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OLTRE LA QUARTA LINEA: NAVIGARE LA FRAGILITÀ E LA RICERCA DEL PAZIENTE TRIPLE CLASS REFRACTORY

IL MIELOMA MULTIPLO HA SUBITO UNA PROFONDA E RADICALE TRASFORMAZIONE NEGLI ULTIMI QUINDICI ANNI GRAZIE A NUMEROSE INNOVAZIONI TERAPEUTICHE.

Tuttavia, mentre queste innovazioni vengono rapidamente approvate nelle fasi tardive (quarta linea e oltre) per poi spostarsi verso i trattamenti precoci (prime linee) – come sta accadendo con l’immunoterapia – un bisogno fondamentale permane: la costante necessità di migliorare la terapia per i pazienti che si trovano nelle linee di trattamento più avanzate. La notizia principale è che, per i pazienti con mieloma multiplo refrattario, l’obiettivo clinico non è più solo l’efficacia, ma una “triade” cruciale che bilancia efficacia, sicurezza e, in modo determinante, la qualità di vita. Ne abbiamo parlato con il Dr. Bruno Bolognese, Country Manager Italy di Oncopeptides.

Quali sono le principali sfide che la ricerca deve affrontare per sviluppare terapie efficaci per i pazienti in linee avanzate di mieloma multiplo (quarta linea o oltre)?

«La maggiore difficoltà deriva dal fatto che c’è sempre un bisogno continuo di migliorare la terapia, specialmente nelle linee tardive. Le innovazioni più recenti, come l’immunoterapia, tendono a svilupparsi e approvarsi inizialmente nelle fasi tardive, ma poi gli enti regolatori (come Ema e Fda) le spostano rapidamente verso le linee precoci. Questo meccanismo lascia le linee tardive in continua scoperta e sviluppo. Inoltre, una volta che il paziente raggiunge queste fasi avanzate, la prospettiva cambia. Il paziente e i suoi familiari prendono coscienza che il tempo è “finito” e non più indefinito. Di conseguenza, oltre all’efficacia, acquisiscono importanza cruciale anche la sicurezza del trattamento e la qualità di vita, in modo che il paziente possa godersi il tempo rimanente con la famiglia e condurre una vita differente. I clinici e la ricerca devono quindi mirare a un corretto bilanciamento di questa “triade”: efficacia, sicurezza e qualità di vita».

Come vengono caratterizzati e selezionati i pazienti idonei per le opzioni terapeutiche innovative destinate alle linee tardive?

«La selezione dei pazienti è molto chiara in base alle indicazioni regolatorie ricevute. I pazienti che possono beneficiare di nuove terapie per le linee avanzate sono quelli che si trovano dalla quarta linea terapeutica in poi, definiti “triple class refractory”. Ciò significa che devono essere refrattari alle tre maggiori classi di terapia utilizzate nel mieloma: immunomodulatori, inibitori del proteasoma e anticorpi monoclonali anti-CD38. Esistono criteri aggiuntivi se il paziente ha ricevuto un trapianto autologo: in quel caso, deve essere andato in progressione oltre 36 mesi dopo il trapianto. Questi pazienti sono spesso anziani; l’età media di diagnosi è tra i 65 e i 69 anni, ma quando raggiungono la quarta linea si collocano tipicamente intorno ai 72-75 anni. A questa età, i pazienti sono spesso considerati “fragili” e presentano comorbidità che non riguardano necessariamente la patologia, come ipertensione o problemi cardiaci. Le terapie che offrono un trattamento meno impattante, come un’infusione endovenosa breve, della durata di 30 minuti, somministrata una volta ogni 28 giorni, sono preferite dai pazienti perché garantiscono un miglior controllo e una migliore qualità di vita».

Quale ruolo stanno assumendo le piattaforme di intelligenza artificiale e machine learning nella selezione dei target e nella previsione della risposta terapeutica nel mieloma multiplo refrattario?

«L’utilizzo di queste piattaforme è un campo in cui si percepisce un leggero ritardo, specialmente per quanto riguarda lo sviluppo di nuovi farmaci. Tuttavia, queste tecnologie sono fondamentali per la caratterizzazione dei pazienti e per comprendere chi possa beneficiare di più di un determinato farmaco. Intelligenza artificiale e machine learning consentono di processare le informazioni disponibili sui pazienti, inclusi i loro trattamenti passati, per dare un output su quali tipologie di pazienti ne beneficerebbero maggiormente. Un clinico spagnolo è stato pioniere in questo senso, sviluppando un proprio sistema di machine learning per screenare i dati. Anche in Italia si sta manifestando un crescente interesse. Il gruppo cooperatore EMN Italy (European Myeloma Network Italia) avrà un programma di sviluppo nel 2026, volto a fornire risposte su come utilizzare al meglio le piattaforme di intelligenza artificiale e machine learning per renderle più utili nella normale pratica clinica. L’obiettivo è superare il “vecchio modo” di sviluppare la ricerca, integrando l’Intelligenza artificiale basica con sistemi più avanzati di machine learning».

 

Contatti: 

Dr. Bruno Bolognese

Country Manager Italy Oncopeptides srl

Via Ceresio, 7 

20154 Milano (MI)

www.oncopeptides.it

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