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	<title>Otorinolaringoiatria &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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		<title>Orecchio bionico intelligente impiantato all&#8217;Ospedale di San Pio</title>
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				<pubDate>Fri, 06 Feb 2026 16:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Otorinolaringoiatria]]></category>
		<category><![CDATA[Trapianti]]></category>
		<category><![CDATA[impianto cocleare]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<h5 class="article__subtitle" style="text-align: center;">Intervento riuscito su un paziente di 28 anni, già dimesso. È dotato di memoria interna, per consentire una gestione avanzata del software e accogliere gli aggiornamenti tecnologici futuri&#8221;, spiegano i medici.</h5>
<p><img class=" wp-image-11530 aligncenter" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/02/456-300x149.jpg" alt="" width="505" height="251" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/02/456-300x149.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2026/02/456.jpg 794w" sizes="(max-width: 505px) 100vw, 505px" /></p>
<p>Un orecchio bionico di ultima generazione dotato di memoria interna per un 28enne residente in provincia di Foggia e affetto da sordità bilaterale profonda. È stato il primo paziente dell&#8217;istituto di cura a carattere scientifico Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo al quale è stato applicato l&#8217;impianto cocleare multicanale intelligente Nucleus Nexa. L&#8217;intervento è stato eseguito nell&#8217;unità di chirurgia maxillo facciale-otorinolaringoiatria dai chirurghi Lucio Vigliaroli e Rocco Pio Ortore, con il supporto dell&#8217;anestesista Aldo Manuali, assieme ai tecnici di audiologia Francesca Cavalluzzo, Deniis Curatolo. L&#8217;impianto cocleare tradizionale, definito anche orecchio bionico &#8211; stando a quanto spiegato dall&#8217;ospedale voluto da San Pio &#8211; bypassa le cellule danneggiate dell&#8217;orecchio: un microfono cattura il suono e un processore lo trasforma in segnali digitali. &#8220;Il sistema Nucleus Nexa, invece &#8211; spiega Lucio Vigliaroli, chirurgo otorino &#8211; è dotato di memoria interna, una caratteristica che consente una gestione avanzata del software e lo rende pronto ad accogliere tutti gli aggiornamenti tecnologici futuri. La smart technology del sistema si estende anche alla fase chirurgica, poiché in sala operatoria, grazie al wifi e a un tablet, è possibile verificare il corretto inserimento dell&#8217;impianto, l&#8217;impedenza degli elettrodi e la funzionalità del nervo acustico migliorando precisione e sicurezza del percorso&#8221;.</p>
<p>Il paziente sta bene ed è stato dimesso ieri. &#8220;Con 30 anni di attività alle spalle nel settore, l&#8217;Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo si conferma come uno dei centri multimpiantologici più avanzati a livello nazionale nel trattamento della sordità profonda&#8221;, sottolinea Lazzaro Cassano, direttore dell&#8217;unità di chirurgia maxillo facciale otorinolangoiatria.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Disfonia: cos’è e quali sono le cause</title>
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				<pubDate>Mon, 23 Oct 2023 09:00:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Benessere]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Otorinolaringoiatria]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Con il termine disfonia si intendono tutte quelle alterazioni della voce che modificano il nostro timbro o il nostro tono. Se, per...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p>Con il termine<strong> <a href="https://www.humanitas.it/malattie/disfonia/">disfonia</a></strong> si intendono tutte quelle <strong>alterazioni della voce</strong> che modificano il nostro <strong>timbro</strong> o il nostro <strong>tono</strong>. Se, per esempio, questo si abbassa, o se la voce diventa rauca o stridula, stiamo sperimentando un episodio di disfonia.<br />
La disfonia può essere <strong>temporanea</strong> e risolversi in poco tempo oppure <strong>cronica</strong><sub>,</sub> e le cause sottostanti possono essere svariate e comprendere diverse condizioni e patologie. Può per esempio presentarsi una disfonia dopo aver <strong>urlato</strong> in un locale affollato o a un concerto, oppure a causa di una <a href="https://www.humanitas.it/malattie/laringite/">laringite</a>, di un <strong>trauma</strong>, o di un tumore. Per questo motivo, in caso la disfonia non si risolva in breve tempo, è sempre opportuno richiedere un consulto medico.</p>
<p>Ne parliamo con la dottoressa <strong><a href="https://www.humanitas.it/medici/vanessa-piera-rossi/">Vanessa Rossi</a></strong>, otorinolaringoiatra presso l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas Rozzano e presso i centri medici Humanitas Medical Care.</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Disfonia: quali sono le cause</strong></h2>
<p>La voce si modula tramite le <strong>vibrazioni dell’aria</strong> emessa dai polmoni che passa attraverso le <strong>corde vocali</strong>, due bande muscolari situate nella laringe, che si aprono e chiudono nell’atto del parlare. Quando queste due piccole <strong>bande muscolari </strong>sono più <strong>rilassate</strong> e, dunque, più corte, la voce suona più grave, mentre quando si <strong>tendono</strong>, allungandosi, la voce per contro è più squillante.</p>
<p>Come abbiamo detto, la disfonia deriva generalmente da un’<strong>infiammazione</strong> provocata da un <strong>utilizzo eccessivo della voce</strong>: colpisce infatti spesso cantanti, insegnanti di canto, operatori di call center o persone che per lavoro si trovano a parlare a lungo. Ma anche lo stress e l’assunzione di sostanze irritanti come il fumo di sigaretta possono contribuire all’infiammazione.</p>
<p>Oltre a queste cause, la disfonia può essere poi provocata da una serie di <strong>disturbi o malattie</strong>, tra cui si identificano:</p>
<p>• <a href="https://www.humanitas.it/malattie/laringite/">laringite</a>;</p>
<p>• <a href="https://www.humanitas.it/malattie/reflusso-gastroesofageo/">reflusso gastroesofageo</a>;</p>
<p>• cisti;</p>
<p>• noduli;</p>
<p>• traumi;</p>
<p>• tetano;</p>
<p>• <a href="https://www.humanitas.it/malattie/botulismo/">botulismo</a>;</p>
<p>• <a href="https://www.humanitas.it/malattie/gozzo/">gozzo</a>;</p>
<p>• polipi;</p>
<p>• <a href="https://www.humanitas.it/malattie/tumori-della-laringe/">tumore della laringe</a>;</p>
<p>• tumori a organi correlati alla funzione fonatoria;</p>
<p>• <a href="https://www.humanitas.it/malattie/sclerosi-multipla/">sclerosi multipla</a>;</p>
<p>• disturbi neurologici.</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Disfonia: come si cura</strong></h2>
<p>Chi presentasse una <strong>disfonia persistente</strong>, che non si risolve in breve tempo, deve consultare lo <strong><a href="https://www.humanitas.it/visite-ed-esami/visita-otorinolaringoiatrica/">specialista otorinolaringoiatra</a></strong>. In ogni caso, in presenza di disfonia è sempre utile <strong>evitare di parlare</strong> (o parlare il meno possibile) fino al ripristino della corretta funzione fonatoria, eliminare alcolici e fumo di sigaretta e prestare attenzione a <strong>mantenersi idratati</strong>.</p>
<p>In sede di visita, all’<strong>anamnesi</strong>, durante quale lo specialista si informerà circa la durata del disturbo, l’esordio e l’evoluzione dei sintomi, la compresenza di patologie note e le abitudini quotidiane del paziente (per esempio se il soggetto fuma o beve alcolici), seguirà un <strong>esame obiettivo</strong> in cui verrà esaminato lo stato del collo e della testa, ma va eseguita anche una fibroscopia rinofaringolaringea (laringoscopia a fibre ottiche)  In alcuni casi, potrebbe essere necessario effettuare anche ulteriori <strong>approfondimenti diagnostici radiologici</strong>.</p>
<p>Il trattamento per la disfonia prevede in primis il<strong> trattamento del disturbo sottostante</strong>, dunque potrebbe essere necessario il ricorso a<strong> farmaci </strong>come antiacidi, antinfiammatori, o antibiotici. In determinati casi può venire consigliato un <strong>percorso con un logopedista</strong>, per imparare a parlare senza sforzare eccessivamente le corde vocali.<br />
Solo nei casi più severi, per esempio in presenza di polipi o tumori, il trattamento è <strong>chirurgico</strong>.</p>
<h2 class="wp-block-heading"><strong>Come prevenire l</strong>’<strong>abbassamento della voce?</strong></h2>
<p>Gli episodi di disfonia, qualora non siano provocati da patologie più severe, si possono prevenire. Seguire delle <strong>buone abitudini</strong> per mantenere inalterata la propria voce, infatti, oltre a evitare l’insorgenza di fastidiosi problemi, può essere anche utile per chi utilizza la voce nel proprio lavoro di tutti i giorni.</p>
<p>Per prima cosa, per salvaguardare la salute delle corde vocali è importante <strong>bere molto</strong> ed evitare sia di usare la propria voce <strong>troppo a lungo</strong>, sia evitare di usarla a <strong>volumi troppo alti</strong>. Da eliminare poi il vizio del fumo di sigaretta e diminuire l’assunzione di <strong>cibi piccanti</strong> e di alcol e caffeina, che contribuiscono alla <strong>disidratazione dell’organismo</strong>. Utile, se possibile, anche l’installazione di un <strong>deumidificatore</strong> negli ambienti interni.</p>
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		<title>L’intelligenza artificiale al servizio del benessere </title>
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				<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 09:22:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Otorinolaringoiatria]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9d212172db4"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9d21217e1c4"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
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<h3>Livio è molto più di un apparecchio acustico: aiuta non solo a sentire meglio, ma anche a vivere meglio e più serenamente.</h3>
<h3>Fondata nel 1967 da Bill Austin, Starkey è un’azienda americana tecnologica e all’avanguardia, leader nel design, nello sviluppo e nella distribuzione di protesi acustiche e protesi su misura, presente in Italia da oltre 30 anni. A parlarcene la Dottoressa Mirella Bistocchi, AD dell’Azienda.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dottoressa qual è la mission di Starkey?</strong></p>
<p>“La nostra mission è quella di servire oggi meglio di ieri e ancora meglio domani, per consentire a tutti nostri pazienti di migliorare la loro qualità di vita. Un credo importantissimo che non resta sulla carta ma che segna concretamente il percorso e l’attività quotidiana di tutti in azienda, a partire dal nostro fondatore, Bill Austin, che ancor oggi segue personalmente le missioni in giro per il mondo di Starkey Hearing Foundation, la fondazione che garantisce un milione di protesi in uso gratuito a tutte quelle persone che ne hanno bisogno. Una partecipazione condivisa e richiesta a tutti i dipendenti, perché questa parte di charity aiuta ad avere una visione del proprio lavoro diversa, che va oltre il business, e a dare ulteriore valore alla mission stessa”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qual è la vostra road map?</strong></p>
<p>“È sempre quella di essere puntati con un grande faro verso il futuro, senza tuttavia dimenticare il presente: le innovazioni devono poter essere usufruibili immediatamente e la tecnologia dev’essere sempre alla portata di tutti gli utenti, senza alcuna discriminazione, cognitiva o economica. Per questo, per politica aziendale, abbiamo stabilito che le features principali dei nostri apparecchi acustici – ossia quelle caratteristiche che consentono di portare il maggior beneficio all’utente – siano inserite in tutti i diversi range dei dispositivi”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Livio introduce il concetto di intelligenza artificiale in un dispositivo smart e indossabile: dove arriveremo in futuro?</strong></p>
<p>“Il bello di apparecchi di questo genere è la possibilità offerta a chi li usa di avere nuove e continue connessioni, grazie alla “comunione” tra uno dei mezzi più utilizzati al mondo – lo smartphone – con il dispositivo medico. Una delle applicazioni che fa più impressione di Livio è la possibilità di avere in tempo reale la traduzione di un messaggio in diverse lingue. Altra funzione eccezionale è quella del contapassi che è in grado di fornire non solo un quadro dell’attività fisica svolta ma anche dell’attività cerebrale, con un contributo importante al benessere generale della persona. Senza contare ovviamente i benefici che Livio porta in termini di miglioramento dell’udito. Più lavoro in questo campo e più mi stupisco di quanto l’udito sia un senso importantissimo e di quanto quindi la sordità abbia un’interferenza altissima sulla qualità della vita delle persone e sul loro benessere. Anche la letteratura ormai è concorde nel sostenere che curare i problemi uditivi possa prevenire o ritardare le demenze senili e le depressioni. Poter utilizzare questo dispositivo in connessione con uno smartphone, che oggi tutti hanno in tasca, è già una rivoluzione eccezionale. E prossimamente sarà disponibile anche un cardiofrequenzimetro integrato per completare l’analisi dei parametri psicofisici e ottenere importanti dati anche sull’attività cardiaca”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Cosa offre oggi il mercato e a cosa bisogna stare attenti?</strong></p>
<p>“Quello a cui le persone devono stare maggiormente attente sono la comunicazione e le pubblicità mendaci. L’esempio più lampante è sicuramente quello della differenza tra apparecchio acustico – che è un dispositivo medico, con una serie di strategie tecnologiche per far sentire meglio, eliminando i rumori di sottofondo e pulendo il più possibile il segnale che arriva al cervello – e amplificatore acustico, che, come dice il nome stesso, semplicemente amplifica il suono ma non lo gestisce. Il problema, purtroppo, è che molto spesso il paziente acquista in autonomia un amplificatore, pensando di indossare un apparecchio acustico, confondendone le caratteristiche e l’efficacia, con un effetto boomerang disastroso sui reali benefici del dispositivo medico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Qual è il consiglio che si può dare quindi ai lettori?</strong></p>
<p>“Innanzitutto di rivolgersi a uno specialista ai primi segnali di un problema uditivo. Una volta stabilito il tipo di sordità e la necessità di una protesi, entra in gioco l’audioprotesista, ossia la figura professionale che consiglia l’apparecchio acustico con le caratteristiche più idonee e tagliate su misura per quel paziente. La valutazione viene fatta, infatti, prendendo in esame non solo la richiesta medica e i risultati dell’audiogramma, ma anche altri due parametri fondamentali: la qualità e il tipo di vita di ciascun paziente”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>LIVIO</strong></p>
<p>Una vera rivoluzione del concetto di apparecchio acustico che va oltre la semplice esperienza d’ascolto. Livio è un apparecchio acustico che supporta la migliore tecnologia disponibile per ridurre di circa il 50% il brusio di fondo in ambienti rumorosi, semplificando inoltre lo sforzo durante l’ascolto e offrendo una migliore chiarezza del parlato. Ma Livio Ai è anche molto di più: è il primo dispositivo healthable (healthy and wearable) in grado di migliorare la qualità della vita e il benessere delle persone. Dotato di intelligenza artificiale e sensori integrati, è infatti in grado di rilevare l’attività fisica e la salute cognitiva di chi lo indossa, di tradurre istantaneamente il parlato in 27 lingue e di rilevare eventuali cadute, con notevoli vantaggi nella cura di anziani e pazienti con difficoltà motorie.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>.</p>

		</div>
	</div>
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			<p>Ospedale Sant&#8217;Orsola Malpighi, Via Massarenti 9 Bologna</p>
<p>Dr.ssa Mirella Bistocchi</p>
<p>AD Starkey Italy Srl</p>
<p>Via Lombardia, 2°, 20068 Peschiera Borromeo (MI)</p>
<p>Tel. +39 02 9272181</p>
<p>Mail: <a href="mailto:info@starkey.it">info@starkey.it</a></p>

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		<title>I nuovi traguardi nella cura della Sordità</title>
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				<pubDate>Thu, 04 Jul 2019 09:16:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Otorinolaringoiatria]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/i-nuovi-traguardi-nella-cura-della-sordita/">I nuovi traguardi nella cura della Sordità</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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			<div>
<h3>Grazie a tecnologie sempre più avanzate, oggi è possibile curare anche le sordità più severe.</h3>
<h3>A parlarcene il Prof. Domenico Cuda, Direttore dell’UOC di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Guglielmo da Saliceto di Piacenza, centro di riferimento nel trattamento delle malattie dell’orecchio e dell’udito.</h3>
<p>“La sordità è un problema abbastanza comune nella popolazione e aumenta con l’avanzare degli anni. Negli anziani si dovrebbe parlare di presbiacusia, ossia di una perdita uditiva associata all’età che può essere frutto di altre problematiche che, nel corso della vita, hanno portato al deterioramento della funzione uditiva. Il 4% della popolazione ha un difetto uditivo importante e oltre gli 80 anni una persona su due ha un deficit uditivo. Le sordità dell’infanzia, sebbene numericamente inferiori, sono tuttavia molto più gravi perché interferiscono con lo sviluppo del linguaggio qualora siano presenti alla nascita”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Quali sono le principali cause della sordità?</strong></p>
<p>“L’80% circa delle sordità sono neurosensoriali: questo significa che il danno, irreversibile, riguarda la parte interna dell’orecchio, la coclea, con la morte delle cellule ciliate. Le cause possono essere tantissime: in primis genetiche, a seguire, traumi acustici acuti o cronici, agenti infettivi (virus, batteri, parassiti), sostanze tossiche (pensiamo ai farmaci ototossici come ad esempio alcuni anti tumorali), malattie autoimmunitarie&#8230; Il restante 20%, invece, è di tipo trasmissivo: a essere difettoso è in questo caso l’apparato meccanico dell’orecchio (timpano, membrana, ossicini…). Lo spettro è dunque ampio, per questo va eseguita un’attenta diagnosi clinica individualizzata per ciascun paziente, che non può fermarsi al semplice esame audiometrico”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Che peso ha la tecnologia attuale nella personalizzazione della cura?</strong></p>
<p>“Ci aiuta tantissimo, sia nella fase di diagnosi che poi nella scelta del trattamento delle diverse forme di sordità e nella sicurezza durante l’intervento chirurgico: basti pensare alle tecniche audiologiche molto approfondite che consentono di fare diagnosi anche sui neonati. O ai miglioramenti raggiunti nella diagnostica per immagini nelle risonanze magnetiche e nelle tac o ancora, nella diagnosi genetica, che consente di analizzare dei pannelli di geni e inquadrare esattamente il gene che ha causato un certo tipo di sordità per scegliere la cura più appropriata. Altro grandissimo aiuto ci viene dall’essere riusciti a implementare gli screening uditivi neonatali, cosa che ci permette di effettuare diagnosi precoci anche su sordità poco comuni ma che potrebbero essere devastanti se non identificate per tempo”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Come vengono curate le diverse sordità?</strong></p>
<p>“Per quelle trasmissive spesso la soluzione è chirurgica: stapedotomia per l’otosclerosi, ricostruzione della membrana timpanica, ossiculoplastica, timpanoplastica. Ci sono poi le terapie mediche o farmacologiche. Per le sordità neurosensoriali, invece, dipende tutto dalla gravità: possono essere, infatti, gestite con apparecchi acustici che oggi non sono più semplici protesi bensì microchip digitali e tecnologicamente molto avanzati e sofisticatissimi in grado di elaborare il suono in modo da personalizzare il più possibile il segnale per ogni specifico paziente. Inoltre sono miniaturizzati al massimo, con notevoli vantaggi anche da un punto di vista estetico. Per le sordità più gravi invece, oggi abbiamo gli impianti cocleari. A differenza degli apparecchi acustici, che sono strumenti di amplificazione, questi impianti consistono nell’inserire una serie di elettrodi all’interno della coclea dove si trovano le fibre nervose acustiche, che vengono riattivate con piccoli stimoli elettrici così da consentire alla persona di sentire nuovamente, bypassando le cellule ciliate morte all’interno della cloclea. L’impianto cocleare è l’unico organo sensoriale artificiale costruito ad oggi dall’uomo. Si tratta di impianti molto calibrati e personalizzati sulle esigenze di ciascun paziente e sulla sua anatomia: grazie alla tecnologia è infatti possibile studiare attentamente il soggetto prima dell’intervento (con una ricostruzione di immagini in 3D che fotografa i dettagli anatomici) così da selezionare gli elettrodi giusti e garantire i risultati migliori in termini di qualità di vita dei pazienti e anche di sicurezza nell’intervento. In Italia oggi esistono una cinquantina di centri specializzati che, con numeri e casistiche diverse, effettuano questo tipo di intervento. L’Ospedale di Piacenza ha il maggior numero di ricoveri d’Italia, accogliendo pazienti da tutto il Paese e anche dall’estero”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Uno sguardo al futuro: l’udito su misura</strong></p>
<p>La tecnologia attuale consente un’accurata pianificazione radiologica preoperatoria e una ottimizzazione post. Ciascun individuo ha una struttura anatomica diversa: la lunghezza della coclea cambia per ogni paziente e solo gli ospedali che utilizzano il sistema di analisi radiologica Otoplan sono in grado di scegliere e personalizzare l’impianto cocleare. L’udito su misura permette al paziente di sentire con una naturalezza mai raggiunta prima.</p>
<p>.</p>

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			<p>Ospedale Sant&#8217;Orsola Malpighi, Via Massarenti 9 Bologna</p>
<p>Contatti</p>
<p>Prof. Domenico Cuda</p>
<p>Dir. UOC Otorinolaringoiatria Ospedale Guglielmo da Saliceto</p>
<p>Via G. Taverna, 49 – Piacenza</p>
<p>Tel. +39 0523 303262</p>
<p>Mail: <a href="mailto:d.cuda@ausl.pc.it">d.cuda@ausl.pc.it</a></p>

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		<title>Sordità: l’importanza di una diagnosi precoce</title>
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				<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 10:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Otorinolaringoiatria]]></category>

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			<h3>A parlarcene, la dott.ssa Cristofari, Direttore dell’Audiovestibologia di Varese, centro di riferimento in Italia per la diagnosi e la cura di questa patologia.</h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Dottoressa, quali sono i numeri della sordità in Italia?</strong></p>
<p>“In Italia sono oltre 7 milioni i soggetti affetti da ipoacusia. L’incidenza maggiore riguarda gli ultra ottantenni, ma i valori assoluti nell’età adulta e nell’infanzia sono elevati. Per quanto riguarda la sordità infantile, nasce circa un bambino sordo ogni 1000 nati. Le sordità congenite o perinatali rappresentano circa l’80% e nel 50% dei casi la causa è genetica, mentre un ulteriore 10% è costituito da sordità acquisite prima dei tre anni. In Italia ci sono circa 25.000 bambini affetti da ipoacusia di vario grado”.</p>
<p><strong>Che importanza ha oggi una diagnosi precoce?</strong></p>
<p>“Lo screening audiologico neonatale consente oggi di individuare precocemente tutti i bambini a rischio di sordità e concludere una diagnosi entro il terzo mese di vita, consentendo di identificare le sordità invalidanti in un’età ottimale per il trattamento riabilitativo. L’identificazione del deficit uditivo alla nascita rientra nella prevenzione secondaria finalizzata a ridurre al minimo le conseguenze invalidanti della sordità, mentre la prevenzione primaria consiste nell’evitarne l’insorgenza agendo sulle cause quali l’ittero neonatale, l’ototossicità da farmaci e promuovendo le campagne vaccinali per prevenire le malattie infettive. Lo screening neonatale si esegue in genere al secondo giorno di vita e prima della dimissione: in Italia è un L.E.A. (Livello Essenziale di Assistenza) ed è Universale per cui deve essere esteso a tutti i nuovi nati. I bambini che non superano questo filtro vengono segnalati al centro di Audiologia, per una diagnosi tempestiva”.</p>
<p><strong>Cosa prevede l’iter diagnostico?</strong></p>
<p>“La visita e l’anamnesi accurata costituiscono il primo passo. Successivamente si procede con la valutazione strumentale con test oggettivi elettrofisiologici e soggettivi, mediante l’audiometria comportamentale. Il medico audiologo ha, infine, la responsabilità di comporre il puzzle degli esami e condividere la diagnosi con i genitori. L’esperienza insegna che tutte le procedure vanno concluse in uno-due giorni fornendo ai genitori riposte definite e senza deleghe. Se il bambino è udente ma ci sono dei fattori di rischio si tengono monitorate nel tempo le capacità comunicative, mentre in caso di sordità la presa in carico è immediata”.</p>
<p><strong>E per gli adulti?</strong></p>
<p>“La sordità può insorgere a qualunque età per cui, in caso di riduzione soggettiva dell’udito anche monolaterale, di difficoltà a comprendere le parole specie in ambienti rumorosi o di acufeni – i fastidiosi rumori nell’orecchio – è consigliabile sempre una visita specialistica. La valutazione prevede la quantificazione della perdita uditiva ma anche della disabilità che ne deriva. La diagnosi non prevede, quindi, il solo esame audiometrico ma una batteria di test. Lo specialista indicherà le possibili soluzioni per migliorare l’ascolto: i trattamenti medici o chirurgici a seconda della causa o il trattamento protesico con le protesi acustiche o l’impianto cocleare che può essere applicato con beneficio anche negli anziani. Anche nell’adulto la presa in carico medico-riabilitativa è fondamentale per un risultato ottimale”.</p>
<p><strong>È vero che la sordità può essere sconfitta?</strong></p>
<p>“Sì, oggi possiamo affermare che la sordità si può sconfiggere, e che tutti i bambini che nascono sordi possono sentire e vivere come udenti. Tutto ciò si ottiene solo se la diagnosi è precoce e la presa in carico protesico-riabilitativa presso Centri di Audiologia Infantile, immediata. Lo screening neonatale è uno straordinario mezzo che consente a tutti i neonati italiani di accedere precocemente alla diagnosi. La “finestra” di plasticità cerebrale è il periodo aureo in cui il bambino sordo, se correttamente preso in carico, può sviluppare le connessioni cerebrali e ottenere livelli di performances comunicative identiche ai bambini udenti. Questa plasticità decade gradualmente con il passare dei mesi compromettendo il risultato finale e i risultati riabilitativi”.</p>

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			<p><strong>Dott.ss Eliana Cristofari</strong></p>
<p>Resp. Struttura Dip. Audiovestibologia Pediatrica Dip. Donna e Bambino ASST Settelaghi</p>
<p>Via Borri, 59 &#8211; 21100 Varese</p>
<p>Tel. 0332-278203</p>
<p>email: <a href="eliana.cristofari@asst-settelaghi.it">eliana.cristofari@asst-settelaghi.it</a></p>

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		<title>Otorinolaringoiatria: il futuro è nell’innovazione tecnologica</title>
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				<pubDate>Tue, 25 Jun 2019 10:32:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Otorinolaringoiatria]]></category>
		<category><![CDATA[base cranica]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[danesi]]></category>
		<category><![CDATA[innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[otorinolaringoiatra]]></category>
		<category><![CDATA[tumore]]></category>
		<category><![CDATA[udito]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<section class="vc_row wpb_row vc_row-fluid liquid-row-shadowbox-6a9d21218989b"><div class="ld-container container"><div class="row ld-row"><div class="wpb_column vc_column_container vc_col-sm-12 liquid-column-6a9d212189a99"><div class="vc_column-inner"><div class="wpb_wrapper "   ><div class="wpb_wrapper-inner">
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			<h3>Robotica, nanotecnologie, endoscopia in chirurgia e nella diagnostica rappresentano grandi progressi nella cura delle patologie dell’orecchio e nel recupero della funzione uditiva.</h3>
<p>Il Dipartimento di Neuroscienze e dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e Chirurgia della Base Cranica dell’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo è uno dei centri di riferimento nazionale e internazionale per la chirurgia dei tumori della base cranica, nella cura delle patologie dell’orecchio e delle sordità. È diretto dal 2004 dal Professor Giovanni Danesi, che è anche Presidente dell’Associazione Otorino Ospedalieri Italiana (AOOI).</p>
<p><strong>Professore, qual è il punto di eccellenza del Dipartimento che dirige?</strong></p>
<p>“Il nostro Dipartimento è un centro di riferimento in Italia e all’estero per la chirurgia dell’orecchio, delle sordità e dei tumori della base cranica. Oggi ci sono molte realtà in cui c’è un’ottima cooperazione multidisciplinare tra otorino, neurochirurgo e altri specialisti per affrontare le patologie più complesse, ma l’otorino ha delle aree di specializzazione, nella cura di queste patologie, estremamente uniche, valide e particolari tali da aver fatto la storia di questa Chirurgia. Per questo l’Otorinolaringoiatria di Bergamo continua a essere un punto di riferimento in questo ambito, con circa 1.600 interventi l’anno complessivamente, 250/300 casi di chirurgia dell’orecchio medio e tra i 60 e gli 80 tumori della base cranica all’anno, con un buon 30% di pazienti che arriva da altre Regioni”.</p>
<p><strong>Quali sono le patologie più frequenti che affrontate? </strong></p>
<p>“Le patologie di cui ci occupiamo maggiormente sono innanzitutto quelle che riguardano la chirurgia della sordità e quella dell’otite cronica: quindi spaziamo dagli impianti cocleari alla cura dell’otosclerosi, dall’otite cronica semplice a quella colesteatomatosa, sia da un punto di vista della patologia che da quello del recupero funzionale della funzione uditiva. Per quanto riguarda, invece, i tumori della base cranica ci occupiamo prevalentemente di neurinomi del nervo acustico, meningiomi patologie della base cranica anteriore, tumori maligni dei seni paranasali…”.</p>
<p><strong>Quanto contano i progressi tecnologici nella diagnosi e la cura di queste patologie?</strong></p>
<p>“La tecnologia in questi anni ha fatto davvero dei cambi di paradigma molto importanti e ci ha fornito delle attrezzature e degli strumenti che hanno assolutamente migliorato l’efficacia della chirurgia e i risultati che oggi possiamo ottenere: degenze più brevi, interventi meno invasivi, minori complicanze e tempi di guarigione più rapidi. Sicuramente la tecnologia endoscopica è stato un traguardo notevole, che a sua volta si è evoluto ulteriormente con le tecnologie tridimensionali o di altissima risoluzione a 4k, fino ai sistemi di navigazione molto avanzati. Nella fattispecie all’Ospedale di Bergamo possiamo usufruire anche di una sala operatoria che ha integrata al suo interno, una risonanza magnetica nucleare, che ci consente, durante o alla fine dell’intervento, di controllare in tempo reale i risultati di tutta l’operazione”.</p>
<p><strong>Quale potrebbe essere il futuro più prossimo della Chirurgia in Otorinolaringoiatria?</strong></p>
<p>“L’aspirazione di ogni chirurgo credo sia quello di arrivare ad avere tecnologie che, nel rapporto costi-benefici, offrano la minore invasività possibile con il massimo risultato possibile. Gli scenari futuri più prossimi sono da un lato la robotica, che sta facendo passi da gigante, almeno per alcune aree del corpo umano, dall’altro le nanotecnologie, attraverso le quali si può arrivare a un miglioramento di determinate funzioni, come appunto quella uditiva, e, ancora, l’evoluzione, speriamo sempre più fruttuosa, di tutto quello che concerne cellule staminali e genetica”.</p>
<p><strong>E per la sordità è prevista una guarigione?</strong></p>
<p>“Per le forme trasmissive sicuramente sì, per tutte le altre situazioni di grave sordità, soprattutto di tipo neurosensoriale, la tecnologia permette già oggi di raggiungere risultati straordinari con gli impianti cocleari, la situazione migliorerà ulteriormente, ad esempio in termini di risoluzione del segnale. Basti pensare che, grazie all’utilizzo di impianti di questo tipo in bambini sotto i 12 mesi, il problema del sordomutismo nel mondo è destinato a scomparire. Il sogno adesso è l’orecchio bionico invisibile che possa ridonare alla persona un udito perfettamente funzionale senza alcuna visibilità estetica esterna e di conseguenza una vita sociale e relazionale normale”.</p>

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			<p><strong>Prof. Giovanni Danesi</strong></p>
<p>Dir. Dip di Neuroscienze e dell&#8217;U. O. di Otorinolaringoiatria e Chirurgia della Base Cranica dell&#8217;Ospedale Papa Giovanni XXIII</p>
<p>Piazza OMS, 1 &#8211; Bergamo</p>
<p>Tel. 035-267111</p>
<p>email: <a href="gdanesi@asst-pg23.it">gdanesi@asst-pg23.it</a></p>

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		<title>Otorinolaringoiatria, all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo arriva la Brain Suite</title>
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				<pubDate>Mon, 27 Mar 2017 09:23:37 +0000</pubDate>
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			<h2>Il Prof. Danesi ci illustra questa novità assoluta in campo medico e ci parla dell’impianto cocleare per la cura della sordità</h2>
<p>Le patologie della base cranica sono rappresentate da tumori, sia benigni che maligni, che si sviluppano in quell’area di confine che separa il cervello dal massiccio facciale e dal collo. Un esperto in materia è il Prof. Giovanni Danesi, Direttore Responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Il Prof. Danesi vanta un’ampia casistica di interventi nell’ambito della microchirurgia dell’orecchio e della sordità, microchirurgia della base cranica, chirurgia oncologica ed endoscopica: 1600 interventi/anno, almeno 80 per neoplasie della base cranica, 400 interventi per chirurgia della sordità ed otite cronica. È Professore a contratto per l’insegnamento di Microchirurgia della Base Cranica alla Scuola di Specializzazione in Otorinolaringoiatria dell’Università di Trieste, Consulente per la Chirurgia della base cranica all’Istituto Neurologico Carlo Besta di Milano, membro del Comitato Esecutivo della ESBS (European Skull Base Society), Presidente del Comitato Educativo della WFSBS (World Federation of Skull Base Societies), Presidente della AOOI (Associazione Otorinolaringoiatri Ospedalieri Italiana) e Presidente della SIOSU (Società italiana di Otologia e Scienze uditive).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prof. Danesi ci parli della chirurgia della base cranica.</strong></p>
<p>I tumori che colpiscono la base cranica sono abbastanza complessi e devono essere approcciati in strutture ospedaliere avanzate ad alto contenuto tecnologico e dedicate a questo tipo di chirurgia, con indirizzo multidisciplinare qual è oggi l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. È una chirurgia complessa, o meglio una microchirurgia, che viene eseguita sia in endoscopia, sia con tecniche di microchirurgia con microscopio operatorio. Questa chirurgia si avvale anche di tecnologie avanzate quali la neuro navigazione, ossia di sistemi di orientamento computerizzato che aiutano il chirurgo, attraverso dei puntatori particolari, a sapere sempre dove si trova, vicino a quali strutture critiche egli stia lavorando ed a quale profondità del campo operatorio. Nel nostro ospedale è stata allestita una sala operatoria con risonanza magnetica nucleare e sistema di neuro navigazione, che si chiama Brain Suite. Questa particolare sala operatoria, che entrerà in funzione a gennaio/febbraio, consente di operare il paziente con tutti i sistemi citati e contemporaneamente sottoporlo durante l’intervento, ad una o più risonanze che ci mostrino in tempo reale la situazione rispetto all’intervento chirurgico, in base alla quantità di patologia asportata ed allo stato neurologico del paziente. Una novità assoluta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Sappiamo che alcune di queste patologie possono portare alla sordità, c’è un modo per riacquistare l’udito?</strong></p>
<p>Nella chirurgia della base cranica a provocare sordità è soprattutto il neurinoma dell’acustico insieme a tutte quelle patologie che interessano il nervo acustico per contiguità. Oggi però siamo in grado, in questi pazienti, o comunque in generale nei pazienti affetti da sordità profonda, di ripristinare la funzione uditiva mediante l’apposizione di un impianto cocleare.</p>
<p>Esistono infatti dei protocolli di terapia per cui un paziente che, per esempio, viene operato per un neurinoma dell’acustico o per altra patologia che ne comprometta la funzione uditiva, può alla fine dell’intervento od a breve distanza di tempo, essere impiantato con questo processore che invia le parole sotto forma di stimoli elettrici direttamente al nervo acustico ed alla corteccia cerebrale. Questo vale sia per i pazienti adulti che diventano sordi a causa di malattie congenite o degenerative, sia per i bambini nati con sordità profonda. Questi ultimi possono essere impiantati entro l’anno di vita e potranno sviluppare un linguaggio ed una vita di relazione normali e non diventeranno sordomuti. Questa è una rivoluzione perchè più precoce sarà l’impianto nel bambino, più si salvaguarderà lo sviluppo delle sue capacità cognitive e relazionali. Questo è un intervento risolutivo. I costi sociali della sordità sono enormi: si calcola che in Europa essi ammontino ad 80 miliardi di euro/anno ed in Italia almeno 6 milioni di persone sono affette da sordità con 55 mila nuovi casi anno.</p>

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			<h4>Prof. Giovanni Danesi</h4>
<h5>Responsabile dell’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria e Direttore del Dipartimento di Neuroscienze dell’ASST Papa Giovanni XXIII di Bergamo</h5>
<p>Piazza OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), 1 &#8211; 24121 Bergamo<br />
Segreteria: 035.267111<br />
Studio Bergamo: 340.0738011<br />
Studio Roma: 06.2255400<br />
<a href="mailto:gdanesi@asst-pg23.it">gdanesi@asst-pg23.it</a></p>

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		<title>Malattie dell’orecchio, a Padova si studiano le cause e si ricercano le cure</title>
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				<pubDate>Wed, 22 Mar 2017 09:30:55 +0000</pubDate>
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			<h2>Il Prof. Martini ci guida alla scoperta del reparto di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova che dirige</h2>
<p>L’Unità Operativa di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera Università di Padova può essere considerata una delle più importanti d’Italia. A dirigerla il Prof. Alessandro Martini, Professore Ordinario di Otorinolaringoiatria dell’Università degli Studi di Padova e Direttore DAIS di Neuroscienze e Organi di Senso e della UOC di Otorinolaringoiatria dell’Azienda Ospedaliera Università  di Padova. Per 20 anni ha prestato la sua attività a Ferrara, dove è stato professore di Audiologia e Direttore del Dipartimento di Chirurgie Specialistiche dell’Azienda Ospedaliera. È stato anche Presidente dell’International Association of Physician in Audiology e e Presidente della Società Italiana di Audiologia e Foniatria. Otochirurgo con particolare interesse nel campo delle protesi impiantabili-impianti cocleari e della patologia malformativa dell’orecchio, otologo ed otorinolaringoiatra pediatrico, è riconosciuto come uno dei maggiori studiosi delle cause genetiche delle sordità, coordinando alcuni progetti europei di ricerca in questo campo (HEAR, GenDeaf, RegenEar).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prof. Martini ci parli dell’Unità Operativa che dirige. Quali sono le peculiarità?</strong></p>
<p>La clinica ORL di Padova ha una lunga tradizione per la Chirurgia otologica ed oncologica del distretto testa-collo. Un campo di sviluppo particolare negli ultimi anni è stato quello dell’Otoneurochirurgia, che si occupa delle patologie che insorgono nei distretti anatomici della base cranica laterale. Le patologie più frequenti sono rappresentate da quelle espansive come i colesteatomi della rocca, i tumori glomici e il neurinoma dell’VIII n.c.. Il nostro gruppo, che si giova della supervisione dal Prof. Antonio Mazzoni, è particolarmente sensibile al problema della conservazione della funzione uditiva nella chirurgia del neurinoma e ciò consente di elaborare una strategia efficace e concreta nella gestione anche dei neurinomi bilaterali, come nei casi di NF2, eventualmente utilizzando la possibilità di unire la chirurgia del neurinoma all’impianto cocleare o all’impianto al tronco encefalico; questo rappresenta indubbiamente una nuova frontiera in questo ambito. Un altro settore che abbiamo sviluppato è quello della chirurgia della base cranica anteriore, in particolare di tipo endoscopico, che viene eseguita quando si affronta la chirurgia delle fistole rino-liquorali o dell’ipofisi. In entrambi questi campi è stata sviluppata una stretta collaborazione con la Neurochirurgia. Il miglioramento della tecnica chirurgica in questo frangente permette una degenza più breve, minori complicanze ed una maggiore radicalità chirurgica. C’è poi tutta la chirurgia endoscopica funzionale del naso e dei seni paranasali, con l’importante sviluppo della rinologia. La maggiore tradizione nel nostro reparto è però rappresentata dall’Otochirurgia. È la chirurgia classica dell’otite cronica, dell’otosclerosi e di tutte le malformazioni otologiche. Questa attività ha recentemente ottenuto un importante riconoscimento come “full member” nelle ERN (European Networks of Reference for Rare Diseases), in particolare in quella delle “Craniofacial anomalies and ENT malformations”. Dal 2010 nella nostra clinica è attivo un ambulatorio multidisciplinare delle malformazioni otologiche, che si avvale della collaborazione del chirurgo plastico, di quello maxillofacciale, del dermatologo, dell’ortodontista, del genetista. Per quanto riguarda gli impianti cocleari, siamo da anni al top dell’attività impiantologica in Italia, tanto che abbiamo ottenuto il riconoscimento di Centro Regionale per la chirurgia e riabilitazione bionica dell’udito &#8211; screening, diagnosi e riabilitazione della sordità infantile. Nel nostro Centro vengono eseguiti più di 100 impianti all’anno, da sempre con particolare attenzione alle problematiche pediatriche. Negli ultimi tre anni però, particolare attenzione è stata anche rivolta alla riabilitazione implantologica nell’adulto e nell’anziano, con uno specifico progetto PRITHA della Regione Veneto. Ci occupiamo poi di chirurgia oncologica ricostruttiva del distretto capo-collo con un approccio moderno che vede la collaborazione con il chirurgo plastico e maxillofacciale e si avvale di importanti ricerche nel campo della biologia molecolare dei tumori. Particolare attenzione rivolgiamo alla disfagia ed alla vertigine. In quest’ultimo campo è stato istituito un Centro Regionale per la diagnosi e la terapia della vertigine. La ricerca sulla riabilitazione uditiva è una delle specificità riconosciuta al nostro gruppo. Particolare rilevanza è data al Laboratorio di ricerca di Bioacustica, che dispone di un’area di ricerca autonoma e dedicata, che ha lo scopo di analizzare con moderne metodiche sperimentali (che includono anche le colture cellulari e la biologia molecolare) i meccanismi eziopatogenetici dei disturbi dell’udito ed i relativi rimedi. Attenzione è stata dedicata negli ultimi anni allo studio dei meccanismi che modulano il danno ototossico e la protezione da esso oltre alla ricerca sulle cellule staminali uditive. Particolare riguardo infine viene dedicato alla ricerca sui rapporti tra la perdita dell’udito con l’età, il decadimento cognitivo e l’analisi delle strategie riabilitative nell’anziano. Un’attenzione specifica è dedicata dal nostro gruppo alla plasticità uditiva e cerebrale nelle varie età della vita. Sulla base di questo ci è stato chiesto di organizzare a Padova, nel 2019, il Congresso Internazionale Inner Ear Biology.</p>

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			<h4>Prof. Alessandro Martini</h4>
<h5>Direttore dell&#8217;Unità Operativa Complessa di Otorinolaringoiatria dell&#8217;Università di Padova</h5>
<p>Via Giustiniani, 2 &#8211; 35128 Padova<br />
Centralino: 049.8218778<br />
Fax: 049.8211994<br />
Numero Verde: 840000664<br />
<a href="mailto:otochirurgia@sanita.padova.it">otochirurgia@sanita.padova.it</a></p>

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