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	<title>pandemia &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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	<description>Sito di divulgazione scientifica</description>
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		<title>Salute: il pharma delivery cresce e si evolve oltre la pandemia</title>
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				<pubDate>Fri, 05 Aug 2022 09:30:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marketing]]></dc:creator>
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				<description><![CDATA[<p>Pharmap: +118% ordini rispetto al primo semestre 2021 Il servizio di pharma delivery è fondamentale...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h3 class="sottotitolo">Pharmap: +118% ordini rispetto al primo semestre 2021</h3>
<p><img class="aligncenter" title="pharma delivery cresce evolve post pandemia" src="https://www.askanews.it/wp-content/uploads/2022/07/20220725_195458_4E6142C7.jpg" alt="" width="511" height="306" /></p>
<p>Il servizio di pharma delivery è fondamentale per <strong>9 utenti su 10</strong>. Per il <strong>93% è importante che le farmacie</strong> siano oggi dotate di un sistema di consegna a domicilio e per il 98% il recapito in giornata dei prodotti è un requisito essenziale per la fidelizzazione con il punto vendita.</p>
<p>Sono i dati emersi da un’indagine effettuata a dicembre 2021 da Pharmap, primo player italiano del settore, volta ad indagare il comportamento dei consumatori iscritti alla piattaforma.</p>
<h4>Ecco come si è evoluto il pharma delivery post pandemia</h4>
<p>Se la pandemia ha avuto un effetto booster sull’ home delivery, oggi la consegna a domicilio del farmaco è diventata un’abitudine consolidata, a cui pochi consumatori sono disposti a rinunciare. Pharmap, che dal 2018 ad oggi è cresciuta di oltre 25 volte in termini di volumi e di 42 volte in termini di transato in piattaforma, nel primo semestre del <strong>2022 ha registrato una crescita del 118%</strong> in termini di richieste registrate sui canali web e app, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.</p>
<p><center></p>
<div id="ad_dyn1" style="text-align: left;">La rilevazione conferma un trend in continua evoluzione ed evidenzia alcune novità.</div>
<ul>
<li style="text-align: left;">La prima riguarda la capacità di Pharmap di incrementare il rapporto di fiducia tra farmacia e utenza: oltre il<strong> 60% dichiara di ordinare sempre dalla stessa farmacia</strong>, di questi più della metà <strong>(51,9%) è diventato un cliente abituale</strong>.</li>
<li style="text-align: left;">L’azienda, inoltre, gioca un ruolo chiave nel fidelizzare i consumer: il <strong>44%</strong> degli utenti intervistati si dichiara, infatti,<strong> fedele alla farmacia di riferimento da quando offre il servizio di delivery</strong>.</li>
<li style="text-align: left;">L’altro dato che emerge è la crescita dell’utilizzo dell’home delivery farmaceutico da parte delle persone: il <strong>77,7%</strong> dichiara di ricorrervi più spesso in epoca<strong> post-pandemica</strong> perché si è ormai abituato alla <strong>comodità del servizio (47%)</strong> o per la possibilità di <strong>ricevere a domicilio anche i farmaci con ricetta (32%)</strong>.</li>
<li style="text-align: left;">Il servizio è anche apprezzato in tutti quei casi in cui, recandosi di persona in Farmacia, il prodotto non risulta immediatamente disponibile (situazione che si verifica nel 40% dei casi): un cliente su 4 si dichiara infatti poco propenso a ritornare sul punto vendita per ritirare il prodotto prenotato e preferirebbe, piuttosto, riceverlo a casa.</li>
</ul>
<p></center></p>
<blockquote><p><em>“Che il servizio di consegna a domicilio del farmaco sia diventato sempre più strategico per le farmacie non lo confermano solo i nostri dati. Una recente ricerca di Channel&amp;Retail Lab &#8211; l’Osservatorio della Sda Bocconi &#8211; ha rilevato che un cliente su due è pronto a cambiare esercizio se la sua Farmacia di fiducia non dispone del servizio di home delivery. </em></p>
<p><em>Le farmacie, che con la pandemia hanno accelerato la loro evoluzione in “farmacie dei servizi”, non possono quindi più fare a meno di adeguarsi a questo trend per rispondere alle nuove esigenze di salute dei cittadini”, dichiara <strong>Giuseppe Mineo, CEO di Pharmap</strong>.</em></p></blockquote>
<p><center></center></p>
<div></div>
<div class="immagine">FONTE: askanews</div>
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		<title>La fiducia degli italiani per i vaccini è aumentata</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/fiducia-italiani-vaccini-aumentata/</link>
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				<pubDate>Mon, 27 Jun 2022 08:26:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marketing]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Con la pandemia è salita la fiducia degli italiani verso le vaccinazioni, più di 9...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>Con la pandemia è salita la fiducia degli italiani verso le vaccinazioni, più di 9 cittadini su 10 ritengono i vaccini strumenti sicuri ed efficaci. Tra gli esitanti, 1 su 2 si dichiara aperto a rivalutare le proprie scelte. </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Un maggior dialogo con il medico e il farmacista, una informazione/comunicazione chiara e trasparente dalle istituzioni, l’aumento dei luoghi di somministrazione (farmacia, posto di lavoro e scuola) e gli incentivi sono i fattori che emergono come determinanti per aumentare la propensione a vaccinarsi, anche tra gli esitanti.  </strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9570" title="fiducia italiani vaccini aumentata" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/06/logo-cnr-per-sito-winsic4ap-300x181.jpg" alt="" width="361" height="218" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/06/logo-cnr-per-sito-winsic4ap-300x181.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/06/logo-cnr-per-sito-winsic4ap-1024x618.jpg 1024w" sizes="(max-width: 361px) 100vw, 361px" />Emergono messaggi incoraggianti dalla survey realizzata da The European House – Ambrosetti e dal Centro Interdipartimentale per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca del CNR in collaborazione con SWG sul livello di fiducia degli italiani nei confronti dei vaccini.</p>
<p>Su un campione di 2.000 cittadini intervistati, il 92% ritiene che i vaccini sono uno strumento sanitario sicuro ed efficace per contrastare le malattie infettive e che per il 33% degli intervistati il livello di fiducia durante la pandemia è aumentato, soprattutto negli uomini, nelle Regioni del Sud e tra la generazione Z.</p>
<p>La survey è stata presentata nel corso di un evento realizzato da The European House – Ambrosetti con il contributo non condizionante di Pfizer a Roma.</p>
<p>Segnali positivi anche in vista della ripresa della campagna vaccinale anti-COVID nel prossimo autunno: il 77% si dichiara favorevole alla quarta dose della vaccinazione anti-COVID-19 il prossimo autunno e il 17% di chi non si è ancora vaccinato si mostra aperto a farlo. Incoraggianti anche i dati sulla vaccinazione antinfluenzale con il 95% dei seggetti che si è vaccinato nell’ultima stagione che si dichiara favorevole a ripetere la somministrazione.</p>
<p>E’ emerso anche come l’88% degli intervistati si senta informato sui vaccini, prediligendo come fonti informative il proprio medico di fiducia, il parere degli scienziati e i siti web istituzionali; i canali di informazione informali, quali amici e parenti e social media/forum/blog, restano le fonti più usate da chi è più scettico nei confronti delle vaccinazioni.</p>
<p>Buona la conoscenza delle vaccinazioni obbligatorie, scarsa quella relativa agli altri vaccini raccomandati: il <strong>98%</strong> degli intervistati dice di essere a conoscenza dell’esistenza di vaccinazioni obbligatorie nell’età pediatrica ma solo il <strong>76%</strong> ne ricorda almeno alcuni, valori che scendono rispettivamente al <strong>94% e al 63% per le vaccinazioni raccomandate nell’infanzia</strong>. In entrambi i casi, tra i più informati rientrano le persone con figli minorenni e le donne.</p>
<p>La legge sull’obbligatorietà dei vaccini per la fascia 0-16 anni e le numerose iniziative di sensibilizzazione realizzate, hanno certamente contribuito ad aumentare il livello di conoscenza delle vaccinazioni pediatriche con conseguenti tassi di copertura che, seppur in diminuzione durante la pandemia, si attestano su valori superiori al 90%.</p>
<p>Diversa la situazione delle vaccinazioni dell’<strong>età adolescenziale e dell’età adulta</strong>. Solo il <strong>34%</strong> degli intervistati ha dichiarato di essersi <strong>vaccinato contro il papilloma virus</strong> (nella fascia d’età 18-30 anni), solo il <strong>28%</strong> contro lo <strong>pneumococco</strong> (nella fascia d’età 60-70 anni), solo l’<strong>11%</strong> contro l’<strong>herpes zoster</strong> (nella fascia d’età 60-70 anni).</p>
<p><em>“La survey fornisce alcune indicazioni importanti sulle leve su cui agire per migliorare la conoscenza e, di conseguenza la fiducia, dei cittadini verso la prevenzione vaccinale. </em>afferma <strong>Daniela Bianco – Partner e Responsabile dell’Area Healthcare di The European House &#8211; Ambrosetti</strong>. <em>Inoltre, 1 su 2 tra gli esitanti e contrari ad alcune vaccinazioni come quella anti-pneumococcica, anti-herpes-zoster e anti-papilloma virus si dichiara disponibile a saperne di più prima di poter decidere. Emerge quindi la necessità di aumentare gli sforzi nella comunicazione per incrementare il livello di conoscenza dei cittadini anche su queste vaccinazioni”.</em></p>
<p><img class="aligncenter" title="fiducia italiani vaccini aumentata" src="https://eventi.ambrosetti.eu/federfarma-lombardia/wp-content/uploads/sites/91/2018/07/logo-Ambrosetti-no-sfondo_1.png" alt="" width="612" height="141" /></p>
<p>L’83% degli intervistati dichiara di conoscere persone che esitano o rifiutano di vaccinarsi: se il 26% esita o rifiuta di vaccinarsi per tutti i vaccini in generale, il 57% lo è solo in riferimento al vaccino anti-COVID-19. I freni alla vaccinazione percepiti sono essenzialmente: il timore di rischi per la salute e le lacune informative (informazioni non corrette o mancanti).</p>
<p>Anche tra i soggetti che hanno dichiarato di non ritenere i vaccini sicuri ed efficaci e i non vaccinati contro il COVID-19, il timore legato alla sicurezza si conferma la motivazione principale per la non vaccinazione, seguita dai dubbi relativi alle sperimentazioni.</p>
<p>Tra gli strumenti che, a detta degli stessi cittadini, possono contribuire ad aumentare il livello di fiducia nei confronti dei programmi di vaccinazione, figurano un maggior dialogo con il proprio medico o farmacista di fiducia, una maggiore trasparenza delle Istituzioni che si occupano di salute e campagne di informazione più frequenti da parte delle Istituzioni sanitarie; maggior dialogo e miglior informazione sono giudicati gli strumenti più efficaci anche per far cambiare idea alle persone che esitano o rifiutano di vaccinarsi.</p>
<p>Anche l’aumento del punti di somministrazione delle vaccinazioni consente di avvicinare maggiormente i cittadini alla prevenzione vaccinale: soprattutto le farmacie ma anche i luoghi di studio e di lavoro, sono quelli maggiormente apprezzati; anche tra chi è meno favorevole ai vaccini o non si è vaccinato contro il COVID-19, la farmacia è un luogo ritenuto appropriato per la somministrazione dei vaccini.</p>
<p><em>“Il 55% degli intervistati apre anche agli incentivi economici, in primis check up ed esami medici gratuiti e i bonus per palestre e centri sportivi, strumenti che oltre a incrementare il livello di fiducia dei cittadini hanno anche un ruolo di attivazione dell’attività economica”, </em>afferma <strong>Andrea Grignolio, Responsabile del Vaccine Hesitancy Forum del Centro Interdipartimentale per l’Etica e l’Integrità nella Ricerca del CNR</strong>. <em>“Si tratta di strumenti propositivi volti ad ottenere una maggiore adesione vaccinale che potrebbero affiancarsi a quelli già in uso come i disincentivi e le penalizzazioni e che allineerebbero le politiche vaccinali italiane a quelle promosse da molti altri Paesi”.</em></p>
<p>In sintesi il quadro che emerge dall’indagine suggerisce che la fiducia degli italiani verso le vaccinazioni è migliorata dopo la pandemia da COVID-19. Tuttavia, anche tra i vaccinati, emergono alcuni elementi di perplessità che è necessario affrontare in modo puntuale e mirato.</p>
<p>Sono anche emersi chiaramente alcuni ambiti di intervento importanti per rispondere alle richieste dei cittadini: dalle modalità organizzative dei servizi di vaccinazione e contenuti e canali di comunicazione specifici a strumenti di incentivazione e di engagement che sono leve fondamentali per aumentare la fiducia verso le attività di prevenzione vaccinale.</p>
<p>Nel corso dell’evento sono intervenuti anche: <strong>Maria Chiara Carrozza</strong> (Presidente, CNR), <strong>Rossana Boldi</strong> (Vice Presidente della Commissione Affari Sociali, Camera dei Deputati), <strong>Cinzia Caporale</strong> (Coordinatore del Centro Interdipartimentale e della Commissione per l&#8217;Etica e l&#8217;Integrità nella Ricerca, CNR), <strong>Antonio Gaudioso</strong> (Capo Segreteria Tecnica, Ministero della Salute), <strong>Andrea Mandelli</strong> (Vice Presidente, Camera dei Deputati; Presidente, FOFI), <strong>Annalisa Mandorino</strong> (Segretario Generale, Cittadinanzattiva), <strong>Paolo Siani</strong> (Vice Presidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza), <strong>Carlo Signorelli</strong> (Presidente del NITAG).</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Strategie per vincere la pandemia</title>
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				<pubDate>Wed, 20 Apr 2022 14:00:52 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>VALORIZZARE L&#8217;IMMUNITÀ NATURALE E IL DOSAGGIO DEGLI ANTICORPI PERMETTEREBBE DI MODIFICARE L’APPROCCIO PER OTTENERE IL...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>VALORIZZARE L&#8217;IMMUNITÀ NATURALE E IL DOSAGGIO DEGLI ANTICORPI PERMETTEREBBE DI MODIFICARE L’APPROCCIO PER OTTENERE IL GREEN PASS. QUESTI I SUGGERIMENTI DEL PROF. ANTONINO MAZZONE, VICEPRESIDENTE FISM.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9123" title="strategie vincere pandemia" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png" alt="" width="464" height="232" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy.png 787w" sizes="(max-width: 464px) 100vw, 464px" />Il <strong>Prof. Antonino Mazzone</strong> è Direttore del Dipartimento di Area Medica Cronicità e Continuità Assistenziale dell’Ospedale Nuovo di Legnano (MI), Vicepresidente FISM, Past President di FADOI. Abbiamo fatto con lui il punto sulla situazione pandemica in Italia e sulle strategie per contrastarla.</p>
<figure style="width: 200px" class="wp-caption alignleft"><img title="strategie vincere pandemia" src="https://www.fadoi.org/wp-content/uploads/2020/11/MAZZONE-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" /><figcaption class="wp-caption-text">Prof. <strong>Antonino Mazzone</strong> Direttore UOC Area Medica Cronicità e Continuità Assistenziale Ospedale Nuovo</figcaption></figure>
<h5><em><strong>Professore, come stanno funzionando i vaccini contro il Covid-19?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“I vaccini rappresentano il successo della ricerca degli ultimi anni. In particolare, quello a mRNA ha mostrato una chiara efficacia negli studi clinici, dal 94 al 95%. Il problema sono le varianti. I vaccini disponibili, infatti, sono efficaci per tutte le varianti, come la Delta, che sta dominando in almeno 163 paesi, mentre per la Omicron, che sembra diffondersi di più ma in modo meno virulento, non<br />
è ancora chiaro il ruolo del vaccino nel contrastarla”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Quanta protezione fornisce una precedente infezione da SARS-CoV-2? E qual è il tasso di reinfezioni nei pazienti affetti da Covid e vaccinati?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“I dati di Harvey e colleghi degli Stati Uniti hanno scoperto che i pazienti con un risultato diagnostico positivo del test di amplificazione dell’acido nucleico per gli anticorpi contro SARS-CoV-2 avevano molte meno probabilità di sviluppare l&#8217;infezione da SARS-CoV-2 a 90 giorni rispetto alle persone senza anticorpi.</p>
<p>I nostri dati pubblicati su JAMA nel 2021 (risultato essere secondo la classifica di JAMA, il TOP CME ARTICLES DEL 2021) dimostrano che l&#8217;incidenza per 100.000 residenti è stata di 1,0 (95% CI: 0,5-1,5) per le reinfezioni rispetto a 15,1 (95% CI: 14,5-15,7) con le nuove infezioni, mentre il rapporto del tasso di incidenza aggiustato per età, sesso, etnia e l&#8217;area sanitaria era 0,07 (IC 95%: 0,06-0,08).</p>
<p>Analizzando l’incidenza cumulativa durante il follow-up abbiamo confermato che le due coorti erano significativamente differenti. Secondo vari lavori pubblicati sulle più importanti riviste scientifiche l&#8217;immunità a lungo termine è una realtà, con anticorpi tracciabili anche dopo 12 mesi.</p>
<p>In contrasto con questi dati obiettivi di medicina basata su evidenze scientifiche, che dimostrano una protezione adeguata e duratura in coloro che si sono ammalati da COVID-19, la durata dell’immunità indotta dal vaccino non è completamente nota. Si pensa ad alcuni mesi.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Qual è la sua posizione rispetto a questo tema?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“A nostro avviso, i dati suggeriscono che le persone che hanno confermato di essere state infettate da SARS-CoV-2 potrebbero non aver bisogno di tante dosi di vaccino e non hanno bisogno di vaccinazione a breve termine. Lo dico sulla base di un’esperienza molto toccante: nel Dipartimento che dirigo, in questi due anni abbiamo infatti curato circa 6.000 pazienti affetti da polmonite Covid 19, facendo il possibile con una mortalità molto inferiore rispetto a quella pubblicata dal New England Journal of Medicine nello studio Recovery.</p>
<p>Dato il numero di persone che si sono infettate, si potrebbero liberare 300 milioni circa di dosi per la popolazione più vulnerabile in tutto il mondo e accelerando enormemente l&#8217;introduzione del vaccino per coloro che ne hanno bisogno. La prudenza doveva essere estesa ai vaccini, si poteva cioè aspettare a vaccinare i pazienti che hanno avuto il Covid, facendo la sierologia negli esposti e  risparmiando così dosi ed effetti collaterali”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Cosa propone in concreto?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Proponiamo di fare come si stanno organizzando in alcuni paesi, ad esempio Svizzera e Principato di Monaco: per i pazienti che hanno avuto il Covid e i vaccinati dal 15 dicembre 2021 accorciare la durata del green pass a 5-7 mesi dall’ultima dose e, nello stesso tempo, concedere l’opportunità ai cittadini di valutare gratuitamente gli anticorpi e se ne hanno a sufficienza, di posticipare la dose di vaccino e di valutare ogni tre mesi per decidere e calibrare meglio la somministrazione. Detto questo, il nostro consiglio è che tutti si vaccinino con la terza dose, ma ragionando su quando farla in base alla storia clinica ed agli anticorpi antispike”.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE: Salute&amp;Benessere efocus n°33</p>
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		<title>Una strategia complementare per prevenire la progressione delle pandemie del XXI° secolo</title>
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				<pubDate>Tue, 19 Apr 2022 17:00:52 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>La diffusione della variante Omicron è fenomenale e dimostra che non si può contare soltanto...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>La diffusione della variante Omicron è fenomenale e dimostra che non si può contare soltanto sui vaccini per ottenere una protezione parziale. Le inconsistenze di alcune politiche sanitarie in risposta alla pandemia hanno contribuito a generare un clima di divisione, incertezza e sfiducia nella popolazione.</p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9123" title="strategia complementare prevenire progressione pandemie" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png" alt="" width="456" height="228" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy.png 787w" sizes="(max-width: 456px) 100vw, 456px" /></p>
<figure style="width: 451px" class="wp-caption alignleft"><img title="strategia complementare prevenire progressione pandemie" src="https://www.diabetesresearch.org/image/Camillo-Ricordi-MD_H_2018-5.jpg" alt="" width="451" height="244" /><figcaption class="wp-caption-text">Prof. <strong>Camillo Ricordi</strong>, Director Diabetes Research Institute and Cell Transplant Center, University of Miami www.Fit4Pandemic.org</figcaption></figure>
<p>L’anno scorso abbiamo dedicato le nostre energie e risorse per salvare i casi più gravi di COVID-19 in terapia intensiva con infusioni di cellule staminali mesenchimali. I risultati sono stati sorprendenti permettendo la sopravvivenza del 100% dei pazienti con Diabete e del 91% con altre comorbidità, mentre purtroppo meno del 45% sono sopravvissuti nel gruppo di controllo, trattati con le migliori terapie approvare disponibili. La procedura e stata recentemente approvata dalla FDA a procedere in un trial allargato che è in attesa di possibili finanziamenti.</p>
<p>Ma oltre a curare i casi più gravi, abbiamo cercato di identificare fattori di rischio e possibili strategie protettive per evitare la progressione delle pandemie del 21° secolo. Non mi riferisco solo a gravi infezioni virali come il Covid-19, ma anche a malattie autoimmuni come il Diabete di Tipo 1, allergie e malattie croniche legate all’età. I pipistrelli hanno imparato, evolvendosi negli ultimi 70-80 milioni di anni, a diventare resistenti a tali pandemie. L’obiettivo è ora rendere resistente anche la specie umana.</p>
<p>Uno studio condotto da Università italiane e americane, in collaborazione con l’ISS, ha dimostrato che una combinazione di sostanze naturali (polifenoli e attivatori delle sirtuine) inibisce la replicazione virale e ne riduce l’infiammazione. Inizialmente sviluppata per rallentare i processi dell’invecchiamento, questa combinazione ha dimostrato per la prima volta una inibizione importante (più del 95%) della replicazione virale, dopo infezione sia con virus dell’influenza A che con Sars-CoV-2.</p>
<p>Sono in corso studi per definire i meccanismi associati a questa importante inibizione della replicazione virale in-vitro, che sembra non essere limitata ad una singola variante o tipo di virus. Questi risultati potrebbero aprire la strada allo sviluppo di strategie terapeutiche naturali, per mitigare o bloccare la progressione di infezioni virali, in aggiunta ai vaccini e altre terapie farmacologiche.</p>
<h5><em><strong>Cosa previene quindi la verifica scientifica rigorosa, in trials clinici su larga scala, di queste strategie?</strong> </em></h5>
<p>Per essere formalmente approvati dalle Autorità competenti, sia i trials per trattare i casi più gravi con cellule staminali mesenchimali, che quelli per prevenire o mitigare la progressione di queste patologie usando sostanze naturali, richiedono finanziamenti importanti, che nessuno sembra interessato a contribuire.</p>
<p>Forse perché, a differenza di altre strategie vaccinali o terapeutiche, non ci sono prospettive di profitti multi-miliardari, forse per la semplicità, l’assenza di brevetti e costi limitati dei trattamenti proposti.</p>
<p>L’unica speranza è che vengano introdotti finanziamenti istituzionali e/o da parte di fondazioni per portare avanti la verifica clinica rigorosa dei protocolli proposti in strutture accademiche, in collaborazione con l’industria ove possibile, ma senza limiti imposti da logiche di profitto.</p>
<p>Fit4Pandemic.org e l’alleanza per la cura (www.thecurealliance.org) lanciano quest’appello per individuare possibili collaboratori, fonti istituzionali e private, a sostegno di questa iniziativa che potrebbe cambiare le prospettive sanitarie internazionali, non soltanto nell’ambito della pandemia COVID-19.</p>
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<p>FONTE: Salute&amp;Benessere efocus n°33</p>
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		<title>Pandemia e Infodemia ce ne parlano Marco Ferrazzoli e Giovanni Maga</title>
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				<pubDate>Tue, 15 Mar 2022 09:30:22 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>La PANDEMIA e l’INFODEMIA, cioè l’eccesso di informazioni (più o meno fondate) che ci disorienta,...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/pandemia-infodemia-parlano-marco-ferrazzoli-giovanni-mega/">Pandemia e Infodemia ce ne parlano Marco Ferrazzoli e Giovanni Maga</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>La<strong> PANDEMIA</strong> e <strong>l’INFODEMIA</strong>, cioè l’eccesso di informazioni (più o meno fondate) che ci disorienta, continuano a monopolizzare la nostra attenzione e i mass media. Eppure non siamo al punto di partenza.</p>
<p>Dopo due anni di eventi epocali – così numerosi che non riusciamo a ricordarli tutti – possiamo e dobbiamo  cominciare a riflettere più lucidamente sullo tsunami che ci ha investito.</p>
<h5 style="text-align: center;"><strong><a href="https://www.zanichelli.it/ricerca/prodotti/pandemia-e-infodemia?_gl=1*m7f7j5*_ga*MTY2MDI3MjcyMi4xNjQ3MzMzNzg5*_ga_FL8QBN8HHQ*MTY0NzMzMzc4NC4xLjAuMTY0NzMzMzc4OS4w">Marco Ferrazzoli e Giovanni Maga lo fanno in un libro: Pandemia e infodemia: come il virus viaggia con l’informazione</a></strong></h5>
<blockquote><p><strong><em>Entrambi, spiegano nell’introduzione del libro, hanno seguito l’evolversi della pandemia e dell’infodemia dal principio, ognuno dal punto di vista dettato dal proprio ruolo professionale e dalla propria formazione. </em></strong></p>
<p><strong><em>Se si vuole studiare questa pandemia, infatti, le pur indispensabili competenze della medicina non bastano. Serve uno sguardo di insieme, una mappa delle infinite ramificazioni cominciate dal primo contagio umano di un virus allora sconosciuto.</em></strong></p></blockquote>
<figure id="attachment_9024" aria-describedby="caption-attachment-9024" style="width: 192px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-9024" title="pandemia-infodemia-parlano-marco-ferrazzoli-giovanni-mega" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/03/ferrazzoli.jpg" alt="" width="192" height="220" /><figcaption id="caption-attachment-9024" class="wp-caption-text"><strong>Marco Ferrazzoli è giornalista e docente di comunicazione, Capo Ufficio Stampa del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). </strong></figcaption></figure>
<figure id="attachment_9025" aria-describedby="caption-attachment-9025" style="width: 250px" class="wp-caption alignright"><img class="wp-image-9025 size-full" title="pandemia-infodemia-parlano-marco-ferrazzoli-giovanni-mega" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/03/maga.jpg" alt="" width="250" height="200" /><figcaption id="caption-attachment-9025" class="wp-caption-text"><strong>Giovanni Maga è invece virologo e divulgatore, dirige l’Istituto di Genetica Molecolare (IGM) di Pavia, sempre al CNR.</strong></figcaption></figure>
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<h4>Le principali domande a cui tentano di rispondere sono:</h4>
<ol>
<li><strong><em>In che modo affrontare la massiccia diffusione di informazione sulla pandemia in atto? </em></strong></li>
<li><strong><em>Come misurare il loro effetto sulla gestione del fenomeno pandemico?</em></strong></li>
</ol>
<p>Uno dei primi punti che lo studio scardina è l’<em><strong>analogia fra la diffusione virale online e le epidemie</strong></em> sottolineando la diversità fra i due fenomeni: il processo di diffusione del virus, al contrario delle informazioni, non gode della caratteristica dell’intenzionalità.</p>
<p>È infatti impossibile decidere di accettare, o non accettare, la presenza del virus mentre ogni utente ha la possibilità di accogliere un’informazione piuttosto che un’altra, rigettando quelle che non sono di suo gradimento.</p>
<p>Altro elemento cardine dello studio dono i diversi <em><strong>bias comportamentali</strong></em>, ovvero pregiudizi sviluppati sulla base dell’interpretazione delle informazioni in proprio possesso. Conoscere le dinamiche che mettiamo in atto quando processiamo informazioni è, infatti, fondamentale per una comunicazione efficace che consenta anche una gestione migliore della pandemia.</p>
<p>Marco Ferrazzoli e Giovanni Mega ci dicono che questo continuo flusso di notizie costituisce una sorta di secondo virus, che genera ambiguità, disorientamento e comportamenti a rischio: dal rifiuto della vaccinazione<br />
alle cure<strong> «fai da te»</strong>, fino alla negazione stessa del virus e della pandemia.</p>
<p>L’<strong>INFODEMIA</strong> è un contagio che non si esprime solo tramite fake news e informazioni distorte o scorrette, ma anche attraverso i consueti canali di informazione e comunicazione.</p>
<p>Quando i media non distinguono le fonti per attendibilità e autorevolezza e quando la comunità scientifica si piega con i suoi interventi alla polarizzazione imperante.</p>
<h5><a href="https://www.nature.com/articles/d43978-022-00015-2">Qui trovate l&#8217;articolo</a> completo di Nature Italy dove parlano del libro e di infodemia</h5>
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		<title>COVID, tra le 10 pandemie più letali della storia</title>
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				<pubDate>Thu, 22 Apr 2021 09:08:20 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Al giorno d&#8217;oggi, nel mondo si contano oltre 141 milioni di casi e 3 milioni...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<div class="b-article__lead">
<p style="text-align: center;">Al giorno d&#8217;oggi, nel mondo si contano oltre 141 milioni di casi e 3 milioni di morti, mettendo la pandemia di Covid -19 tra le più letali della storia dell&#8217;umanità.</p>
</div>
<div class="b-article__text">
<p>Secondo i <a href="https://covid19.who.int/">dati riportati</a> dalla World Health Organisation, nel mondo si contano in data odierna141,754,944 di casi confermati di infezioni da coronavirus SARS-CoV-2, 3,025,835 decessi e 843,158,196 di dosi di vaccini somministrate.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tuttavia, secondo gli esperti, i numeri sarebbero ben più alti e le ragioni sono due: la prima è legata alla natura spesso asintomatica o paucisintomatica (con sintomi lievi) della malattia, permettendo così a molti casi di infezioni di non essere rilevati e quindi aggiunti al conteggio; il secondo motivo si lega a un significativo aumento della mortalità osservato in molti paesi, superiore a quella dei casi Covid certificati, portando alla &#8220;copertura&#8221; di decessi riconducibili alla malattia.</p>
<p>Gli esperti stimano che questi numeri <strong>continueranno a salire</strong> finché non si sarà raggiunta la cosiddetta <strong>&#8216;immunità di gregge&#8217;</strong> aiutata dalla campagna di vaccinazione, che permetterà di rendere il patogeno del virus endemico, ovvero presente a lungo, o in forma ricorrente, in piccole zone, con un comportamento prevedibile e sintomi lievi o quantomeno non gravi come quelli osservati finora.</p>
<p>I numeri &#8216;raccolti&#8217; dal Covid-19 lo fanno rientrare nella classifica delle 10 pandemie più letali avvenute nella storia dell&#8217;uomo. Tuttavia, sebbene si tratti di una crisi sanitaria, sociale ed economica, è ben lontana da altre piaghe rilevate nel corso della storia.</p>
<p>Tra le peggiori in assoluto, la pandemia di <strong>vaiolo </strong>che uccise tra le <strong>300 e le 500 milioni</strong> di persone solo nel XX secolo, prima di essere debellata grazie al vaccino. Segue anche la &#8220;<strong>Peste Nera</strong>&#8221; del Medioevo, una pandemia di peste bubbonica che nel giro di sette anni si stima uccise fino a 200 milioni di persone, compreso <strong>un terzo della popolazione europea</strong>. Nel 1855 un&#8217;altra pandemia di peste bubbonica, chiamata la &#8220;<strong>Terza Piaga</strong>&#8220;, partita dallo Yunnan, Sud della Cina, costò la vita a 12-15 milioni di persone, soprattutto in India.</p>
<p>Particolarmente devastante è stata anche <strong>l&#8217;influenza spagnola</strong> dopo la Prima Guerra Mondiale, che strappò la vita a 50 milioni di persone, sebbene i numeri possano arrivare fino a 100 milioni di morti in tutto il mondo secondo alcune stime.</p>
<p><strong>L&#8217;influenzale asiatica</strong> del 1957-59 nel Guizhou, nel Sud della Cina provocò tra il milione e i 4 milioni di morti in tutto il mondo che, insieme all&#8217;influenza di Hong Kong, diffusasi tra il 1968 e il 1969, è stata provocata dal ceppo H2N2 di un virus dell&#8217;influenza A (conosciuto come aviaria).</p>
<p>La pandemia del coronavirus SARS-CoV-2 ha come ceppo<strong> l&#8217;influenza A H1N1</strong> del 2009, la cosiddetta &#8220;<strong>suina</strong>&#8220;, che in base ai dati dell&#8217;OMS avrebbe ucciso fino a 400mila persone in tutto il mondo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: it.sputniknews.com</p>
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		<title>OMS prevede quando terminerà la pandemia di coronavirus</title>
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				<pubDate>Wed, 24 Feb 2021 13:42:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[NEWS 2021]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>La pandemia di coronavirus finirà all&#8217;inizio del prossimo anno. Questa previsione è stata fatta dal...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">La pandemia di coronavirus finirà all&#8217;inizio del prossimo anno. Questa previsione è stata fatta dal direttore dell&#8217;Ufficio Regionale Europeo dell&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) Hans Kluge.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8220;Lo scenario peggiore è passato. Sappiamo di più sul virus rispetto al 2020, quando aveva appena iniziato a diffondersi&#8221;, ha riferito il canale televisivo danese DR citando il funzionario dell&#8217;Oms.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Kluge ha sottolineato che il virus non scomparirà dalla popolazione umana, ma entro la data indicata non saranno necessarie restrizioni. Allo stesso tempo ha osservato che questa è solo una previsione, poiché finora nessuno può dire con certezza come si evolverà la situazione.</p>
<p>A metà febbraio la rappresentante dell&#8217;OMS in Russia Melita Vujnovic ha affermato che la terza ondata di coronavirus è possibile se le persone &#8220;non staranno attente&#8221;. Ha sottolineato che sarà possibile parlare della fine della pandemia quando il numero di casi in tutte le regioni del mondo sarà inferiore alla soglia epidemiologica e l&#8217;onere per l&#8217;assistenza sanitaria dovuto al coronavirus non interferirà con il normale funzionamento degli ospedali.</p>
<p>Il direttore dell&#8217;Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus a sua volta ha esortato a non posticipare la vaccinazione, in quanto per l&#8217;emergere di mutazioni e nuovi ceppi, i vaccini esistenti potrebbero diventare inutili.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nel mondo più di 111 milioni di persone sono state infettate dal coronavirus, quasi 2,5 milioni sono morte. La maggior parte degli infetti e delle vittime è negli Stati Uniti, seguiti da India e Brasile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>fonte: sputniknews</p>
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