evitate autodiagnosi o tentativi di automedicazione”.</p>
<p><strong>L’età adolescenziale è molto delicata: si legge sempre più spesso di un aumento dei Disturbi di Salute Mentale in questa fascia d’età. Qual è la sua esperienza?</strong></p>
<p>“La nostra è una grande realtà psichiatrica a livello nazionale che si occupa di adulti ma che ha un focus anche sulla psicopatologia della transizione e che lavora in stretto contatto con la neuropsichiatria infantile. Una collaborazione importante che spero possa vedere sempre più diffusa la figura di uno specialista Psichiatra che possa curare il giovane paziente dall’esordio della patologia fino all’età adulta, con una continuità psicopatologica. Sindromi emozionali, disturbi affettivi, depressioni possono insorgere infatti anche molto precocemente, in qualche caso anche nella prima adolescenza, e la pandemia e la dad sicuramente hanno amplificato questa situazione. I sintomi spesso sono all’esordio poco chiari e si sovrappongono a quadri pleomorfi: per questo è importantissimo stabilire la corretta diagnosi il più precocemente possibile, in modo da poter intervenire con percorsi terapeutico-riabilitativi precoci, psicoeducativi, cognitivi, artistico-emozionali, in cui siano coinvolte anche le famiglie; in caso di necessità, possono essere avviati percorsi psicoterapeutici. Gli elementi che suggerirebbero l’avvio di un trattamento psicofarmacologico sono la gravità della sintomatologia, la pervasività, la continuità, la presenza di alterazioni di vita, come un cambiamento del rendimento scolastico o il non voler uscire la sera con gli amici”.</p>
<p><strong>Quando è utile che una persona si rivolga allo Psichiatra?</strong></p>
<p>“In generale quando i sentimenti che prova creano una sofferenza non più sopportabile, un dolore mentale, un tormento, oppure quando gli altri si accorgono che i suoi comportamenti non rientrano più in una variabilità abituale. Ansia, insonnia, tristezza, perdita di peso, di umorismo, del piacere di mangiare o sessuale sono tutti segnali che devono destare preoccupazione. Solitamente quello che spinge a rivolgersi allo specialista è un’alterazione sensibile del proprio stile di vita: nell’età adulta il più tipico è il non riuscire più a lavorare. Se il soggetto è in grado di riconoscere e verbalizzare questi sentimenti, solitamente è lui stesso a cercare lo Psichiatra, altrimenti serve l’appoggio della rete familiare che si accorga di questi segnali”.</p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p>Prof. <strong>Giorgio Di Lorenzo</strong></p>
<p>Professore Associato di Psichiatria presso l’Università degli Studi di Roma di “Tor Vergata”</p>
<p>Via Montpellier 1 – 00133 Roma</p>
<p>Mail: <a href="mailto:di.lorenzo@med.uniroma2.it">di.lorenzo@med.uniroma2.it</a></p>
<p>Policlinico di Tor Vergata Viale Oxford 81 – 00133 Roma</p>
<p>Tel. 06 2090 2721</p>
<p>Mail: <a href="mailto:psichiatria@ptvonline.it">psichiatria@ptvonline.it</a></p>
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		<title>Lundbeck Italia: il coraggio di affrontare nuove sfide per la Salute Mentale</title>
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				<pubDate>Tue, 04 May 2021 08:03:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Dermatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Psichiatria]]></category>
		<category><![CDATA[Lundbeck]]></category>
		<category><![CDATA[psichiatria]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6aa63fc996def"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6aa63fc99efff"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
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<div class="column">
<p class="p1" style="text-align: center;"><span class="s1">GIOVANE, DONNA E ITALIANA IN UN’AZIENDA DANESE, LA DOTT.SSA TIZIANA MELE È AMMINISTRATORE DELEGATO DI LUNDBECK ITALIA, SOCIETÀ DEL GRUPPO LUNDBECK, LEADER INTERNAZIONALE IN AMBITO FARMACEUTICO, ATTIVA NEL NOSTRO PAESE DAL 1994</span></p>
</div>
</div>
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<p>&nbsp;</p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Dottoressa, qual è la mission di Lundbeck Italia e la filosofi a che la guida?</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">“Lundbeck è un’azienda particolare rispetto ad altre realtà del settore, che ha nel suo DNA una mission molto chiara: lavorare per offrire soluzioni in un’area terapeutica specifi ca, quella delle Neuroscienze. Una scelta molto coraggiosa, soprattutto se l’ambito è quello del sistema nervoso centrale, che mi ha subito affascinato, e che distingue Lundbeck da molte altre aziende farmaceutiche che, invece, diversifi cano molto le loro attività. La fi losofi a che ci guida, e che ci deriva da casa madre, è quella di essere instancabilmente dedicati &#8220;to restore brain health&#8221; ovvero essere instancabimente dedicati alla salute delle persone affette da disturbi psichiatrici e neurologici affi chè possano tornare a vivere al loro meglio, e parlo apposta di persona e non di paziente. Questo si concretizza nell’offrire da un lato ovviamente soluzioni farmacologiche, ma dall’altra anche soluzioni terapeutiche e servizi oltre il farmaco a 360° che possano migliorare la qualità di vita. Tra i nostri valori principali c’è proprio l’orientamento alla persona, che signifi ca ascoltarla per capire quali possano essere i suoi bisogni e quali le soluzioni più adatte a soddisfarli. Altro valore importante è l’attenzione e la valorizzazione delle persone in azienda: basti solo pensare che io stessa sono stata assunta incinta, ma questo non è mai stato un problema, anzi, appena rientrata dalla maternità, ho avuto una serie di promozioni che mi hanno portato in breve tempo al ruolo che oggi ricopro”.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Cosa significa essere “al fianco” delle persone affette da problemi di Salute Mentale?<span class="Apple-converted-space"> </span></span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">“Significa capire profondamente quali sono i bisogni, ma non solo quelli delle persone che soffrono di disturbi mentali ma anche dei loro familiari e dei caregiver. Purtroppo ancor oggi le persone che soffrono di un disturbo mentale devono lottare quotidianamente anche con lo stigma: parlare di questi temi non è facile e da quando lavoriamo in Italia sappiamo bene che il primo scoglio da abbattere è proprio questo. Tanto è vero che nel 2020, in occasione della “Giornata Mondiale della Salute Mentale”, abbiamo lanciato l’iniziativa “Insieme per la Salute Mentale”, consapevoli che questa sfi da non possiamo vincerla da soli, ma solo accanto ad Istituzioni pubbliche, private e aziende. Ed è stato bello vedere accanto a noi grandi realtà che non hanno i disturbi mentali come core business, ma che sono comunque consapevoli che la salute mentale sia un aspetto fondamentale per i propri dipendenti, anche solo in termini di produttività. Altro tema che abbiamo fortemente sottolineato è come in questo momento storico particolare per il nostro Paese, la Salute Mentale sia la seconda emergenza sanitaria e come il diritto alla salute mentale debba essere riconosciuto per tutti e ovunque, a partire dal luogo di lavoro. Come afferma anche l’OMS, non ci può essere ripresa se non c’è Salute Mentale. Io vado oltre, perché di fatto l’attenzione deve essere posta anche a quelli che possono essere i primi piccoli segnali di malessere sul luogo di lavoro, soprattutto in questo periodo”.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Quali sono le aree terapeutiche su cui si focalizzano la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci?</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">“In questo momento Lundbeck ha come focus in particolare la depressione, la schizofrenia e l’area dell’emicrania, un disturbo per il quale per anni non ci sono state novità farmacologiche e terapeutiche. L’arrivo dei primi farmaci biologici, approvati dall’AIFA a luglio dello scorso anno, ha rilanciato l’interesse per questa area terapeutica che purtroppo è oggetto anch’essa di un forte stigma, per cui i pazienti che soffrono di emicrania si sentono assolutamente invisibili e non riconosciuti come malati. Vivono male, con forti dolori e con l’ansia che arrivi il prossimo attacco, spesso non vivono proprio. Lo sviluppo di quest’area terapeutica rientra nella nostra mission di rendere visibile ciò che non lo è agli occhi di molti. Altra area di grande interesse è quella delle dipendenze, un ambito peraltro molto attuale nel contesto storico che stiamo vivendo”.</span></p>
<p class="p1"><strong><span class="s1">Qual è la strategia di sviluppo a lungo termine di Lundbeck?</span></strong></p>
<p class="p1"><span class="s1">“L’ambizione è quella di essere riconosciuta come azienda leader nell’ambito del brain health e questo signifi ca continuare a coltivare aree come la depressione e la schizofrenia, in cui c’è ancora molto da offrire, ma andare a lavorare anche in quelle sotto-aree terapeutiche che hanno ancora bisogno di soluzioni innovative. Dobbiamo fare la differenza, impegnandoci a 360°. Lo stigma è sicuramente un altro ostacolo da superare. Da laureata in Economia mi sono addirittura chiesta se sia possibile calcolarne il costo, perché è davvero un qualcosa di ancora troppo ingombrante nella nostra quotidianità. E, drammaticamente, l’incomprensione spesso inizia in famiglia prima ancora che nella società”.<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>

		</div>
	</div>
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			<p class="p1"><span class="s1"><b>CONTATTI<span class="Apple-converted-space"> </span></b></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">CONTATTI</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Lundbeck Italia Via Joe Colombo 2 – 20124 Milano<span class="Apple-converted-space"> </span></span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tel. 02 6774171</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Mail: <a href="italy@lundbeck.com">italy@lundbeck.com</a></span></p>
<p class="Corpo">

		</div>
	</div>
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		<title>Soleterre, nasce l&#8217;Osservatorio Covid sulla salute mentale</title>
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				<pubDate>Tue, 20 Apr 2021 12:41:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Psichiatria]]></category>
		<category><![CDATA[covid]]></category>
		<category><![CDATA[salute mentale]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Lanciato sondaggio nazionale per monitorare stress psicologico. &#160; Nasce l&#8217;Osservatorio Covid-19 di Fondazione Soleterre, che...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h2 class="news-stit" style="text-align: center;">Lanciato sondaggio nazionale per monitorare stress psicologico.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nasce l&#8217;Osservatorio Covid-19 di Fondazione Soleterre, che ha l&#8217;obiettivo di raccogliere dati sulle conseguenze della pandemia sulla salute mentale della popolazione, indagare la presenza e la gravità dei disturbi che le persone hanno nel loro quotidiano e orientare di conseguenza l&#8217;intervento di assistenza psicologica sul territorio. Un primo strumento utile al lavoro dell&#8217;Osservatorio Covid-19 di Fondazione Soleterre- viene spiegato in una nota &#8211; è un sondaggio disponibile al link https://it.surveymonkey.com/r/287JP7S rivolto a tutti e compilabile in circa 15 minuti.</p>
<p>&#8220;Vi chiediamo di dedicare 15 minuti del vostro tempo &#8211; afferma Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre e Psicologo Clinico &#8211; per un gesto utile per voi e per tutta la popolazione. Vogliamo sapere come percepiscono il loro benessere psicologico le persone per provare a riflettere insieme su come prendersi cura di eventuali fragilità riscontrate. Quella in cui ci troviamo è una situazione nuova e che non possiamo sottovalutare. Se non interveniamo in maniera diffusa sul territorio e continuativa nel tempo rischiamo di non considerare sintomi che, se non controllati e affrontati ora, possono diventare cronici&#8221;</p>
<p>Il sondaggio, costruito sulla base del Modello Terapeutico che è stato elaborato dagli psicologi di Fondazione Soleterre durante l&#8217;intervento nella prima linea dei reparti Covid-19 presso Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo di Pavia, è volto a indagare nei pazienti la presenza più o meno grave di sintomi di disturbi da stress post-traumatico e di sintomi trasversali quali depressione, rabbia, ansia e sintomi somatici.</p>
<p>L&#8217;esperienza di supporto psicologico Covid-19 di Fondazione Soleterre è nata a marzo 2020 per rispondere al bisogno di sostegno emotivo di medici, infermieri e personale sanitario impegnato in prima linea nella gestione dell&#8217;emergenza e ha evidenziato nei beneficiari minori livelli di stress e disturbi psicologici. Oggi Fondazione Soleterre si pone come punto di riferimento nazionale per garantire percorsi di assistenza psicologica continuativa e di qualità a tutte e tutti coloro che ne hanno bisogno (in forma gratuita o a prezzi calmierati a seconda del reddito).</p>
<p>Lo fa attraverso una Rete Nazionale per il Supporto Psicologico Covid-19 composta da circa 80 psicologi in 14 regioni italiane che in un anno di lavoro ha già offerto gratuitamente assistenza psicologica a oltre 2.800 persone tra pazienti Covid-19, operatori sanitari in ospedale, famiglie, minori, persone in difficoltà economica, sociale ed emotiva. La creazione di una Rete Nazionale per il Supporto Psicologico Covid-19 è possibile grazie alla collaborazione di partner di progetto importanti come Fondazione IRCSS Policlinico San Matteo di Pavia, Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell&#8217;Università degli Studi di Pavia, Dipartimento di Psicologia Dinamica e Clinica de La Sapienza Università di Roma, Ordine degli Psicologi della Lombardia, Università Cattolica di Milano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Fonte: (ANSA).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/soleterre-nasce-losservatorio-covid-sulla-salute-mentale/">Soleterre, nasce l&#8217;Osservatorio Covid sulla salute mentale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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