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	<title>Cardiologia &#8211; Sanità &amp; Benessere</title>
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		<title>Elettroporazione: la nuova procedura di trattamento della fibrillazione atriale</title>
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				<pubDate>Sat, 02 Nov 2024 16:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Chirurgia]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Sanità]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>La fibrillazione atriale (FA) è di gran lunga l’aritmia cardiaca più frequente. La sua prevalenza...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h5>La fibrillazione atriale (FA) è di gran lunga l’aritmia cardiaca più frequente. La sua prevalenza è compresa tra il 2-3% della popolazione generale.</h5>
<p>Solamente in Europa sono previsti per il 2030, circa 15-20 milioni di soggetti affetti da fibrillazione atriale. Recentemente una nuova metodica è venuta ad aggiungersi a quelle già presenti: l’elettroporazione o pulsed field ablation (PFA) che fin dalla sua recente introduzione worldwide si sta rapidamente diffondendo permettendo il trattamento di già 70.000 pazienti. Ne parliamo con il <strong>Professor Giovanni Rovaris</strong>, Direttore di Elettrofisiologia Interventistica e Cardiostimolazione della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza.</p>
<p><strong>Recentemente si è aggiunta una nuova procedura di trattamento della FA: l’elettroporazione o pulsed field ablation (PFA). In cosa consiste? </strong></p>
<p>“L’elettroporazione consiste nell’applicare un campo elettrico alle vene polmonari che sono la fonte originaria delle fibrillazioni atriali. Esse sono la fonte originaria delle maree elettriche che costituiscono la fibrillazione atriale. Questo campo elettrico è in grado di creare dei buchi (pori) sulla membrana cellulare. Quando essi raggiungono dimensioni consistenti, la membrana cellulare non può più ricostituirsi. Di conseguenza, la cellula muore. In questo modo, si ottiene un isolamento elettrico delle vene polmonari evitando l’ innesco e il mantenimento della fibrillazione atriale. Il recente sviluppo tecnologico degli ultimi 10 anni ha consentito di rendere tali procedure ablative più veloci, efficaci e sicure. La riduzione dei tempi rende possibile trattare più pazienti. Ancora oggi, purtroppo, si opera solamente il 2,8% dei soggetti con indicazione al trattamento ablativo. La Struttura di Elettrofisiologia Interventistica della Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori oggi esegue la procedura ablativa della FA con tutte le attuali forme di energia disponibili, scelte in base alla clinica del paziente e alle sue caratteristiche anatomiche (cryoablazione con due differenti tecnologie con peculiarità differenti, laserballoon e radiofrequenza)”.</p>
<p><strong>Questa forma di energia è selettiva per le cellule miocardiche, cioè non ha effetto su altre cellule adiacenti, perché? </strong></p>
<p>“È questa la vera innovazione. Questa forma di energia si è scoperto essere estremamente mirata e selettiva sulle cellule del miocardio. Solo queste sono adatte ad essere attraversate da questo tipo di energia.  Applicando questa energia nel cuore e sulle vene polmonari, il nervo frenico o l’esofago vengono coinvolti ma ma subiscono variazioni a livello cellulare e rimangono integri, e si evitano danni collaterali”.</p>
<p><strong>L’elettroporazione è una nuova forma di energia che si affianca alla radiofrequenza, alla crioenergia e all’energia laser per il trattamento maggiormente estensivo anche per altre forme di aritmie cardiache. Il suo utilizzo è, per ora, quello delle vene polmonari dell’atrio sinistro per la cura della fibrillazione atriale. In futuro il campo di utilizzo potrebbe allargarsi ad altre parti del corpo?</strong></p>
<p>“La scommessa è proprio questa. Siamo ancora all&#8217;inizio e stiamo ancora valutando gli effetti a lungo termine di ciò che l&#8217;elettroporazione può provocare sulle cellule. Certamente l&#8217;idea è quella di estendere l&#8217;applicazione di questa nuova energia ottenendo beneficio su altre aritmie, per esempio, quelle ventricolari, che sono delle forme di aritmie molto pericolose. Siamo ancora agli inizi di questa avventura ma cominciano ad emergere alcune esperienze al riguardo. Sarà fondamentale la ricerca tecnologica per offrire elettrocateteri performanti per l’applicazione dell’elettroporazione verso queste altre forme aritmiche”.</p>
<p><strong>Nel trattamento della fibrillazione atriale, quale contributo possono dare le nuove tecnologie (Intelligenza artificiale e/o big data)? </strong></p>
<p>“Anche in campo elettrofisiologico la ricerca scientifica è fondamentale. La tecnologia corre molto veloce in questa disciplina cardiologica ed il binomio medicina-ingegneria è essenziale. L’Intelligenza artificiale è uno di questi strumenti tecnologici che va a integrare le attività del medico. Esistono, infatti, una serie di dispositivi che supportano il professionista. Nonostante il grande supporto che può arrivare delle aziende per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, siamo ancora in una fase iniziale. Credo che in futuro sarà un fattore fondamentale per supportare il lavoro del medico e la ricerca scientifica”.</p>
<p><img class="alignnone  wp-image-11021 aligncenter" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/10/gerardo-300x63.jpg" alt="" width="552" height="116" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/10/gerardo-300x63.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/10/gerardo.jpg 446w" sizes="(max-width: 552px) 100vw, 552px" /></p>
<pre><strong><u>CONTATTI:</u> </strong>

Dott. Giovanni Rovaris 
Direttore S.S. Elettrofisiologia Interventistica e Cardiostimolazione 
Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori 
Università Milano Bicocca 
Via Pergolesi 33 20900 Monza (MB) 
Tel.: 3347852046 
Mail: <u><a href="mailto:Rovaris.gi@gmail.com">Rovaris.gi@gmail.com</a> </u></pre>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Sicurezza, inclusione e cuore (da soccorrere con Bls-D): la Basket Academy Senzatesta Osimo promuove il progetto per giovani atleti, disabili e società</title>
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				<pubDate>Tue, 07 May 2024 09:06:58 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Associazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Il cardiologo Marco Marini spiega i contenuti e le finalità di &#8220;Sicurezza in Movimento: Unire...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<header>
<h2 class="sottotitolo">Il cardiologo Marco Marini spiega i contenuti e le finalità di &#8220;Sicurezza in Movimento: Unire ed Istruire</h2>
<p>OSIMO &#8211; Sicurezza e inclusione. La <strong>Basket Academy Senzatesta <a href="https://www.corriereadriatico.it/t/osimo">Osimo</a></strong> (realtà recentemente fondata e che raccoglie 5 società di basket locali: <strong>Basket AUXIMUM</strong>, <strong>ROBUR FAMILY</strong>, <strong>CENTRO MINIBASKET OSIMO</strong>, <strong>FUTURA BASKET </strong>ed <strong>OSIMO BASKET femminile</strong>) lancia il progetto &#8220;<strong>Sicurezza in Movimento: Unire ed Istruire</strong>&#8220;, un’iniziativa di formazione <strong>BLS-D</strong> (supporto di base delle funzioni vitali e defibrillazione precoce sui soggetti colpiti da arresto cardiaco) per giovani atleti, promuovendo sicurezza, <a href="https://www.corriereadriatico.it/t/inclusione">inclusione</a> e responsabilità civile.</p>
<h3>Il progetto pionieristico</h3>
<p>«Questo progetto rappresenta un&#8217;innovativa e pionieristica iniziativa all&#8217;interno della comunità di Osimo, segnando tra le prime esperienze italiane nell&#8217;introduzione dei corsi di Basic Life Support (BLS e BLS-D) specificamente destinati ai giovani all&#8217;interno di una società sportiva &#8211; spiega <strong>Marco Marini</strong>, cardiologo dell’AOU delle Marche (responsabile dell’UTIC) e vicepresidente della Robur Family  &#8211; Questa iniziativa, non solo mira a promuovere la sicurezza dei giovani atleti, ma ha il potenziale per trasformare il tessuto stesso della città, arricchendola con una cultura di preparazione, responsabilità civica e prontezza nell&#8217;affrontare situazioni di emergenza. Ovviamente si tratta di un progetto senza scopo di lucro. In un&#8217;ottica di inclusione sociale, riteniamo fondamentale aprire questa esperienza anche ad associazioni operanti sul nostro territorio che lavorano con persone con disabilità. L&#8217;abilità di gestire una situazione di urgenza/emergenza può essere acquisita anche da ragazzi con disabilità, che, dotati di conoscenze e mezzi adeguati, possono diventare parte integrante del meccanismo di soccorso. Inoltre, questa iniziativa offre un valore aggiunto nella promozione dell&#8217;integrazione sociale dei ragazzi, facendoli sentire partecipi attivi della vita della comunità e veri cittadini.</p>
<p>Allo stesso tempo, i ragazzi senza disabilità possono acquisire una comprensione più approfondita delle &#8220;disabilità&#8221; e scoprire come esse siano relative all&#8217;ambiente in cui vengono considerate».</p>
<h3><img class=" wp-image-10870 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/05/basket-300x165.jpg" alt="" width="398" height="219" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/05/basket-300x165.jpg 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/05/basket-1024x562.jpg 1024w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/05/basket.jpg 1260w" sizes="(max-width: 398px) 100vw, 398px" />L&#8217;invito a giovani atleti e società: i corsi sono partiti il 17 dicembre</h3>
<p>La Basket Academy Senzatesta Osimo ha invitato attivamente la partecipazione dei giovani atleti a questa iniziativa “rivoluzionaria” per una città più sicura e preparata, estendendolo anche ad altre società sportive che fossero interessate. I corsi sono partiti con una prima data domenica 17 dicembre dalle ore 9 al Palabaldinelli ed era dedica agli atleti più piccoli del minibasket attraverso sessioni dedicate ed interattive pensate apposta per i “piccoli eroi”.</p>
<h3>Gli obiettivi</h3>
<p>Obiettivi principali sono 4:  Istruire giovani atleti in Basic Life Support e Defibrillazione (BLS-D), sensibilizzare genitori, allenatori e comunità sportiva sull&#8217;importanza del BLS, promuovere l&#8217;inclusione, garantendo l&#8217;accesso a tutti coinvolgendo associazione che lavorano nell’ambito delle disabilità e fornire supporto continuo per il perfezionamento delle competenze.</p>
<h3>La strategia</h3>
<p>Strategia di implementazione: collaborazione con istruttori dell’Italian Resuscita on Council (IRC), corsi BLS-D regolari presso la sede sportuva, aperti a tutti. Coinvolgimento attivo di genitori, associazioni locali e altre società sportive. Valutazione continua per miglioramenti. Tempistica: dicembre 2023 &#8211; maggio 2024.</p>
<h3>I benefici</h3>
<p>Benefici attesi:  Aumento sicurezza giovani atleti, diffusione della consapevolezza sulla sicurezza in tutta la comunità, maggiore responsabilità e preparazione tra giovani atleti, possibilità di salvare vite in emergenze e favorire l&#8217;integrazione sociale a raverso la partecipazione a va ed il coinvolgimento anche di associazioni per disabili che operano sul territorio</p>
</header>
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		<title>L&#8217;incidenza delle cardiopatie congenite rimane stabile: sette bambini ogni mille</title>
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				<pubDate>Tue, 16 Jan 2024 16:42:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Le cardiopatie sono molto varie, alcune richiedono un trattamento chirurgico o interventistico già dai primi...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Le cardiopatie sono</strong><strong> molto varie, alcune richiedono un trattamento chirurgico o interventistico già dai primi giorni o mesi di vita. Altre possono essere trattate successivamente o, in alcuni casi, in età adulta</strong></h3>
<p><strong><img class="size-medium wp-image-10766 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/01/carminati-new23-252x300.jpg" alt="" width="252" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/01/carminati-new23-252x300.jpg 252w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2024/01/carminati-new23.jpg 472w" sizes="(max-width: 252px) 100vw, 252px" /></strong></p>
<p>Le cardiopatie congenite sono malattie del cuore che, come dice la definizione stessa, sono presenti fin dalla nascita. Rappresentano un&#8217;incidenza nella popolazione di circa il sette per mille dei nati vivi, è un&#8217;incidenza costante in tutte le epoche e in quasi tutte le popolazioni. Quante tipologie esistono e come vengono trattate? A spiegarcelo è il Dr. Mario Carminati, responsabile dell&#8217;Unità di Cardiologia Pediatrica all&#8217;IRCCS Policlinico San Donato di Milano. Dal gennaio 2000 si occupa in modo particolare del trattamento non chirurgico di varie cardiopatie congenite in bambini e adulti, come: la chiusura di difetti interatriali, i difetti interventricolari, l&#8217;impianto di stent per il trattamento di ostruzione di vari distretti vascolari e della coartazione aortica e la sostituzione percutanea della valvola polmonare. Le cardiopatie congenite sono molto varie, alcune sono molto severe tanto da richiedere un trattamento chirurgico o interventistico già dai primi giorni o mesi di vita, altre sono meno gravi, ben tollerate nella prima infanzia e possono essere trattate successivamente o, in alcuni casi, addirittura in età adulta.</p>
<p><strong>Quali sono i sintomi che farebbero presupporre una cardiopatia congenita?</strong></p>
<p>“I sintomi clinici dipendono dal tipo di cardiopatia e dal suo grado di severità. Per semplificare possiamo distinguere le cardiopatie congenite in 3 categorie principali:</p>
<ul>
<li>Cardiopatie cianogene. Sono costituite da anomalie strutturali che determinano un “mescolamento” del sangue venoso (poco ossigenato) con il sangue arterioso (ossigenato) provocando così il colorito cianotico (scuro) della cute e delle mucose. La cardiopatia più nota in questo gruppo è la Tetralogia di Fallot, un tempo nota come “morbo blu”.</li>
<li>Cardiopatie con “iperafflusso polmonare”. In questo caso le anomalie strutturali determinano un mescolamento del sangue arterioso con quello venoso, causando un aumento del flusso sanguigno verso i polmoni (iperafflusso polmonare); se l’ entità dello “shunt” (mescolamento del sangue) è rilevante può determinare scompenso cardiaco, ritardo di crescita, ipertensione polmonare.</li>
<li>Cardiopatie con ostruzione isolata al flusso sanguigno. Sono rappresentate da un restringimento</li>
</ul>
<p>A livello delle valvole cardiache (ad esempio della valvola aortica)o dei vasi (ad esempio dell’ arco aortico); la severità dell’ ostruzione determina la comparsa di sintomi molto precoci tali da causare scompenso cardiaco nei primi mesi di vita, oppure nei casi meno gravi i sintomi possono essere lievi e ben tollerati per anni.”</p>
<p><strong>Quali esami sono consigliabili per diagnosticare le cardiopatie congenite?</strong></p>
<p>“La valutazione clinica del bambino da parte del pediatra, o in seconda istanza del cardiologo pediatra, è la prima tappa fondamentale; il più delle volte la presenza di un “soffio cardiaco” viene rilevata all’ esame clinico; conseguentemente vengono eseguiti esami strumentali, quali elettrocardiogramma ed ecocardiogramma che permetteranno di arrivare alla diagnosi. In particolare l’ ecocolordoppler, grazie all’ elevato perfezionamento degli strumenti attualmente disponibili, permette di ottenere una diagnosi accurata nella maggioranza dei casi. Altre metodiche più sofisticate, quali Risonanza Magnetica, TAC, Cateterismo cardiaco.., possono essere necessarie nei casi opportunamente selezionati.”</p>
<p><strong>Quante tipologie di cardiopatie congenite si possono distinguere negli adulti?</strong></p>
<p>“Le cardiopatie congenite nella popolazione adulta rappresentano un problema importante e di crescente rilevanza. Si possono distinguere in due categorie: le cardiopatie in storia naturale, che non sono state riconosciute o trattate in età pediatrica, sono relativamente ben tollerate, quindi il paziente è cresciuto, da bambino è diventato adulto e i sintomi compaiono tardivamente (in età adolescenziale fino a un&#8217;età adulta). La seconda categoria è rappresentata da pazienti che avevano una cardiopatia importante che è stata  trattata chirurgicamente in età pediatrica, ma purtroppo l&#8217;intervento chirurgico non ha risolto completamente il problema; ci sono alcune sequele post chirurgiche che devono essere seguite e trattate in età adulta.”</p>
<p><strong>In che modo avviene il trattamento in età pediatrica o adulta?</strong></p>
<p>“Può essere chirurgico o in tanti casi con metodiche di cardiologia interventistica, vale a dire procedure endovascolari che permettono di risolvere il problema della cardiopatia senza aprire cuore e torace. Ci sono tanti esempi per quanto riguarda le cardiopatie che possono essere risolte con la cardiologia interventistica: le più comuni sono il difetto interatriale o la pervietà del forame ovale, alcuni difetti interventricolari, alcune coartazioni aortiche e tante altre. Il perfezionamento dei dispositivi sviluppati nel corso degli ultimi anni ha permesso di allargare il campo dei pazienti trattabili con metodiche non chirurgiche con miglioramento dei risultati. Il vantaggio di una procedura endovascolare in alternativa alla chirurgia è rilevante: evitare toracotomia/sternotomia, circolazione extracorporea, necessità di trasfusioni.. e ridurre la degenza ospedaliera in molti casi a uno o due giorni soltanto.  Inoltre la soluzione interventistica di patologie che sono state trattate chirurgicamente in età pediatrica ma con reliquati importanti, è possibile in diverse situazioni,  ad esempio per le  ostruzioni dei rami polmonari o la disfunzione del tratto di flusso del ventricolo destro”.</p>
<p><strong>Digital Health e cardiopatie congenite: diagnosi e trattamenti?</strong></p>
<p>“L&#8217;intelligenza artificiale è qualcosa di cui si parla molto, l&#8217;applicazione in medicina  è di crescente interesse, ma non sappiamo ancora con esattezza quali saranno gli sviluppi in futuro. Al di là dell&#8217;intelligenza artificiale, va sottololineata l’ importanza di metodiche metodiche diagnostiche non invasive, come l&#8217;ecografia, permettono oggi addirittura di riconoscere la maggior parte delle cardiopatie congenite  in epoca prenatale, con l&#8217;ecografia fetale; ciò rappresenta un miglioramento importante nel trattamento perché il riconoscere già prima della nascita alcune cardiopatie permette di ottimizzare il parto, la sede dove partorire e, se necessario, in pochi casi selezionati anche il trattamento prenatale della cardiopatia nell’ utero materno con metodiche di interventistica fetale”.</p>
<p><strong>In che stato si trova attualmente la ricerca?</strong></p>
<p>“La causa delle cardiopatie congenite è ignota nella stragrande maggioranza dei casi. Sappiamo che alcune cardiopatie sono più comuni in alcuni sindrome genetiche, come Trisomia 21, sindrome di DiGeorge, sindrome di Williams e altre ancora. Tuttavia, la maggioranza dei neonati che nascono con cardiopatie congenite, hanno genitori perfettamente sani e la causa vera, che è genetica, non è conosciuta. Ci sono studi sempre più importanti che cercano di collegare alcune alterazioni genetiche ad alcune cardiopatie, ma la strada per riconoscere la causa genetica delle cardiopatie congenite è ancora lunga”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>_ CONTATTI:</strong></p>
<p><strong>Dott. Mario Carminati </strong></p>
<p>Responsabile Unità operativa di</p>
<p>Cardiologia Pediatrica e Congeniti Adulti</p>
<p>Ospedale I.R.C.C.S. Policlinico San Donato</p>
<p>Piazza Edmondo Malan, 2 – San Donato Milanese (MI)</p>
<p>Tel. 02-52774531</p>
<p>e-mail: info.psd@grupposandonato.it</p>
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		<title>Sostituzione valvole cardiache: serve un sistema più sostenibile</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/sostituzione-valvole-cardiache-serve-un-sistema-piu-sostenibile-2/</link>
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				<pubDate>Mon, 04 Dec 2023 08:33:55 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
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				<description><![CDATA[<p>Costi alti con rimborsi inadeguati. Serve dare una svolta al sistema. Per Corrado Tamburino, professore...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/sostituzione-valvole-cardiache-serve-un-sistema-piu-sostenibile-2/">Sostituzione valvole cardiache: serve un sistema più sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Costi alti con rimborsi inadeguati. Serve dare una svolta al sistema. Per Corrado Tamburino, professore di Cardiologia dell&#8217;Universit</strong><strong>à</strong><strong> di Catania: “Bisognerebbe adeguare il DRG, consegnare resoconto di ogni intervento ad un ente unico, e uniformare il percorso”</strong></h3>
<p><img class="size-medium wp-image-10734 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/11/foto-prof-ESC-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/11/foto-prof-ESC-200x300.jpg 200w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/11/foto-prof-ESC-683x1024.jpg 683w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />“Oggi, la durata media di ricovero di un paziente dopo l’intervento percutaneo alla valvola è di due giorni e il costo ospedaliero di una procedura si aggira sui 20-25 mila euro. Il rimborso è pressoché inadeguato in molte zone d&#8217;Italia, tranne in alcune virtuose dove si superano i 30mila euro”, dice il Prof. Corrado Tamburino, professore ordinario di Cardiologia all&#8217;università di Catania e Capo Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e Trapianto d&#8217;organo dell&#8217;Azienda Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania. La parola d&#8217;ordine è sostenibilità: servono misure specifiche per adeguare il DRG (Raggruppamenti omogenei di diagnosi), uniformare il percorso diagnostico-terapeutico, rimborsi adeguati dei costi della procedura e i sistemi di controllo (audit). Il Prof. Tamburino è stato il primo, in Italia, ad eseguire il primo intervento di trattamento con catetere della stenosi aortica e quello con clip dell&#8217;insufficienza mitralica.</p>
<p><strong>Il sistema sanitario fa fatica. Cosa significa tutto ciò?</strong></p>
<p>“I pazienti che hanno la stenosi aortica non possono andare incontro a un trattamento, in questo caso salvavita, per una questione meramente economica o per ragioni di spazio”.</p>
<p><strong>Quali possibili soluzioni?</strong></p>
<p>“Ne esiste più di una, però vorrei sottolineare alcuni concetti. Perché in alcuni centri il paziente viene dimesso il giorno dopo e in altri, a parità di tecnica, viene dimesso dopo una settimana o addirittura dieci giorni? Evidentemente esiste una diversa sensibilità nei confronti del problema. Secondo aspetto: è giusto che in molti ospedali il numero delle valvole venga contingentato per motivi di costo? Terzo: gli ospedali devono trattare qualsiasi paziente perché tutti i cittadini hanno il diritto alla salute. Senza dimenticare del problema rimborsabilità, fattore che varia da una regione all&#8217;altra”.</p>
<p><strong>Qual è la prospettiva di fronte alla quale noi dobbiamo porci quando parliamo di cardiologia ad alto impatto tecnologico?</strong></p>
<p>“Oggi la maggior parte delle malattie che prima erano incurabili o si curavano solo con la cardiochirurgia possono e vengono trattate seguendo le linee guida ESC/EACTS 2021. La tecnologia che utilizza le valvole o la cura delle valvole tramite catetere è costosa, nuova e in continua evoluzione. Ogni giorno ci troviamo di fronte a tecnologie sempre più sofisticate che ci permettono di trattare sempre meglio e con profili di rischio procedurale sempre più basso pazienti sempre più complessi. E’ noto che le malattie valvolari cardiache hanno una epidemiologia ben chiara e la maggior parte delle valvole cardiache oggi si possono curare facilmente con la cardiochirurgia. Tuttavia, ci sono pazienti ad alto rischio cardiochirurgico, o alcune malattie valvolari cardiache, come la stenosi aortica, che sono tipicamente dell&#8217;anziano. Di conseguenza la gestione dei pazienti, spesso complessi e ad alto rischio, diventa più onerosa e complessa. In particolare la stenosi valvolare aortica degenerativa ha una prevalenza del 4% sulla popolazione superiore ai 75 anni” e aumenta per fasce di età e parecchie migliaia di pazienti in Italia ne sono affette.</p>
<p><strong>In che modo viene decisa la tipologia di valvola da impiantare?</strong></p>
<p>“Seguendo le Linee guida che ci dicono, per esempio, che la TAVI (impianto percutaneo trans-catetere della protesi valvolare aortica) è l&#8217;unica procedura in classe 1A. Ciò significa che si può impiantare in tutti i pazienti sopra i 75 anni e nei pazienti più giovani ma a rischio intermedio-alto di intervento cardiochirurgico.</p>
<p><strong>Come si affronta il problema dei costi di ricerca?</strong></p>
<p>“Il nostro governo e tutti i governi del mondo non sono in grado di sostenere gli studi di ricerca. Questi sono promossi dalle aziende private, poi gli enti governativi ne verificano l&#8217;autenticità o la veridicità dei dati. Siamo arrivati ai livelli attuali in tutto il mondo grazie allo sforzo delle aziende produttrici che hanno investito una gran parte dei loro profitti per promuovere gli studi che hanno dimostrato la superiorità o la validità di questa procedura rispetto alle altre note”.</p>
<p><strong>Quali soluzioni?</strong></p>
<p>“Bisognerebbe adeguare il DRG, consegnando un resoconto di tutto ciò che si fa ad un ente unico, e uniformare il percorso diagnostico terapeutico su tutto il territorio nazionale. Servirebbero rimborsi adeguati dei costi della procedura, e gli audit per la congruità dei risultati, centro per centro. Per quanto riguarda la TAVI, in Italia sarebbero decine di migliaia i pazienti che ne dovrebbero beneficiarne e che non ne beneficiano perché il sistema sanitario è impreparato. Nel 2022, si facevano 194 valvole aortiche per milione di abitanti. In Germania questi numeri erano 400 per milione di abitanti. Bisognerebbe uniformare il prezzo con una variabilità del 10% così da consentire un utilizzo di protesi quanto più appropriate per ciascun paziente”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contatti:</p>
<p>Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico- S. Marco”</p>
<p>U.O.C. Cardiologia -P.O. G. Rodolico</p>
<p>C.A.S.T. Policlinico</p>
<p>Via S. Sofia 78 Pad 8D</p>
<p>95123 Catania</p>
<p>Segreteria Direzione: tel 095 3781158 fax: 095 3781489</p>
<p>Centralino: <a href="tel:00390954794111">+39 095 479 4111</a></p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/sostituzione-valvole-cardiache-serve-un-sistema-piu-sostenibile-2/">Sostituzione valvole cardiache: serve un sistema più sostenibile</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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		<title>Sostituzione valvole cardiache: serve un sistema più sostenibile</title>
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				<pubDate>Thu, 23 Nov 2023 13:21:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[CS COMMUNICATION SRL]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>

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								<content:encoded><![CDATA[<h3><strong>Costi alti con rimborsi inadeguati. Serve dare una svolta al sistema. Per Corrado Tamburino, professore di Cardiologia dell&#8217;Universit</strong><strong>à</strong><strong> di Catania: «Bisognerebbe adeguare il DRG, consegnare resoconto di ogni intervento ad un ente unico, e uniformare il percorso»</strong></h3>
<p><img class="size-medium wp-image-10734 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/11/foto-prof-ESC-200x300.jpg" alt="" width="200" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/11/foto-prof-ESC-200x300.jpg 200w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/11/foto-prof-ESC-683x1024.jpg 683w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" />«Oggi, la durata media di ricovero di un paziente dopo l’intervento percutaneo alla valvola è di due giorni e il costo ospedaliero di una procedura si aggira sui 20-25 mila euro. Il rimborso è pressoché inadeguato in molte zone d&#8217;Italia, tranne in alcune virtuose dove si superano i 30mila euro», dice Corrado Tamburino, professore ordinario di Cardiologia all&#8217;università di Catania e Capo Dipartimento Cardio-Toraco-Vascolare e Trapianto d&#8217;organo dell&#8217;Azienda Policlinico-Vittorio Emanuele di Catania. La parola d&#8217;ordine è sostenibilità: servono misure specifiche per adeguare il DRG (Raggruppamenti omogenei di diagnosi), uniformare il percorso diagnostico-terapeutico, rimborsi adeguati dei costi della procedura e i sistemi di controllo (audit). Il Prof. Tamburino è stato il primo, in Italia, ad eseguire il primo intervento di trattamento con catetere della stenosi aortica e quello con clip dell&#8217;insufficienza mitralica.</p>
<p><strong>Il sistema sanitario fa fatica. Cosa significa tutto ciò?</strong></p>
<p>«I pazienti che hanno la stenosi aortica non possono andare incontro a un trattamento, in questo caso salvavita, per una questione meramente economica o per ragioni di spazio».</p>
<p><strong>Quali possibili soluzioni?</strong></p>
<p>«Ne esiste più di una, però vorrei sottolineare alcuni concetti. Perché in alcuni centri il paziente viene dimesso il giorno dopo e in altri, a parità di tecnica, viene dimesso dopo una settimana o addirittura dieci giorni? Evidentemente esiste una diversa sensibilità nei confronti del problema. Secondo aspetto: è giusto che in molti ospedali il numero delle valvole venga contingentato per motivi di costo? Terzo: gli ospedali devono trattare qualsiasi paziente perché tutti i cittadini hanno il diritto alla salute. Senza dimenticare del problema rimborsabilità, fattore che varia da una regione all&#8217;altra».</p>
<p><strong>Qual è la prospettiva di fronte alla quale noi dobbiamo porci quando parliamo di cardiologia ad alto impatto tecnologico?</strong></p>
<p>«Oggi la maggior parte delle malattie che prima erano incurabili o si curavano solo con la cardiochirurgia possono e vengono trattate seguendo le linee guida ESC/EACTS 2021. La tecnologia che utilizza le valvole o la cura delle valvole tramite catetere è costosa, nuova e in continua evoluzione. Ogni giorno ci troviamo di fronte a tecnologie sempre più sofisticate che ci permettono di trattare sempre meglio e con profili di rischio procedurale sempre più basso pazienti sempre più complessi. E’ noto che le malattie valvolari cardiache hanno una epidemiologia ben chiara e la maggior parte delle valvole cardiache oggi si possono curare facilmente con la cardiochirurgia. Tuttavia, ci sono pazienti ad alto rischio cardiochirurgico, o alcune malattie valvolari cardiache, come la stenosi aortica, che sono tipicamente dell&#8217;anziano. Di conseguenza la gestione dei pazienti, spesso complessi e ad alto rischio, diventa più onerosa e complessa. In particolare la stenosi valvolare aortica degenerativa ha una prevalenza del 4% sulla popolazione superiore ai 75 anni» e aumenta per fasce di età e parecchie migliaia di pazienti in Italia ne sono affette.</p>
<p><strong>In che modo viene decisa la tipologia di valvola da impiantare?</strong></p>
<p>«Seguendo le Linee guida che ci dicono, per esempio, che la TAVI (impianto percutaneo trans-catetere della protesi valvolare aortica) è l&#8217;unica procedura in classe 1A. Ciò significa che si può impiantare in tutti i pazienti sopra i 75 anni e nei pazienti più giovani ma a rischio intermedio-alto di intervento cardiochirurgico.</p>
<p><strong>Come si affronta il problema dei costi di ricerca?</strong></p>
<p>«Il nostro governo e tutti i governi del mondo non sono in grado di sostenere gli studi di ricerca. Questi sono promossi dalle aziende private, poi gli enti governativi ne verificano l&#8217;autenticità o la veridicità dei dati. Siamo arrivati ai livelli attuali in tutto il mondo grazie allo sforzo delle aziende produttrici che hanno investito una gran parte dei loro profitti per promuovere gli studi che hanno dimostrato la superiorità o la validità di questa procedura rispetto alle altre note».</p>
<p><strong>Quali soluzioni?</strong></p>
<p>«Bisognerebbe adeguare il DRG, consegnando un resoconto di tutto ciò che si fa ad un ente unico, e uniformare il percorso diagnostico terapeutico su tutto il territorio nazionale. Servirebbero rimborsi adeguati dei costi della procedura, e gli audit per la congruità dei risultati, centro per centro. Per quanto riguarda la TAVI, in Italia sarebbero decine di migliaia i pazienti che ne dovrebbero beneficiarne e che non ne beneficiano perché il sistema sanitario è impreparato. Nel 2022, si facevano 194 valvole aortiche per milione di abitanti. In Germania questi numeri erano 400 per milione di abitanti. Bisognerebbe uniformare il prezzo con una variabilità del 10% così da consentire un utilizzo di protesi quanto più appropriate per ciascun paziente».</p>
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<p><strong>Prof. Corrado Tamburino</strong></p>
<p>Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico “G. Rodolico- S. Marco”</p>
<p>U.O.C. Cardiologia -P.O. G. Rodolico</p>
<p>C.A.S.T. Policlinico</p>
<p>Via S. Sofia 78 Pad 8D</p>
<p>95123 Catania</p>
<p>Segreteria Direzione: tel 095 3781158 fax: 095 3781489</p>
<p>Centralino: <a href="tel:00390954794111">+39 095 479 4111</a></p>
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		<title>Disponibile in Italia vericiguat, il nuovo alleato contro l’insufficienza cardiaca</title>
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				<pubDate>Mon, 02 Oct 2023 10:41:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Barbara Cirrito]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Aziende]]></category>
		<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[Medicina Personalizzata]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L’insufficienza cardiaca è una malattia cardiovascolare che in Italia colpisce circa 600.000 persone con una...</p>
<p>L'articolo <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it/disponibile-in-italia-vericiguat-il-nuovo-alleato-contro-linsufficienza-cardiaca/">Disponibile in Italia vericiguat, il nuovo alleato contro l’insufficienza cardiaca</a> proviene da <a rel="nofollow" href="https://www.sanitaebenessere.it">Sanità &amp; Benessere</a>.</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<ul>
<li>L’insufficienza cardiaca è una malattia cardiovascolare che in Italia colpisce circa 600.000 persone con una prevalenza stimata pari al 10% nella popolazione dopo i 65 anni<sup>1</sup>;</li>
<li>Vericiguat è una nuova terapia indicata per contrastare l’insufficienza cardiaca in un setting specifico di pazienti dopo un peggioramento clinico;</li>
<li>Vericiguat è uno stimolatore della guanilato ciclasi solubile (sGC) che, grazie al suo meccanismo d’azione innovativo, ha dimostrato evidenze cliniche di efficacia e sicurezza;</li>
<li>Vericiguat è un farmaco orale in singola somministrazione giornaliera indicato nella insufficienza cardiaca sintomatica cronica in pazienti adulti con ridotta frazione d’eiezione, stabilizzati dopo un recente evento di riacutizzazione (peggioramento) che abbia richiesto una terapia endovenosa<sup>2</sup>;</li>
<li>Le Linee Guida sull’insufficienza cardiaca raccomandano di prendere in considerazione l’utilizzo di vericiguat in associazione alla terapia standard ottimizzata, dopo un evento di peggioramento per ridurre il rischio di ricovero o morte cardiovascolare<sup>3,4,5</sup>.</li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong><img class=" wp-image-10620 alignleft" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/10/copertina-intera-212x300.png" alt="" width="409" height="578" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/10/copertina-intera-212x300.png 212w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2023/10/copertina-intera.png 652w" sizes="(max-width: 409px) 100vw, 409px" /> Milano, 27 settembre 2023</strong> &#8211; Bayer ha annunciato oggi che <strong>l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) </strong>ha ammesso alla <strong>rimborsabilità vericiguat, un nuovo farmaco</strong> per il trattamento <strong>dell’insufficienza cardiaca sintomatica cronica</strong>, in pazienti adulti con ridotta frazione di eiezione, <strong>stabilizzati dopo un recente evento di riacutizzazione</strong>, <strong>che abbia richiesto una terapia p</strong><strong>er via endovenosa</strong><sup>2</sup>.</p>
<p>Vericiguat ha ricevuto <strong>l’approvazione</strong> da parte dell’Autorità regolatoria statunitense (<strong>FDA</strong>) nel gennaio 2021, ed europea (<strong>EMA</strong>) nel luglio 2021.</p>
<p><strong> </strong><strong>Vericiguat è uno stimolatore della guanilato ciclasi solubile (sGC</strong>). L’insufficienza cardiaca è associata ad una compromissione della sintesi di ossido nitrico (NO) e ad una diminuzione dell’attività del suo recettore, la sGC. Il deficit di guanosina monofosfato ciclico (cGMP) derivato dalla sGC contribuisce alla disfunzione miocardica e vascolare. <strong>Vericiguat ripristina il relativo deficit nella via NO-sGC-cGMP, stimolando direttamente la sGC, indipendentemente e in sinergia con NO, per aumentare i livelli di cGMP intracellulare</strong>, in modo da poter migliorare sia la funzionalità miocardica sia quella vascolare.</p>
<p><strong> </strong>Vericiguat presenta un <strong>meccanismo d</strong><strong>’azione distinto ed innovativo</strong> rispetto a quello delle altre terapie indicate per l’insufficienza cardiaca; vericiguat <strong>migliora la funzionalità miocardica e vascolare,</strong> inducendo vasodilatazione, aumento della natriuresi e riduzione del rimodellamento e fibrosi miocardica.</p>
<p>L’<strong>insufficienza cardiaca</strong> è causata dall’incapacità del cuore di assolvere alla sua normale funzione contrattile di pompa che garantisce l’apporto fisiologico di sangue a tutti i tessuti ed organi.  L’<strong>insufficienza cardiaca ha diverse cause riconosciute:</strong> può insorgere nella maggior parte dei casi come <strong>conseguenza di un infarto del miocardio</strong>, dell’<strong>ipertensione</strong> <strong>arteriosa,</strong> come anche delle <strong>disfunzioni valvolari</strong>. I sintomi dell’insufficienza cardiaca sono insidiosi e compromettono notevolmente la qualità di vita dei pazienti, tra questi: la <strong>mancanza di respiro (dispnea)</strong>, <strong>stanchezza</strong>/<strong>affaticamento</strong>, <strong>ritenzione di liquidi</strong> con gonfiore alle gambe e/o all’addome e, soprattutto, la <strong>ridotta capacità di compiere attività fisiche</strong><sup>6</sup>.</p>
<p><strong>In Italia sono circa 600.000 i pazienti affetti da insufficienza cardiaca</strong>; si stima che la prevalenza di questa <strong>malattia raddoppi ad ogni decade di età</strong> (dopo i 65 anni arriva al 10% circa) con una previsione di <strong>crescita</strong> <strong>media del 2,3% nei prossimi 10 anni</strong><strong><sup>1</sup></strong>.</p>
<p>Si stima che <strong>nel corso della vita</strong> <strong>1 persona su 5 svilupperà una forma di insufficienza cardiaca</strong> e che, nonostante i progressi di trattamento, questa patologia abbia una <strong>prognosi di sopravvivenza paragonabile o peggiore a quella descritta per le neoplasie più aggressive. </strong>Infatti, <strong>ad un anno dalla diagnosi per insufficienza cardiaca, la mortalità si aggira intorno al 30%. </strong></p>
<p>“<em>I pazienti affetti da insufficienza cardiaca hanno un elevato rischio di <strong>peggioramento della patologia</strong>, <strong>caratterizzata da una intensificazione rapida o graduale  dei segni e sintomi che portano il paziente a ricorrere a cure come la somministrazione di diuretici per via endovenosa in emergenza/ambulatorio, o anche il ricovero in ospedale”</strong> </em>afferma il dottor <strong>Fabrizio Oliva, Presidente dell’Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e Direttore S.C. Cardiologia 1 Emodinamica dell’Ospedale Niguarda di Milano.</strong></p>
<p><strong> </strong><strong>L’insufficienza cardiaca è la principale causa di ospedalizzazione al mondo</strong>, considerando che, in <strong>seguito ad un evento di peggioramento, il 56% dei pazienti viene riammesso in ospedale ad un mese dall’evento stesso</strong>.</p>
<p><strong> </strong><strong>Il peggioramento dell’insufficienza cardiaca</strong>, oltre a generare un impatto estremamente negativo sulla qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie, <strong>ha anche un notevole onere economico</strong>. Secondo i dati del Report PNE 2022, “<strong><em>nel 2021 sono stati registrati circa 127 mila ricoveri per pazienti con insufficienza cardiaca.</em></strong><em> – </em>continua il Dottor Oliva<em> – Considerando, poi, che il tasso medio di degenza per ricoveri ordinari è pari a 8-10 giorni, il costo di ciascun ricovero è di circa 11 mila euro. L’insufficienza cardiaca<strong> copre circa il 2% della spesa complessiva del SSN, l’85% di questa è assorbito dai ricoveri </strong>per peggioramento dell’insufficienza cardiaca</em>”.</p>
<p>I ‘pilastri’ della terapia farmacologica (la cosiddetta “terapia quadruplice”) sono gli <strong>antagonisti del sistema </strong><strong>Renina-angiotensina</strong><strong> (RAASi)</strong>, gli ARNI, i <strong>beta-bloccanti</strong>, gli <strong>anti-aldosteronici</strong> (MRA) e gli inibitori<strong> del cotrasportatore sodio-glucosio (SGLT2i)</strong>.<sup>3,5</sup></p>
<p>“<em>Negli ultimi anni, le Linee Guida hanno cambiato radicalmente l’approccio al paziente con insufficienza cardiaca.</em> – aggiunge il Dottor Oliva – <em>A partire da un approccio graduale, che prevedeva l’aggiunta un farmaco dopo l’altro, <strong>le nuove indicazioni degli esperti sono quelle di prescrivere da subito tutte le classi farmacologiche disponibili, modulandone i dosaggi</strong>. In questo modo si è visto un miglioramento della storia clinica di chi soffre di insufficienza cardiaca. </em></p>
<p><em>Tuttavia, <strong>nonostante l’utilizzo di queste terapie ottimizzate, il paziente si aggrava e va comunque incontro ad un peggioramento dei segni e dei sintomi che lo inducono a ricorrere a cure mediche urgenti, che possono portare anche ad un ricovero</strong></em>”.</p>
<p>“<em>Nel complesso</em> – continua il Professor<strong> Maurizio Volterrani</strong>, <strong>Presidente Nazionale di <em>Italian Heart Failure Association</em> (ITAHFA), Professore Ordinario di Metodiche e Didattica delle Attività Motorie dell’Università Telematica San Raffaele di Roma e Direttore del Dipartimento di Scienze Cardiologiche e Respiratorie, IRCCS San Raffaele di Roma,</strong> il <em>trattamento adeguato del <strong>peggioramento dell’insufficienza cardiaca</strong> rappresenta <strong>un importante bisogno clinico insoddisfatto</strong>. Infatti, quei pazienti che, pur trattati al meglio delle terapie mediche disponibili, manifestano un peggioramento clinico della malattia, <strong>necessitano di ulteriori trattamenti efficaci e ben tollerati per rallentarne la progressione, ridurre la mortalità o il numero di ricoveri</strong>. <strong>L’obiettivo fondamentale della terapia è la prevenzione di episodi di peggioramento, ritardarli il più possibile</strong>, anche se si sta seguendo quella che, secondo noi, è la terapia migliore</em>”.</p>
<p>“<em>Per aiutarc</em>i – spiega il Professor Volterrani &#8211; <strong><em>è entrato nella pratica clinica vericiguat</em></strong><em>, che agisce in modo incisivo su <strong>questi pazienti, cioè quelli che sono già trattati secondo gli standard raccomandati dalle Linee Guida, ma che vanno incontro a un nuovo peggioramento</strong>. Introducendo anche questo nuovo farmaco in associazione alla</em> ‘terapia <em>quadruplice’, si è visto che si riesce <strong>a ridurre la mortalità e le ospedalizzazioni in maniera significativa.</strong> Inoltre, si registra <strong>un miglioramento della qualità di vita</strong>, che per il paziente con insufficienza cardiaca rappresenta la cosa più importante. Semplificando &#8211; conclude Volterrani &#8211; possiamo dire che <strong>è come se mettessimo “carburante nel cuor</strong>e”, in quanto questo <strong>farmaco interviene ad aumentare l’energia che può migliorare la contrazione del cuore stesso e, nello stesso tempo, a migliorare la capacità dei vasi di ricevere il sangue</strong></em>”.</p>
<p><strong>In seguito all’ingresso nella pratica clinica</strong> dello stimolatore della guanilato ciclasi solubile, <strong>vericiguat</strong>, le <strong>più recenti Linee Guida</strong> sullo scompenso cardiaco <strong>dell’<em>American Heart Association</em></strong>, della <strong>Società Europea di Cardiologia</strong> e della <strong>Società Cardiovascolare Canadese</strong> <strong>raccomandano di prendere in considerazione la terapia con questo farmaco dopo una riacutizzazione (o peggioramento) di un evento di insufficienza cardiaca per ridurre ulteriormente il rischio </strong><sup>3,4,5</sup>. Ciò è sottolineato da una dichiarazione di consenso clinico pubblicata dall’<em>Heart Failure Association </em>dell’ESC nell’aprile 2023, che consiglia il trattamento con vericiguat <strong>in aggiunta ai quattro pilastri della terapia per l’insufficienza cardiaca </strong>con frazione di eiezione ridotta, nei pazienti sintomatici dopo un evento di peggioramento della malattia. Questa raccomandazione è supportata da una revisione separata e indipendente pubblicata sul <em>Journal of the American College of Cardiology</em> (JACC), che raccomanda di aggiungere vericiguat all’inizio del peggioramento dell’insufficienza cardiaca, <strong>creando un nuovo approccio terapeutico definito come “quintupla terapia medica”.</strong><sup>9</sup></p>
<p>La sicurezza e l’efficacia di vericiguat sono state valutate nello <strong>Studio registrativo VICTORIA</strong>, <em>trial</em> multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, a gruppi paralleli, controllato con placebo, che ha confrontato vericiguat e placebo in 5.050 pazienti adulti con insufficienza cardiaca sintomatica cronica e frazione di eiezione ventricolare sinistra inferiore al 45%, in seguito ad un evento di riacutizzazione (peggioramento).</p>
<p>I pazienti sono stati trattati fino alla dose target di mantenimento di vericiguat di 10 mg, una volta al giorno o con placebo, in associazione alle terapie standard per l’insufficienza cardiaca.<sup>10</sup></p>
<p><strong>L’endpoint primario</strong> era <strong>il tempo al primo evento composito di morte per cause cardiovascolari o di ospedalizzazione per scompenso cardiaco</strong>.</p>
<p>Il <em>follow up</em> mediano per l’endpoint primario è stato di circa 11 mesi. I pazienti del gruppo vericiguat sono stati trattati per una durata media di 1 anno, e fino a 2,6 anni.<sup>10</sup></p>
<p><strong>“</strong><em>Vericiguat si è dimostrato superiore al placebo nel ridurre il rischio di morte cardiovascolare o ospedalizzazione per insufficienza cardiaca sulla base di un’analisi time to event</em> – dichiara il <strong>Professor Pasquale Perrone Filardi</strong>, <strong>Presidente SIC, Società Italiana di Cardiologia </strong>&#8211; <em>Nel corso dello studio la riduzione del rischio assoluto annualizzata con vericiguat,, rispetto al placeo, è stata del 4,2%, che si traduce in un Number Needed to Treat di 24. Questo significa che in un anno, statisticamente, si può</em> <em>prevenire un decesso cardiovascolare o un ricovero ospedaliero per insufficienza cardiaca per ogni 24 pazienti che assumono vericiguat</em>”.</p>
<p><strong>“</strong><em>Vericiguat ha ridotto il rischio relativo dell’endpoint primario combinato di morte cardiovascolare o di primo ricovero del 10% rispetto al placebo</em>” – continua il Professor Filardi.</p>
<p>Nello <strong>Studio VICTORIA</strong>, vericiguat <strong>è stato ben tollerato, </strong>indipendentemente dalle comorbilità o dalla terapia di base<strong>. Circa il 95% dei pazienti ha proseguito la terapia per tutta la durata dello studio</strong>. Il tasso di interruzione del trattamento con vericiguat è stato del 6,8% rispetto al 6,1% del placebo.<sup> 10</sup></p>
<p><strong> </strong>“<em>Con l’introduzione nel nostro Paese di vericiguat, siamo lieti di poter mettere a disposizione dei professionisti della salute e dei loro pazienti una nuova soluzione terapeutica in grado di portare un importante cambiamento nella gestione di una patologia così insidiosa come l’insufficienza cardiaca</em> – dichiara <strong>Arianna Gregis, Country Division Head Pharmaceuticals di Bayer Italia</strong> – <em>Questo traguardo ci rende particolarmente orgogliosi, perché dimostra come i continui sforzi attraverso la ricerca di soluzioni innovative, che colmino gli unmet need di alcune patologie, possano costituire un concreto aiuto per rispondere alle necessità dei pazienti</em>”.</p>
<p>“<em>Bayer – continua Arianna Gregis &#8211; ha una profonda conoscenza dell’area cardiovascolare ed è ben consapevole delle sfide che le persone che soffrono di queste patologie affrontano ogni giorno. Da molti anni l’azienda fornisce soluzioni che hanno contribuito e contribuiscono a trasformare il panorama dei trattamenti, migliorando la vita dei pazienti stess</em>i”.</p>
<p>“<em>Per questo, siamo convinti</em> &#8211; conclude la Gregis &#8211; <em>che sia necessario proseguire in questo costante percorso di innovazione su diversi fronti: scientifico, organizzativo, terapeutico e tecnologico, per continuare a migliorare gli standard terapeutici. Per Bayer innovare significa creare uno scambio continuo tra l’industria, l’università, la clinica e i pazienti, perché è fondamentale condividere esperienze e competenze per raggiungere e sviluppare ciò che è meglio per questi ultimi.  Si tratta di una filosofia di supporto alla persona e di impegno per la salute della collettività, che non può prescindere dai rapporti con la società</em>”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Bayer</strong></p>
<p>Bayer è un’azienda globale con competenze chiave nelle Life Science con focus nei settori della Salute e della Nutrizione. I prodotti e i servizi sono concepiti per proteggere l’ambiente, migliorare la qualità della vita delle persone e cercare di rispondere alle sfide di una popolazione crescente e che vive più a lungo. Bayer si impegna a fornire un contributo sostanziale allo sviluppo sostenibile con la propria attività. Allo stesso tempo, il Gruppo mira ad aumentare la sua redditività e creare valore attraverso l&#8217;innovazione e la crescita. Il marchio Bayer è sinonimo di fiducia, affidabilità e qualità in tutto il mondo. Nel 2022, il Gruppo ha impiegato circa 101.000 collaboratori, registrato un fatturato di 50,7 miliardi di euro e ha investito 6,2 miliardi di euro in Ricerca e Sviluppo. Per ulteriori informazioni visita <a href="http://www.bayer.it/">Bayer.it</a>.</p>
<p><strong>Contatti:</strong></p>
<p>Grazia Bonvissuto, phone 335.7168487</p>
<p>E-Mail: Grazia.bonvissuto@bayer.com</p>
<p>Segui @BayerItalia su Twitter e Instagram</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Referenze</strong></p>
<p><sup>1</sup>           ww.salute.gov.it/portale/alleanzaCardioCerebrovascolari/dettaglioSchedeAlleanza            CardioCerebrovascolari.jsp?lingua=italiano&amp;id=43&amp;area=Alleanza%20italiana%20          per%20le%20malattie%20cardio-cerebrovascolari&amp;menu=malattie</p>
<p><sup>2</sup>           <a href="https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicaz">https://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicaz</a>            ioneGazzetta=2023-06-24&amp;atto. codiceRedazionale=23A03597&amp;elenco30giorni=false</p>
<p><sup>3</sup>           Heidenreich PA, <em>et al. Circulation</em>. 2022;145:e895–e1032</p>
<p><sup>4</sup>           McDonald M <em>et al. </em><em>Can J Cardiol</em> 2021;37:531–546</p>
<p><sup>5 </sup>          McDonagh TA <em>et al. Eur Heart J</em> 2021;42:3599–3726</p>
<p><sup>6</sup>           Ferreira JP <em>et al.</em> <em>Global Heart</em>. 2019 Sep 1;14(3):197-214</p>
<p><sup>7</sup>          Virani SS <em>et al</em>. <em>Circulation</em>. 2021 Feb 23;143(8):e254-743</p>
<p><sup>8</sup>           Mamas MA <em>et al.</em> <em>EHJ</em>. 2017 Sep;19(9):1095-104</p>
<p><sup>9</sup>           Greene S <em>et al. JACC. </em>2023<em>. Epub ahead of print (accepted for publication)</em></p>
<p><sup>10</sup>          Armstrong PW, <em>et al. N Engl J Med</em> 2020;382:1883–1893</p>
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		<title>Scoperto meccanismo di defibrillazione intrinseco del cuore</title>
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				<pubDate>Wed, 18 May 2022 13:15:43 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[FLASH NEWS]]></category>
		<category><![CDATA[aritmie cardiache]]></category>
		<category><![CDATA[CNR]]></category>
		<category><![CDATA[Consiglio Nazionale delle Ricerche]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>Un approccio interdisciplinare che vede coinvolti ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Cnr con ricercatori...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><em>Un approccio interdisciplinare che vede coinvolti ricercatori dell’Istituto nazionale di ottica del Cnr con ricercatori dell’Università di Firenze e del Lens nonché enti stranieri come l’Università di Friburgo (Germania), Max Plank (Germania) e McGill University (Canada), ha reso possibile la scoperta di un sistema di terminazione spontanea delle aritmie cardiache. <img class="aligncenter wp-image-9061" title="scoperto meccanismo defibrillazione intrinseco cuore" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/03/CNR-300x266.png" alt="" width="318" height="282" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/03/CNR-300x266.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/03/CNR.png 640w" sizes="(max-width: 318px) 100vw, 318px" /></em></p>
<p>Grazie alle competenze in fisiologia cardiaca e microscopia ottica presenti all’interno dell’Istituto nazionale di ottica del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Ino), dell’Università di Firenze e del Laboratorio europeo di spettroscopia non-lineare (Lens), è stato scoperto un nuovo meccanismo di protezione che il cuore applica in presenza di tachicardie ventricolari.</p>
<p>Il lavoro, pubblicato sulla rivista Basic Research in Cardiology, ha dimostrato come in presenza di ritmi rapidi nel cuore si instaurano delle complesse oscillazioni elettriche che portano al risincronizzare del ritmo cardiaco, in altre parole una sorta di auto-defibrillazione.</p>
<blockquote><p><em>“Il nostro cuore si contrae con ritmi regolari grazie ad una sequenza di impulsi elettrici chiamati potenziali d’azione. Le aritmie cardiache sono alterazioni della frequenza e della propagazione di tali impulsi. Tra le varie aritmie cardiache troviamo la tachicardia ventricolare in cui la frequenza cardiaca è significativamente aumentata”, spiega <strong>Leonardo Sacconi, primo ricercatore del Cnr Ino</strong>. </em></p>
<p><em>“Quest’ultima è un tipo di aritmia pericolosa in quanto può degenerare in fibrillazione ventricolare, con esiti fatali”.</em></p></blockquote>
<p>I ricercatori hanno studiato le dinamiche elettriche alla base della tachicardia ventricolare, andando anche a esplorare quali misure il cuore mette in atto per contrastare le aritmie.</p>
<blockquote><p><em>“Abbiamo osservato che i segnali elettrici che precedono la terminazione spontanea di una tachicardia ventricolare sono caratterizzati da una dinamica oscillatoria di impulsi di durata diversa da un battito all’altro chiamata alternans”, spiega <strong>Valentina Biasci, primo autore dello studio e assegnista di ricerca presso il Lens</strong>. “</em></p>
<p><em>Sfruttando l’optogenetica, una tecnica emergente che permette di manipolare l’attività elettrica del cuore mediante l’utilizzo della luce, è stato possibile amplificare le dinamiche oscillatorie durante tachicardie ventricolari”.</em></p>
<figure id="attachment_9477" aria-describedby="caption-attachment-9477" style="width: 300px" class="wp-caption alignleft"><img class="wp-image-9477 size-medium" title="scoperto meccanismo defibrillazione intrinseco cuore" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine_Credits-Giulia-Arecchi-300x300.png" alt="" width="300" height="300" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine_Credits-Giulia-Arecchi-300x300.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine_Credits-Giulia-Arecchi-150x150.png 150w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/05/Immagine_Credits-Giulia-Arecchi.png 773w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /><figcaption id="caption-attachment-9477" class="wp-caption-text">Fumetto che evidenzia la capacità del cuore di defibrillarsi da solo. <strong>Credits Giulia Arecchi</strong></figcaption></figure></blockquote>
<p>I risultati sono andati oltre le aspettative.<em> “Quando le alternans venivano aumentate, abbiamo riscontrato una maggiore suscettibilità da parte del cuore all’auto-terminazione dell’evento aritmico”</em>, aggiunge Sacconi.</p>
<p><em>“Questo ci ha permesso di dimostrare l’effetto cardio-protettivo delle alternans durante gli eventi aritmici, come se fossero un vero e proprio meccanismo di difesa innescato dal cuore stesso al fine di risincronizzarsi”.</em></p>
<p>Possibile lo sviluppo di una nuova generazione di farmaci e dispositivi medici antiaritmici che sfruttano come meccanismo d’azione l’aumento delle alternans cardiache durante gli eventi aritmici.</p>
<p><em>“Una possibile futura applicazione clinica potrebbe essere la progettazione di un defibrillatore cardiaco impiantabile a bassa energia, a fronte di quelli attuali la cui efficacia è limitata dai dolorosi shock elettrici che li caratterizzano”</em>, conclude Biasci.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE: Articolo pubblicato su Basic Research in Cardiology</p>
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		<title>Amiloidosi Cardiaca: conoscerla per diagnosticarla in tempo</title>
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				<pubDate>Thu, 28 Apr 2022 11:00:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marketing]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[AMILOIDOSI CARDIACA]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologia]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>OGGI LE MAGGIORI CONOSCENZE SULLE DINAMICHE DI QUESTA PATOLOGIA RARA E ANCORA SOTTO DIAGNOSTICATA E...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>OGGI LE MAGGIORI CONOSCENZE SULLE DINAMICHE DI QUESTA PATOLOGIA RARA E ANCORA SOTTO DIAGNOSTICATA E LE NUOVE STRATEGIE DIAGNOSTICHE E TERAPEUTICHE CONSENTONO DI GESTIRE SEMPRE MEGLIO MOLTI PAZIENTI.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9123" title="amiloidosi cardiaca conoscerla diagnosticarla tempo" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png" alt="" width="514" height="257" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy.png 787w" sizes="(max-width: 514px) 100vw, 514px" />Le Amiloidosi sono patologie multisistemiche, che colpiscono numerosi organi e tessuti: cuore, reni, fegato, cute, nervi periferici e occhi. Il cuore, in particolare, è l’organo bersaglio in cui l’Amiloide si deposita più frequentemente, provocando una condizione chiamata Amiloidosi Cardiaca.</p>
<p>Nel corso degli ultimi decenni, fortunatamente l’attenzione della Comunità Scientifica nei confronti di questa patologia è aumentata in modo esponenziale e la sua gestione – dalla diagnosi precoce ai trattamenti – è sensibilmente cambiata.</p>
<p>Ne abbiamo parlato con la <strong>Dott.ssa Stefania Marazia</strong>, Dirigente Medico presso l’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale Vito Fazzi, ASL di Lecce.</p>
<h5><em><strong>Dottoressa, cosa sono le Amiloidosi?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Le Amiloidosi sono un gruppo di malattie causate dal deposito in vari tessuti di proteine anomale in forma di fibrille. La diversità delle proteine che causano ciascun tipo di Amiloidosi determina differenti scelte terapeutiche e differenti risultati a distanza, dal momento che la produzione delle fibrille è<br />
dovuta a molteplici cause ed avviene in sedi molto diverse. L’Amiloidosi TTR ad esempio è causata dall’accumulo della transtiretina (prodotta principalmente nel fegato) che ha funzioni di trasporto della vitamina A e della tiroxina.</p>
<p>Nelle Amiloidosi TTR-relate la proteina va incontro ad un processo di “misfolding” ed infiltra i vari organi e tessuti (in particolare quello cardiaco e nervoso), causando alterazioni morfo-funzionali progressive.</p>
<p>Nella forma ereditaria (hATTR), invece, la proteina alterata deriva da una mutazione nel gene della TTR e si può manifestare con diversi fenotipi: prevalentemente cardiaco, prevalentemente neurologico, o misto. Nella forma senile non ereditaria (wild type), infine, l’accumulo della TTR si ha in maniera predominante a livello cardiaco”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Come si presenta l’Amiloidosi Cardiaca?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“L’Amiloidosi Cardiaca da transtiretina è tuttora una patologia poco conosciuta, con una presentazione clinica molto eterogenea ed il percorso diagnostico molto impegnativo. Spesso è proprio una vera sfida, soprattutto quando il coinvolgimento neurologico è lieve o assente.</p>
<p>Questa forma di malattia è spesso descritta come una patologia miocardica con un fenotipo ipertrofico e che porta a insufficienza cardiaca. È stato riportato in pubblicazioni recenti che la mediana di sopravvivenza dei pazienti con ATTR con cardiomiopatia è di 3,5 anni dalla valutazione iniziale.</p>
<p>Le manifestazioni cliniche d’esordio della cardiopatia amiloidotica possono essere molteplici e comunque non specifiche: basti pensare ad esempio alla sindrome del tunnel carpale bilaterale”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Come si arriva ad una diagnosi certa?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Partendo dalle manifestazioni cliniche e da eventuali riscontri di anomalie elettrocardiografiche e/o ecocardiografiche sospette per la patologia, il paziente deve essere avviato all’esame di scintigrafia con tracciante osseo. Una volta posta diagnosi di Amiloidosi TTR-relata è essenziale distinguere fra la forma senile (wild type) e la forma familiare (hATTR) mediante l’analisi genetica per la ricerca di eventuali mutazioni patogene del gene della TTR”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Quali sono ad oggi le Opzioni Terapeutiche per trattare l’Amiloidosi Cardiaca? </strong></em></h5>
<blockquote><p>“Le strategie farmacologiche si basano fondamentalmente sul blocco della sintesi della proteina (il cosiddetto silenziamento genico) o sulla stabilizzazione della stessa e hanno portato allo sviluppo e alla commercializzazione di diversi farmaci: in primis lo stabilizzatore Tafamidis, che ha indicazione per la Cardiomiopatia da TTR, e altre due molecole per la hATTR con polineuropatia, che tuttavia non hanno ancora l’indicazione per la sola Cardiomiopatia.</p>
<p>Oggi, inoltre, ci sono in corso studi clinici per l’utilizzo dei silenziatori genici nel trattamento dell’Amiloidosi Cardiaca con indicazione sia per la forma ereditaria che per la wild type. La precocità della diagnosi e del trattamento della Cardiopatia restano comunque di fondamentale importanza per evitare un’evoluzione verso il danno d’organo e l’insufficienza cardiaca irreversibile”.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>FONTE: Salute&amp;Benessere efocus n°33</p>
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		<title>Una nuova tecnologia per il trattamento dello Scompenso Cardiaco</title>
		<link>https://www.sanitaebenessere.it/nuova-tecnologia-trattamento-scompenso-cardiaco/</link>
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				<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 14:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Marketing]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[optimizer smart]]></category>
		<category><![CDATA[scompenso cardiaco]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>UN INNOVATIVO DISPOSITIVO MINI INVASIVO CONSENTE OGGI DI RIDURRE LE OSPEDALIZZAZIONI E MIGLIORARE LA QUALITÀ...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>UN INNOVATIVO DISPOSITIVO MINI INVASIVO CONSENTE OGGI DI RIDURRE LE OSPEDALIZZAZIONI E MIGLIORARE LA QUALITÀ DI VITA DEI PAZIENTI AFFETTI DA QUESTA PATOLOGIA, RIDUCENDO ANCHE I COSTI PER IL SSN. </strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9123" title="nuova tecnologia trattamento scompenso cardiaco" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png" alt="" width="488" height="244" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy.png 787w" sizes="(max-width: 488px) 100vw, 488px" />Lo Scompenso Cardiaco rappresenta un rilevante problema di salute pubblica e lo diventerà sempre di più a causa dell’invecchiamento della popolazione. Da qui l’importanza di una migliore e più efficiente gestione del paziente scompensato: un esempio virtuoso viene dalla UOSD “Scompenso Cardiaco e Cardiologia Riabilitativa” dell’AORN dei Colli-Ospedale Monaldi di Napoli, grazie a un approccio terapeutico all’avanguardia di cui ci parlano il <strong>Dott. Giuseppe Pacileo</strong>, Direttore dell’Unità, e il <strong>Dott. Daniele Masarone</strong>, Dirigente Medico: l’impianto di Optimizer® Smart, un innovativo dispositivo per la terapia elettrica dello Scompenso Cardiaco, la Modulazione della Contrattilità Cardiaca (CCM).</p>
<p><img title="nuova tecnologia trattamento scompenso cardiaco" src="https://f6publishing.blob.core.windows.net/1708996e-d87a-4ea4-93cb-0159d00982dd/03852215-20210202.jpg" alt="" width="252" height="366" /></p>
<p>Dott. Daniele Masarone, Dirigente Medico: l’impianto di Optimizer® Smart</p></div>
<h5><em><strong></strong><strong><em style="font-size: 16px;"><strong>Cos’è lo Scompenso Cardiaco e qual è l’incidenza in Italia?</strong></em><br />
</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Si tratta di una patologia causata dall’incapacità del cuore di assolvere alla sua normale funzione di pompa finalizzata a garantire il corretto apporto di sangue a tutti gli organi. Secondo i dati della Fondazione GIMBE in Italia 1 milione di persone (1,7% della popolazione generale) è affetto da Scompenso Cardiaco Cronico con una incidenza di circa 90.000 nuovi casi/anno.</p>
<p>La prevalenza della malattia aumenta di circa il 2% per ogni decade di età sino a raggiungere almeno il 10% nei pazienti over 70. Occorre sottolineare che lo Scompenso Cardiaco cronico è gravato da un elevato tasso di mortalità: circa il 10% dei pazienti muore in occasione del primo ricovero, oltre il 25% decede entro un anno dalla diagnosi e circa la metà entro 5 anni.</p>
<p>Inoltre, quasi il 60% viene re-ospedalizzato entro un anno dal primo ricovero e ciò spiega perché lo Scompenso Cardiaco rappresenta la prima causa di ricovero nel mondo tra gli over 65. Tutto ciò induce anche un significativo impatto economico: in Italia il costo totale annuo è di circa 3 miliardi di euro, pari al 2% della spesa sanitaria complessiva.</p>
<p>La recente pandemia ha inoltre allontanato dagli ospedali molti pazienti che necessitano di una sorveglianza costante e tra di essi in particolare quelli con Scompenso Cardiaco. Ciò ha determinato una riduzione della aderenza terapeutica e una impropria riduzione delle ospedalizzazioni con un significativo aumento della mortalità.</p>
<p>Per fare fronte a questa vera e propria emergenza, nel nostro Centro abbiamo adottato delle nuove strategie terapeutiche, tra cui un protocollo medico innovativo basato sull’utilizzo di infusioni ripetute di inodilatatori in regime di Day Hospital e l’impianto di un dispositivo per la terapia elettrica dello Scompenso Cardiaco, Modulazione della Contrattilità Cardiaca (CCM)”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Cos’è la Modulazione della Contrattilità Cardiaca e quali vantaggi comporta?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Si tratta di un metodo unico e innovativo per trattare i pazienti affetti da insufficienza cardiaca cronica. I segnali emessi dal dispositivo impiantabile sono speciali impulsi elettrici erogati durante una fase specifica del ciclo cardiaco che aumentano le prestazioni del cuore senza influire sul ritmo cardiaco. Questa terapia determina non solo un miglioramento dei sintomi e della qualità di vita nei pazienti con Scompenso Cardiaco cronico o avanzato, ma anche una riduzione delle ospedalizzazioni e degli accessi al pronto soccorso”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Come viene impiantato il Dispositivo per la terapia di CCM?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“L’impianto viene eseguito da medici specialisti in Elettrofisiologia ed  Elettrostimolazione in sedazione leggera, creando una piccola tasca sottocutanea nella parte superiore del torace e collegando due elettrocateteri convenzionali per pacemaker, posizionati nel ventricolo destro e necessari per l’erogazione<br />
della terapia. Il dispositivo è compatibile con altri sistemi impiantati e pertanto può essere utilizzato anche in pazienti con defibrillatore o con un dispositivo di resincronizzazione cardiaca (CRT)”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Quali limitazioni ha il paziente dopo l’impianto?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Assolutamente nessuna, anzi, la qualità di vita migliora in tempi molto brevi. Dopo un paio di giorni dall’impianto il paziente viene dimesso e, una volta che la ferita si è cicatrizzata (circa due settimane), può riprendere una vita perfettamente normale. Il dispositivo impiantato, infatti, non è influenzato dalle attività quotidiane (ad esempio camminare) né dai normali movimenti (ad esempio chinarsi).</p>
<p>Di notevole interesse è l’evidenza che tali risultati sono confermati anche nei pazienti con Scompenso Cardiaco avanzato. Basti pensare che in due nostri pazienti tale terapia è stata utilizzata come terapia “ponte” al trapianto cardiaco. Ciò permette di poter attendere i tempi non brevi per la disponibilità di un cuore compatibile e quindi salvare il paziente”.</p></blockquote>
<p><strong><img class="alignleft" title="nuova tecnologia trattamento scompenso cardiaco" src="https://biomedicalcue.it/wp-content/uploads/2018/12/Optimizer-smart.jpeg" alt="" width="345" height="207" />OPTIMIZER® SMART</strong><br />
È un dispositivo impiantabile mininvasivo per il trattamento dell’insufficienza cardiaca nei pazienti con sintomi da moderati a severi nonostante adeguata terapia medica. Il dispositivo eroga, direttamente al cuore del paziente, impulsi elettrici temporizzati, denominati impulsi di Modulazione della Contrattilità Cardiaca (CCM). La terapia CCM® garantisce una migliore qualità di vita riducendo i sintomi dell’insufficienza cardiaca, quali marcata dispnea e affaticamento, e una riduzione degli eventi legati allo scompenso cardiaco quali ospedalizzazioni.</p>
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<p>FONTE: Salute&amp;Benessere efocus n°33</p>
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		<title>TAVI per la Stenosi Valvolare Aortica: un&#8217;opzione terapeutica sicura ed efficace</title>
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				<pubDate>Sat, 23 Apr 2022 10:00:06 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[cardiologia]]></category>
		<category><![CDATA[stenosi valvolare aortica]]></category>
		<category><![CDATA[transcatetere percutaneo]]></category>

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				<description><![CDATA[<p>L’IMPIANTO TRANSCATETERE PERCUTANEO DI VALVOLA AORTICA HA DIMOSTRATO AVERE NOTEVOLI VANTAGGI PER IL PAZIENTE, TANTO...</p>
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								<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L’IMPIANTO TRANSCATETERE PERCUTANEO DI VALVOLA AORTICA HA </strong><strong>DIMOSTRATO AVERE NOTEVOLI VANTAGGI PER IL PAZIENTE, TANTO CHE LE RECENTI LINEE GUIDA DELLE SOCIETÀ SCIENTIFICHE HANNO AMPLIATO LE INDICAZIONI ALL’UTILIZZO.</strong></p>
<p><img class="aligncenter wp-image-9123" title="tavi stenosi valvolare aortica opzione terapeutica sicura efficace" src="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png" alt="" width="540" height="270" srcset="https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy-300x150.png 300w, https://www.sanitaebenessere.it/wp-content/uploads/2022/04/Logo-Digital-copy.png 787w" sizes="(max-width: 540px) 100vw, 540px" />A parlarcene, il <strong>Prof. Gian Paolo Ussia</strong>, Responsabile dell’UOS di Emodinamica del Policlinico Universitario del Campus Bio-Medico di Roma e Professore Ordinario di Malattie dell’Apparato Cardiovascolare della medesima Università.</p>
<figure style="width: 220px" class="wp-caption alignleft"><img title="tavi stenosi valvolare aortica opzione terapeutica sicura efficace" src="https://www.unicampus.it/images/Ricerca/Unita-di-Ricerca/giampaolo_ussia.jpg" alt="" width="220" height="220" /><figcaption class="wp-caption-text"><strong>Prof. Gian Paolo Ussia</strong> Responsabile UOS di Emodinamica Policlinico Universitario del Campus Bio-Medico</figcaption></figure>
<h5><em><strong>Professore, cosa si intende per Stenosi Valvolare Aortica?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Si intende il restringimento della valvola aortica ovvero un’ostruzione che comporta una riduzione della quantità di sangue pompata e un sovraccarico di lavoro per la parte sinistra del cuore.</p>
<p>La Stenosi Valvolare Aortica degenerativa è una valvulopatia frequente nell’anziano, tuttavia è facile riscontrarla nella pratica clinica anche più precocemente per una malformazione congenita (valvola aortica bicuspide) o a seguito di una infezione da streptococco (stenosi valvolari post-reumatiche).</p>
<p>I sintomi sono graduali, iniziano con la dispnea e talvolta con il dolore toracico; il sintomo più grave è la sincope, segno di una valvulopatia molto severa. La prevalenza nel soggetto anziano, di età &gt; 75 anni, è di circa 3,5-4%. In Italia il numero di persone di età &gt; 75 anni sono 7 milioni circa e pertanto circa 240.000 soggetti sono attualmente affetti dalla patologia”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Come si tratta oggi la Stenosi Valvolare Aortica?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Secondo le linee guida della Società Europea di Cardiologia e dell’Associazione Europea di Chirurgia Cardio-Toracica, per i pazienti con Stenosi Valvolare Aortica severa e sintomatica è fortemente raccomandato un intervento precoce.</p>
<p>L’intervento è altresì raccomandato in pazienti asintomatici con funzione sistolica ventricolare sinistra compromessa che non riconosca altra causa, e per chi è asintomatico a riposo ma sviluppa sintomi durante l’attività fisica.</p>
<p>La selezione delle più appropriate modalità di trattamento deve essere comunque sempre attentamente valutata dall’Heart Team con un modello di approccio  multidisciplinare che richiede la collaborazione tra Cardiologo e Cardiochirurgo, Cardioanestesista e Geriatra, e che tenga conto dell’età, dell’aspettativa di vita, delle comorbidità, delle caratteristiche anatomiche e procedurali, del rischio di un trattamento chirurgico o percutaneo, della durata delle protesi, ma non di meno dell’esperienza del Centro e della volontà del paziente.</p>
<p>L’intervento cardiochirurgico tradizionale è ad oggi raccomandato nei pazienti giovani che sono a basso rischio chirurgico o nei pazienti che sono operabili e non candidabili ad un approccio percutaneo transfemorale. È altresì raccomandato nei pazienti che devono contestualmente essere sottoposti a By-pass Aorto-Coronarico o a chirurgia dell’aorta ascendente o di un’altra valvola.</p>
<p>La sostituzione valvolare aortica per via percutanea (TAVI), invece, è raccomandata fortemente nei pazienti anziani o nei soggetti considerati ad alto rischio chirurgico o non candidabili alla chirurgia tradizionale”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Qual è l’apporto delle nuove tecnologie?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“Il Trattamento Transcatetere mediante l’utilizzo di Protesi Biologiche Percutanee è stata una piccola “rivoluzione copernicana” della cardiologia interventistica. Dai primi anni del 2000 ad oggi, grazie all’interazione tra medici e ricerca, ai suggerimenti dei cardiologi basati sull’esperienza diretta sul campo per migliorare la tecnica di impianto, al successo procedurale e clinico nonché alla collaborazione con gli ingegneri biomedici, si è giunti allo sviluppo di valvole di terza generazione che hanno reso la procedura più sicura ed efficace, ma soprattutto più semplice”.</p></blockquote>
<h5><em><strong>Quali sono i vantaggi di un Impianto Transcatetere Percutaneo?</strong></em></h5>
<blockquote><p>“I potenziali benefici sono significativi: la mini invasività della procedura, il rapido recupero, la ridotta degenza ospedaliera e il precoce ritorno alle normali attività quotidiane, il rispetto dell’integrità fisica del paziente in quanto si evita la sternotomia mediana, l’anestesia generale, il ricorso alla circolazione extracorporea, e la riabilitazione cardio-polmonare.</p>
<p>I dispositivi più innovativi possono aiutarci a migliorare la vita di molti pazienti, consentendo a un maggior numero di persone con malattie delle valvole cardiache di beneficiare di questa svolta nella tecnologia medica.</p>
<p>Se dunque oggi la TAVI si propone già come “standard of care” nei pazienti di età più avanzata, l’obiettivo futuro è quello di ampliare le indicazioni a pazienti giovani e di utilizzare dispositivi sempre più efficienti che possano prevenire le complicazioni che a volte comportano la necessità di intervenire di nuovo sulla valvola cardiaca”.</p></blockquote>
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<p>FONTE: Salute&amp;Benessere efocus n°33</p>
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