<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Reumatologia &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
	<atom:link href="https://www.sanitaebenessere.it/category/sanita/reumatologia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.sanitaebenessere.it</link>
	<description>Sito di divulgazione scientifica</description>
	<lastBuildDate>Mon, 02 May 2022 07:26:58 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.2.26</generator>
	<item>
		<title>Rete Reumatologica Territoriale: un modello di assistenza accessibile e sostenibile</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/rete-reumatologica-territoriale-modello-assistenza-accessibile/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/rete-reumatologica-territoriale-modello-assistenza-accessibile/#respond</comments>
				<pubDate>Tue, 26 Apr 2022 08:00:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marketing]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Reumatologia]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[Biogen]]></category>
		<category><![CDATA[reumatologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=9410</guid>
				<description><![CDATA[<p>LA TERRITORIALIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA È UN TEMA CENTRALE NELL’ATTUALE RIORGANIZZAZIONE DELLA SANITÀ: LA REGIONE CAMPANIA È...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/rete-reumatologica-territoriale-modello-assistenza-accessibile/">Rete Reumatologica Territoriale: un modello di assistenza accessibile e sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA TERRITORIALIZZAZIONE DELL’ASSISTENZA È UN TEMA CENTRALE NELL’ATTUALE RIORGANIZZAZIONE DELLA SANITÀ: LA REGIONE CAMPANIA È PIONIERA, GRAZIE A UNA RETE REUMATOLOGICA TERRITORIALE CHE PUÒ PRESCRIVERE FARMACI BIOLOGICI BIOSIMILARI</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9123" title="rete reumatologica territoriale modello assistenza accessibile" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png" alt="" width="500" height="250" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy.png 787w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" />Ce ne parlano due Specialisti Reumatologi Ambulatoriali attivi sul territorio campano: la<strong> Dott.ssa Stefania Padula</strong> dell’ASL di Caserta e Napoli sud e Delegata Regionale del CReI (Collegio Reumatologi Italiani Territoriali) e il <strong>Dott. Gaetano Nutile</strong>, che opera nella provincia di Avellino e a Salerno città.</p>
<h5><em><strong><img class="alignleft" title="rete reumatologica territoriale modello assistenza accessibile" src="https://lh3.googleusercontent.com/z9T1K-2NawFNNlDiN470TWyJKFLvsshqQGx6XoOeKUGXJt0qLx8jnyULyNGpqhkAgFJV=s85" alt="" width="174" height="176" />Dottoressa, da dove nasce l’idea di questa Rete e in cosa consiste?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“L’idea della Rete è nata nel dicembre 2020, da quando la Regione Campania ha autorizzato alla prescrizione dei farmaci biotecnologici anche noi Reumatologi territoriali afferenti agli ambulatori dei distretti sanitari diffusi su tutto il territorio Regionale.</p>
<p>La prescrizione di questi farmaci era, infatti, prima consentita soltanto ai colleghi Reumatologi universitari e ospedalieri, da cui i pazienti dovevano a recarsi per la prescrizione, in alcuni casi con non pochi disagi. La scelta è stata determinata da un lato dall’affermarsi della figura del Reumatologo territoriale, dall’altro dalla situazione organizzativa legata al COVID, che ha reso impossibile l’accesso alle strutture ospedaliere per molti pazienti, con le inevitabili conseguenze in termini di ritardo diagnostico e di aumento dei costi diretti e indiretti associati.</p>
<p>Si è sentita quindi l’esigenza di snellire le procedure e oggi in Regione Campania il percorso del paziente reumatologico è diventato più semplice: egli arriva direttamente dallo specialista Reumatologo ambulatoriale presente sul proprio territorio di appartenenza in ognuna delle 7 ASL della Campania, dove può ricevere sia la diagnosi che la terapia più appropriata al singolo caso, e seguire il suo percorso sul territorio.</p>
<p>Ovviamente il supporto delle strutture ospedaliere è comunque necessario per i casi più complessi che richiedono un ricovero o una terapia infusionale, e per questo è in atto una stretta e continua collaborazione territorio- ospedale, nell’ottica di creare una rete di assistenza integrata”.</p></blockquote>
<h5><em>Quanto conta, per il trattamento tempestivo ed efficace dei pazienti, l’aver consentito la prescrivibilità anche dei farmaci biologici e biosimilari alle strutture territoriali?</em></h5>
<blockquote><p>“Moltissimo. In questo modo, infatti, possiamo iniziare subito la terapia con i farmaci tradizionali, che restano validi come primo step, ma, grazie a un monitoraggio costante, in caso di intolleranza, effetti collaterali o inefficacia della terapia tradizionale, possiamo passare prontamente ai farmaci biologici e biosimilari senza dover ricorrere al supporto dei colleghi ospedalieri ed evitare ritardi nel trattamento.</p>
<p>I farmaci biosimilari, come ad esempio gli antiTNF-alfa, sono farmaci la cui efficacia e sicurezza è stata ampiamente dimostrata e consolidata nella pratica clinica. Grazie all’utilizzo di questi farmaci i costi per il SSR sono in costante diminuzione, a fronte del progressivo aumento del numero dei pazienti che oggi possono accedere a queste terapie; le risorse liberate possono contribuire anche a finanziare la ricerca scientifica”.</p></blockquote>
<h5><em><strong><img class="alignleft" title="rete reumatologica territoriale modello assistenza accessibile" src="https://lh3.googleusercontent.com/cpKZzj5cawE-qP6I5k4wotVfwl85FhXcnKDEWhVADSOTNQBChqNT062jeMShdKofvG_w5A=s85" alt="" width="175" height="175" />Dott. Nutile, quali sono i vantaggi concreti per i clinici e per i pazienti?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Grazie alla Rete Reumatologica Territoriale oggi riusciamo a seguire meglio, in modo diretto e continuativo i pazienti, dalla diagnosi, alla prescrizione tempestiva della terapia, al monitoraggio costante per tenere la patologia sotto controllo.</p>
<p>La mole di lavoro è molta, io personalmente copro sei presidi ambulatoriali dislocati sul territorio per evadere tutte le prenotazioni, proprio per garantire che i pazienti<br />
non perdano le visite fissate nei tempi giusti.</p>
<p>A loro volta, anche i pazienti sono contenti di poter avere un presidio sul territorio, vicino a casa, senza doversi recare in ospedale magari a chilometri di distanza, con tempi di attesa molto lunghi, con il rischio che nel frattempo la patologia si aggravi. Oggi il paziente viene trattato precocemente, con il farmaco più adeguato, e a un costo minore.</p>
<p>E questo grazie anche agli statement di indirizzo terapeutico per la prescrizione dei farmaci biotecnologici, a cui abbiamo lavorato anche noi Reumatologi Territoriali insieme ai colleghi universitari e ospedalieri, e che ci consentono di procedere in maniera più sicura e spedita nella stesura dei Piani Terapeutici, cucendo addosso a ogni paziente il farmaco più giusto”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Nella sua esperienza, la Rete Reumatologica sta funzionando? </strong></em></h5>
<blockquote><p>“Assolutamente sì, l’abbiamo voluta con forza nel corso degli anni ed è diventata realtà proprio nel periodo del Covid, quando abbiamo cominciato noi, in telemedicina, a seguire con trattamento biologico i pazienti che non potevano o volevano andare in ospedale. Oggi proseguiamo garantendo una presenza vicina al paziente ed efficiente, senza contare l’aspetto di farmacoeconomia: la diffusione di prodotti biosimilari, infatti, determina un importante risparmio di risorse per il SSR”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Dottoressa Padula, come vede l’evoluzione della Rete Reumatologica?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Alcuni passi avanti si stanno già facendo e ci consentono di avere un ruolo sempre più attivo in Regione. Verrà creata una Commissione che dovrà valutare l’appropriatezza prescrittiva dei farmaci biotecnologici e verrà istituito un tavolo tecnico permanente per la stesura dei PTDA e la formulazione di raccomandazioni prescrittive.</p>
<p>Negli ultimi anni, inoltre, si è sviluppata una sempre più stretta collaborazione tra territorio, università e ospedale, con momenti di confronto e aggiornamento. L’auspicio è che a breve si possa ampliare l’offerta territoriale, sfruttando anche i fondi derivanti dal PNRR per attivare altri Centri ambulatoriali<br />
di Reumatologia sul territorio”.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE: Salute&amp;Benessere efocus n°35</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/rete-reumatologica-territoriale-modello-assistenza-accessibile/">Rete Reumatologica Territoriale: un modello di assistenza accessibile e sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/rete-reumatologica-territoriale-modello-assistenza-accessibile/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>Artrite psoriasica e nuovi farmaci: ne parliamo con il Dr. Delle Sedie</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/artrite-psoriasica-e-nuovi-farmaci-ne-parliamo-con-il-dr-delle-sedie/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/artrite-psoriasica-e-nuovi-farmaci-ne-parliamo-con-il-dr-delle-sedie/#respond</comments>
				<pubDate>Tue, 05 Feb 2019 11:39:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reumatologia]]></category>
		<category><![CDATA[artrite]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
		<category><![CDATA[pisa]]></category>
		<category><![CDATA[psoriasi]]></category>
		<category><![CDATA[reumatologia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=2160</guid>
				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/artrite-psoriasica-e-nuovi-farmaci-ne-parliamo-con-il-dr-delle-sedie/">Artrite psoriasica e nuovi farmaci: ne parliamo con il Dr. Delle Sedie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017cc786e"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017cd2789"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>Andrea Delle Sedie è Dirigente medico di primo livello presso l’U.O. di Reumatologia dell’A.O Universitaria Pisana e Responsabile dell’ambulatorio per le spondiloartriti</h3>
<p><span style="color: #0000ff;"><strong>Cos&#8217;è l’artrite psoriasica?</strong></span></p>
<p>L’artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica, associata alla psoriasi, che presenta manifestazioni sia articolari che extra-articolari e che insorge più spesso tra i 20 e i 40 anni sia negli uomini che nelle donne. Vista la complessità delle manifestazioni è più corretto parlare di malattia psoriasica, perché vi può essere anche il coinvolgimento dell’occhio, dell’intestino, piuttosto che di malattie cardiovascolari, diabete, obesità… Per quanto riguarda la patologia tipicamente muscolo-scheletrico, esistono sei differenti manifestazioni: artrite periferica, spondilite, entesite, dattilite, psoriasi cutanea e onicopatia, tutte riconducibili al meccanismo eziopatogenetico che sostiene l’artrite psoriasica, ovvero l’entesite. Questo significa che l’infiammazione parte dall’entesi e da qui coinvolge le varie differenti strutture, a differenza dell’artrite reumatoide, dove l’infiammazione parte dalla struttura sinoviale che “ricopre” le pareti delle articolazioni e dei tendini di scorrimento. L’artrite psoriasica può manifestarsi a sua volta in 5 differenti forme: asimmetrica oligoarticolare, poliarticolare simil-reumatoide, assiale, a prevalente impegno delle interfalangee distali e quella caratterizzata da artrite mutilante. In generale la forma oligoarticolare asimmetrica – ossia con il coinvolgimento di meno di 5 articolazioni, che sono disposte in modo asimmetrico – è quella prevalente all’esordio ed è presente in almeno il 60% dei pazienti.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Quali sono le caratteristiche dei pazienti con artrite psoriasica oligoarticolare?</span></strong></p>
<p>Le articolazioni più frequentemente colpite sono quelle piccole di mani e polsi, e l’arto inferiore con ginocchia, piedi e caviglie, sebbene qualsiasi struttura articolare o tendinea possa essere colpita. È quindi necessario eseguire una conta articolare estesa (su 68 articolazioni) per poter valutare correttamente il sottotipo della malattia. L’articolazione colpita da artrite si manifesta tumefatta, dolente, può essere leggermente arrossata e, tipicamente, fa male anche a riposo, con dolore che insorge durante le ore notturno-mattutine, migliorando poi col movimento durante la giornata. Tali sintomi, ove non sia instaurata una terapia, si prolungano per giorni senza lasciare mai il paziente.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Come si arriva alla diagnosi e qual è il ruolo degli esami radiografici?  </span></strong></p>
<p>La diagnosi si deve basare sulla presenza delle manifestazioni della malattia. In generale, l’aspetto asimmetrico, la negatività del fattore reumatoide o degli anticorpi anti-peptide citrullinato, la presenza di psoriasi e quella di alterazioni tipiche, se non specifiche, all’imaging, guidano la diagnosi. L’apporto delle tecniche di imaging, sia tradizionali come la radiografia standard, che più recenti, come ecografia e risonanza magnetica, è fondamentale. La radiografia in particolare è utile per valutare i possibili danni strutturali in un soggetto con lunga durata di sintomatologia, facilitando la diagnosi di malattia; nella maggior parte dei casi, essendo l’artrite psoriasica prevalentemente periferica, grazie al sempre più precoce arrivo dal reumatologo, l’ecografia risulta però la metodica di indagine di riferimento.</p>
<p><strong><span style="color: #0000ff;">Quali sono i vantaggi del trattamento con Apremilast?</span></strong></p>
<p>Apremilast è un nuovo farmaco per il trattamento dell’artrite psoriasica e della psoriasi a placche, che regola la produzione dei mediatori dell’infiammazione. È una “piccola molecola” diversa dai farmaci utilizzati fino a oggi, che si presenta come terapia più appropriata per i pazienti con specifiche manifestazioni di artrite psoriasica, quali interessamento oligoarticolare, entesiti, dattiliti, interessamento ungueale e cutaneo, con simultanea presenza di comorbidità. Inoltre il farmaco  si differenzia dai farmaci ad oggi disponibili per il carattere di sicurezza sul profilo infettivo e tumorale: non è infatti necessario alcuno screening per la tubercolosi (come avviene invece per i farmaci biologici) o monitoraggio terapeutico periodico (necessario in tutte le altre terapie). Rappresenta quindi un’ulteriore opzione terapeutica per i pazienti che non rispondano  o che siano intolleranti ad almeno due farmaci di fondo convenzionali ove i farmaci biologici siano controindicati o non tollerati, determinando il miglioramento delle manifestazioni cliniche nei diversi distretti interessati dalla malattia e rappresentando quindi un prodotto ideale e sicuro per il paziente.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section><section data-bg-image="url" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid medico vc_custom_1490177908413 row-contains-padding-top row-contains-padding-bottom liquid-row-shadowbox-6a9f017cd3359 vc_row-has-fill vc_row-has-bg"><div class="ld-container container-fluid"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3 liquid-column-6a9f017cd35dc"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172226960"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left  vc_custom_1549366216296  img_medico liquid_vc_single_image-6a9f017cd468c">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper vc_box_circle  vc_box_border_grey"><img class="vc_single_image-img " src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2019/02/Delle-Sedie-2-2-210x210.png" width="210" height="210" alt="Delle Sedie 2 (2)" title="Delle Sedie 2 (2)" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-9 liquid-column-6a9f017cd483e"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172189071"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1545405735557" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h4>Dott. Andrea Delle Sedie</h4>
<h5>Dirigente medico U.O. di Reumatologia Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana</h5>
<p>Via Roma, 67 Pisa<br />
Tel: 050 992687 <a href="https://www.ao-pisa.toscana.it/">https://www.ao-pisa.toscana.it/</a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></section><div class="vc_row-full-width vc_clearfix"></div><section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017cd4b84"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017cd4dc3"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner"><div class="vc_empty_space"   style="height: 20px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/artrite-psoriasica-e-nuovi-farmaci-ne-parliamo-con-il-dr-delle-sedie/">Artrite psoriasica e nuovi farmaci: ne parliamo con il Dr. Delle Sedie</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/artrite-psoriasica-e-nuovi-farmaci-ne-parliamo-con-il-dr-delle-sedie/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>Come affrontare una patologia reumatica cronica in un bambino che diventa adulto</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-patologia-reumatica-cronica-un-bambino-diventa-adulto/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-patologia-reumatica-cronica-un-bambino-diventa-adulto/#respond</comments>
				<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 09:11:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reumatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[adolescente]]></category>
		<category><![CDATA[auxologico]]></category>
		<category><![CDATA[bambino]]></category>
		<category><![CDATA[reumatismi]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[transizione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=1646</guid>
				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-patologia-reumatica-cronica-un-bambino-diventa-adulto/">Come affrontare una patologia reumatica cronica in un bambino che diventa adulto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017cd5bad"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017cd5dac"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3><em>Il Prof. Meroni, Direttore del Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Immunoreumatologia dell’Istituto Auxologico Italiano, ci parla della “Transizione”</em></h3>
<p>In reumatologia, il passaggio dalle cure pediatriche alle cure per gli adulti, non è stato ancora ben codificato e rappresenta un punto di disagio per i ragazzi che abituati ad un ambiente ed ad un’équipe medica, devono cambiare modello organizzativo, medici e spesso anche ospedale. A parlarci della cosiddetta “Transizione”, il Prof. Pier Luigi Meroni, già Direttore del Dipartimento di Reumatologia dell&#8217;ASST Pini-CTO di Milano e Direttore del Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Immunoreumatologia dell’Istituto Auxologico Italiano.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em>Prof. Meroni, che cos’è la reumatologia della transizione?</em></span></p>
<p>Esistono malattie reumatiche del bambino e dell’adulto. Alcune, come l’artrite reumatoide, hanno una forma pediatrica che ricalca all’incirca quella dell’adulto, altre invece, sono tipiche dell’età infantile. Si tratta di malattie tipicamente infiammatorie la cui origine è legata ad un errore dei meccanismi regolatori con conseguenti processi infiammatori a livello articolare ma anche sistemico. In alcune forme, ad esempio, le complicanze oculari (uveiti) rappresentano un’evenienza temibile. Questi bambini, con i nuovi farmaci biologici hanno la possibilità di avere un migliore controllo della malattia, che con il passare del tempo tende a spegnersi in una percentuale significativa dei casi. Rispetto al passato, la prognosi è meno negativa con una riduzione dei danni a livello articolare od oculare. Vi è inoltre un minor utilizzo di cortisone e per periodi di tempo più brevi; il cortisone è molto efficace in queste patologie ma ha effetti collaterali importanti quali ad esempio un blocco della crescita. Rimane però il problema del passaggio dall’età pediatrica a quella adulta, la cosiddetta età di transizione. Questi bambini infatti, arrivati a 18 anni, devono trovare un altro medico, perché il pediatra non può più seguirli. Devono quindi affidarsi ad un reumatologo dell’età adulta con cambio della struttura assistenziale e del personale medico e paramedico. È un passaggio che mette spesso a disagio il paziente e la famiglia. Quella della transizione è un’età molto particolare, perché non si ha più a che fare con bambini, ma con adolescenti o giovani adulti con tutte le problematiche complesse di questo periodo dell’età che sono complicate dalla presenza di una malattia cronica: i primi rapporti sessuali con la relativa problematica della contraccezione, il fumo, l’alcol, la droga, i primi impegni sociali e quant’altro. Da qui la necessità di gestire questi pazienti in maniera diversificata e distinta dall’ambito pediatrico o dell’adulto vero e proprio: la reumatologia dell’età evolutiva o della transizione.</p>
<p><em><span style="color: #3366ff;">Come viene affrontato questo passaggio al Gaetano Pini?</span></em></p>
<p>La nostra è una delle poche strutture con un ambulatorio di transizione dei pazienti reumatologici dall’età pediatrica a quella adulta: nello stesso ambulatorio, senza soluzione di continuità, il paziente passa dalla presa in carico del pediatra a quella del reumatologo. Un valido aiuto in questo senso ci è stato offerto da ALOMAR ONLUS (Associazione Lombarda Malati Reumatici) che si interessa a questo ed agli altri problemi di chi vive con una patologia reumatica, mettendo a disposizione dei pazienti supporto e servizi, tra cui gruppi di ascolto psicologico. Quello della transizione, in particolar modo, è un problema non solo medico e sanitario, ma soprattutto sociale, perché parecchi aspetti sono di tipo psicologico e coinvolgono anche le famiglie, per cui serve un appoggio specifico. Il problema si è acuito negli ultimi anni ed è stato affrontato recentemente sia dalla Società Italiana di Reumatologia, sia da associazioni scientifiche internazionali, quali la European League against Rheumatism e l’American College Rheumatology con sessioni ed articoli dedicati. Da questo punto di vista l’Istituto Gaetano Pini è uno dei centri più avanzati.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section><section data-bg-image="url" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid medico vc_custom_1490177908413 row-contains-padding-top row-contains-padding-bottom liquid-row-shadowbox-6a9f017cd618f vc_row-has-fill vc_row-has-bg"><div class="ld-container container-fluid"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3 liquid-column-6a9f017cd6384"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172226960"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left  vc_custom_1520439960998  img_medico liquid_vc_single_image-6a9f017cd7096">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper vc_box_circle  vc_box_border_grey"><img class="vc_single_image-img " src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2018/03/meroni-nuova-169x169.jpg" width="169" height="169" alt="meroni nuova" title="meroni nuova" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-9 liquid-column-6a9f017cd723a"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172189071"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1520440061741" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h4>Prof. Pier Luigi Meroni</h4>
<h5>Laboratorio Sperimentale di Ricerche di Immunoreumatologia Istituto Auxologico Italiano</h5>
<p>Centralino: 02 619113050<br />
pierluigi.meroni@unimi.it</p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></section><div class="vc_row-full-width vc_clearfix"></div><section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017cd74d2"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017cd769c"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner"><div class="vc_empty_space"   style="height: 20px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-patologia-reumatica-cronica-un-bambino-diventa-adulto/">Come affrontare una patologia reumatica cronica in un bambino che diventa adulto</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-patologia-reumatica-cronica-un-bambino-diventa-adulto/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>Come affrontare una gravidanza se si soffre di reumatismi infiammatori</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-gravidanza-si-soffre-reumatismi-infiammatori/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-gravidanza-si-soffre-reumatismi-infiammatori/#respond</comments>
				<pubDate>Thu, 21 Dec 2017 15:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reumatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[gaetano pini]]></category>
		<category><![CDATA[gravidanza]]></category>
		<category><![CDATA[infiammazioni]]></category>
		<category><![CDATA[meroni]]></category>
		<category><![CDATA[reumatismi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=1495</guid>
				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-gravidanza-si-soffre-reumatismi-infiammatori/">Come affrontare una gravidanza se si soffre di reumatismi infiammatori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017cd82e0"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017cd84ce"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h3>A spiegarcelo il Prof. Pier Luigi Meroni, Direttore del Dipartimento di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano</h3>
<p>Le malattie reumatiche o reumatismi sono delle condizioni morbose che causano disturbi a carico dell’apparato locomotore ed in generale dei tessuti di sostegno (connettivi) dell’organismo. A grandi linee i reumatismi vengono divisi in infiammatori, degenerativi, metabolici ed extra articolari, ma quelli infiammatori sono sicuramente i più gravi. Anche se altamente invalidanti e gravi, non necessariamente sono vincolanti nella gravidanza. A parlarcene, il Prof. <strong>Pier Luigi Meroni</strong>, Direttore del Dipartimento di Reumatologia dell’Istituto Ortopedico Gaetano Pini di Milano. Laureato in Medicina e Chirurgia, si specializza in Allergologia ed Immunologia Clinica, ed in Ematologia. È stato Dirigente Medico del Centro Trasfusionale e di Immunologia dei Trapianti all’Ospedale Maggiore di Milano, Ricercatore e Professore Associato dell’Università degli Studi di Milano e Direttore dell’Unità di Allergologia, Immunologia Clinica e Reumatologia dell’IRCCS Istituto Auxologico Italiano del capoluogo lombardo. Nello stesso IRCCS, dal 2000 al 2006, è stato Professore Ordinario di Medicina Interna, mentre dal 2006 è Professore Ordinario di Reumatologia. È Presidente del Forum Interdisciplinare Ricerca Malattie Autoimmuni (FIRMA), Master dell’American College of Rheumatology e vincitore del premio EULAR per i suoi studi. Ha diretto le Scuole di Specializzazione di Immunologia Clinica e di Reumatologia dell’Università degli Studi di Milano.</p>
<p><span style="color: #3366ff;"><em>Prof. Meroni, quali sono le principali malattie reumatiche infiammatorie e come si può affrontare una gravidanza se se ne soffre?</em></span></p>
<p>Le principali sono l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, le spondiliti e le artriti giovanili. Queste generalmente non danno complicazioni in gravidanza, in quanto non riducono la fertilità. Il problema in questi casi non è rappresentato dalla gravidanza in sé, ma dai farmaci che vengono assunti. Alcuni farmaci infatti, non possono essere presi durante la gravidanza, perché risultano tossici per il feto. Pertanto è necessario programmare la gravidanza con il proprio medico curante, in modo tale che i genitori sappiamo quando iniziare il tentativo di concepimento. Il Methotrexate per esempio, farmaco importante nella cura delle artriti infiammatorie, deve essere sospeso almeno 6 mesi prima della gravidanza. Altri farmaci, come la Leflunomide, che si usa sempre nell’artrite reumatoide, necessitano addirittura di periodi più lunghi di sospensione e di un trattamento con resine, per allontanare i residui del farmaco. Ci sono però altre categorie di farmaci che possono essere assunti in gravidanza, come il cortisone anche se a dosi ridotte, la ciclosporina o gli antimalarici. Questi hanno una buona azione di fondo sulla malattia e sono ben tollerati dal feto. Gli antinfiammatori non steroidei possono essere assunti, però con cautela, in quanto soprattutto negli ultimi mesi della gravidanza, possono far chiudere precocemente il dotto di Bottallo, creando dei problemi alla circolazione del bambino. Può essere assunta senza problemi l’Azatioprina, farmaco di cui si ha larga documentazione di sicurezza dalle donne trapiantate ed in gravidanza. Non tollerati sono gli immunosoppressori, quali il micofenolato ed il ciclofosfamide. In tempi recenti è stato accertato che non sono tossici per il feto anche gli anti TNF. Quindi questa classe di farmaci biologici viene consentita nel caso in cui la malattia della madre sia molto attiva e non risponda alle altre terapie. In particolare vi sono alcuni anti-TNF che mostrano un bassissimo passaggio placentare legato alle caratteristiche della loro molecola: certolizumab che non possiede il frammento Fc delle immunoglobuline ed è utilizzato dai recettori della placenta per il trasferimento al feto ed Etanercept che ha un parte limitata dello stesso frammento Fc. Nel caso dell’artrite reumatoide è bene sottolineare che la gravidanza rende solitamente la malattia meno aggressiva. La gravidanza delle donne con patologie artritiche, in particolare infiammatorie autoimmuni, può comunque essere complicata dalla presenza di altri fattori di rischio, quali la presenza di anticorpi che possono creare problemi od alla madre od al nascituro. Il 20% delle pazienti che soffre di artrite reumatoide infatti, sono positive agli anticorpi antifosfolipidi, che sono potenziale causa di abortività o di gestosi della madre. La gestante può essere positiva anche agli anticorpi anti-Ro che è un tipo di anticorpi antinucleo, che possono provocare miocarditi con blocco cardiaco congenito, in una percentuale molto bassa (2%), che si decuplica nel caso di una seconda gravidanza in una donna con precedente blocco cardiaco. I fattori a rischio possono essere individuati con semplici test di laboratorio. Nel caso degli anticorpi antifosfolipidi sappiamo che l’uso dell’aspirina o dell’eparina durante la gravidanza, protegge la madre quasi nella totalità dei casi, dalle problematiche di tipo abortivo. Le donne positive per anticorpi anti-Ro vengono seguite con protocolli molto stretti di ecocardiografia fetale, che mostra se ci sono problemi al cuore del bambino. In questi casi, l’utilizzo di steroidi, che passano la barriera ed arrivano al feto, può ridurre o controllare la miocardite.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con il contributo non condizionante di UCB Pharma S.p.A.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div><div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section><section data-bg-image="url" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid medico vc_custom_1490177908413 row-contains-padding-top row-contains-padding-bottom liquid-row-shadowbox-6a9f017cd88a8 vc_row-has-fill vc_row-has-bg"><div class="ld-container container-fluid"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3 liquid-column-6a9f017cd8aae"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172226960"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left  vc_custom_1513613965159  img_medico liquid_vc_single_image-6a9f017cd95dc">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper vc_box_circle  vc_box_border_grey"><img class="vc_single_image-img " src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2017/12/meroni-197x197.jpeg" width="197" height="197" alt="meroni" title="meroni" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-9 liquid-column-6a9f017cd9778"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172189071"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1513614845760" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h4>Prof. Pier Luigi Meroni</h4>
<h5>U.O.di Reumatologia  Centro Specialistico Ortopedico Traumatologico Gaetano Pini &#8211; CTO</h5>
<p>Piazza A.Ferrari, 1 &#8211; 20122 Milano<br />
Segreteria: 02 58296272<br />
<a href="mailto:pierluigi.meroni@unimi.it">pierluigi.meroni@unimi.it</a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></section><div class="vc_row-full-width vc_clearfix"></div><section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017cd9a2f"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017cd9c28"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner"><div class="vc_empty_space"   style="height: 20px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-gravidanza-si-soffre-reumatismi-infiammatori/">Come affrontare una gravidanza se si soffre di reumatismi infiammatori</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/affrontare-gravidanza-si-soffre-reumatismi-infiammatori/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
		<item>
		<title>L’artrite reumatoide, l’importanza di una diagnosi precoce</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/lartrite-reumatoide-limportanza-di-una-diagnosi-precoce/</link>
				<comments>https://www.sanitaebenessere.it/lartrite-reumatoide-limportanza-di-una-diagnosi-precoce/#respond</comments>
				<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 12:00:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[admin_SB]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Reumatologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
		<category><![CDATA[artite]]></category>
		<category><![CDATA[artrite reumatoide]]></category>
		<category><![CDATA[malattie autoimmuni]]></category>
		<category><![CDATA[padova]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>

		<guid isPermaLink="false">https://www.sanitaebenessere.it/?p=192</guid>
				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/lartrite-reumatoide-limportanza-di-una-diagnosi-precoce/">L’artrite reumatoide, l’importanza di una diagnosi precoce</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017cdae6a"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017cdb057"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element " >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h2>Il Prof. Leonardo Punzi ci parla di questa temibile malattia cronica che distrugge le articolazioni</h2>
<p>L’artrite reumatoide è una malattia infiammatoria cronica di origine autoimmune, ovvero scatenata da un’anomala reazione del sistema immunitario che “attacca” le articolazioni del proprio corpo. Questa malattia si manifesta più frequentemente tra i 40 ed i 60 anni di età prediligendo il sesso femminile, con una sintomatologia improvvisa che va progressivamente aggravandosi fino a produrre vere e proprie deformità ossee. Uno dei maggiori esperti di questa patologia è il Prof. Leonardo Punzi, direttore dell’UOC di Reumatologia, dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova e  professore ordinario di Reumatologia all’Università di Padova, Dipartimento di Medicina DIMED. È inoltre membro del Consiglio Direttivo della Société Française de Rhumatologie, della Società Italiana di Reumatologia (SIR), Vicepresidente della Fondazione Italiana per l’Artrite (FIRA), Presidente dell’Associazione Onlus HEMOVE (Health and Motion Venice Association) e membro del Comitato Scientifico della Fondazione per la Ricerca Medica dell’Università di Strasburgo.  E’ componente di varie task force  della Società Europea di Reumatologia (EULAR) per l’elaborazione di raccomandazioni europee. È Direttore Responsabile di “Reumatismo”, giornale ufficiale della SIR e autore di circa 350 lavori pubblicati su riviste internazionali.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prof. Punzi come si manifesta la malattia di cui soffriva Anna Marchesini?</strong></p>
<p>Le persone che affrontano per la prima volta questa grave affezione, restano confuse e disorientate da un evento tutto sommato poco conosciuto. Si tratta di una malattia cronica, cioè che tende a persistere nel tempo, che colpisce la membrana sinoviale delle articolazioni. Tale membrana reagisce all’infiammazione aumentando di volume e dando origine al panno sinoviale, il quale, invadendo la cartilagine, ne provoca l’erosione e la graduale distruzione. Questo processo arriva ad interessare tutti i tessuti articolari incluso l’osso, provocandone in modo graduale, la distruzione della stessa e la relativa invalidità di chi ne soffre. Non sono solo le articolazioni ad essere colpite, ma potenzialmente può essere coinvolto l’intero organismo, fra cui in particolare occhi, polmoni e più raramente, cuore e vasi. Le articolazioni colpite sono inizialmente quelle delle estremità, mani e piedi, che si infiammano in modo simmetrico provocandone rigidità, dolori, tumefazioni ed, a lungo andare, anchilosi che compromettono  la funzionalità degli arti.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Si può guarire da questa malattia?</strong></p>
<p>Il termine guarigione è poco appropriato per l’artrite reumatoide, come per altre malattie croniche. Tuttavia, le possibilità di cura sono notevoli, nettamente accresciute negli ultimi anni con la diagnosi precoce e l’introduzione di farmaci innovativi, i cosiddetti farmaci biologici, per i soggetti che non rispondono ai farmaci tradizionali. Riconoscere nel più breve tempo possibile l’artrite è importantissimo, in quanto permette al Reumatologo di iniziare una cura che contrasti in modo efficace l’evolversi della malattia. L’opportunità di bloccare questa malattia distruttiva è dipendente non solo dalla diagnosi precoce ma anche dall’impostazione di una corretta terapia con farmaci anti-reumatici fin dalle prime fasi. È possibile quindi, in fase precoce di malattia, indurre la remissione. Con i cortisonici a bassa posologia e con i farmaci anti-reumatici (convenzionali e biologici) è maggiormente probabile riuscire a dominare l’infiammazione quando questa è ancora limitata a poche articolazioni. Inoltre è stato dimostrato che la remissione clinica è correlata ad una minore evoluzione del danno anatomico articolare. La remissione in fase precoce di malattia può garantire una vita normale. Fortunatamente la prognosi dell’artrite reumatoide è assolutamente migliorata negli ultimi 20 anni. Sono migliorate le conoscenze sulle alterazione dei meccanismi immunitari che portano alla cronicizzazione dell’infiammazione articolare. Anche l’evoluzione della malattia è rallentata e non invalidante, rispetto al passato. Spesso i malati svolgono una vita del tutto normale, senza impedimenti legati all’artrite.</p>

		</div>
	</div>
<div class="vc_empty_space"   style="height: 40px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section><section data-bg-image="url" class="vc_row wpb_row vc_row-fluid medico vc_custom_1490177908413 row-contains-padding-top row-contains-padding-bottom liquid-row-shadowbox-6a9f017cdb3d3 vc_row-has-fill vc_row-has-bg"><div class="ld-container container-fluid"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-3 liquid-column-6a9f017cdb5ca"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172226960"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div  class="wpb_single_image wpb_content_element vc_align_left  vc_custom_1490270432039  img_medico liquid_vc_single_image-6a9f017ce36e2">
		
		<figure class="wpb_wrapper vc_figure">
			<div class="vc_single_image-wrapper vc_box_circle  vc_box_border_grey"><img width="300" height="300" src="data:image/svg+xml;charset=utf-8,&lt;svg xmlns%3D&#039;http%3A%2F%2Fwww.w3.org%2F2000%2Fsvg&#039; viewBox%3D&#039;0 0 300 300&#039;%2F&gt;" class="vc_single_image-img attachment-medium ld-lazyload" alt="" srcset="" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2017/03/punzi-300x300.jpg" data-srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2017/03/punzi-300x300.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2017/03/punzi-150x150.jpg 150w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2017/03/punzi-256x256.jpg 256w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2017/03/punzi.jpg 500w" data-aspect="1" /></div>
		</figure>
	</div>
</div></div></div></div><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-9 liquid-column-6a9f017ce3916"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper vc_custom_1490172189071"   ><div class="wpb_wrapper-inner">
	<div class="wpb_text_column wpb_content_element  vc_custom_1490270477584" >
		<div class="wpb_wrapper">
			<h4>Prof. Leonardo Punzi</h4>
<h5>Direttore dell’UOC di Reumatologia, dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova</h5>
<p>Via Giustiniani, 2 &#8211; 35128 Padova<br />
Centralino: 049.8212190<br />
Fax: 049.8212191<br />
<a href="mailto:leonardo.punzi@unipd.it"> leonardo.punzi@unipd.it</a></p>

		</div>
	</div>
</div></div></div></div></div></div></section><div class="vc_row-full-width vc_clearfix"></div><section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9f017ce3c1a"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9f017ce3df7"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner"><div class="vc_empty_space"   style="height: 20px"><span class="vc_empty_space_inner"></span></div></div></div></div></div></div></div></section>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/lartrite-reumatoide-limportanza-di-una-diagnosi-precoce/">L’artrite reumatoide, l’importanza di una diagnosi precoce</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></content:encoded>
							<wfw:commentRss>https://www.sanitaebenessere.it/lartrite-reumatoide-limportanza-di-una-diagnosi-precoce/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
							</item>
	</channel>
</rss>
