Anche per i tumori rari esistono Centri di eccellenza che consentono percorsi terapeutici innovativi e personalizzati: il caso dell’IRCCS San Martino di Genova
I GIST (GastroIntestinal Stromal Tumors) sono neoplasie rare del tratto digestivo. Un approfondimento con la Dottoressa Danila Comandini, dirigente medico oncologo e Coordinatore del Gruppo Multidisciplinare sui sarcomi presso l’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova.
Dottoressa Comandini, che tipo di tumori sono i Gist e quale è la loro incidenza?
I Gist sono tumori che possono insorgere lungo tutto il tratto gastrointestinale, dall’esofago fino al retto, prendono origine dalle cellule che coordinano le contrazioni del tratto digestivo e che si trovano nello spessore della parete del tratto gastrointestinale. Fanno parte della famiglia dei sarcomi e si distinguono nettamente dai carcinomi gastrointestinali che nascono invece dal tessuto di rivestimento interno dell’apparato gastrointestinale e che hanno una storia clinica e sensibilità a terapie differenti. Le sedi di insorgenza più frequenti sono lo stomaco, l’intestino tenue e il retto, mentre meno comuni quelli del colon e dell’esofago. In Italia ogni anno circa 1000 persone ricevono una diagnosi di Gist. Se pensiamo che i carcinomi della mammella, del colon-retto o del polmone colpiscono circa 50.000 persone ogni anno, capiamo come i Gist siano a tutti gli effetti dei tumori rari.
Qual è il meccanismo che scatena la comparsa di questa patologia?
L’insorgenza dei Gist è collegata ad una specifica alterazione di un gene del DNA che comporta l’attivazione continua di un enzima, un recettore di membrana cellulare, responsabile dell’invio di segnali di crescita. Le mutazioni geniche più comuni, coinvolgono il gene KIT e, seppur meno frequentemente, il gene PDGFRA. A causa delle mutazioni geniche, la cellula prolifera anche quando normalmente non lo farebbe e si sviluppa la massa tumorale. Grazie alla comprensione del meccanismo di trasformazione tumorale che sta alla base dei GIST, nel 2000 sono state individuate terapie molecolari mirate, che agendo sull’enzima alterato ne spengono l’attività e bloccano la proliferazione cellulare incontrollata. Prima di capire il meccanismo di trasformazione tumorale, questi tumori venivano trattati come i sarcomi e, non rispondendo assolutamente alla chemioterapia, la prognosi si aggirava sui 18 mesi. Oggi abbiamo pazienti che sono stabili e in trattamento anche a distanza di anni
Quali sono le terapie disponibili per i GIST?
L’avvento dei farmaci a bersaglio molecolare ha rivoluzionato il trattamento di questa patologia. Nel 2002 fu approvato l’imatinib, il primo farmaco a bersaglio molecolare, nel trattamento del Gist avanzato inoperabile. Con l’introduzione di questa molecola nella terapia dei pazienti affetti da Gist Avanzato si ebbero risposte parziali in circa l’80% dei pazienti. Furono sufficienti 4 compresse al giorno di questo farmaco per cambiare la prognosi di questi pazienti. In questi 23 anni sono stati approvati altri 6 farmaci a bersaglio molecolare con indicazioni ben specifiche. Ad oggi oltre ad Imatinib disponiamo di Sunitinib, Regorafenib, Entrectinib, Larotrectinib, Avapritinib e Ripretinib. Questi farmaci sono in formulazioni orali e vengono utilizzati a seconda della linea di trattamento e del tipo di mutazione genica che caratterizza il GIST. Alcuni di questi sono gravati da effetti collaterali che compromettono la qualità di vita dei pazienti: stanchezza importante, tossicità cutanea, rialzo dei valori pressori o diarrea importante. Le terapie sono continuative, ragion per cui questi effetti, quando compaiono, non abbandonano mai il paziente, con un impatto negativo sulla qualità della vita. Tra questi farmaci, i meglio tollerati sono l’ imatinib che è stato il primo approvato nella patologia e che è il solo prescrivibile in prima linea e l’ultimo, il Ripretinib, che, ad oggi, può essere prescritto solo nei pazienti pretrattati e che ha dimostrato di avere efficacia e di impattare meno sulla qualità di vita dei pazienti.
L’Oncologia Medica 1 dell’IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova è uno dei centri di riferimento per la diagnosi e cura dei Gist In Italia. Qual è l’iter di trattamento all’interno del Centro?
I Gist e tutti i tumori rari devono essere seguiti presso centri di riferimento. Mi occupo di Gist dal 2002 e l’Oncologia medica 1 presso cui lavoro, fa parte della rete Italian Sarcoma Group. I pazienti che ricevono una diagnosi vengono presi in carico da noi per completamento diagnostico e sequenziamento genetico, trattamento e follow up. Quando la malattia è localizzata all’organo di origine il trattamento principale è rappresentato dalla chirurgia, cui può seguire o meno un trattamento medico in base al rischio di recidiva della malattia. Quando invece il Gist è diffuso anche ad organi a distanza, il trattamento principale è quello medico, con farmaci a bersaglio molecolare. Oltre ai farmaci registrati come standard nel trattamento dei Gist, aderiamo a protocolli sperimentali con farmaci innovativi.
CONTATTI: Dottoressa Danila Comandini Dirigente Medico Oncologo e Coordinatore del Gruppo Multidisciplinare sui Sarcomi IRCCS Ospedale Policlinico San Martino di Genova Largo Rosanna Benzi, 10 -16132 Genova GE Tel: 010 5551 Mail: danila.comandini@hsanmartino.it
