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	<title>Istituzioni &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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	<description>Sito di divulgazione scientifica</description>
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		<title>GIST E MEDICINA DI PRECISIONE: LA RIVOLUZIONE DELLE TERAPIE &#8220;SU MISURA&#8221; TRA INNOVAZIONE CLINICA E QUALITÀ DELLA VITA</title>
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				<pubDate>Mon, 03 Aug 2026 15:09:51 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>IL TRATTAMENTO DEI GIST METASTATICI (TUMORI STROMALI GASTROINTESTINALI) STA ENTRANDO IN UNA FASE DEL TUTTO...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><iframe title="I GIST, le neoplasie rare" width="780" height="439" src="https://www.youtube.com/embed/FKUurEO0X5U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></p>
<p>IL TRATTAMENTO DEI <strong>GIST METASTATICI</strong> (TUMORI STROMALI GASTROINTESTINALI) STA ENTRANDO IN UNA FASE DEL TUTTO NUOVA, CONSOLIDANDO IL SUO RUOLO DI VERO E PROPRIO PARADIGMA DELLA <strong>MEDICINA DI PRECISIONE</strong> NELL’ONCOLOGIA MODERNA</p>
<p><img class="size-medium wp-image-11765 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-18.42.56-300x238.jpeg" alt="" width="300" height="238" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-18.42.56-300x238.jpeg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-18.42.56-1024x813.jpeg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-07-30-at-18.42.56.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />A delineare questo scenario di avanguardia è la Dottoressa <strong>Elena Rosa Fumagalli</strong>, Dirigente Medico di I livello presso la Struttura Complessa Oncologia Medica 2 &#8211; Tumori Mesenchimali e Tumori Rari della Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che spiega come la gestione di questa patologia rara sia stata rivoluzionata fin dai primi anni 2000. Grazie alla disponibilità attuale di cinque farmaci approvati e allo sviluppo di nuove strategie per superare le resistenze molecolari, la pratica clinica sta vivendo un radicale cambio di prospettiva. Non si parla più di seguire sequenze terapeutiche rigide e predefinite, ma di adottare un approccio <strong>&#8220;su misura&#8221;</strong>, paragonabile al confezionamento di un abito sartoriale: la terapia deve infatti adattarsi con precisione alla biologia del tumore in quel determinato momento della storia clinica del paziente. L&#8217;obiettivo di questa evoluzione, sottolinea Fumagalli, non è soltanto quello di aumentare l&#8217;efficacia dei trattamenti, ma di ricercare costantemente il miglior equilibrio possibile tra il controllo della malattia, la tollerabilità delle cure e la <strong>qualità della vita</strong> della persona. È proprio questa capacità di integrare le conoscenze biologiche con le esigenze reali del paziente a trasformare i GIST da una malattia trattata secondo schemi prescrittivi in una patologia affrontata con strategie terapeutiche dinamiche e personalizzate.</p>
<p><strong>Rete Nazionale Tumori Rari (RNTR) e teleconsulto: quali sono i passi decisivi per eliminare i ritardi diagnostici e garantire a tutti i Pazienti l&#8217;accesso ai centri di riferimento?</strong></p>
<p>«La condizione decisiva sarebbe proprio l&#8217;implementazione della RNTR in tutta Italia. Infatti, la Rete prevede innanzitutto una centralizzazione delle diagnosi patologiche. E questo sarebbe cruciale nei tumori rari, perché spesso più che il ritardo diagnostico nei tumori rari il problema è l’inappropriatezza della diagnosi istopatologica, il che oltre a causare ritardi, può portare a cure inappropriate. I centri della RNTR sono poco più di cento per quanto riguarda i tumori rari solidi dell&#8217;adulto, numero più che soddisfacente. In teoria, in un sistema pienamente operativo, sarebbe sufficiente che il Paziente afferisse a uno qualunque di questi centri per afferire alla Rete e dunque ai suoi centri di riferimento, con cui quel centro sarà in contatto attraverso il “teleconsulto”. Il problema è che, ad oggi, la logica organizzativa della RNTR è implementata al momento solo nella Regione Lombardia per quanto riguarda i sarcomi (inclusi i GIST), con un ampliamento previsto nei prossimi anni a tutti gli altri nove grandi gruppi dei tumori rari solidi dell’adulto. Stiamo lavorando perché questa implementazione si estenda a tutte le altre Regioni italiane. E devo dire che in questa “battaglia” le Associazioni dei Pazienti sono state e sono fondamentali. Il principio che deve guidare la Rete è semplice: non deve essere il paziente a cercare la competenza, ma la competenza a raggiungere il Paziente».</p>
<p><strong>Oggi si parla sempre più di medicina personalizzata. In quale fase del percorso il confronto tra diversi specialisti può cambiare radicalmente la strategia di cura rispetto alle raccomandazioni cliniche, ai protocolli standard?</strong></p>
<p><strong> «</strong>La multidisciplinarietà rappresenta il cardine della gestione dei GIST. Il confronto tra i diversi specialisti è determinante fin dal momento della diagnosi e deve accompagnare ogni fase del percorso di cura. Penso ad uno dei momenti più delicati del percorso di cura di un paziente: la progressione di malattia. Non tutte le progressioni sono uguali: possono essere limitate ad una sola sede e richiedere valutazioni per trattamenti ablativi o chirurgia; altre invece possono richiedere un cambiamento terapeutico più rapido. Il confronto e l’integrazione di competenze diverse permette di definire la strategia terapeutica più adatta per quel Paziente in quel momento della Sua storia clinica. Questo approccio consente di andare oltre le raccomandazioni cliniche, valutando elementi che possono modificare sostanzialmente il percorso terapeutico. Dobbiamo ricordare che le raccomandazioni cliniche rappresentano il nostro riferimento fondamentale ma descrivono quello che potremmo definire il “Paziente ideale”. Nella pratica clinica incontriamo persone reali ciascuna con una storia diversa, con età differenti, comorbidità, esigenze familiari e lavorative, aspettative e priorità che inevitabilmente entrano a far parte del processo decisionale. Per questo motivo la medicina non può essere soltanto l’applicazione di un algoritmo ma deve saper integrare le migliori evidenze scientifiche con l’expertise clinica, l’esperienza del centro di riferimento grazie al confronto dei diversi specialisti. Ritengo che la medicina di precisione non sia solo una questione di farmaci, ma soprattutto di decisioni condivise».</p>
<p><strong>L&#8217;obiettivo dell&#8217;oncologia moderna non è soltanto prolungare la sopravvivenza, ma preservare la qualità della vita. </strong><strong>Come si concilia, nel lavoro con le Associazioni Pazienti, l&#8217;efficacia dei nuovi trattamenti con l&#8217;esigenza di salvaguardare la vita sociale e lavorativa del malato?</strong></p>
<p>«Credo che l’oncologia moderna debba guardare al Paziente nella Sua totalità: non solo alla malattia da curare ma alla persona che continua ad avere relazioni, progetti, un lavoro ed un ruolo nella società. Un trattamento efficace è davvero tale quando riesce a coniugare il controllo della malattia con la possibilità per la persona di continuare a vivere la propria quotidianità. È proprio questo il messaggio che emerge dal confronto con le Associazioni Pazienti. Ascoltare i loro bisogni significa comprendere che il successo di una terapia non si misura solo con gli indicatori clinici ma anche con la capacità del Paziente di mantenere il proprio equilibrio personale, familiare e sociale: è fondamentale che noi clinici poniamo attenzione ai bisogni che vanno oltre la terapia, come supporto psicologico, tutela dei diritti, orientamento ai servizi e condivisione delle esperienze. In questa direzione si inserisce anche il lavoro del Working Group di collaborazione con le Associazioni Pazienti di Italian Sarcoma Group, di cui sono coordinatore, che vuole essere uno spazio di dialogo tra professionisti sanitari, Associazioni e stakeholder. Le nuove terapie orali hanno migliorato la gestione della malattia nella vita quotidiana ma il vero valore aggiunto nasce dall&#8217;alleanza tra medici, Pazienti e Associazioni che rende possibile un percorso di cura realmente centrato sulla persona».</p>
<p><img class=" wp-image-11757 alignright" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/09/Immagine1.png" alt="" width="182" height="195" /></p>
<p><em>Vai al link sottostante o inquadra il QR Code per conoscere la Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano</em></p>
<p><a href="https://www.istitutotumori.mi.it/persone/elena-fumagalli">https://www.istitutotumori.mi.it/persone/elena-fumagalli </a></p>
<p>&nbsp;</p>
<pre>Contatti:
Dottoressa <strong>Elena Rosa Fumagalli</strong>
Dirigente Medico I livello Struttura Complessa Oncologia Medica 2 - Tumori Mesenchimali e Tumori Rari
Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano
via Giacomo Venezian, 1 20133 Milano
Tel: 0223902803
Mail: <a href="mailto:elenarosa.fumagalli@istitutotumori.mi.it">elenarosa.fumagalli@istitutotumori.mi.it</a></pre>
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		<title>Il Policlinico di Palermo conferma l&#8217;eccellenza nei casi complessi: eseguito un intervento ibrido mini-invasivo per una grave sindrome della vena cava superiore</title>
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				<pubDate>Sun, 12 Jul 2026 08:41:39 +0000</pubDate>
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								<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;">Il Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo conferma il suo ruolo di struttura specializzata per la gestione dei casi clinici ad alta complessità.</h5>
<p><img class="size-medium wp-image-11707 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/da-sx-Salvo-Torre-Linda-Pisano-Felice-Pecoraro-Ettore-Dinoto-300x221.jpg" alt="" width="300" height="221" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/da-sx-Salvo-Torre-Linda-Pisano-Felice-Pecoraro-Ettore-Dinoto-300x221.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/da-sx-Salvo-Torre-Linda-Pisano-Felice-Pecoraro-Ettore-Dinoto-1024x755.jpg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/da-sx-Salvo-Torre-Linda-Pisano-Felice-Pecoraro-Ettore-Dinoto.jpg 1535w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Presso il Centro di Riferimento Regionale per l&#8217;estrazione degli elettrocateteri, diretto dal dottore Salvatore Torre e afferente all&#8217;Unità Operativa di Cardiochirurgia guidata dalla professoressa Linda Pisano, un&#8217;équipe multidisciplinare composta da cardiochirurghi, chirurghi vascolari, elettrofisiologi e cardio-anestesisti ha trattato con successo, mediante una procedura ibrida completamente mini-invasiva, un paziente affetto da una grave Sindrome della vena cava superiore.</p>
<p>Il paziente, portatore di un dispositivo di resincronizzazione cardiaca, da alcuni mesi presentava un importante rigonfiamento del volto, del collo e della parte superiore del tronco, accompagnato da sintomi fortemente invalidanti.</p>
<p>Dopo un articolato percorso diagnostico in diverse strutture ospedaliere siciliane, il professore Antonio Carroccio e la dottoressa Carola Buscemi, dell&#8217;Unità Operativa di Medicina Interna dell&#8217;Ospedale Cervello di Palermo, hanno diagnosticato una Sindrome della vena cava superiore.</p>
<p>In estrema sintesi, la patologia era causata dalla fibrosi sviluppatasi nel tempo attorno ai vecchi elettrocateteri del dispositivo cardiaco, che aveva determinato un severo restringimento, fino alla quasi completa occlusione, delle principali vene deputate al ritorno del sangue dalla testa e dagli arti superiori al cuore.</p>
<p>Il paziente è stato quindi preso in carico dalla Cardiochirurgia dell’Azienda ospedaliera universitaria e dal Centro di Riferimento Regionale per l&#8217;estrazione degli elettrocateteri.</p>
<p>L&#8217;intervento, eseguito e completato in un&#8217;unica seduta operatoria, ha richiesto il coinvolgimento di diverse professionalità altamente specialistiche. Nella prima fase il dottore Torre ha proceduto all&#8217;estrazione degli elettrocateteri responsabili dell&#8217;ostruzione. Successivamente, il team di Chirurgia Vascolare diretto dal professore Felice Pecoraro, con il professore Ettore Dinoto ha effettuato la ricanalizzazione delle gravi stenosi venose mediante angioplastica e il posizionamento di stent vascolari, ristabilendo in modo definitivo il normale flusso sanguigno e risolvendo l&#8217;ostruzione.</p>
<p>L&#8217;intervento è stato eseguito in anestesia generale dal team di Cardioanestesia diretto dalla professoressa Cesira Palmeri, con le dottoresse Paola Graviano e Maria Rosaria Re.</p>
<p>Grazie all&#8217;approccio mini-invasivo, il paziente ha evitato un intervento cardiochirurgico a cuore aperto, con un rapido miglioramento della sintomatologia e un decorso post-operatorio estremamente favorevole. È stato dimesso in ottime condizioni di salute pochi giorni dopo la procedura.</p>
<p>“Questo intervento – afferma la Direttrice Generale dell’AOUP Maria Grazia Furnari &#8211; rappresenta un esempio concreto di come il Policlinico sia in grado di affrontare con successo anche i casi più complessi grazie alla collaborazione tra équipe multidisciplinari e all&#8217;elevato livello di competenze presenti nella nostra Azienda, confermando la sua classificazione di DEA di secondo livello. Investire in professionalità, innovazione tecnologica e organizzazione significa offrire ai cittadini cure sempre più efficaci, sicure e meno invasive, consolidando il ruolo del Policlinico come punto di riferimento regionale per l&#8217;alta specialità”.</p>
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		<title>Malattie rare neuromuscolari. Servizi di continuità assistenziale territoriale ancora deboli e poco distribuiti nelle Regioni settentrionali</title>
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				<pubDate>Sat, 06 Jun 2026 08:21:01 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Nonostante la spinta alla riorganizzazione dei processi assistenziali sanitari promossi dal DM 77, che prevede...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;">Nonostante la spinta alla riorganizzazione dei processi assistenziali sanitari promossi dal DM 77, che prevede per le Malattie rare neuromuscolari e, più in generale, per l’insieme delle Patologie<br />
neuromuscolari, una presa in carico globale e di prossimità, la realtà, nelle Regioni settentrionali, dice il contrario e si procede molto lentamente.</h5>
<p><img class="size-medium wp-image-11690 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/AISDET-2-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/AISDET-2-300x225.jpeg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/AISDET-2-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/AISDET-2.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E’ quanto emerso dall’incontro su “I Modelli innovativi di cura e di assistenza per le persone con Malattie rare neuromuscolari e neurodegenerative. L’esperienza del Nord Italia nel contesto del DM 77 e dell’Ecosistema digitale”, tenutosi, oggi, presso la Sala del Gonfalone, a Palazzo Pirelli (Milano), promosso dall’Osservatorio per la qualità dei modelli assistenziali sanitari territoriali, in collaborazione con AISA (Associazione Italiana Sindromi Atassiche), FamiglieSMA (Atrofia Muscolare Spinale), AISLA (Associazione Sclerosi Laterale Amiotrofica), UILDM (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare), e AltroDomani.</p>
<p>L’incontro è stato aperto dalla Consigliera regionale lombarda, On.le Lisa Noja, e dall’On.le Annamaria Parente, già Presidente Commissione Sanità del Senato.</p>
<p>“Nelle Regioni del Nord &#8211; ha detto Massimo Caruso, Coordinatore scientifico dell’indagine- si procede ancora con lentezza nel porre a regime quell’assistenza basata sui centri territoriali, in cui sia presente una équipe multidisciplinare necessaria ad affrontare la presa in carico e la gestione quotidiana dei percorsi di cura dei pazienti affetti da Malattie rare neuromuscolari, evitando che si rivolgano continuamente ai centri di riferimento, anche distanti diversi chilometri dalla zona di residenza. Il luogo di riferimento per la gestione quotidiana del percorso di cura dovrebbero essere le Case di comunità. Ma, oggi, nelle Regioni settentrionali, anche se sono stati superati i target intermedi, meno del 3% delle strutture attive garantisce contemporaneamente la presenza medica h24, l&#8217;assistenza infermieristica per 12 ore e i servizi diagnostici”.</p>
<p>“La mancata messa a regime delle Case di comunità – ha proseguito Caruso &#8211; non consente ancora un’appropriata presa in carico del paziente con Malattie rare neuromuscolari, che sia integrata nei team multidisciplinari (neurologi, fisiatri, pneumologi, psicologi), impedisce, ad esempio, alcune forme assistenziali come una rapida attivazione dell’ADI per le terapie riabilitative e l’utilizzo di servizi di Telemedicina e Telemonitoraggio e Teleconsulto necessari per il dialogo e lo scambio da remoto con i centri specialistici di riferimento”.</p>
<p><img class=" wp-image-11691 alignright" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/AISDET-1-300x225.jpeg" alt="" width="283" height="212" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/AISDET-1-300x225.jpeg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/07/AISDET-1-1024x768.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /></p>
<p>Il sistema assistenziale per i pazienti affetti da Malattie rare neuromuscolari si regge, di fatto &#8211; ha aggiunto &#8211; per la tenace attività delle associazioni pazienti e dei centri specializzati afferenti alle Reti regionali delle Malattie rare neuromuscolari, che ruotano su centri Hub di riferimento, a volte con ambulatori sgranati sui territori e a volte no, ma comunque al di fuori di una visione sistemica e organica delle Regioni, ancora da venire. La mancanza della necessaria integrazione con i MMG e con gli ambulatori di riferimento e di riabilitazione ostacola la piena presa in carico del paziente”.</p>
<p>“Urge – ha sottolineato &#8211; il miglioramento del modello assistenziale per le Malattie rare neuromuscolari, avviando una revisione radicale dell’attuale offerta assistenziale, sostenuta da un</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>modello di governance, che inauguri un approccio multidisciplinare integrato. Necessari anche interventi per garantire maggiore sostenibilità alle famiglie, i cui costi sostenuti sono importanti, dall’assistenza e cura (40% della spesa), all’adattamento domestico e agli ausili, ai trasporti e alla logistica, come le spese vive per il carburante o per l&#8217;utilizzo di mezzi di trasporto privati idonei al carico di carrozzine”.</p>
<p>“Gli aiuti economici delle istituzioni nazionali e regionali non riescono a coprire adeguatamente le spese – ha concluso Caruso &#8211; e non di rado le stesse associazioni devono sostenere i propri associati, evitando, cosa che accade non di rado, che si rinunci alle cure”.</p>
<p>L’incontro, tenutosi a Milano, è il primo di tre, che toccheranno, nei prossimi mesi, le città di Napoli e Roma. A conclusione, saranno presentati i dati di quanto raccolto nelle Regioni del Sud e del Centro, accompagnati da un documento di proposta di miglioramento del modello organizzativo assistenziale dei pazienti affetti da Malattie rare neuromuscolari, che possa essere utile al lavoro sulla Legge Delega sull’assistenza territoriale al vaglio delle Commissioni parlamentari.</p>
<pre>Ufficio comunicazione Osservatorio per la qualità dei modelli assistenziali sanitari territoriali</pre>
<h5>info@osservatoriosanitaterritoriale.it<br />
www.osservatoriosanitaterritoriale.it</h5>
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							</item>
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		<title>L’Unità Operativa Complessa di Astanteria–MCAU (Medicina e Chirurgia di Accettazione e Urgenza) del Policlinico di Palermo, sede del Centro di Riferimento Regionale (C.R.R.) per la Diagnosi e la Cura delle Dislipidemie Genetiche diretto dal Professore Angelo Baldassare Cefalù, ha fornito un contributo rilevante agli studi clinici internazionali CORE e CORE2.</title>
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				<pubDate>Mon, 13 Apr 2026 08:00:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Le ricerche, che hanno coinvolto oltre 1.100 pazienti tra Europa e Stati Uniti, rappresentano un...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h5><span style="color: #073763;">Le ricerche, che hanno coinvolto oltre 1.100 pazienti tra Europa e Stati Uniti, rappresentano un importante avanzamento nella gestione dell’ipertrigliceridemia severa, una condizione associata non solo a un elevato rischio cardiovascolare, ma anche, in particolare, all’insorgenza di pancreatiti acute.</span></h5>
<p><span style="color: #073763;"><img class="size-full wp-image-11622 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/download-1-e1776413229495.jpg" alt="" width="182" height="168" />Il Centro di Riferimento Regionale dell’AOUP per la Diagnosi e la Cura delle <span class="x_gmail_default">d</span>islipidemie <span class="x_gmail_default">g</span>enetiche è stato tra i siti investigativi italiani coinvolti negli studi. Il Professore Cefalù ha seguito direttamente i pazienti arruolati presso il centro siciliano, monitorando gli effetti del trattamento.</span></p>
<p class="x_MsoNormal"><span style="color: #073763;">“La disponibilità di un centro di riferimento attivo nella ricerca come quello di Palermo – sottolinea Cefalù &#8211; garantisce che i pazienti siciliani siano tra i primi a beneficiare delle nuove evidenze scientifiche”.</span></p>
<p class="x_MsoNormal"><span style="color: #073763;"> </span><span style="color: #073763;">La molecola protagonista dello studio, Olezarsen, appartiene a una nuova generazione di farmaci a target genetico e ha dimostrato un&#8217;efficacia straordinaria. Il farmaco è stato approvato dalla FDA, l’autorità regolatoria americana, e dall’EMA, l’autorità europea, e potrebbe essere disponibile nei centri specializzati italiani nel prossimo futuro.</span></p>
<p class="x_MsoNormal"><span style="color: #073763;"> </span><span style="color: #073763;">Il C<span class="x_gmail_default">.R.R.</span> diretto dal professore Cefalù segue ogni anno circa 2.500 pazienti ambulatoriali con dislipidemie primitive e secondarie, e gestisce pazienti affetti da difetti congeniti del metabolismo delle lipoproteine registrati nel Registro Nazionale Malattie Rare.</span></p>
<p><img class="size-full wp-image-11621 alignright" style="color: #073763;" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/images.jpg" alt="" width="254" height="198" /></p>
<p class="x_MsoNormal"><span style="color: #073763;"> </span><span style="color: #073763;">Elementi cardine del Centro sono le sinergie clinico-scientifiche con il Centro di Riferimento Regionale per la Prevenzione, Diagnosi e Cure delle Malattie Rare del Metabolismo, </span><span style="color: #073763;">l’UOSD Medicina</span><span style="color: #073763;"> interna e dislipidemie genetiche, e con il Laboratorio Universitario di Biochimica, Biologia e Genetica Molecolare dei Lipidi “Laura Notarbartolo”, attivo dal 1999 e dotato di tecnologie avanzate per analisi molecolari d’avanguardia. Le competenze di laboratorio hanno consentito la caratterizzazione clinico-genetica di centinaia di pazienti siciliani, italiani e internazionali, contribuendo a studi scientifici di rilievo.</span></p>
<p class="x_MsoNormal"><span style="color: #073763;"> </span><span style="color: #073763;">La Direttrice dell’AOUP Maria Grazia Furnari sottolinea: “Il Centro di riferimento regionale diretto dal professore Cefalù garantisce standard di assistenza di altissimo livello. I risultati raggiunti testimoniano l’impegno dei nostri professionisti nel consolidare un polo di innovazione e affidabilità, capace di ridurre la mobilità passiva e di porsi come interlocutore privilegiato nel network scientifico nazionale e internazionale”.</span></p>
<p class="x_MsoNormal">
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		<title>Il Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo continua l’implementazione e aggiornamento dei Percorsi Diagnostico Terapeutico Assistenziali (PDTA)</title>
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				<pubDate>Tue, 31 Mar 2026 12:22:49 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Sono strumenti fondamentali per garantire un approccio strutturato, coordinato e basato su evidenze scientifiche nella...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h5>Sono strumenti fondamentali per garantire un approccio strutturato, coordinato e basato su evidenze scientifiche nella presa in carico dei pazienti.</h5>
<p><img class="size-medium wp-image-11596 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/Gruppo-di-lavoro-PDTA-da-sx-Francesco-Armetta-Donatella-Damiani-Francesca-Rocca-Federica-Pecoraro-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/Gruppo-di-lavoro-PDTA-da-sx-Francesco-Armetta-Donatella-Damiani-Francesca-Rocca-Federica-Pecoraro-300x225.jpeg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/Gruppo-di-lavoro-PDTA-da-sx-Francesco-Armetta-Donatella-Damiani-Francesca-Rocca-Federica-Pecoraro-1024x768.jpeg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/Gruppo-di-lavoro-PDTA-da-sx-Francesco-Armetta-Donatella-Damiani-Francesca-Rocca-Federica-Pecoraro.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>L’attività di revisione e sviluppo dei percorsi, svolta dal gruppo di lavoro dell’unità di Risk management costituito da Donatella Damiani, Francesca Rocca, Francesco Armetta, Federica Pecoraro, ha l’obiettivo di migliorare l’integrazione tra i diversi livelli assistenziali, rafforzare l’appropriatezza clinica e assicurare standard qualitativi sempre più elevati nei servizi erogati.</p>
<p>Attualmente sono 18 i PDTA attivati nell’ Azienda ospedaliera universitaria (<a href="https://www.policlinico.pa.it/web/guest/pdta">https://www.policlinico.pa.it/web/guest/pdta</a>), a testimonianza dell’impegno costante verso il miglioramento continuo dell’organizzazione dei processi clinico-assistenziali e della qualità delle cure offerte ai cittadini.</p>
<p>“L’aggiornamento e l’implementazione dei PDTA – dichiara la Direttrice Generale Maria Grazia Furnari – rappresentano un passaggio fondamentale per rafforzare l’organizzazione dei percorsi di cura e garantire ai cittadini un’assistenza sempre più appropriata, integrata e di qualità. Il PDTA, infatti, rappresenta uno strumento di collegamento tra le evidenze scientifiche più aggiornate e valide con l’assistenza al paziente, a partire dalla presa in carico”.</p>
<p>Nell’elaborazione del Percorso diagnostico terapeutico il gruppo di lavoro dell’unità di Risk management svolge un ruolo fondamentale in quanto orienta la progettazione, rafforza la sicurezza e garantisce il miglioramento continuo, intervenendo sin dalle prime fasi della costruzione del percorso, analizzando i possibili punti critici del percorso (snodi decisionali, transizioni tra servizi, procedure ad alto rischio, gestione farmacologica). Il metodo di lavoro adoperato permette di costruire un PDTA che tiene conto non solo degli aspetti clinici, ma anche di quelli organizzativi e assistenziali.</p>
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		<title>Tumori: migliorano le cure ma gli stili di vita riducono il vantaggio storico del Sud</title>
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				<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 10:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>In Sicilia la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori maligni risulta...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-11593 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/PROF.-WALTER-MAZZUCCO-CONFERENZA-STAMPA-AIRTUM-300x200.jpeg" alt="" width="300" height="200" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/PROF.-WALTER-MAZZUCCO-CONFERENZA-STAMPA-AIRTUM-300x200.jpeg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/PROF.-WALTER-MAZZUCCO-CONFERENZA-STAMPA-AIRTUM-1024x682.jpeg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/04/PROF.-WALTER-MAZZUCCO-CONFERENZA-STAMPA-AIRTUM.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />In Sicilia la sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi per tutti i tumori maligni risulta in miglioramento (+1,78% per anno nei maschi e +0,57% nel sesso femminile). Tuttavia, si conferma sia il divario di sopravvivenza a 5 anni dalla diagnosi nei due sessi (63.4% nelle donne rispetto al 57.7% negli uomini) che il divario geografico col Centro-Nord (circa -5%).</p>
<p>Sono alcuni dei dati epidemiologici presentati presso il Ministero della Salute dall’Associazione Italiana dei Registri Tumore (AIRTUM).</p>
<p>Il Gruppo di lavoro AIRTUM che ha lavorato al progetto editoriale è stato coordinato da Walter Mazzucco, Professore di Igiene e Medicina Preventiva dell’Università di Palermo e Responsabile del Programma Infradipartimentale “Interoperabilità tra il Registro Tumori di Palermo e Provincia e le Reti Oncologiche Regionali” dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo.</p>
<p>L’AIRTUM ha coordinato le attività di elaborazione ed interpretazioni dei dati prodotti dalla rete dei Registri Tumori Italiani, che garantisce la sorveglianza epidemiologica su circa l’80% della popolazione residente in Italia e rappresenta, dunque, la principale fonte di dati per orientare le politiche in tema di prevenzione, diagnosi, e trattamento dei tumori, nonché per la riabilitazione dei pazienti oncologici.</p>
<p>Le elaborazioni si sono basate su oltre 3 milioni di casi incidenti di tumore maligno, registrati da 34 Registri Tumori di popolazione accreditati da AIRTUM, che hanno consentito di documentare il quadro epidemiologico nel periodo pre-pandemico, nonché di ottenere una proiezione del dato al 2025, non distorta dall’impatto della pandemi.</p>
<p>I risultati sono stati pubblicati attraverso 10 articoli scientifici sulla rivista internazionale <em>Cancer Epidemiology (</em><a href="https://www.sciencedirect.com/special-issue/101VR1L9NLP">https://www.sciencedirect.com/special-issue/101VR1L9NLP</a><em>)</em>.</p>
<p>Una sintesi in lingua italiana delle principali elaborazioni statistiche, con le relative fonti bibliografiche, è reperibile sul sito web di AIRTUM (<a href="https://www.registri-tumori.it/cms/contenuto/incidenza-mortalit%C3%A0-e-trend">https://www.registri-tumori.it/cms/contenuto/incidenza-mortalit%C3%A0-e-trend</a>).</p>
<p>Le elaborazioni di AIRTUM, proiettate al 2025, stimano in Italia circa 362.100 nuovi casi di tumore maligno, 182.300 negli uomini e 179.800 nelle donne.  La mammella si conferma la sede più frequente di tumore maligno (55.900 casi), seguita dal polmone (43.500 casi, 16.440 dei quali nel sesso femminile), dal colon-retto (41.700 casi, 18.900 dei quali nel sesso femminile), e dalla prostata (31.200 casi), che rappresenta la sede più frequente nel sesso maschile.</p>
<p>Mazzucco commenta: “Si è osservata una diminuzione dell&#8217;incidenza e della mortalità dei tumori maligni negli uomini, mentre nelle donne l’incidenza è rimasta stabile con la mortalità in diminuzione. L’andamento meno favorevole osservato nel sesso femminile dipende in parte dall’aumento della frequenza di cancro al polmone, dato ascrivibile alla progressiva diffusione dell’abitudine tabagica nelle donne. Oltre al ridursi del divario tra maschi e femmine nel numero assoluto di casi, tende a scomparire lo storico vantaggio di salute (minore incidenza di tumori maligni) del Sud e Isole rispetto al Centro-Nord. Tale dato può essere spiegato dal progressivo venir meno nelle popolazioni residenti nelle aree meridionali dell’adozione di stili di vita sani, quali la dieta mediterranea, da una maggiore sedentarietà, e da una maggiore diffusione di sovrappeso e obesità. Sebbene la sopravvivenza per tutti i tumori maligni risulti in progressivo miglioramento, si rileva un differenziale del 5% a discapito della macro-area Sud ed Isole rispetto al Centro-Nord. Infine, l’incidenza di tumori infantili nel periodo di osservazione ha mantenuto un andamento stabile, mentre la sopravvivenza è risultata in miglioramento e senza differenze geografiche. L’insieme di queste evidenze suggerisce l’importanza di supportare gli interventi di prevenzione, avendo particolare riguardo alla popolazione residente nel Sud e nelle Isole, e al sesso femminile”.</p>
<p>La Direttrice generale del Policlinico Maria Grazia Furnari sottolinea: “I dati presentati confermano quanto la raccolta e l’analisi sistematica delle informazioni sui tumori siano fondamentali per comprendere l’andamento delle neoplasie e orientare le strategie di prevenzione e cura e al contempo sottolineano l’importanza di investire in sistemi di sorveglianza oncologica sempre più integrati e aggiornati La Sicilia, pur registrando tassi complessivamente in linea con la media nazionale, mostra alcune peculiarità territoriali che richiedono un’attenzione mirata, sia nella prevenzione primaria che nell’accesso a percorsi diagnostico-terapeutici di qualità. La nostra Azienda ospedaliera universitaria, sede del registro tumori di Palermo e provincia, è impegnata ogni giorno a garantire raccolta dati rigorosa, continuità assistenziale e collaborazioni scientifiche, contribuendo così a rafforzare le politiche sanitarie regionali e a migliorare gli esiti per i pazienti”.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Distribuzione Intermedia: alla Convention 2025 presentato il IV Rapporto Nazionale di Federfarma Servizi «La maglia della salute»</title>
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				<pubDate>Wed, 12 Nov 2025 15:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[NEWS 2021]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha aperto i lavori: «Distribuzione intermedia, ruolo sociale imprescindibile»...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato ha aperto i lavori: «Distribuzione intermedia, ruolo sociale imprescindibile»</em></p>
<p><strong>Bari, novembre 2025 — </strong>È la città di San Nicola ad ospitare quest’anno la <strong>X Convention di Federfarma Servizi</strong>, l’appuntamento che riunisce le Aziende di Distribuzione Intermedia del farmaco per fare il punto sul ruolo pubblico del comparto e sulle sfide che attendono la sanità territoriale.</p>
<p><strong>«La maglia della salute» </strong>è<strong> </strong>il titolo del <strong>IV Rapporto Nazionale Federfarma Servizi</strong> che fotografa l’impatto economico e sociale delle 18 aziende associate, al servizio di oltre 7.500 farmacie socie dirette su tutto il territorio nazionale.</p>
<p>L’edizione 2025 <strong>è stata inaugurata dal Sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato </strong>che ha aperto i lavori: «<em>Quello della Distribuzione Intermedia dei farmaci </em>&#8211; ha dichiarato <strong>Gemmato</strong> &#8211; <em>è un ruolo sociale fondamentale e imprescindibile. Lo dimostrano i milioni di confezioni consegnate ogni anno alle farmacie del territorio: una rete capace di raggiungere anche i luoghi più remoti del Paese, garantendo cure — e quindi salute — a tutti i cittadini. La prossimità è la chiave di una sanità in cui accesso, continuità e sostenibilità trovano piena realizzazione».</em></p>
<p>Il Rapporto evidenzia un sistema che ogni anno movimenta <strong>838 milioni di confezioni</strong> di farmaci, parafarmaci e dispositivi medici, per un totale di oltre <strong>10 milioni di consegne</strong> e <strong>138 milioni di chilometri percorsi</strong>, garantendo continuità, sicurezza e tempestività nella distribuzione dei medicinali.</p>
<p>Il comparto genera un <strong>valore economico complessivo di 5,3 miliardi di euro</strong> e occupa circa 3.600 persone, di cui il 42% donne e il 27% under 35, confermando il contributo del settore alla crescita occupazionale e alla modernizzazione della filiera. <a href="https://federfarmaservizi.it/IVreport.pdf" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://federfarmaservizi.it/IVreport.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1763047819693000&amp;usg=AOvVaw3PBNPD-dug2sbWuLuCJYca">[SCARICA IL REPORT]</a></p>
<p><em>«La rete della distribuzione intermedia è oggi una componente vitale della sanità territoriale: assicura accesso, prevenzione e continuità di cura. Il dialogo costante con il Ministero della Salute e con il Sottosegretario Gemmato ha rafforzato la collaborazione tra filiera e istituzioni, ponendo le basi per una sanità di prossimità sempre più efficiente e coesa» </em>— ha dichiarato <strong>Antonello</strong> <strong>Mirone</strong>, <strong>Presidente</strong> <strong>Federfarma</strong> <strong>Servizi</strong>.</p>
<p>Tra i risultati del 2024–2025 anche la gestione <strong>di 2,5 milioni di vaccini, 1,1 milioni di provette per screening oncologici e 156 milioni di dispositivi per il supporto a pazienti diabetici</strong>, a testimonianza di un ruolo che va ben oltre la logistica: la Distribuzione Intermedia è parte attiva dei programmi di prevenzione e salute pubblica.</p>
<p>“<em>Ogni giorno le nostre aziende presidiano il territorio assicurando accesso ai medicinali, supporto alle farmacie e continuità al Servizio Sanitario Nazionale: il nostro impegno oggi è anche rendere sempre più visibile e riconosciuto il valore di servizio pubblico della Distribuzione Intermedia</em>.” – ha aggiunto <strong>Mirone</strong>.</p>
<p>La collaborazione con il Ministero della Salute prende forma anche attraverso l’impegno di <strong>NMVO ITALIA</strong> la società costituita nel 2024 da Federfarma Servizi e le altre sigle dell’industria e della farmacia, che si occuperà della gestione del <strong>sistema nazionale anticontraffazione</strong> del farmaco nel mercato unico europeo (NMVS).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>FEDERFARMA SERVIZI</strong></p>
<p><strong>Federfarma Servizi Federfarma Servizi è l’Associazione Nazionale che rappresenta le Aziende di Distribuzione Intermedia del Farmaco di proprietà dei farmacisti.</strong></p>
<p>La missione di Federfarma Servizi è salvaguardare l’autonomia delle Associate e tutelare la libertà e l’indipendenza della Farmacia. Federfarma Servizi è impegnata a valorizzare il servizio pubblico essenziale svolto dalle Società della Distribuzione Intermedia del Farmaco rappresentate, intervenendo nelle sedi istituzionali e nei tavoli tecnici della filiera.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Informazioni e Ufficio Stampa:</em></p>
<p><a href="mailto:comunicazione@federfarmaservizi.it">comunicazione@federfarmaservizi.it</a></p>
<p>Mobile + 39 345 35 22 008</p>
<table width="100%">
<tbody>
<tr>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>GIST: LA RIVOLUZIONE TERAPEUTICA CHE TRASFORMA LE VITE E LA SFIDA CRUCIALE DELLA RETE ONCOLOGICA IN CALABRIA</title>
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				<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 08:57:15 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>I Tumori Stromali Gastrointestinali (GIST) rappresentano una sfida complessa nel panorama delle patologie rare. Tuttavia,...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h6><i>I Tumori Stromali Gastrointestinali (GIST) rappresentano una sfida complessa nel panorama delle patologie rare. Tuttavia, la ricerca scientifica ha compiuto </i><i>progressi </i><i>straordinari</i><i>, </i><i>introducendo </i><i>farmaci innovativi che stanno trasformando le prospettive di vita dei pazienti. Ma come si integrano queste scoperte con le esigenze territoriali, in </i><i>particolare </i><i>in </i><i>regioni </i><i>come la Calabria, dove la costruzione di una rete oncologica efficiente è più che mai urgente? Per fare luce su questi aspetti fondamentali, abbiamo intervistato un&#8217;esperta del settore.</i></h6>
<p><img class="size-medium wp-image-11413 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-19.32.20-e1758790998538-264x300.jpeg" alt="" width="264" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-19.32.20-e1758790998538-264x300.jpeg 264w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-19.32.20-e1758790998538-901x1024.jpeg 901w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-19.32.20-e1758790998538-768x872.jpeg 768w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-19.32.20-e1758790998538-1024x1163.jpeg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-13-at-19.32.20-e1758790998538.jpeg 1148w" sizes="(max-width: 264px) 100vw, 264px" />Per comprendere meglio le nuove opportunità terapeutiche e le sfide che la sanità regionale deve affrontare, ci avvaliamo dell&#8217;esperienza della Dottoressa Ida De Luca, Oncologa presso il Reparto di Oncologia dell‘Ospedale di Cosenza, un centro che quotidianamente si impegna nella diagnosi e nella gestione dei pazienti affetti da GIST.</p>
<p><b>Dottoressa De Luca, quali sono le nuove prospettive di cura </b><b>emer</b><b>genti </b><b>per i pazienti con GIST e come queste, influenzano </b><b>l&#8217;</b><b>aspettativa</b> <b>e la gestione della qualità di vita</b><b>?</b></p>
<p>«Negli ultimi anni abbiamo finalmente assistito a grosse novità nel trattamento dei GIST. Per diverso tempo, infatti, avevamo a disposizione soltanto tre tipi di farmaci per gestire i nostri pazienti. Fortunatamente, oggi abbiamo la possibilità di prescrivere ben due nuovi farmaci: il <i>Ripretinib</i> e l&#8217;<i>Avapritinib</i>. Il primo è un farmaco utilizzato in quarta linea di trattamento, ovvero quando le tre terapie standard non riescono più a garantire il controllo della malattia nei pazienti con patologia avanzata. Il secondo, invece, è un farmaco specificamente mirato per quei pazienti che presentano alterazioni molecolari ben precise. Queste nuove opzioni terapeutiche ci consentono, per fortuna, di offrire ai nostri pazienti prospettive di cura e un controllo della malattia per diversi anni, migliorando significativamente sia l&#8217;aspettativa che la qualità della loro vita».</p>
<p><b>Quali sono le prospettive future nella ricerca e nel trattamento dei GIST?</b></p>
<p>«Molto ottimistiche. Ci sono studi in corso che mirano a una personalizzazione ancora maggiore del trattamento, basandosi sulla rilevazione delle mutazioni riscontrate nei GIST attraverso la biopsia liquida, prelevando campioni a livello sanguigno. L&#8217;auspicio è che questo approccio possa permetterci, in futuro, di offrire al paziente una terapia mirata e più specifica per il tipo di mutazione che caratterizza la sua malattia. Inoltre, la ricerca ha aperto la strada a molti altri farmaci in fase di studio, progettati per aggredire contemporaneamente diversi tipi di mutazioni. L&#8217;auspicio per il futuro è di poter garantire ad ogni paziente nuovi trattamenti e che questi siano personalizzati, considerando che, pur presentando manifestazioni cliniche simili, queste patologie possono diversificarsi molto dal punto di vista molecolare e, di conseguenza, nella risposta ai trattamenti».</p>
<p><b>Rimanendo nel contesto calabrese, quali sono le principali sfide che la regione deve affrontare nella diagnosi precoce, nella cura efficace dei GIST e per contrastare la migrazione sanitaria</b><b>?</b></p>
<p><img class="size-medium wp-image-11380 alignright" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269-300x157.jpg" alt="" width="300" height="157" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269-300x157.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269-1024x534.jpg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269-768x401.jpg 768w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269-1140x600.jpg 1140w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269-770x400.jpg 770w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269-765x400.jpg 765w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/07/Cattura-e1753188585269.jpg 1188w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>«Le principali difficoltà risiedono nella necessità imprescindibile di sviluppare una rete oncologica regionale solida ed efficiente. Questo è un nodo cruciale, soprattutto nel Sud Italia, dove la conoscenza e l&#8217;esperienza clinica su patologie rare come i GIST risultano meno diffuse rispetto alle regioni più popolose e meglio strutturate. In particolare, la sfida più rilevante riguarda l’effettiva implementazione della rete oncologica in Calabria, che deve garantire una reale integrazione tra ospedale e territorio. In Calabria esistono già ospedali classificati come Hub e Spoke, dove dovrebbero confluire i pazienti con patologie rare, con l&#8217;obiettivo di ridurre la migrazione sanitaria, centralizzare la diagnosi e, possibilmente, anche il trattamento. La sfida maggiore è quindi costruire una rete efficace che colleghi i principali ospedali della regione con il territorio, a partire dai medici di base. Il <i>Professor Paolo Giovanni </i><i>Casali </i>dell&#8217;Istituto Nazionale Tumori di Milano è un fautore di questa idea, il cui scopo è proprio quello di evitare che i pazienti dalla Calabria debbano migrare verso altre sedi per ricevere cure. È fondamentale implementare la rete oncologica regionale, che poi si colleghi con la rete nazionale, per consentire ai pazienti di rivolgersi a centri di riferimento regionali che mantengono un collegamento continuo e un aggiornamento costante su queste patologie, contribuendo così a prevenire i fenomeni di migrazione sanitaria».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Informazioni:</p>
<p><b>Fondazione Italiana GIST ETS</b></p>
<p>Presso</p>
<p><b>Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori Milano</b></p>
<p>Via G. Venezian 1, 20133 Milano (MI)<b><br />
</b>EMail:<b> info@gistonline.it </b></p>
<p><b>www.gistonline.it</b></p>
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		<title>Conferenza stampa &#8220;DISSOLVI L&#8217;EMICRANIA&#8221;</title>
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				<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 15:28:22 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>La nostra Redazione oggi ha partecipato alla conferenza stampa organizzata da Pfizer in occasione dell’approvazione...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><img class="size-medium wp-image-11408 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-17-at-16.25.19-300x169.jpeg" alt="" width="300" height="169" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-17-at-16.25.19-300x169.jpeg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/WhatsApp-Image-2025-09-17-at-16.25.19-1024x576.jpeg 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La nostra Redazione oggi ha partecipato alla <strong>conferenza stampa organizzata da <em>Pfizer</em> in occasione dell’approvazione da parte di AIFA della rimborsabilità di rimegepant</strong>, primo anti-CGRP orale indicato sia per il trattamento acuto sia per la profilassi dell’emicrania tenutasi presso lo <strong>PHYD Hub di Via Tortona, 31, Milano.</strong></p>
<p>L’incontro ha offerto un duplice focus: da un lato l’innovazione terapeutica, dall&#8217;altro l’impatto socioeconomico dell’emicrania, grazie anche alla sinergia con Adecco Group Italia. Sarà l’occasione per analizzare il peso della patologia sulla salute pubblica, sulla qualità di vita e sulla produttività lavorativa; presentare i più recenti avanzamenti terapeutici legati alla disponibilità di rimegepant e discutere delle nuove prospettive di gestione clinica, organizzativa e socio-economica.</p>
<p>Un approfondimento che ha dato spazio anche alle storie e alle difficoltà quotidiane delle persone che convivono con l’emicrania, offrendo spunti di grande interesse per chi racconta la salute e il benessere nelle sue diverse dimensioni.</p>
<p><img class=" wp-image-11404 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/Cattura-246x300.jpg" alt="" width="332" height="405" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/Cattura-246x300.jpg 246w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/Cattura.jpg 685w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></p>
<p>Alla conferenza sono intervenuti:</p>
<ul>
<li><strong>Professor Alessandro Padovani</strong>, Direttore della Clinica Neurologia dell’Università di Brescia e Presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN).</li>
<li><strong>Professoressa Cristina Tassorelli</strong>, Ordinario di Neurologia presso il Dipartimento di Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento dell&#8217;Università di Pavia e dirige il Centro per le Scienze delle Cefalee e la Neuroriabilitazione presso la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico Nazionale C. Mondino di Pavia.</li>
<li><strong>Professor Piero Barbanti</strong>, Presidente dell&#8217;Associazione Italiana per la Lotta contro le Cefalee (AIC) e Professore di Neurologia e Sport presso l&#8217;Università Telematica San Raffaele di Roma e Direttore dell&#8217;Unità per la Cura e la Ricerca su Cefalee e Dolore dell&#8217;IRCCS San Raffaele.</li>
<li><strong>Alessandra Sorrentino</strong>, Presidente Associazione Alleanza Cafalalgici (Al.Ce) della Fondazione Cirna Onlus.</li>
<li><strong>Roberto Pancaldi</strong>, HR Director The Adecco Group Italia.</li>
<li><strong>Barbara Capaccetti</strong>, Direttore Medico di Pfizer in Italia.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Dove l’arte diventa terapia, al Gemelli la presentazione del reparto degenze “Art4ART”</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/dove-larte-diventa-terapia-al-gemelli-la-presentazione-del-reparto-degenze-art4art/</link>
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				<pubDate>Fri, 12 Sep 2025 08:00:26 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>Mercoledì 17 settembre 2025, alle ore 11.30, presso la Hall del Policlinico Universitario Agostino Gemelli...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="size-medium wp-image-11392 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/Allegato-senza-titolo-00302_page-0001-212x300.jpg" alt="" width="212" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/Allegato-senza-titolo-00302_page-0001-212x300.jpg 212w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2025/09/Allegato-senza-titolo-00302_page-0001-724x1024.jpg 724w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" />Mercoledì 17 settembre 2025, </strong>alle ore<strong> 11.30</strong>, presso la<strong> Hall </strong>del <strong>Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS</strong> sarà presentato il nuovo allestimento multidimensionale del reparto di degenza <strong>del Gemelli ART (Advanced Radiation Therapy)</strong>, il centro di Radioterapia oncologia del Policlinico Gemelli. <strong>Il progetto “Art4ART” (Arte per la Radioterapia Avanzata)</strong> nasce con l’obiettivo di offrire al paziente oncologico un ambiente terapeutico arricchito dalla presenza di molteplici forme d’arte. In questo contesto, la bellezza diventa strumento di accoglienza, capace di favorire un rapporto più sereno con il percorso di cura. L’arte, intesa come linguaggio universale, stimola la partecipazione consapevole del paziente all’iter clinico, contribuendo a migliorare l’esperienza terapeutica e a cercare di ottenere risultati clinici migliori.</p>
<p><strong>Patrocinato dal Ministero della Cultura</strong>, il progetto è realizzato <strong>in collaborazione con il MAXXI </strong>&#8211; <strong>Museo nazionale delle arti del XXI</strong>.</p>
<p>All’evento interverranno il Capo del Gabinetto del Ministro della Cultura <strong>Valentina Gemignani </strong>e il Capo Dipartimento della prevenzione del Ministero della Salute <strong>Maria Rosaria Campitiello</strong>. A fare gli onori di casa il Presidente della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS <strong>Daniele Franco</strong>, il Direttore Generale del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS <strong>Daniele Piacentini</strong>, il Direttore Scientifico IRCCS <strong>Antonio Gasbarrini</strong>, il Preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore <strong>Alessandro Sgambato</strong>, e la Direttrice del Dipartimento di Diagnostica per Immagini e Radioterapia Oncologica del Policlinico Gemelli <strong>Evis Sala</strong>.</p>
<p>Presenteranno il progetto “Art4ART” <strong>Maria Antonietta Gambacorta</strong>, Direttrice della Radioterapia Oncologica del Gemelli ART, <strong>Luca Tagliaferri</strong>, Direttore della UOC Degenze di Radioterapia Oncologica, <strong>Giuseppe Colloca</strong>, Responsabile UOS fragilità in radioncologia, e la Presidente del MAXXI <strong>Maria Emanuela Bruni</strong>.</p>
<p>L’assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, S.E. Mons. <strong>Claudio Giuliodori</strong>, dedicherà un momento di riflessione e preghiera per i malati di Radioterapia oncologia del Gemelli.</p>
<p>Il progetto è stato sostenuto da <strong>Confagricoltura, Senior – L’Età della Saggezza Onlus, De Cecco, Bayer, Merck e Artwall</strong>.</p>
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