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	<title>Andrologia &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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	<description>Sito di divulgazione scientifica</description>
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		<title>RIABILITAZIONE PENIENA: L&#8217;IMPORTANZA DEI DISPOSITIVI VACUUM NEL RECUPERO FUNZIONALE</title>
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				<pubDate>Mon, 31 Aug 2026 13:46:32 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[<p>IL RECUPERO DELLA FUNZIONE ERETTILE E LA CORREZIONE DELLE DEFORMITÀ PENIENE NON PASSANO PIÙ SOLO...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h5 style="text-align: center;">IL RECUPERO DELLA FUNZIONE ERETTILE E LA CORREZIONE DELLE DEFORMITÀ PENIENE NON PASSANO PIÙ SOLO ATTRAVERSO LA FARMACOLOGIA TRADIZIONALE.</h5>
<p><img class="size-medium wp-image-11741 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/09/dr-marco-cosentino-urologo-andrologo-modica-ragusa-rosolini-scicli-e1770892060773-300x300.jpg" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/09/dr-marco-cosentino-urologo-andrologo-modica-ragusa-rosolini-scicli-e1770892060773-300x300.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/09/dr-marco-cosentino-urologo-andrologo-modica-ragusa-rosolini-scicli-e1770892060773-150x150.jpg 150w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/09/dr-marco-cosentino-urologo-andrologo-modica-ragusa-rosolini-scicli-e1770892060773.jpg 550w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />Oggi, l’impiego di dispositivi medici a vuoto (vacuum device) si attesta come un pilastro fondamentale nella riabilitazione post-prostatectomia e nella gestione della Malattia di La Peyronie, garantendo risultati tangibili in termini di ossigenazione dei tessuti e preparazione alla chirurgia protesica. «Attraverso l’induzione meccanica di un’erezione, riusciamo a mantenere l’organo attivo, irrorato e ossigenato, contrastando efficacemente i danni da fibrosi e accorciamento che seguono i grandi interventi oncologici o il passare degli anni», spiega <strong>Marco Cosentino</strong>, medico chirurgo specializzato in urologia. La notizia che emerge con forza dalla pratica clinica e dalla letteratura è l’alta efficacia di questi protocolli: circa il 90% dei pazienti riscontra un miglioramento significativo della curvatura o dell&#8217;elasticità tessutale, aprendo scenari di recupero fino a poco tempo fa insperati.</p>
<p><strong>Dottor Cosentino, partiamo dal ruolo del vacuum device nella pratica clinica quotidiana. In che modo questa tecnologia eleva lo standard di recupero funzionale per i pazienti reduci da interventi complessi come la prostatectomia radicale?</strong></p>
<p><strong><img class=" wp-image-11743 alignright" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-07-31-at-18.15.11-1-269x300.jpeg" alt="" width="319" height="356" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-07-31-at-18.15.11-1-269x300.jpeg 269w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/WhatsApp-Image-2026-07-31-at-18.15.11-1.jpeg 382w" sizes="(max-width: 319px) 100vw, 319px" /></strong></p>
<p>«Il vacuum device non è un semplice accessorio, ma un vero e proprio dispositivo medico progettato per creare un vuoto meccanico all&#8217;interno di un cilindro in cui viene inserito il pene. Questa azione induce un&#8217;erezione meccanica che forza l&#8217;ingresso di sangue all&#8217;interno dei corpi cavernosi. Si tratta di un passaggio cruciale, specialmente dopo un intervento di asportazione del tumore alla prostata. In questi casi, il trauma chirurgico può compromettere temporaneamente o permanentemente i nervi deputati all&#8217;erezione spontanea. Senza l’afflusso di sangue ossigenato che avviene normalmente durante le erezioni notturne (che vengono a mancare), i tessuti penieni vanno incontro a ipossia, fibrosi e, di conseguenza, a un accorciamento e a una perdita di elasticità. Utilizzare il vacuum device in questa fase significa sottoporre l&#8217;organo a una sorta di &#8220;fisioterapia vascolare&#8221;: mantenendo il pene irrorato, evitiamo che subisca danni strutturali permanenti legati all&#8217;inattività post-operatoria. Uno degli aspetti apprezzati del vacuum device è la capacità di produrre un effetto meccanico rapido, permettendo al paziente di comprendere fin da subito il corretto utilizzo del dispositivo. Naturalmente l&#8217;impiego deve sempre avvenire nell&#8217;ambito di una valutazione clinica individuale, con particolare attenzione nei pazienti affetti da disturbi della coagulazione o sottoposti a terapie anticoagulanti. In sintesi, eleviamo lo standard di cura trasformando una fase di attesa passiva in una riabilitazione attiva e misurabile».</p>
<p><strong>Oltre alla riabilitazione post-oncologica, un ambito di applicazione molto rilevante riguarda la Malattia di La Peyronie, ovvero il pene curvo. Quali sono i dati di efficacia in questo settore e come può il dispositivo supportare il paziente anche nell&#8217;atto sessuale vero e proprio?</strong></p>
<p>«I dati della letteratura scientifica sull&#8217;utilizzo del vacuum device nella Malattia di La Peyronie sono estremamente incoraggianti. Parliamo di un miglioramento della curvatura del pene in circa il 90% dei casi, una percentuale altissima se consideriamo la complessità di questa patologia. Il dispositivo agisce riducendo la fibrosi e migliorando l&#8217;elasticità dell&#8217;organo, contrastando la placca cicatriziale che causa la curvatura. Spesso questo approccio viene associato ad aiuti farmacologici, creando una sinergia che potenzia il rimodellamento del tessuto. Ma c&#8217;è di più: il vacuum device ha una duplice anima, riabilitativa e funzionale. Se da un lato &#8220;allena&#8221; i tessuti nel lungo periodo, dall&#8217;altro può essere utilizzato per consentire un rapporto sessuale penetrativo immediato senza l&#8217;ausilio di farmaci. Una volta creata l&#8217;erezione meccanica con il cilindro, si applica un anello elastico alla base del pene che blocca il deflusso venoso, mantenendo il sangue all&#8217;interno dell&#8217;organo e garantendo la rigidità necessaria per il tempo dell&#8217;atto. Questo restituisce al paziente una spontaneità e una sicurezza che la patologia spesso sottrae, agendo positivamente anche sulla sfera psicologica».</p>
<p><strong>Un aspetto forse meno noto al grande pubblico, ma cruciale per il chirurgo urologo, è l&#8217;uso del vacuum come preparazione alla chirurgia protesica. Perché è fondamentale rendere il pene &#8220;più elastico&#8221; prima di un impianto?</strong></p>
<p><strong> </strong> «Questo è un punto cardine della moderna chirurgia andrologica. Molti pazienti che arrivano all&#8217;indicazione per una protesi peniena soffrono di disfunzioni erettili severe e croniche, che hanno portato nel tempo a una fibrosi importante e a un evidente accorciamento dell&#8217;organo. Se intervenissimo direttamente su un tessuto così rigido e retratto, saremmo costretti a inserire una protesi di dimensioni ridotte, limitate dalla scarsa estensibilità dei tessuti del paziente. Eseguendo quelli che io definisco &#8220;esercizi con il vacuum device&#8221; nei mesi o nelle settimane precedenti l&#8217;operazione, riusciamo a preparare il terreno in modo ottimale. Il dispositivo agisce riducendo la fibrosi e ridando elasticità ai corpi cavernosi; in molti casi, l&#8217;organo riprende anche una parte della lunghezza persa. Questo permette a noi chirurghi di impiantare una protesi significativamente più grande rispetto a quella che avremmo potuto inserire durante la visita iniziale. Anche in questo contesto pre-operatorio, le possibilità di successo reale si attestano intorno al 90%. In pratica, il vacuum device &#8220;espande&#8221; i limiti anatomici imposti dalla malattia, permettendo un risultato chirurgico finale molto più soddisfacente sia per il medico che, soprattutto, per il paziente. Si tratta di un passaggio propedeutico che cambia radicalmente l&#8217;esito dell&#8217;intervento e la successiva qualità della vita».</p>
<p><strong>Dottor Cosentino, oggi i pazienti possono acquistare online numerosi dispositivi presentati come soluzioni per la salute sessuale maschile. Quanto è importante il ruolo dello specialista nella scelta del trattamento?</strong></p>
<p><a href="https://medismedical.it/dispositivi-medici/"><strong><img class="size-medium wp-image-11753 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine5-300x294.png" alt="" width="300" height="294" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine5-300x294.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/08/Immagine5.png 917w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></strong></a></p>
<p><strong> </strong> «È fondamentale. Oggi il paziente è esposto a una grande quantità di informazioni e offerte commerciali sul web, ma non tutti i dispositivi disponibili online offrono le stesse garanzie in termini di sicurezza, qualità ed efficacia clinica. Il compito dello specialista è valutare il singolo caso, formulare una diagnosi corretta e indicare, quando appropriato, dispositivi medici conformi alla normativa vigente, sicuri ed efficaci. Per questo motivo è fondamentale che la scelta del dispositivo e delle modalità di impiego avvenga nell&#8217;ambito di una valutazione specialistica, privilegiando soluzioni conformi alla normativa vigente e supportate da evidenze cliniche. La scelta non dovrebbe mai basarsi esclusivamente su messaggi pubblicitari, recensioni o promesse di risultati. L&#8217;utilizzo di dispositivi non adeguatamente validati o impiegati senza una corretta supervisione clinica potrebbe comportare un uso improprio, risultati non soddisfacenti e in alcuni casi disagi locali e microtraumi ai tessuti. In ambito medico è importante utilizzare soluzioni che abbiano una chiara destinazione d&#8217;uso, caratteristiche tecniche documentate e un profilo di sicurezza conosciuto. Solo attraverso una valutazione clinica è possibile comprendere quale percorso terapeutico sia realmente indicato per il paziente. L&#8217;obiettivo non è semplicemente utilizzare un dispositivo, ma inserirlo all&#8217;interno di un programma di cura personalizzato e monitorato. La differenza tra un approccio guidato dallo specialista e l&#8217;acquisto autonomo di prodotti reperiti sul web risiede proprio nella qualità della diagnosi, nella corretta indicazione terapeutica e nella possibilità di verificare nel tempo i risultati ottenuti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<pre>Contatti:
<strong>Dr. Marco Cosentino </strong>
Andrologo, Urologo
Barcellona (Spagna), Milano, Padova, Bologna, Mestre, 
Sicilia (Caltagirone, Catania, Siracusa, Modica, Messina, Barcellona)
Tel: 366 3483446
Mail<strong>: </strong><a href="mailto:androcosentino@gmail.com">androcosentino@gmail.com</a></pre>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le nuove frontiere dell’ Endocrinologia e dell’ Andrologia</title>
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				<pubDate>Tue, 23 Nov 2021 10:10:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Andrologia]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Infertilità di coppia, infezioni a trasmissione sessuale, prevenzione rivolta ai giovani maschi, ricerca nell’ambito dell’onco-fertilità:...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong><em>Infertilità di coppia, infezioni a trasmissione sessuale, prevenzione rivolta ai giovani maschi, ricerca nell’ambito dell’onco-fertilità: sono queste le sfide che deve affrontare questa branca della medicina.</em></strong></p>
<p>Il Prof. <strong>Andrea Isidori</strong>, specialista in Endocrinologia e Malattie Metaboliche presso il Policlinico Umberto I di Roma, è Professore Ordinario di Endocrinologia presso l’Università La Sapienza e neo Presidente della SIAMS, Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità, oltre che Consigliere dell&#8217;Accademia Europea di Andrologia.</p>
<p><strong>Professore, quali sono gli obiettivi del suo nuovo mandato in SIAMS?</strong></p>
<p>“I focus che caratterizzeranno la mia Presidenza sono le tematiche dell’infertilità di coppia e delle infezioni a trasmissione sessuale, due problemi profondamente interconnessi tra loro, perché entrambi contraddistinti da carenza di informazione e prevenzione. Si tratta di tematiche transdisciplinari, che per questo spesso non trovano una facile collocazione all’interno dell’organizzazione del SSN, ad eccezione di rari Centri, come il nostro, che promuove attivamente il coordinamento tra competenze diverse. La SIAMS si propone di facilitare questi processi virtuosi su scala nazionale, mettendo a sistema le esperienze raccolte, sia scientifiche sia assistenziali, coinvolgendo endocrinologi, psicologi, psichiatri, urologi, ginecologi ed embriologi per garantire un approccio multidisciplinare, inclusivo e di fatto, più di successo”.</p>
<p><strong>In Andrologia quali sono le nuove frontiere su cui lavorare?</strong></p>
<p>“Una sfida è sicuramente quella di fare entrare nell’abitudine comune l’idea di fare almeno una visita di controllo andrologico prima del completamento dello sviluppo puberale. Per raggiungere questo obiettivo ci stiamo muovendo con attività di prevenzione nelle scuole e negli atenei, con la campagna “Amico Andrologo” istituita dal Prof. Andrea Lenzi nel 2008 e mirata ad aumentare la consapevolezza dei giovani maschi sulla salute sessuale e riproduttiva. In questi incontri insegniamo ai ragazzi a fare l’autopalpazione dei testicoli, a riconoscere i segni di un’infezione ai genitali e i meccanismi di contraccezione, dando informazioni referenziate che altrimenti non riuscirebbero a trovare altrove. Offriamo anche la possibilità di fare un primo check-up clinico nella scuola, lì dove il SSN non riesce ad erogare con altrettanta facilità questo screening fondamentale. Con stupore, ci siamo trovati di fronte a un’adesione altissima da parte dei ragazzi e ci siamo resi conto di quanto ancora permanga l’idea, sbagliata, che la visita andrologica sia invasiva della propria intimità, rompendo un tabù e colmando il gap tra cultura della prevenzione maschile e femminile, quest’ultima molto più radicata. Altra sfida su cui stiamo lavorando è quella di instituire la figura del medico della riproduzione, ruolo presente nelle strutture private, ma ancora carente nel SSN. Infine vogliamo promuovere la preservazione della fertilità intercettando la coppia prima che insorgano difficoltà di concepimento, intervenendo con controlli, esami e sensibilizzazione sugli stili di vita scorretti che possono minare il loro potenziale riproduttivo. Nei Congressi Scientifici, infatti, registriamo un allarmante declino della fertilità maschile: in vent’anni il numero degli spermatozoi si è più che dimezzato, il trend è quello di una ipofertilità che ricalca gli stravolgimenti climatici a cui stiamo assistendo”.</p>
<p><strong>Sul tema delle infezioni a trasmissione sessuale come vi state muovendo?</strong></p>
<p>“Prima della pandemia si pensava che fosse sufficiente vaccinare contro il Papilloma Virus (HPV) meno del 50% della popolazione, ossia le sole donne. In realtà oggi sappiamo che questo non può essere sufficiente a fermare la diffusione di un virus e prevenirne i tumori associati. Per questo come SIAMS ci siamo battuti per far estendere la vaccinazione anti-HPV anche alla popolazione maschile. Ad oggi siamo ancora lontani dal risultato, perché la vaccinazione resta comunque facoltativa e per gran parte dei maschi ancora a pagamento, quindi c’è ancora molto su cui lavorare. Anche perché oggi l’attenzione sulle infezioni sessuali si è abbassata (in parte da quando ci sentiamo più sicuri di controllare l’infezione da HIV) quindi tante malattie curabili, come gonorrea e sifilide, stanno aumentando nuovamente, complice anche un uso improprio degli antibiotici”.</p>
<p><strong>Dove è rivolta l’attività di Ricerca dell’Umberto I?</strong></p>
<p>“Siamo un Centro Endocrinologo di terzo livello molto avanzato. In questo momento c’è molta attenzione al tema dell’onco-fertilità: siamo un Centro di Riferimento per i Tumori del Testicolo e la prima banca del seme in Italia, un servizio semplice quanto potente di crioconservazione del liquido seminale che offriamo a tutti i pazienti oncologici che devono sottoporsi a chemioterapia, per preservare la loro fertilità futura. In ambito di ricerca, stiamo studiando quali sono i trattamenti meno lesivi del testicolo e sperimentando nuovi metodi di diagnosi precoce per personalizzare i trattamenti di questo tumore. Stiamo applicando la Tissue Sparing Surgery, la chirurgia mini-invasiva che salva il testicolo, e che rappresenta una nuova frontiera chirurgica. Altra area di studio per cui siamo riconosciuti a livello mondiale, è la terapia con il testosterone, che oggi possiamo fare con grande sicurezza e efficacia, anche grazie a preparazioni farmacologiche nuove, assolutamente fisiologiche, che migliorano tanti aspetti della vita dell’uomo, per esempio in termini di prevenzione dell’osteoporosi, del diabete mellito e finanche del Covid-19”.</p>
<p><strong>Contatti</strong></p>
<p>Prof. Andrea Isidori</p>
<p>Specialista in Endocrinologia presso il Policlinico Umberto I &#8211; Università Sapienza di Roma</p>
<p>Viale del Policlinico, 155 – Roma</p>
<p>Tel. 06 49972601</p>
<p>Mail: <a href="mailto:andrea.isidori@uniroma1.it">andrea.isidori@uniroma1.it</a></p>
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		<title>Disfunzione erettile, i rimedi che migliorano la vita sessuale</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/disfunzione-erettile-rimedi-migliorano-la-vita-sessuale/</link>
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				<pubDate>Fri, 09 Mar 2018 09:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[andrologia]]></category>
		<category><![CDATA[disfunzione erettile]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/disfunzione-erettile-rimedi-migliorano-la-vita-sessuale/">Disfunzione erettile, i rimedi che migliorano la vita sessuale</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9e18ba43a9f"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9e18ba4ea47"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
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			<h3 align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;"><i>A parlarcene, il Dott. Stefano Fiordelise, Direttore dell’U.O.S.D. di Andrologia della AUSL di Piacenza</i></span></h3>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">La disfunzione erettile è una patologia che affligge un numero sempre maggiore di uomini. A parlarcene, il Dott. Stefano Fiordelise, Direttore dell’U.O.S.D. di Andrologia della AUSL di Piacenza. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Milano, si è specializzato in Urologia nella stessa Università. Successivamente ha conseguito a Londra il diploma di abilitazione europea in Urologia, perfezionandosi poi in chirurgia andrologica, in centri particolarmente qualificati dell’Arkansas e della Louisiana (USA). Dal 2004 è responsabile del Centro di riferimento nazionale per l’implantologia protesica peniena. È stato Consulente Andrologo al Centro di Ricerca per la Procreazione Medicalmente Assistita del Policlinico San Matteo di Pavia, Responsabile del Centro Tutor per la Chirurgia Andrologica e Consulente Andrologo al Centro Mielolesi di Villanova d’Arda. È membro della Società Italiana di Urologia, della Società Italiana di Andrologia, Active Member della European Association of Urology e Membro Corrispondente della Società Americana di Urologia.</span></p>
<p align="justify"><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Dott. Fiordelise, che cos’è la disfunzione erettile?</span></span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">La disfunzione erettile è l’incapacità dell’uomo di mantenere una rigidità del pene tale da avere un rapporto sessuale che sia soddisfacente non solo per lui, ma anche per la partner. Il deficit quindi non è legato solo al maschio, ma è un problema di coppia. C’è da sottolineare che la disfunzione erettile tante volte è anche un sintomo spia di diverse malattie, prime fra tutte quelle dell’apparato cardiovascolare. La disfunzione infatti, è molto legata alla coronopatia, anzi tante volte questa è il primo sintomo, ma è legata anche al metabolismo. In situazione di disfunzione, un abbassamento del testosterone, può influire negativamente sia sulla sessualità, che sull’apparato cardiovascolare, soprattutto nelle persone che apparentemente non hanno grossi fattori di rischio. Per un obeso, un diabetico, un iperteso od un fumatore incallito invece, non è difficile capire a cosa sia dovuta la disfunzione erettile. Pertanto, ci troviamo di fronte un uomo, che non soffre di particolari problemi di salute, ma manifesta questo problema, è bene fare tutti gli accertamenti del caso, perché potrebbe nascondere problemi cardiaci. </span></p>
<p align="justify"><span style="color: #0000ff;"><em><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Esistono delle cure?</span></em></span></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">Le terapie sono molteplici: abbiamo i farmaci orali, i gel intrauretrali, le iniezioni che si fanno sui corpi cavernosi, l’applicazione di alcuni strumenti come il Vacuum Device, che crea il vuoto e quindi mantiene l’erezione e le onde d’urto. Quando però tutte queste soluzioni non funzionano, oppure le lesioni dei corpi cavernosi del pene sono gravi, l’unica possibilità è la protesi peniena. Si tratta di inserire nei corpi cavernosi dei tutori, nello specifico due cilindri di silicone che si riempiono di acqua, anziché di sangue. Le protesi più sofisticate sono quelle che si possono manovrare attivandole e disattivandole in maniera da creare una rigidità del pene quando lo si desidera. L’attivatore viene inserito all’interno della sacca scrotale, cioè tra i due testicoli, ed una volta attivato fa passare il liquido da un serbatoio posizionato vicino alla vescica. Con questo espediente il grado di soddisfazione è invariato rispetto ad una condizione normale. </span></p>
<p align="justify"><em><span style="font-family: Calibri, sans-serif; color: #0000ff;">Sappiamo che la disfunzione erettile può manifestarsi, insieme all’incontinenza urinaria, dopo un intervento di tumore alla prostata. Come si interviene in questo caso?</span></em></p>
<p align="justify"><span style="font-family: Calibri, sans-serif;">La disfunzione erettile e l’incontinenza urinaria lieve/moderata, sono effettivamente le problematiche che possono manifestarsi a seguito di un intervento chirurgico per rimuovere il tumore della prostata. Per ovviare a queste complicanze, di recente abbiamo cominciato a fare interventi in combinata per curare l’una e l’altra situazione. In sostanza, con un unico intervento, procediamo ad inserire una sling che sostiene l’uretra, per migliorare il controllo della minzione, e la protesi peniena.</span></p>

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			<h4>Dott. Stefano Fiordalise</h4>
<h5>U.O.S.D di Andrologia AUSL di Piacenza</h5>
<p>Via Cantone del Cristo,1 29121 Piacenza</p>
<p>Segreteria: 0523 303236<br />
<a href="mailto:stfiorde@tin.it">stfiorde@tin.it</a></p>

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		<title>La chirurgia della disfunzione erettile, la protesi di pene</title>
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				<pubDate>Mon, 27 Nov 2017 10:21:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Andrologia]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/la-chirurgia-della-disfunzione-erettile-la-protesi-pene/">La chirurgia della disfunzione erettile, la protesi di pene</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9e18ba52173"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9e18ba52377"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
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			<h3><strong>Il Dott. Marco Cosentino ci parla anche della vasectomia come metodo contraccettivo maschile</strong></h3>
<p>La <a href="https://www.marcocosentino.com/it/trattamento-della-disfunzione-erettile/">disfunzione erettile</a> è l&#8217;incapacità di avere e/o mantenere un’erezione soddisfacente, pur in presenza di un buon desiderio sessuale. Problema abbastanza diffuso tra gli uomini di qualsiasi età, pur con differenti cause, la disfunzione erettile può dipendere da particolari condizioni fisiche (diabete, problemi vascolari, la prostatectomia radicale per tumore di prostata, etc); l’assunzione di determinati medicinali (anti-ipertensivi, anti-psicotici, farmaci citotossici, etc); problemi di natura psicologica (depressione, ansia, etc) ed altre cause ancora (abuso di alcol, uso di droghe, tabagismo, etc). A parlarci di questa problematica, il Dott. <strong><a href="https://www.marcocosentino.com/it/">Marco Cosentino</a></strong>, Urologo ed Andrologo. Dopo la laurea in Medicina e Chirurgia a Catania, prosegue gli studi universitari a Padova dove ottiene la specializzazione in Urologia. Al termine riceve un’offerta di lavoro altamente formativa in uno dei centri più rinomati del mondo, a Barcellona, in Catalunia, dove lavora come strutturato per ben 7 anni. Visti i titoli ed i risultati ottenuti, gli viene offerto di restare, studiando una branca dell’Urologia ad altissimo livello, ottenendo così una seconda specializzazione in Andrologia (Centro accreditato dalla European Academy of Andrology), risultando il primo italiano, in più di 75 anni di storia del centro, ad ottenere tale titolo.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>Dott. Cosentino, ci parli della disfunzione erettile severa. Esiste una soluzione?</em></span></p>
<p>La <a href="https://www.marcocosentino.com/it/trattamento-della-disfunzione-erettile/">disfunzione erettile</a> rappresenta un problema più comune dell’immaginato, di cui spesso non si parla anche solo per vergogna. Purtroppo, tanto in Veneto quanto in Lombardia, così come in altre regioni italiane, manca una figura professionale che si occupi squisitamente di questi aspetti della medicina. La soluzione definitiva per tutte quelle persone che, in seguito all’intervento di prostatectomia o per le patologie metaboliche, vascolari o psicologiche associate (diabete, ipertensione, vasculopatie, etc.), soffrono questo disagio è la <a href="https://www.marcocosentino.com/it/trattamento-della-disfunzione-erettile/protesi-di-pene/">protesi di pene</a>. Si tratta di un dispositivo medico indicato per il trattamento della disfunzione erettile severa, che è definita come l’incapacità od impossibilità ad ottenere o mantenere un’erezione tale da consentire un rapporto sessuale soddisfacente. Ci sono due grandi famiglie di protesi: la malleabile o semi rigida e l’idraulica o tri-componente. Sono completamente diverse tra loro ma sortiscono lo stesso effetto: ridare rigidità ad un pene che l’aveva persa. La malleabile consiste in 2 cilindri “perennemente rigidi” e comporta avere un pene sempre eretto; l’idraulica, invece, consente di avere un pene in stato flaccido od eretto attivando una piccola pompa situata tra i testicoli invisibile ad occhio nudo. Ogni protesi ha le sue indicazioni e controindicazioni ed è il medico che deve consigliare la migliore per quel paziente.</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><em>In cosa consiste l’intervento?</em></span></p>
<p>In generale l’intervento implica una degenza di una notte presso la struttura; per la protesi idraulica si esegue un’unica incisione di circa 3-4 cm lungo la linea che attraversa lo scroto, mentre per la malleabile si eseguono due piccole incisioni di 1,5 cm circa ai lati del pene. Una tecnica innovativa che sto introducendo in Italia (e che al momento nessuno esegue) consiste nell’impianto della protesi malleabile ambulatoriale ed in anestesia locale: il paziente accede alla clinica, viene operato e dopo un’ora dall’intervento viene dimesso con la protesi impiantata. Privacy ed anonimato vengono rispettati al massimo, è più economico rispetto all’intervento con degenza e con meno rischi legati al tipo di anestesia. Sensibilità, orgasmo, piacere ed eiaculazione non cambiano dopo l’intervento, l’ultima solo nelle persone sottoposte a prostatectomia. Prima di sottoporre una persona a questa chirurgia bisogna conoscere alla perfezione la sua storia personale, il suo problema ed il/la partner. Il grado di soddisfazione post intervento è del 97% e questo vuol dire che si è risolto il problema di quella persona e che è stato indicato l’intervento corretto.</p>
<p><em><span style="color: #0000ff;">Esiste la contraccezione maschile?</span></em></p>
<p>L’anticoncezionale maschile esiste almeno dal 1800, solo che in Italia non si parla a riguardo e l’argomento è assolutamente tabù: faccio riferimento alla <a href="https://www.marcocosentino.com/it/vasectomia-cosa-e/">vasectomia</a>. Questa rappresenta il procedimento chirurgico più frequentemente eseguito dagli urologi negli Stati Uniti ed è più semplice, rapido, sicuro, economico, meno invasivo ma efficace come tecnica anticoncettiva rispetto a qualsiasi altro procedimento proposto alla donna. Consiste nel sezionare una parte del condotto che permette agli spermatozoi di fuoriuscire dai testicoli. Io lo eseguo ambulatorialmente, in anestesia locale e senza bisturi, attraverso un’unica apertura di circa 6-8 mm sulla linea che attraversa lo scroto (la sacca che contiene i testicoli) e tardo dai 6 ai 10 minuti. Gli effetti collaterali sono assolutamente trascurabili e gestibili con anti-infiammatori orali per 2-3 giorni ed altre misure locali. Non modifica l’orgasmo, l’eiaculazione, il piacere, la quantità di liquido emesso (gli spermatozoi incidono nel 4-5% del liquido totale eiaculato) od altro, il cambio è unicamente microscopico: l’uomo eiaculerà seme privo di spermatozoi. Approfitto per sfatare un mito riguardo la vasectomia, cioè che sia un intervento “irreversibile”: era già reversibile alla fine del 1800 e con l’avvento della microchirurgia negli anni ‘80 i risultati in termini di reversibilità sono arrivati all&#8217;80-90% circa (in mani esperte). Qualora si abbia la sfortuna di cadere nel 10-20% della possibilità di insuccesso, esistono le tecniche di riproduzione assistita che permettono di bypassare il problema con una semplice biopsia testicolare, ed io sono l’andrologo di riferimento di due dei più seri centri di riproduzione assistita spagnoli con quasi 30 anni di esperienza nel settore. Più informazioni ed i video degli interventi sul mio sito <a href="https://www.marcocosentino.com">www.marcocosentino.com/it.</a></p>

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			<h4>Dott. Marco Cosentino</h4>
<h5>Centro Medico Polispecialistico Sempione</h5>
<p>Via F. Melzi d&#8217;Eril, 26 20154 Milano<br />
Segreteria: 02 3313059</p>
<h5>Casa di Cura Villa Maria</h5>
<p>Via delle Melette, 20 35138 Padova<br />
Segreteria: 049 8711144</p>
<p><a href="https://www.marcocosentino.com/it">www.marcocosentino.com/it</a></p>

		</div>
	</div>
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<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/la-chirurgia-della-disfunzione-erettile-la-protesi-pene/">La chirurgia della disfunzione erettile, la protesi di pene</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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